Tom Corradini e la StrunzBank: l’economia spiegata da un comico

28 Set
La locandina di StrunzBank

La locandina di StrunzBank

Tom Corradini è un attore e autore di teatro-comico e clown (qui il sito). Scrive e interpreta spettacoli in italiano e in inglese (è bilingue) per la maggior parte solisti. Attualmente ne ha in repertorio cinque tra cui uno spettacolo comico, dove interpreta Benito Mussolini, dal titolo: “Gran Consiglio (Mussolini)”.

Tra le altre cose si occupa di divulgazione economica e qui il discorso si fa interessante. Come forse si sa, la macroeconomia è connessa alla comicità più di quanto si pensi. Corradini ha il merito di trattare temi di stretta attualità economica… e il demerito di essere un simpatizzante di quel crucco di Friedrich von Hayek 😉. Voilà l’intervista:

COS’E’ IL PROGETTO “STRUNZBANK”?

Strunzbank nasce circa 10 anni fa. Avevo creato questo clown dal nome di Otto Grossmunster, un banchiere cinico a capo di una fantomatica banca tedesca, la Strunzbank di Francoforte. È un personaggio che piano piano è cresciuto ed è diventato quasi “organico”. Sono sempre stato un appassionato di macro-economia. Poi improvvisamente questo personaggio è diventato di spaventosa attualità perché il vocabolario dei media si è riempito di tutte queste parole che hanno a che fare con l’economia: deflazione, fiscal compact, quantitative easing, flessibilità, bond subordinati. Per cui ho creato un canale YouTube e ho iniziato a produrre un vero e proprio corso di economia comica. L’economia per la maggior parte delle persone è un argomento “pesante” e Strunzbank lo vuole rendere leggero. Inoltre è anche uno spettacolo live per eventi aziendali o legati a tutto quello che è economia.

COM’E’ STRUTTURATO? DOVE SI PUO’ VEDERE?

Per vederlo cosa più semplice è collegarsi al blog della Strunzbank – il canale YouTube  invece è diviso in unità didattiche presentate per mezzo di sketch comici. A volte giro delle puntate speciali per fare satira su argomenti di attualità che abbiano a che fare con l’economia (bail-in bancario, crescita zero, ecc.). Per quanto ne so io è l’unico canale di economia comica in Europa.

PERCHE’ OCCUPARSI DI ECONOMIA?

Perché oggi o ti occupi di economia oppure è l’economia che si occupa di te. Vent’anni fa se volevi investire i tuoi soldi compravi un appartamento o compravi BOT, non dovevi essere una cima. Oggi invece è cambiato tutto e avere una cultura economica di base è imprescindibile a meno che non ti vuoi affidare ciecamente alle banche. Inoltre il vero potere oggigiorno è in mano ai banchieri centrali e a istituzioni sovranazionali che dettano legge ai governi stessi. Il vero potere oggi è a Bruxelles e a Francoforte. E la satira deve sempre irridere il potere.

COSA NE PENSI DELLA SATIRA POLITICA IN ITALIA?

Ho l’impressione che in Italia per il momento sia agonizzante per svariati motivi. Innanzitutto per decenni è stata quasi il monopolio di una sola parte politica e poi è addirittura scesa in politica con Beppe Grillo. Insomma da satira “militante” e diventata satira “di potere” ed è un controsenso perché la satira deve essere sempre “contro” il potere, come ti ho detto prima. È il giullare che si prende gioco del re. Inoltre oggi nei media – parlo dei media e non di quello che magari accade negli spettacoli live di stand-up – domina il “politically correct” . Non puoi parlare di emigrazione,  di islam radicale, di matrimoni gay, di banche, di Obama.

LA CRISI ECONOMICA INFLUENZA COMICITA’, CABARET E TEATRO?

