La crisi della comicità simile a quella dei talent musicali?

3 Ott
Un chitarrista con bandana

IL PROSSIMO ANNO E’ IL TUO ANNO! (dal sito di immagini gratuite https://pixabay.com/)

Prendiamo spunto da un interessantissimo post dal titolo “La crisi di X Factor e altri talenti” (vedi qui l’articolo completo) a opera di Pop Topoi per Link, idee per la tv. La comicità televisiva italiana è approdata solo quest’anno al talent (Eccezionale Veramente) e da qualche anno vede qualche cabarettista partecipare di routine a Italia’s got talent o a Tu si que vales. Eppure l’ambiente è stato il primo a mettere in atto certi meccanismi “simil talent”, grazie ai quali, addirittura, siamo arrivati al quasi coma. Insomma: innovatori, avanti di 10 anni, anticipatori dei tempi, ma in peggio.

L’analisi di Topoi parte dal declino a livello internazionale di ascolti di X Factor che, per esempio, negli USA, è stato cancellato o dove nel Regno Unito i vincitori non balzano più al primo posto di vendita.  The Voice è venuto fuori come alternativa “seria” a X Factor, ma sembra non produrre fenomeni durevoli. (vedi da noi Suor Cristina). Il problema dei fenomeni durevoli è anche tipico della comicità italiana, dovuto all’evidente sovraffollamento. L’ultimo top player è stato Checco Zalone che, però, per fare il botto vero è dovuto scappare dagli autori tv che l’avrebbero messo a produrre sketch tv ripetitivi. Sul lato Colorado c’è Pintus che però sta surfando su un’onda partita anni fa.

Ma tornando a X Factor, l’articolo  lamenta di come  sia a mano a mano diventato un “varietà” (ricorda qualcosa?), con l’abitudine di buttare dentro cantanti che non hanno speranze discografiche ma che fanno simpatia, rendono più leggero lo show. Nella versione italiana vengono chiamati “Talenti Incompresi”. Qui il cabaret tv ha anticipato tutti: l’inserimento di gente senza speranza o quasi è stato una pratica costante (qualcuno le ha chiamate con un po’ di malizia “vittime designate”). Ciò ha alimentato speranze, quasi sempre vane, a volte per periodi molto lunghi (10 e passa anni). Nel post si cita:

“Il caso più eclatante fu quello di una 54enne che nel 2011 ricevette il suo quarto rifiuto dai giudici britannici. L’umiliazione, durata sette interminabili minuti, fu oggetto di polemiche perché la signora era stata invitata a ripresentarsi ai provini dalla redazione stessa del programma. La nazione si accorse che stava ridendo di persone fragili – e talvolta affette da disturbi mentali – inserite in un contesto inutilmente crudele. E poi: non stavamo cercando una popstar?”

PS: tra i comici nessuno risulta affetto da disturbi mentali. Comunque stiamo parlando di quattro rifiuti e di 7 minuti di umiliazione, mentre nel cabaret tv probabilmente c’è chi ha accumulato decine e decine di “due di picche” (dopo essere stato chiamato dalla “produzione” per l’ennesima volta), rifiuti ricevuti per un tempo lunghissimo, alternati, a volte, a brevi periodi di visibilità seguiti da altri rifiuti. La specie di tritacarne che abbiamo vissuto è raccontato in modo efficace nello spettacolo Paranoie Comiche. Dal post di Topoi, invece, vediamo un altro passaggio illuminante:

“Ogni volta che un concorrente è eliminato da un talent, gli viene detto di continuare a credere nel sogno perché, vedrai, farai grandi cose anche se stai uscendo da questo gioco. Ma l’eliminato continua a piangere sapendo che sono frasi di circostanza; l’eliminato, se ha vissuto su questo pianeta per almeno una decina d’anni, ha visto abbastanza eliminazioni altrui per capire che le possibilità di sfondare sono esaurite.”

Ecco, anche qua le speranze di sfondare sembrano essersi esaurite. Almeno non si sente nessuno in giro credere davvero nel grande sogno. Al limite c’è l’aspettativa di un minimo di visibilità.

