Scapezzo finalmente online!

28 Nov

un fermo immagine plastico di Nicola Vicidomini in Scapezzo

Nicola Vicidomini ha appena caricato su Youtube il video del suo leggendario Scapezzo, spettacolo teatrale oltraggioso, che è stato ritirato dal live soprattutto per non dare una sensazione di riempimento e di dejà vu (in attesa di Fauno, il prossimo atteso spettacolo) quindi la fruizione su Youtube è l’occasione per chi se lo fosse perso di gustare questa singolarissima opera teatrale

Qui il video su Youtube: (si consiglia visione in full screen). Oppure nella finestra qui sotto:

Abbiamo approfittato dell’occasione per fare qualche domanda a Nicola Vicidomini. La conversazione è avvenuta in modo informale via telefono: 

Perché hai rilasciato Scapezzo su Youtube?

Dopo tre anni di sold out ho deciso di non replicarlo, così ho regalato al vento la ripresa realizzata nella Stagione 2016/17, tuttavia dal vivo rimane un‘esperienza che nessun video potrà mai restituire. Il mio linguaggio sta andando oltre, evidenza riscontrabile già in Veni Vici Domini, show di transizione e successo di pubblico la scorsa stagione.
Ora sto lavorando a Fauno, visione satanica. Debutterà al Teatro Bellini di Napoli il 6 Aprile 2019 per poi riapprodare al Vascello a cui sono molto legato.
Continuare a dipingere la stessa tela non mi riguarda. Me ne fotto del consenso. Mi annoia. Spero sinceramente di perdere un po‘ di pubblico attraverso questa nuova proposta.

Vuoi parlare del tuo libro “il nuovo libro di Piero Angela”?

Sta vendendo bene, sopratutto a Milano e Roma. Ultra Castelvecchi ha finalmente lanciato una collana che racchiude il meglio dell‘umorismo italiano del presente e del passato intitolata Veni Vidi Risi, magistralmente diretta da Stefano Sarcinelli: Marenco, Andreasi, Paolantoni, Luporini… Sono in ottima compagnia e con un libro esilarante.

C‘è qualche stand up comedian che ti piace?

La Stand Up è una paresi da palco dove generalmente vige sciatteria e approssimazione. Non vedo un vero lavoro sul linguaggio, né la manifestazione di immaginari unici e visionari, conditio sine qua non affinché si dia evento comico. Solo stucchevole voglia di vincere, nell’olezzo di un quotidiano scaduto e di un immaginario massificato (l’opposto della ricerca che avveniva in avanspettacolo, nel vaudeville e nei primi cabaret).

Il comico non vince mai, è l‘essere più lontano dalla logica e dal valore dei numeri, canta solo la propria sconfitta, il fallimento più inesorabile, raccontando un mondo che è soltanto suo ma che tocca delle corde universali, apparizione indecente di un satiro gambe caprine e zoccoli. In breve, la comicità non è un riflesso del sociale, è manifestazione indicibile, dionisiaca e amorale che sconquassa l‘ordine proiettato dall’uomo sulle cose.

Stand Up è il proseguimento di una colonizzazione culturale marchiata USA, che taglia fuori la nostra tragica Commedia dell’Arte, chi crede di esprimersi liberamente adottando questa modalità e “stando sulla notizia” è inconsapevolmente agito dall‘omologazione del linguaggio e dell‘immaginario. “In Italia comicamente siamo indietro di quarant‘anni… ora c‘è la Stand Up”… Mi dovrebbero spiegare qual è l‘avanti e quale il dietro. Basta guardare il Poeta e il Contadino con Cochi e Renato, Jannacci, Andreasi, o ascoltare i deliri degli Squallor per capire che forse il futuro è già passato.

Tornando alla tua domanda, c‘è comunque qualcuno della scena Stand Up che salvo, eccezioni che confermano la regola. Mi viene in mente Raymond Solfanelli, dotato di un forte istinto, necessità animalesca vera e dirompente, forse l‘unico vero corpo comico potenziale tra le nuove leve, una bestemmia bavosa, imbarazzante in carne e ossa.

