Nicola Selenu di Stand Up Comedy Italia: intervista

23 Mar
Nicola Selenu di Stand Up Comedy ITALIA

Nicola Selenu di Stand Up Comedy ITALIA

Nicola Selenu è il fondatore di Stand Up Comedy Italia (qui il sito), è approdato a questo tipo di comicità passando prima dalla improvvisazione teatrale e dal public speaking. L’idea dell’intervista  nasce dopo aver assistito a una serata open mic a Bologna presso il BrewDog, con la sorpresa di vedere tanti giovani tra il pubblico e anche sul palco. Potrebbe essere l’inizio di quella rivoluzione dal basso di cui il nostro disastrato ambiente ha un bisogno disperato. Però, bisogna rimboccarsi le maniche da subito. Anche di questo abbiamo parlato:

Nicola, com’è nata l’idea di Stand Up Comedy Italia?
l’idea è maturata nel 2013 quando, dopo anni di improvvisazione teatrale comica, ho deciso di lasciare il teatro per fare stand up.
A quel tempo facevo i miei monologhi umoristici solamente alle serate di Toastmasters International, un’associazione internazionale di public speaking di cui faccio parte. Nel 2014 mi sono piazzato primo al loro concorso nazionale per discorsi umoristici ed ho capito che forse era il caso di portare la cosa ad un altro livello. Mi sono però scontrato con 2 grossi ostacoli: 1) non c’erano spazi aperti dove farsi le ossa 2) mi sentivo dire continuamente “chi te lo fa fare? in Italia non  c’è la cultura della stand up”. Beh, anziché aspettare che le opportunità arrivassero da chissà dove, ho preferito rimboccarmi le maniche e crearle per chiunque si trovasse nella mia situazione.
Quali sono gli obiettivi?
Promuovere la cultura della Stand Up Comedy in Italia. Creare un punto di riferimento per pubblico e comici dove informarsi, discutere, partecipare. Far smuovere il culo a queste persone incatenate alla poltrona da anni di TV e video su YouTube, per fargli capire che anche in Italia si può godere di spettacoli stand up dal vivo.
Attività attuali, news, prossime aperture?
Stand Up Comedy Italia si muove contemporaneamente su più fronti. Sul fronte “online” cerca di informare e avvicinare gli appassionati attraverso il sito http://standupcomedy.it e la pagina Facebook http://Facebook.com/Stand.Up.Comedy.IT. Sul fronte “offline”, organizziamo regolarmente open mic e spettacoli in mezza Italia: Milano, Brescia, Rimini, Bologna. Nei prossimi mesi arriveremo anche a Pisa, Piacenza e Biella. Il sogno è ovviamente quello di vedere serate stand up in ogni città d’Italia.
Partiamo da un presupposto: il mainstream comico è in agonia, ma lambisce col suo basso livello un po’ tutto. Cosa ne pensi di chi fa stand up, poi va al talent comico, poi va al laboratorio artistico Zelig, poi tenta la strada di Colorado, eccetera, eccetera? Non è un modo per mandare tutto in vacca? Non diventa un mischione incoerente? Non si ripetono, in questo modo, con la stand up gli errori del passato?

Nei dopo-spettacoli e nei fuori onda, mi accade già di sentire certi colleghi emergenti fare dei discorsi poco incoraggianti su quanto o cosa darebbero per stare in determinati programmi TV solo per il cachet. Il problema non è ovviamente la volontà di fare strada, ma quello di voler far “carriera” (virgolette d’obbligo) a costo di cambiare faccia e bandiera. Con la consapevolezza che ci saranno sempre persone del genere, preferisco dedicare le mie energie altrove. Ma sia chiara una cosa: La Stand Up andrà avanti anche quando perderà per strada alcuni suoi interpreti. Il cambiamento è già in atto, ed è inarrestabile.
Quali sono i requisiti per il rilancio della comicità italiana? Se pensi che ci sarà un rilancio, quanto tempo ci vorrà?

A parte alcuni grandi innovatori per cui nutro un’adorazione viscerale (penso ad esempio all’enorme contributo di Renzo Arbore), la TV è da sempre poco permeabile al cambiamento e raramente dimostra di essere al passo con il mondo esterno. Io sono convinto che si debba raggiungere una massa critica di appassionati sul territorio perché possa cambiare qualcosa anche nel mondo della
televisione.

