Archivio | marzo, 2018

Le battute non hanno diritto di controreplica

26 Mar

Fiumi di repliche alle battute scritte

Uno degli aspetti più bizzarri di chi scrive battute online è il prendersi un po’ troppo sul serio.  La satira su web, forse, ci ha fatto credere di essere un po’ tutti dei piccoli Woody Allen dal genio riconosciuto a livello mondiale. Invece, sulle battute, dovrebbero esistere solo due fattori:

  1. La battuta.
  2. La reazione del pubblico (di apprezzamento o di rifiuto).

A traino della reazione del pubblico può esserci qualche improvvisazione, ma questo riguarda gli spettacoli live e fa parte del bagaglio tecnico di un comico. Laddove la battuta è scritta, c’è qualcuno che l’ha scritta e c’è qualcuno che la legge. La megalomania dei battutisti satirici porta a rifiutare le reazioni dei lettori. Porta a replicare alle loro reazioni (cosa insopportabile davvero). Facciamo alcuni esempi:

Qualcuno si è offeso

Il battutista online scrive post su post per sputtanare coloro che si sono offesi leggendo le loro battute. Così li fa passare per ipocriti e bigotti e stupidi… Amico mio: se qualcuno si è offeso è perché tu hai scritto delle cose che risultano offensive per il suo l’universo di valori. Se ha frainteso è perché ciò che hai scritto gli è risultato incomprensibile, non si è piegato in due dal ridere ed era nel suo pieno diritto.

Qualcuno replica

Il battutista online si indigna se qualcuno replica alle sue battute, soprattutto se riguardano temi scottanti come la politica. Se per esempio la battuta riguarda i 5 Stelle o il PD, scandalosamente qualcuno dei 5 Stelle o del PD si risente e si dà da fare per sfanculare l’autore… Amico mio, se scrivi battute che sono degli editoriali in miniatura, aspettati pure che qualcuno “apra il dibattito”.

Trollare 

Battute provocatorie possono generare una risposta forte (per esempio se si fanno su chi è appena morto)… Amico mio, premesso che non sei un genio della provocazione e neanche del black humor, altrimenti a quest’ora saresti a Hollywood o a sceneggiare per Netflix, la tua provocazione che cos’era se non una trollata? Le risposte che ricevi sono risposte a una trollata. Semplice no?

Non fa ridere

Di fronte a questa semplice reazione, ci si inchina, la si prende in saccoccia e la si porta a casa. E’ un verdetto che va rispettato… Amico mio, non fare come certi comici scadenti che di fronte a una serata andata male se la prendono col pubblico.

Appurato che esistono solo due fattori (la battuta e la reazione alla battuta), appurato che di Woody Allen non ce ne sono, qualsiasi reazione a una reazione del lettore è fuori luogo. Figuriamoci poi quelli che fanno lo screenshot per sputtanare l’utente insoddisfatto, quelli che lo bannano, quelli che cercano di dimostrare quanto idioti siano gli altri paragonati al loro indiscutibile genio.

Non siete Woody Allen, questo si è capito. 

Ananas Blog

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Angelo Pintus, un artista in evoluzione?

17 Mar

Pintus con lo spettacolo “E se fosse stato il cavallo?”

Angelo Pintus è un comico di quelli che riempiono i teatri e i palasport. Diciamo che è nella cosiddetta fascia alta del successo live. Questo grazie alla popolarità ottenuta a Colorado e non solo, visto che nell’ultimo periodo è rimasto relativamente lontano dagli schermi televisivi. Il suo punto di forza è stato fin dall’inizio il monologo in cui, con efficacia, venivano inserite spesso imitazioni e caratterizzazioni.

Nella percezione di chi lo critica c’è il difetto di usare troppo le imitazioni e di aver mostrato dei limiti in situazioni dove non c’erano i fan abituali, com’è successo a Sanremo. Invece proprio una sua giovane fan ha scritto diverse cose interessanti nella sezione commenti (vedi qui) per ricordare a tutti i detrattori che il Pintus attuale non è quello delle origini. Qui sotto alcune delle considerazioni più interessanti: 

Quello che mi lascia perplessa, però, è che tali “esperti del settore” non hanno mai notato l’evoluzione. Ora io capisco che, a meno che non decidi di seguirlo a teatro, è un po’ difficile sapere cosa fa Pintus, perché è uno che ti dice le cose mezz’ora dopo che sono iniziate. Ma il fatto che venga richiesto all’estero (perché mi pare che debbano essere chiamati prima di andare, non decidono loro di punto in bianco) a me dice tante cose. Il fatto che sia in grado di sostenere più di quaranta date con uno spettacolo diversificato ogni settimana, e ogni volta il teatro è pieno nonostante rimanga sempre nello stesso posto, a me dice tante cose.  Continua a leggere