Raymond Solfanelli, dotato di un forte istinto, necessità animalesca vera e dirompente

Martina Catuzzi che accenna qua e la con grande autoironia a un suo universo intimo, e lo fa con molta eleganza, l‘unica probabilmente che abbia una alfabetizzazione teatrale per calcare la scena, Stefano Rapone del quale apprezzo le geometrie sbilanciate nella scrittura e un tentativo di totale deposizione della volontà nell‘esposizione. Carmine Del Grosso nella sua schiettezza, onestà espressiva e limpida semplicità discorsiva.

Martina Catuzzi alfabetizzazione teatrale per calcare la scena

Ananas Blog

53 Risposte a “Scapezzo finalmente online!”

  1. AngelaRoma Maggio 4, 2020 a 9:31 PM #

    Non posso credere che Youtube sia così popolare per un film https://altadefinizioneita.co/ come questo.

  2. ndriu marziano dicembre 12, 2018 a 2:43 am #

    Gulf, figurati, macché litigare, forse devo chiarire qualcosa su ciò che ho scritto.

    Partiamo da chi sono, lavoro nello spettacolo da più di vent’anni, nasco come musicista per diventare organizzatore di eventi, sono stato il presidente del circolo dalVerme di Roma riconosciuto trasversalmente nei suoi 8 anni di vita come una tra le più importanti e originali proposte culturali della capitale, ho diretto e prodotto diversi festival indipendenti (Pigneto Spazio Aperto per citare quello a cui sono più affezionato) dimostrando che si può fare cultura dal basso senza importanti risorse economiche e senza omologarsi alla banalità dei linguaggi di massa, campando unicamente della risposta di pubblico, che se stimolato poi così stupido non è.
    In ultimo ho diretto quattro edizioni del Festival Villa Ada-Roma incontra il mondo, una delle manifestazioni più longeve e rinomate del panorama italiano, e nel cui cartellone, durante la mia direzione, il teatro comico aveva uno spazio tutt’altro che secondario.

    Premesso questo, riconosco che non riesco a non avere toni piuttosto accesi, purtroppo ciò che mi coinvolge mi infiamma e di ciò che non mi coinvolge sono incapace di scriverne, ma non ho mai avuto intenzione di litigare o insultare nessuno.

    Prima di tutto ho espresso nient’altro che il mio disagio per il continuo equivocare in ogni sede qualsiasi tentativo di vera critica d’arte, non le recensioni delle terze pagine per capirci. Questo è ciò che forse non si è capito -o non si è voluto- dell’intervista di Nicola: sta facendo critica e il primo che sottomette a questa lettura crudele è proprio lui stesso, palese per chi possiede gli strumenti per interpretarlo.

    Stavo scrivendo una cosa in merito quando sono stato anticipato dall’ottimo scritto di Focas, e avevo tirato un sospiro di sollievo, pensando adesso o si stanno zitti o quantomeno si alzerà il livello della discussione.

    Pia illusione subito smentita, da cui è nato il mio primo commento, ribadendo l’invito a parlare d’arte non dei sedicenti artisti: questo é un blog, seguito per lo più da addetti ai lavori, se non lo si fa in spazi come questo dove andrebbe fatto? E invece ancora commenti, che, a prescindere dai toni e dagli insulti, si ostinano a parlare superficialmente d’altro, ed è tra questi che è risaltato il tono virulento accompagnato da un desolante vuoto di contenuti di Giorgio Magri.

    Sono quindi andato a vedere chi fosse, e quello che ho scritto non è altro che la mia personale e più sincera stroncatura del suo lavoro, non perché lo volessi attaccare o cercassi la lite, proprio perché è quello che penso, accanto al fatto che mi sembrava abbastanza ridicolo che si rivolgesse a Vicidomini come se fosse il primo venuto, reo di lesa maestà verso la stand up comedy.

    Aggiungo che concordo con quanto detto da Nicola, se inteso in quell’ambito critico di cui parlavo sopra, ma a differenza sua a me la stand up piace e tanto, senza citare i mostri americani e senza ripetere i già salvati da Nicola, mi piace moltissimo Giardina, non mi dispiace affatto Montanini, pensa che adoravo Grillo prima che diventasse il clown incattivito che è oggi, e potrei continuare con la lista ma non serve.

