Archivio | ottobre, 2018

Gli effetti del Grande Fratello Vip sui monologhi

21 Ott

Maurizio Battista (da TVBlog)

Ha destato una certa curiosità la partecipazione di Maurizio Battista (uno dei comici più popolari e anche uno dei massimi esponenti della scuola romana) all’attuale edizione del Grande Fratello Vip su Canale 5. Battista si è ritirato settimana scorsa, per stare più vicino alla figlioletta e alla compagna. Il GF Vip ha ribaltato totalmente la prospettiva nei suoi confronti.

Prima del reality, il cabarettista romano, nei suoi monologhi, sembrava un uomo dalla vita comunissima oppresso da una moglie rompiscatole e (si pensava) sua coetanea o compagna da una vita, in quella routine familiare raccontata in tanti monologhi da tanti comici di livello più o meno eccelso. Sembrava, dava l’idea, di possedere quel sarcasmo romano che è mitigato da una certa bonomia di fondo, mentre prendeva di mira allegramente le piccole e grandi contraddizioni della vita quotidiana.

Al Grande Fratello Vip Maurizio Battista si è rivelato con una figlia piccolissima, una compagna assai più giovane, problemi vari, una tendenza alla malinconia, alla nostalgia, alla commozione, alternate a momenti di aggressività (vedi per esempio il litigio con Valerio Merola). Insomma, niente arguzia, niente bonomia, niente moglie rompiscatole dalla lunga convivenza, ma una vita magari anche più movimentata e fuori dagli schemi.

Invece nel suo ultimo spettacolo del 2107, “Scegli una Carta”, (visibile anche su Youtube) una delle prime battute è indirizzata all’inesistente classica moglie del cabaret. Insomma, come se ci fosse una discrepanza tra vita reale e palco.

Ecco, poniamo una domanda che nel nostro paese interesserà un centinaio di addetti ai lavori o forse meno e che probabilmente non riguarderà il pubblico: dopo aver mostrato la propria vita al GFvip Maurizio Battista cambierà repertorio? Oppure rimarrà nello stesso efficace, ma fuori realtà polpettone cabarettistico?

Inoltre: se rimanesse nel “polpettone” il pubblico lo seguirebbe ancora? O, nel caso dovesse cambiare stile, il pubblico come reagirebbe?

Ananas Blog

Finalmente sono arrivati I Topi!

8 Ott

I Topi di Antonio Albanese (da TvZap, link sull’immagine)

Difficile entusiasmarsi guardando una serie tv italiana, difficilissimo ridere di gusto, ancora più arduo è trovare uno stile originale di scrittura – regia – recitazione in un settore dove si produce poco e in cui quel poco che si produce è spesso una pallida copia dei format d’oltreoceano.

Invece il miracolo si è realizzato con I Topi, serie tv di Antonio Albanese che ha esordito sabato 6 ottobre in prima serata su Rai 3 (disponibile in anteprima su Rai Play vedi qui): che ha totalizzato 1.745.000 spettatori e un 7,9% di share, risultato ottimo a dimostrazione che la qualità può pagare. Su Twitter c’è stato un plebiscito in cui quasi tutti gli utenti hanno riconosciuto la genialità della cosa. 

I Topi racconta la vita dei mafiosi da un punto di vista dei latitanti (qui la trama su TvZap), costretti a nascondersi in cantine, cunicoli, tunnel e passaggi segreti, insomma un’esistenza assurda e poco invidiabile, quasi a smontare il mito del criminale pieno di soldi che vive nel lusso (magari nel bunker ma con le maniglie d’oro e i soldi in Svizzera). E’ proprio caricando questa situazione, portandola a livelli estremi che la serie tv funziona. Quello che se ne ricava è una sensazione di miseria umana e di sfortuna quasi fantozziana che rappresenta una vera satira/parodia del mondo mafioso. 

Si ride molto, quindi, per le situazioni caricate a mille (come gli incontri sotto le tombe o nel frigo per le pellicce) e questo è dovuto all’aver azzeccato il tono giusto già a livello di “progettazione”.

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