Se guardo la situazione odierna e la confronto con quella di un anno fa, anche usando lo stesso Stand Up Comedy Italia come cartina tornasole, vedo un’infinità di segnali positivi che non posso ignorare: quasi 10.000 appassionati sulla mia pagina (che crescono a ritmo di 1.000 nuovi utenti al mese), il pubblico sempre più affezionato che frequenta le serate, i gruppi autonomi che si stanno costituendo in ogni parte d’Italia, Comedy Central che conferma e potenzia i programmi Stand Up, i tutto-esaurito a teatro di Giorgio Montanini, etc. Sono certo che nel giro di uno, massimo due anni, la comicità italiana avrà subito importanti sconvolgimenti ad oggi impensabili.

Pensi che la stand up comedy dovrebbe attirare investimenti ingenti per sfondare? Faccio l’esempio di sponsor, investitori, reti televisive, serie tv, agenzie potenti, eccetera. Insomma che si debba coniugare inevitabilmente col “fare ottimi affari” e diventare mainstream?

Sarebbe  incosciente affermare che la Stand Up Comedy non abbia bisogno di maggiori investimenti. Anzi.  È l’esatto contrario. Purché si parli di finanziatori e non di padroni. Una tv più libera (dal tocco censorio di direttori di rete, capi autori e compagnia  bella), che abbandonasse le logiche conformiste, si arricchirebbe notevolmente  in termini di contenuto, mostrando un’infinita gamma di differenze artistiche individuali: maggiore qualità, maggiori investimenti. Se slegato dalle dinamiche di servilismo sopracitate, il concetto di mainstream è  un falso problema: maggiore visibilità significa maggiore accessibilità a questa  forma d’arte. Più scelta, più concorrenza, più qualità. Quindi più interessi economici per chi ci volesse investire.

Ritieni che il sistema del cabaret tv crollerà da solo o che dobbiamo contribuire tutti  a fare la rivoluzione? Oppure è meglio non esporsi troppo, attendere gli eventi e uscire allo scoperto più avanti?

 Finché ci sarà chi vuole importi dall’alto la propria idea di stand up, in TV arriverà in una forma piatta, distorta ed edulcorata. Comunque no, il sistema non crollerà da un momento all’altro. Non ci sarà un 14 luglio della Stand Up, da ricordare come il giorno simbolo della nostra rivoluzione. Penso   invece che l’attuale processo di “silente permeazione” proseguirà fino al punto in cui nessuno potrà più ignorarlo.

Penso  insomma che arriverà un giorno in cui, noi stessi, ci guarderemo intorno e diremo “oh cacchio, quando è successo esattamente?“ L’importante  è avere un ruolo attivo in questa rivoluzione, senza limitarsi ad aspettare che le cose migliorino da sole.

La creazione di Stand up Comedy Italia è un gesto anche “politico”? (nel senso che ha l’obiettivo di cambiare almeno un po’ le cose).
Certamente.  Nasce proprio con la precisa idea di cambiare le cose e concedimi l’arroganza di  pensare che questo stia già avvenendo.

Puoi  giurarmi che non sei un paraculo che sta cavalcando una moda cercando di trarne dei vantaggi personali?
Certo che posso giurartelo, ma basterebbe a convincerti? preferisco far parlare i fatti. Su  tutti: ormai il progetto è in primo piano rispetto al mio percorso personale di  stand up comedian, al quale (purtroppo) riesco a dedicare sempre meno tempo. Sostengo in prima persona tutte le spese e se per miracolo torna indietro qualche euro, questo viene reinvestito immediatamente nel progetto stesso (rimborsi ai collaboratori locali, pubblicità mirata su fb, attrezzatura per le serate).

Comunque se preferisci la risposta breve: Sì, te lo giuro.

Un messaggio finale (o se preferisci un appello) al mondo comico.
Ritengo davvero stupida e controproducente la guerra di posizioni in atto tra alcuni  cabarettisti e certi stand up comedian. Avete entrambi sbagliato nemico: siete  comici, colleghi. Volete prendervela con qualcuno? unitevi e combattete contro  chi, alla varietà e alla qualità umoristica possibile in entrambi i generi,  preferisce il conformismo più becero dettato dalle solite logiche populiste.