    Nicola non ha torto a parlare di sciatteria, basta guardare Comedy central per accorgersi senza dubbio alcuno che per uno buono ce ne stanno almeno dieci che non sono altro che la rappresentazione di una disarmante e sciatta mediocrità, e non ha neanche senso esprimerlo e farglielo sapere, di norma se un qualcosa è irrecuperabile preferisco dire bravo, non credo che abbia senso accanirsi su chi non ha possibilità, rendendolo magari anche triste.

    Per Magri sarebbe stato lo stesso se non fosse andato a cercarsela ponendosi in una posizione che non credo potesse permettersi, insultando, senza neanche capire il discorso, uno dei pochissimi grandi artisti superstiti nel deserto italiano: solo per questo mi sono permesso di dirgli sinceramente che cosa ho pensato di ciò che ho visto di suo e perdonatemi la superbia di pensarmi titolato a poter giudicare di spettacolo.

    In ultimo ho scorto che Magri stupido non lo è affatto e magari sentirsi dire in faccia da uno che appartiene a quel pezzetto di pubblico più preparato e attento che la sua roba fa abbastanza cagare potrebbe servirgli a ricercare un suo linguaggio originale e proporre qualcosa di interessante.

    • ananasblog dicembre 12, 2018 a 6:19 PM #

      Ciao e grazie infinite per aver palesato il tuo importante background culturale e artistico (PS conosci Stefano Di Trapani? è uno dei miei idoli). Posso solo dire una cosa a favore di Giorgio Magri? Va visto dal vivo (come chiunque ovvio). Nella discussione i toni sono stati accesi anche per certi meccanismi insiti nel web, cosa che ho cercato di smorzare. Un abbraccio L’A

  3. Gulf dicembre 8, 2018 a 12:02 PM #

    Secondo me Vicedomini ha sbagliato a parlare di sciatteria, però, cazzo, non litighiamo! Veniamo da anni in cui Ale e Franz venivano definiti i nuovi Cochi e Renato, Oreglio un vero poeta, Migone avanguardia, Bisio un genio e i Pali e Dispari, ma si, fenomenali anche loro. E godiamocela un po’!

  4. ndriu marziano dicembre 7, 2018 a 3:47 am #

    Credi di aver dato una qualche risposta? Poi che intendi con name dropping? l’espressione ha un significato che non vedo come si applichi a questo caso. Il contenuto delle tue risposte non aggiunge nulla a quello che ho detto, se non mostrare ancora che non hai molto altro da dire e che forse non ricordi il testo di quella canzone degli Skiantos. Quello che volevo dirti te lo ho detto, resta lo stesso dopo questi quattro insulti, risponderti ulteriormente sarebbe solo continuare sprecare tempo, lasciamo che sia lui a darci torto o ragione.

    • giorgiomagri dicembre 7, 2018 a 10:20 am #

      più che il testo della canzone tu mi ricordi tanto l’assolo di sax wannabe free-jazz che finisce inevitabilmente per suonare come un somaro che raglia…

      • ndriu marziano dicembre 7, 2018 a 6:28 PM #

        vabbè facciamo un giro nel vuoto del tuo linguaggio, mi stai facendo tenerezza. Il somaro mi sta simpatico, simbolo di anarchica ostinazione antiautoritaria, in ogni caso stai sprecando fiato il tuo giudizio vale quanto ciò che fai in scena: nulla con alle volte sfumature di niente. In più credo che tu non abbia alcuna idea di chi io sia e di cosa faccia.

      • ndriu marziano dicembre 7, 2018 a 6:30 PM #

        vabbè facciamo un giro nel vuoto del tuo linguaggio, mi stai facendo tenerezza. Il somaro mi sta simpatico, simbolo di anarchica ostinazione antiautoritaria, in ogni caso stai sprecando fiato il tuo giudizio vale quanto ciò che fai in scena: nulla con alle volte sfumature di niente. In più credo che tu non abbia alcuna idea di chi io sia e di cosa faccia. A te il grugnito.