Purtroppo, credo sia giunta l’ora di cambiare vocabolario. Questa non è una crisi, questa è una NUOVA REALTÀ. La parola crisi è fuorviante in quanto lascia intendere che ci sarà un domani migliore, che c’è ancora una speranza. Non c’è nessuna speranza. Non è un messaggio pessimista, è un messaggio realista. I vecchi schemi sono saltati per sempre e la società sta cambiando radicalmente. Per quanto riguarda il mondo dei media YouTube e Netflix sono i nuovi colossi del futuro, la televisione generalista si è frammentata e parcellizzata, il web ha appiattito il mondo e crea incredibili opportunità creative.

Nel teatro invece si assiste alla lenta e inesorabile erosione di tutti quelli che erano aiuti di Stato e l’abbassamento dei cachet (quando ci sono). È un fenomeno globale e in Italia è aggravato da un mercato dell’intrattenimento dove c’è poca competizione e molte barriere burocratiche che scoraggiano i piccoli impresari. Sopravvivono principalmente spettacoli solisti o con al massimo due persone che riescono a reggere una vita di soli incassi da sbigliettamento oppure grosse produzioni che riescono ad attrarre grandi numeri di pubblico. La via di mezzo è stata in un certo senso “spazzata via”. Oggi un comicodeve essere scrittore, produttore e manager allo stesso tempo.

Ho l’impressione che il cabaret tradizionale abbia perso il suo appeal a causa di questi cambiamenti. Tuttavia, vedo che avanza il teatro-comico, il clown, la comicità eccentrica, e in generale lo spettacolo dal vivo più strutturato. Ci sono tante realtà nuove e interessanti e professionalmente molto solide perché si formano nei piccoli teatri e negli spazi off.

OPINIONE SULLA STAND UP COMEDY

Personalmente mi piace molto, è una fantastica palestra, io stesso ho fatto stand-up in passato per diversi anni prima di dedicarmi al teatro-comico. Seguo molto quella inglese dato che ogni volta che vado a Londra vado a vedere spettacoli di stand-up. Tra l’altro lo scorso maggio sono stato anche al Puma Londinese di Romina Puma in veste di Otto Grossmunster ed è stata una bella esperienza. Londra è probabilmente la capitale mondiale della comicità (non solo stand-up). Negli ultimi anni in Gran Bretagna però mi sembra di notare un sovraffollamento dei palcoscenici stand-up. Il motivo è dovuto al fatto che solo a Londra ci sono decine di scuole di comico ed ognuna di queste sforna decine di comici all’anno. Credo che crescerà per quanto riguarda le esibizioni live perché porta con se una certa aria di novità, di freschezza. L’unico pericolo è il sovraffollamento di cui ti parlavo prima.

MESSAGGIO AL POPOLO COMICO

Ti racconto una storia personale che mi ha molto colpito e che vorrei condividere con chi persegue un’attività artistica. Quest’estate mentre partecipavo con il mio spettacolo su Mussolini al Brighton Fringe Festival sono andato a vedere un’esibizione di una stand-up comedian americana di 82 anni che ha iniziato a fare stand-up a 71 anni, Lynn Ruth Miller. È stato uno show bellissimo con standing ovation finale di tutto il pubblico. Durante lo spettacolo lei ha detto una frase bellissima “La gente mi chiede come faccio ad avere tutta questa energia alla mia età. È semplice, è questione di attitudine alla vita! Life is about attitude”. Ho fatto di questo messaggio il mio motto. Una vita artistica è una vita di problemi continui ma è anche, almeno per me, una vita di grande appagamento personale e spirituale. Per cui ricordate “Life is about attitude!”.

KEYNES O MILTON FRIEDMAN?

Friedrich von Hayek! (come volevasi dimostrare NDR)

2 Risposte to “Tom Corradini e la StrunzBank: l’economia spiegata da un comico”

  1. Simona settembre 30, 2016 a 9:09 am #

    finalmente ho iniziato lontanamente a capire l’economia!!!😀 grazie

  2. Orgogliosamente Anonimo settembre 29, 2016 a 10:58 am #

    Complimenti a Tom Corradini, mi sono guardato alcuni video, fatti bene e intelligenti. Purtroppo la somiglianza a Crozza romperà le palle. Ce ne fossero di personaggi così, disposti ad investire o credibili da far si che altri investino per loro.

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