Ambaradan: il clown è vivo e lotta con noi

9 Mar

Una delle produzioni targate “Ambaradan”

Nella comicità sembra esserci una lotta a distanza tra il cabaret tradizionale (che potrebbe assomigliare al centro destra) e la stand up comedy (che sarebbe antisistema come i 5 Stelle) per il resto il quadro è un po’ frammentato, però resiste ancora il clown, la comicità visual, il cosiddetto “non verbale”.  Questa forma di comicità non vive solo nella gabbia dorata dei talent, con le facce stupite de giudici tipo Frank Matano o Teo Mammuccari (poi dopo esce il cantante lirico e  poi il ginnasta).

Esistono anche realtà produttive in cui la clownerie non è solo un’esibizione di bravura, ma diventa il mezzo per raccontare qualcosa. Questo ci tiene a sottolineare Lorenzo Baronchelli di Ambaradan  (qui il sito):

“…la comicità è il mezzo che serve a raggiungere il fine ultimo: attraverso clownerie, teatro di strada, musica, arti circensi, ma anche teatro per ragazzi, animazioni, corsi e laboratori, Ambaradan dà vita a spettacoli d’eccellenza, partecipa e organizza festival e rassegne… Il progetto artistico nasce con l’intenzione di esplorare la comicità attraverso la sinergia tra le diverse arti dello spettacolo, e attraverso l’aspetto prettamente visuale del linguaggio utilizzato.”

Tutto ciò si può dire sia passato anche dagli Slapsus, il gruppo che faceva comicità visual  e che ha avuto vari passaggi a Zelig  (con il nuoto sincronizzato) tra 2008 e 2010. Degli Slapsus sono in Ambaradan Lorenzo Baronchelli e Pierangelo Frugnoli (gli altri erano Michele Cremaschi e Manuel Gregna).

Ambaradan è parte del progetto Itinerere (qui il sito) Collaboriamo tra di noi e con il territorio nella convinzione che l’impresa culturale per sostenere se stessa debba fare rete e contribuire a vivificare le macro-reti a cui essa stessa appartiene.” Promo di alcuni spettacoli: Rockquiem. Frankenstein Kabarett. The Tamarros.

Stavamo dicendo? Ah, che il clown è vivo, rimane una nicchia, ma lotta assieme a noi.

Ananas Blog

Concorsi: servirebbe un protocollo contro lo SCLERO

1 Mar

Che cos’è lo “sclero” o la “sclerata” nei concorsi di cabaret? Semplicemente succede quando il comico che è stato escluso o che magari non ha vinto, non accetta il verdetto della giuria e si incazza come una bestia. Lo sclero produce:

  1. Moto di rabbia manifestato platealmente.
  2. Mezze frasi (ah no, no, è inaccettabile, no, così no…).
  3. Recriminazioni in loop sul torto subìto e nessuna attenzione agli inviti a ragionare.
  4. Sudorazione eccessiva.
  5. Partenza senza salutare, saltando l’eventuale cena e tutti gli altri incontri istituzionali.
  6. Ritorno in macchina imprecando a volte per centinaia di chilometri.

Si sa che nei concorsi uno si mette in gioco e ci tiene ad arrivare fino in fondo, a fare bella figura a vedere riconosciute le proprie capacità. Le aspettative sono alte. Però, proprio perché ci si mette in gioco, bisognerebbe mettere in conto un verdetto negativo anche se lontano dalla propria realtà.

Messo in conto ciò, sarebbe il caso di contare fino a 50 (come minimo) respirare a fondo (che serve sempre), far sbollire la rabbia e poi mettere su almeno una faccia di circostanza. Insomma avere un mini protocollo anti sclero. Anche perché lo sclero fa una brutta impressione, è comunque un gesto di scarsa educazione.

Se ci sono cose che non sono piaciute sarebbe meglio discuterle con calma. Tanto poi i verdetti delle giurie saranno quasi sempre controversi e, quasi sempre, produrranno un certo complottismo sul fatto che il concorso “fosse truccato” (mai o quasi mai in realtà).

Ma questo solo perché ci si mette in gioco e le aspettative sono alte.

Ananas Blog

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