2018: la comicità entra nell’Anno del Gatto?

19 Feb
The Year of the Cat di Al Stewart

The Year of the Cat di Al Stewart

La comicità italiana col 2018 potrebbe entrare nell’Anno del Gatto, non è però un segno dell’astrologia cinese, piuttosto stiamo parlando di uno dei più grandi successi di Al Stewart (The Year of the Cat, appunto). La canzone racconta la seguente storia (qui la traduzione su M & B Music): in un paese un po’ indietro nel tempo, in un clima da vacanza estiva, il protagonista incontra una donna affascinante che racconta semplicemente di arrivare dall’Anno del Gatto (She’ll just tell you that she came, In the year of the cat).

Non è tempo per le domande. L’uomo si lascia affascinare, senza chiedere troppo. Passa il tempo, passa l’estate e i turisti tornano a casa. Lui rimane nella bolla temporale costituita dall’Anno del Gatto.  Fino a quando potrà durare? Il richiamo alle scelte e ai cambiamenti futuri batte in sottofondo come un tamburo nella notte (But the drum-beat strains of the night remain. In the rhythm of the new-born day). Andarsene sarà inevitabile, ma per il momento va bene così.

Che cos’è per noi l’Anno del Gatto? E’ come un periodo di tregua tra il passato in cui il cabaret era sostanzialmente sotto padrone e la creatività era controllata dall’alto in modo capillare e un futuro incerto di cui si ignorano i contorni. La donna affascinante e un po’ misteriosa invece quale sarebbe? La risposta è facile: i progetti indipendenti, quindi le opportunità creative nate dal basso.

Uno dei vantaggi della crisi è la noia e la quasi indifferenza con cui si affrontano certe situazioni verso le quali (un tempo) tremavamo di trepidazione perché potevano darci la grande occasione. Adesso di fronte a certe persone le guardiamo con l’occhio un po’ annoiato, così come ci guardavano loro ai tempi in cui erano padroni assoluti delle nostre carriere. Risultato: energie mentali e creative più libere.

Allo stesso modo anche le idee sono più libere. Abbiamo passato degli anni davvero oscuri in cui appena un’idea si formava nella nostra mente, moriva nello stesso istante. Veniva auto censurata perché non serializzabile, non commercializzabile. Se si potesse quantificare forse scopriremmo che ai tempi le energie creative erano imbrigliate al 90% adesso lo sono in maniera molto minore: forse un 20%, forse un 30% massimo.

Un altro vantaggio in questo strano Anno del Gatto è che siamo rimasti indietro. “Solo chi rimane indietro ha grandi margini di recupero” direbbe il saggio. Ci sono praterie da percorrere lì davanti in cui si può sgroppare allegramente in tutte le direzioni. Mentre cercavamo un futile tormentone il mondo andava avanti, si innovava, sperimentava nuove forme di linguaggio. Il divario adesso è enorme però se ne sta lì in attesa di essere colmato.

Magari arriveranno delle sorprese, chissà che non si torni a ridere spiazzati e in modo non prevedibile. Poi succederà qualcosa, nasceranno degli algoritmi cui dovremo sottostare e tornerà tutto commerciale, grigio e stereotipato, ma con più soldi di adesso.

Per il momento restiamo nell’Anno del Gatto, talvolta affascinati da qualcosa che somiglia a un acquerello nella pioggia (She comes out of the sun in a silk dress running. Like a watercolor in the rain).

Ananas Blog

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5 Risposte to “2018: la comicità entra nell’Anno del Gatto?”

  1. mind&memory vittallek luglio 20, 2019 a 1:51 pm #

    È difficile scegliere i film da guardare https://tantifilm.page per una famiglia?

  2. mind&memory vittallek luglio 20, 2019 a 1:50 pm #

    arriveranno delle sorprese, chissà che non si torni a ridere spiazzati e in modo non prevedibile. Poi succederà qualcosa, nasceranno degli algoritmi cui dovremo sottostare e tornerà tutto commerciale.

  3. Marco febbraio 24, 2018 a 8:39 pm #

    Off topic. Reso noto il palinsesto di Zelig tv. http://www.primaonline.it/2018/02/23/267384/ecco-i-principali-programmi-di-zelig-tv-sul-243-dtt-dal-25-febbraio-sul-web-da-aprile/

    Sinceramente mi aspettavo più spettacoli completi inediti e molti meno programmi. d’altra parte era quello che mancava. In tv a parte Pintus che fa uno spettacolo all’anno all’arena di spettacoli completi non ce n’è poi così tanti.
    Mi aspettavo più sitcom magari americane irriverenti, più monologhi e meno sketch. Cazzo basta con sti sketch, siamo nel 2018 lo volete capire???

    • ananasblog febbraio 25, 2018 a 11:16 am #

      Veramente nel palinsesto c’è tanta roba e diversi formati. Partono da zero sul canale 243. Se qualcosa di buono viene fuori è meritocrazia. Smentirebbe anche il preconcetto che Zelig sia sterile da anni. Attendiamo con ansia la piccola esibizione del Gino e del Michele alla fine della puntata a loro dedicata (scommessa: leggeranno battute scritte da altri). Credo sia autoironico il fatto che si siano messi in una trasmissione dedicata alla storia dell’arte 😉 L’A

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  1. La finale di Faenza Cabaret 2018 | - febbraio 21, 2018

    […] di cabaret stanno registrando da anni una fase di stanca. Questo potrebbe essere un segnale (come si legge qui): siamo in un periodo in cui la comicità televisiva è meno invasiva e questo dovrebbe liberare […]

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