Ananas Blog

10 Risposte to “La crisi della comicità simile a quella dei talent musicali?”

  1. Che ottobre 4, 2016 a 10:54 pm #

    CHE MERAVIGLIA GIARDINA OPINIONISTA NEL PROGRAMMA ” SBANDATI ”
    A PARLARE TUTTI BRAVI E POI…

  2. rael ottobre 4, 2016 a 8:26 pm #

    La cosa divertente è che Zalone fa sempre la stessa cosa, propone sempre lo stesso personaggio (cioè sè stesso nel suo alter-ego) e con le stesse tematiche: calembour linguistici alla Banfi, insulti agli obesi, misoginia a palate e omofobia pesante. Ogni film fa queste 3-4 cose, ogni sketch televisivo ripropone sempre queste tematiche.

  3. Andrea ottobre 3, 2016 a 11:35 am #

    mi pare che la qualità media delle esibizioni ad X-Factor (almeno, ho visto i provini che sono passati in chiaro) sia ENORMEMENTE migliore della qualità media delle esibizioni di cabaret che passano in tv

    • ananasblog ottobre 3, 2016 a 12:41 pm #

      Paragone ardito, su tutto grava una cappa di malinconia senza fine. L’A

    • Livio Perretti ottobre 3, 2016 a 11:54 pm #

      a x-factor si cantano cover per lo più. nel cabaret televisivo (nonostante i molti distingui che si potrebbero fare e l’ironia a cui tale affermazione presta il fianco) si richiederebbero materiali inediti. Affermazione insensata. Luttazzi è diventato Luttazzi con un repertorio di cover, o sbaglio?

      • Cosa Non Si Fa Per ottobre 4, 2016 a 5:17 am #

        Anche ora si ripesca nel passato, per avere e dare notorietà. Con piccoli casi di plagio o rivisitazioni non dichiarate.
        Alcuni piccoli esempi, facendo nomi e cognomi giusto per lasciarli nell’anonimato.
        Pieriboni ha copiato il wrestler da Samuel Brocherio
        Pucci ha sempre rubato battute, alcuni artisti negli anni 90 evitavano di far serata con lui per questo motivo. Ha raggiunto il successo scimmiottando Italo Giglioli.
        Leonardo Manera, con il burbero odierno in Colorado” sembra il fratello bipolare di “Manipolino” ( credo si chiamasse) personaggio di Raoul Cremona.
        Scintilla Fubetti e sardi di Colorado hanno scimmiottato i “Monty Python”
        Farina è pari e uguale a Maurizio Milani.

        • ananasblog ottobre 4, 2016 a 8:49 am #

          Pieriboni non risulta aver copiato il wrestler di Brocherio (che cadeva e si faceva male se non sbaglio).
          Manipolini non ricorda ciò che fa Manera per niente.
          Vabbè, i Monty Python hanno ispirato molti.
          Per accusare di aver rubato battute bisognerebbe almeno specificare quali. Ricordo Giglioli e sua moglie definita “la bestia” o qualcosa del genere, però non ricordo facesse le voci rauche della moglie.
          Farina è diverso da Milani, magari può ricordare a tratti certi comici one liner americani.
          L’A

          • Cosa Non Si Fa Per ottobre 4, 2016 a 7:41 pm #

            Infatti sempre più comici abbandonano la SIAE.

        • Livio Perretti ottobre 4, 2016 a 9:22 am #

          alcune sfumature di plagio, poche o tante, non è come rifare una canzone. Un talent musicale con concorrenti che presentano solo pezzi inediti morirebbe nella culla. Ma si parla di aria fritta, ovvio.

          • Undubbio ottobre 4, 2016 a 10:58 am #

            E Impastato? …ahahah, nell’ambiente è diventato quasi un aggettivo! Mi è capitato di vedere in un episodio di “House of gag” su la 8 che anche Scintilla e Omar Fantini facessero una battuta in proposito…

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