        • giorgiomagri dicembre 7, 2018 a 7:41 PM #

          facciamo che blinda come se fosse antani

          • ndriu marziano dicembre 8, 2018 a 4:24 PM #

            il fatto che tu non capisca non trasforma necessariamente ogni affermazione in una supercazzola. Poi che noia che dici sempre le stesse cose… 😘

  5. ndriu marziano dicembre 6, 2018 a 2:24 am #

    Ma invece, Susinablog, di che stai parlando? Magari argomenta, dicci di quale spettacolo o spettacoli parli, quando lo hai visto, che intendi per provocazione – fin’oggi tralaltro assente nel teatro di Vicidomini-, di cosa intendi per cultura del teatro comico e se per analfabeta ti riferisci a persone del calibro di Giorgio Focas, Fulvio Abate, Cosimo Cinieri, giusto per citarne alcuni.
    Quello che hai detto non dice nulla, sono solo quattro insulti buttati la senza contenuto, mentre parlare del fatto che non ti piaccia il suo teatro sarebbe magari interessante.

    • Susinablog dicembre 6, 2018 a 10:54 am #

      Non mi piace il video messo in rete di cui parla questo articolo. E nemmeno gli altri che ho visto in rete (Colorado?). Non ci trovo tutta la profondità che quelli del calibro citati ci trovano. I gusti sono gusti, non trovo neanche interessante il fatto che non mi piaccia. Non trovo i livelli di Carmelo Bene o Trezza, tutto qui.

      • ananasblog dicembre 6, 2018 a 11:43 am #

        Nun te piace. Vabbuò e che sarà mai… L’A

  6. ndriu marziano dicembre 6, 2018 a 2:09 am #

    A Catanzaro si dice “Va cacala e piddiala a pugni” per descrivere l’invito a produrre una importante quantità di merda, appiccicarla al muro e iniziare a percuoterla con i pugni ripetendo “Non ti valgo, sono peggio di te”. Pratica sempre troppo sottovalutata.

    Giorgio Magri, non avevo idea di chi tu fossi e sarebbe stato meglio per tutti e due continuare così, ma invece pare che non si riesca mai a capire quando si piscia nel posto sbagliato e grazie ai tuoi schizzetti adesso ho un nuovo brutto ricordo da dimenticare.

    I tuoi show sono davvero brutti, pessimo persino nell’ambito della Stand up, che certo non ci ha mai risparmiato tanti fenomeni da baraccone. Le tue battute non fanno ridere, tutto è costruito su modelli triti e ritriti, in scena non hai i tempi e ti muovi in maniera imbarazzante, a essere magnanimi.

    Davvero non ti accorgi che ti metti in ridicolo parlando di Nicola Vicidomini? Lo capisci che non fate lo stesso mestiere? Ti accorgi che stai parlando a sproposito di qualcosa che evidentemente non hai capito?

    Lo sai che quelli come te, in ogni ambito di spettacolo, sono l’emblema di dove è finita la cultura del paese del rinascimento umiliata da decenni di dilettantismo allo sbaraglio.

    Ti do un consiglio, prima di sparare cazzate ricordati che quello che fai tu è per sua natura destinato a scomparire presto, parli spesso di come tu lo faccia per soldi e, messa da parte la volgarità di questa affermazione, ti riconosco almeno la sincerità: artisticamente ( che abuso usare sta parola riferita a ciò che fai) sei tenuto in vita solo da quello che Roberto Freak Antoni chiamava pubblico di merda, diseducato dalla stessa arrogante ignoranza che informa il tuo lavoro.

    Nicola Vicidomini è altro, prova a rileggere e capire quello che ha scritto Focas, più che titolato per parlare autorevolmente del teatro, e aggiungici che praticamente tutti gli intellettuali che hanno incontrato il lavoro di Vicidomini pensano qualcosa di analogo.

    Ti prego di perdonare i miei toni così duri, ma stai cacando fuori dal vaso e spererei che questa mia sincerità nel descriverti quello che fai ti possa tornare utile, dovresti tentare di volare più basso: non sei nessuno e ti metti a a coglionare coi giganti?