PS: Ottima intervista in cui si è parlato anche di rivoluzione, quindi la canzone da mettere in sottofondo non può essere che Talkin ‘Bout Revolution, di Tracy Chapman, poiché forse non lo sappiamo, ma ne stanno già parlando, anche se sembra solo un sussurro (Don’t you know they’re talking about a revolution It sounds like a whisper)

Ananas Blog

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26 Risposte to “Nicola Selenu di Stand Up Comedy Italia: intervista”

  1. Renato marzo 29, 2016 a 12:20 pm #

    E di Natural Born Comedian che andrà in onda il 4 Aprile su Comedy Central non parla nessuno?

    • Renato marzo 29, 2016 a 12:23 pm #

      parliamo di circa una ventina tra i più bravi monologhisti presenti sul mercato, che rappresentano la vera novità del panorama comico italiano. Poi, se vogliamo continuare a parlare di eccezionale veramente e dei suoi fenomeni da baraccone…

    • ananasblog marzo 29, 2016 a 3:05 pm #

      Manda testo su NBC che si fa il post. L’A anzi, le recupero alla fonte, grazie della segnalazione!

      • Renato marzo 29, 2016 a 3:20 pm #

        prego! segnalazione più che doverosa

    • Zero marzo 29, 2016 a 4:37 pm #

      E’ già la seconda edizione di NBC. Lo scorso anno L’A non se lo è filato proprio…chissà…

  2. filippo marzo 25, 2016 a 5:22 pm #

    per me dovevi intervistare Giorgiu Mundanini!

  3. Finalmente marzo 23, 2016 a 1:22 pm #

    Finalmente uno con il cervello! Il problema sono quei due coglioni amichetti che rompono le palle agli altri! Parliamo di Montanini e quell’altro di cui nemmeno ricordo il nome pensa! Anche se con generi diversi si potrebbe andare d’accordo, zelig non toglie alla stand up e viceversa e invece sempre a rompersi le palle! Brignano non toglie a Montanini eppure Montanini rompe le palle! Quando lo capiranno saranno ormai troppo vecchi!

    • ananasblog marzo 23, 2016 a 1:27 pm #

      il detrattore di Montanini (e anche di Giardina) arriva sempre 😉 L’A

      • Finalmente marzo 23, 2016 a 2:13 pm #

        Detrattore? Sono due poveracci che passano il loro tempo offendendo e criticando i colleghi

      • Luther Caligine marzo 24, 2016 a 6:08 am #

        Ho cercato le performances dei suddetti sul tubo (non ho tv); che dire? Al confronto Max Cavallari fa commedia dell’ arte.

        • ananasblog marzo 24, 2016 a 9:54 am #

          Dal vivo li devi vedere! Vai nei locali, in mezzo ai giovani, mentre si accumulano le birre e le patatine fritte. Non fare il braccino corto, muoviti! 😉

          • Luther Caligine marzo 24, 2016 a 6:06 pm #

            La desolante inanità di tali personaggi cangerebbe in stimolante rappresentazione comica in acconci locali, dunque?
            Permetti di dubitarne.

  4. perdentedisuccesso marzo 23, 2016 a 11:58 am #

    …ma queste serate sono tutte OPEN MIC, o mi sbaglio?? …

    • Nicola Selenu marzo 23, 2016 a 12:21 pm #

      Sì ti sbagli, (come sai) c’è stato uno spettacolo a Milano a inizio marzo e ce ne sarà uno a Pisa a fine aprile. Oltre alla rassegna al Teatro Libero, in collaborazione con Dado Tedeschi, che va avanti da dicembre a maggio.

  5. Sincero marzo 23, 2016 a 11:40 am #

    Speriamo bene!

  6. Roberto Riccioli marzo 23, 2016 a 10:04 am #

    Grazie di tutto Nicola!
    Specialmente per avermi riacceso un briciolo di speranza

Trackbacks/Pingbacks

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    […] mic bolognese di quelle organizzate con successo crescente da Stand up Comedy Italia. Vedi anche intervista a Nicola Selenu. Lo stile è quello  stralunato dei tempi passati, adesso ancora più vero e […]

  3. The gag is on the table, l’esordio a Rimini | - aprile 27, 2016

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