Comitati per il NO ne abbiamo?

20 Apr
da popolari per l'Italia

da popolari per l’Italia

Comitati per il NO nel nostro ambiente si stanno organizzando? Stiamo parlando del NO al referendum sulla riforma costituzionale (leggi qui) su cui andremo a votare in autunno, sulla quale il Premier Matteo Renzi ha legato il proprio futuro politico. E’ appena  stato archiviato il cosiddetto referendum No Triv, i cui promotori sono stati sconfitti grazie al mancato raggiungimento del quorum, a causa dell’astensione.

Contro l’astensione si era pronunciato il comedian Pietro Sparacino con un efficacissimo video postato su Facebook (vedi qui) e lo slogan “Scegli di scegliere”, che ha raccolto più di 112.00o visualizzazioni. Era intervenuti bene anche Pino e gli Anticorpi con un divertente invito ad andare a votare (vedi qui). Probabilmente sono intervenuti anche altri, c’è stato comunque un serrato dibattito sui social network. La sconfitta del referendum No Triv non significa sconfitta totale del voto popolare. La battaglia importante sarà appunto quella sul referendum costituzionale, in cui si spera che anche i comici si mobilitino.

Quella ruspa sono le politiche europee e la casa in demolizione è lo Stato italiano (dal sito https://pixabay.com/)

Quella ruspa sono le politiche europee e la casa in demolizione è lo Stato italiano (dal sito https://pixabay.com/)

I motivi del NO: anche se l’abolizione del bicameralismo perfetto può sembrare una grande innovazione (abbasso la casta e i suoi privilegi) non lo è, anzi… Combinata a una legge elettorale come l’Italicum consegnerebbe di fatto il potere a una persona sola, coi deputati decisi dalle segreterie dei partiti e un Senato di nominati su base regionale. Insomma: un attacco alla rappresentatività bello e buono.

Ricordiamo a quelli che inveiscono contro la casta partitica, che la nostra democrazia, uscita dalla seconda guerra mondiale e fondata sui valori della Resistenza, prevedeva il bicamerismo perfetto e il sistema di voto proporzionale. Con questa impostazione il nostro paese è arrivato a essere la quinta potenza industriale al mondo, seconda nei risparmi delle famiglie, leader nel manifatturiero, nella moda, nell’agroalimentare, nell’industria. Ci sono stati per lunghissimi periodi una ricchezza sulla cui rimanenza molta gente riesce ancora a sopravvivere.

Un certo numero di comici (viene in mente per esempio Filippo Giardina) ha spesso combattuto la retorica qualunquista contro la casta. Tanti, troppi, si sono lasciati catturare dalla facile equazione: politico = ladro = smantelliamo tutto. Si può aggiungere che il nemico sia altrove, nei veri motivi che hanno portato il nostro paese a perdere la propria sovranità.

Il vero male ha nomi molto suadenti: fiscal compact, austerità, job act, tagli alla spesa pubblica, pareggio di bilancio in costituzione, riforme, moneta unica… Tutta roba che ha strangolato (volutamente) la nostra economia, i cui risultati si stanno vedendo nel “più grande successo dell’Euro”: la Grecia (che è dove andremo a finire). Queste politiche sono state decise da burocrati non eletti da nessuno, appoggiati (guarda caso) da leader non eletti da nessuno, vedi Monti, Letta, Renzi (anche se il guaio parte da molto più lontano).

Appunto, se le decisioni sono prese altrove e sono prese in ostilità all’Italia, non è distruttivo abolire quel poco di sovranità, di potere legislativo, di centri di discussione che ci sono rimasti? Se poi la vittoria del NO servisse a mandare a casa Renzi, non sarebbe un male: l’impressione è che ci abbia venduti alle politiche europee.

Insomma, comitati per il NO ne abbiamo?

Ananas Blog (Throw down like a barricade)

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2 Risposte to “Comitati per il NO ne abbiamo?”

  1. Luther aprile 20, 2016 a 9:49 pm #

    Qui, tra Vicidomini che cita Herzog e Bacon e l ananasso che ganassa di referendi, ce manca la Weltanschauung del ci do che ci do di Gigi e Andrea o la rivoluzionaria doppIa -Zeitgeist libidinosa con-i-fiocchi di Gerri Calà.

    • ananasblog aprile 21, 2016 a 6:59 am #

      Oh, seguo la situazione economica con grande preoccupazione, magari ci si vede in fila alla Caritas tra una decina di anni, a parlare di Gerry Calà… L’A

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