un ricordo di Simone Tuttobene

23 Gen
Simone Tuttobene con gli Stonfiss

Simone Tuttobene con gli Stonfiss (da Youtube)

Capita che ci lasci un comico che gode della stima dell’ambiente per le sue doti artistiche e umane. Questo è successo recentemente con Niki Giustini. E’ capitato poi a inizio 2017 con Simone Tuttobene, la cui scomparsa è stata accompagnata da tantissime manifestazioni sincere di affetto che si sono moltiplicate sui social network. Più difficile è inquadrare chi sia stato Simone, data la mole notevole di cose fatte anche teatrali, radiofoniche e televisive (da Tele Roma 56, a Rai 3 a Comedy Central).
Simone Tuttobene era un creativo, di quelli che ricaricano sempre il colpo, con la necessità di fare lavori di qualità, quasi sempre con l’onere e il peso del costo zero o del low budget. Tecnicamente era un cantante e compositore, quindi uno show man, però con un “corpo comico” ben definito e grande attenzione ai movimenti e ai tempi del palco. Chi l’ha conosciuto concorda che andasse visto dal vivo. Ciò che si trova per esempio su Youtube non rende bene l’idea, anche perché, per gli irregolari, l’immagine video non è poi così importante, poiché sono animali da palco, non da show-reel.
Simone ha avuto un ruolo importante nella scena della canzone comica demenziale romana di seconda generazione come leader degli Stonfiss, in un periodo che possiamo definire d’oro. C’erano per esempio i Latte & i Suoi Derivati (di Lillo & Greg e lo scrittore horror e batterista Paolo D’Orazio), la Gnometto Band di Paolo Arcuri, Lallo e i Fusi Orari di Lallo Circosta. Band situazioniste e surreali nate con l’obiettivo soprattutto di fare ridere.

Gli Stonfiss erano anche musicisti di livello: Enrico Seminara (di forte presenza comica) Primiano Di Biase (tastiere), Guerino Rondolone (basso), Mauro Colavecchi (batteria), Francesco Basoli (chitarra). Caratteristica degli Stonfiss, che rifletteva in pieno il loro leader, era quella coraggiosa di creare sempre canzoni inedite senza appoggiarsi alla cover e alla parodia (soluzioni queste ultime più agevoli, soprattutto se la band è agli inizi), con una gran cura della parte musicale e della performance live. “Era attento a tutto: al sound degli arrangiamenti, agli assoli e una cultura musicale fuori dal comune”.
I testi scritti da Tuttobene erano immersi nel reale, parlavano “di una umanità popolare atipica… Ascoltandone alcune sembra di assistere a veri e propri film.” Come la criminal soft Sdrà – Spaccato di Vita di Coppia oppure  in uno dei rari video che catturino un po’ lo spirito live “Giovanna” (vedi qui). Si ricorda anche l’iniziativa “Musica Comica Trip”, in cui le band si scambiavano i musicisti e quelli della Gnometto Band, per esempio, imparavano a memoria il repertorio degli Stonfiss e viceversa.
Umanamente Simone Tuttobene era uno scapigliato, quasi da altra epoca, da bohemien anni ’60, e con la voglia di vivere la vita fino in fondo. A quanto raccontano gli amici, già malato, sul palco si accendeva come se non avesse niente. Si è esibito fino all’ultimo. Anche a pochi giorni dalla morte era in radio su Retesport, con i suoi personaggi comici, nel programma radio Fantapronostico show condotto da Bruno Stanzione e Angelo Di Palma.
Ricordiamo che Simone godeva anche della stima di Gigi Proietti, che lo diresse nella versione teatrale di Full Monty al Teatro Brancaccio di Roma e ha vantato collaborazioni con Christian De Sica, Massimo Ranieri e Pippo Franco (con produzioni teatrali nel prestigioso Salone Margherita).
Che dire a conclusione? La storia umana e artistica di Simone Tuttobene ci incita a combattere per una musica e una comicità migliori. Ci racconta anche che il vero eroismo, a volte, può essere rappresentato dall’abbondanza di idee unite a un budget spesso limitatissimo o inesistente che porta a vivere sempre in prima linea. Forse è lì che, da sempre, nasce l’arte, quella vera.

Ananas Blog

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2 Risposte to “un ricordo di Simone Tuttobene”

  1. Anonimo novembre 16, 2017 a 6:13 pm #

    Vero grande e unico!!!
    Simone manchi tantissimo!

  2. IL MAGO gennaio 23, 2017 a 4:25 pm #

    Era semplicemente un grande uomo e un artista che meritava più successo.

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