    Manifesti solo la tua ottusità così. Poi la superficialità da casalinga di voghera di dire cose tipo ho fatto il tecnico in teatro per anni e non sai quanto ne ho visti di sti fenomeni è probabilmente la cosa più esilarante che fai, altro che le tue battute ammuffite, purtroppo si ride di te e non con te: non basta assistere alle cose per essere titolati a parlarne, capirle invece magari aiuterebbe.

    con affetto sincero

    Il Marziano

    • giorgiomagri dicembre 6, 2018 a 6:12 am #

      idiota, di palloni gonfiati tipo l’autore del commento, fai tanto l’intellettuale ma ti vedo poco ferrato sull’analisi logica e grammaticale, grazie per la supercazzola e per il name dropping comunque

    • giorgiomagri dicembre 6, 2018 a 8:16 am #

      sei così obnubilato dal tuo ego che non ti sei reso conto che nella canzone degli Skiantos la vittima dello sberleffo in questione (largo all’avanguardia, siete un pubblico di merda) sono i cialtroni gonfi di merda e paroloni che senza il papi sarebbero in un centro commerciale a fare le unghie come te
      tu non sei ignorante per niente, tu sei fin troppo erudito, il tuo problema è il quoziente intellettivo basso

      • giorgiomagri dicembre 6, 2018 a 8:23 am #

        se l’avessi fatto per soldi dopo questa lezioncina ti avrei mandato la fattura, ciarlatano

        • ananasblog dicembre 6, 2018 a 11:42 am #

          Ultimo commento su questo tono poi inizio a cancellare. L’A

          • giorgiomagri dicembre 6, 2018 a 11:48 am #

            popopò, suvvia robbè, un po’ di polemica non ha mai fatto male a nessuno non fare il bacchettaunz

    • ananasblog dicembre 6, 2018 a 11:41 am #

      Ragazzi, abbassate i toni soprattutto non buttatela sul personale. L’A

  7. Susinablog dicembre 5, 2018 a 7:21 PM #

    Che non mi dice niente e che è banale si può dire? Ma quale grande comico? Io lo trovo un analfabeta dello spettacolo e può piacere solo ai sui simili senza una cultura teatrale comica. La provocazione, anche quella, necessita di uno spessore che qui non solo manca, ma non si rispecchia in nessuna invenzione originale. Poi a parole sono tutti dei gran fenomeni.

    • Sbarbata dicembre 6, 2018 a 12:58 am #

      Non parliamo di parole, ma di fatti che è molto comodo non considerare volendo tenere basso il livello. Questo fa pienoni e molti intellettuali e addetti ai lavori hanno scritto di lui. Ci sono tesi di laurea sul suo teatro e se ne sono occupati anche in Francia.

      • Susinablog dicembre 6, 2018 a 10:46 am #

        Soprattutto dei pezzi che faceva a Colorado, ma mi faccia il piacere!

        • Sbarbata dicembre 6, 2018 a 1:09 PM #

          Lo hai visto in teatro?

  8. Francis Scott Fitzgerald dicembre 3, 2018 a 5:29 PM #

    Parlare negativamente del più grande comico morente, è uguale a parlare del niente.
    Una cosa è il gusto, una cosa è l’analisi. Quella di Vicidomini è un’analisi schietta, senza fronzoli, ma soprattutto, una analisi.
    Si può anche pensare in maniera diversa, ma non dire cose tipo “Vicidomini non mi piace ergo dice solo stronzate”, vuol dire che non sapete nemmeno il senso della parola analisi.

    • giorgiomagri dicembre 4, 2018 a 12:39 PM #

      quindi, ricapitolando:se io non capisco la sublime arte del maestro sono uno scemo, se tu non capisci le mie provocazioni sono sempre uno scemo io. molto molto bene.

      • Francis Scott Fitzgerald dicembre 5, 2018 a 6:24 PM #

        che non capisci quello che ha detto Vicidomini si era capito, che provocavi, si era capito. Ma stiamo parlando di analisi, quello che tu non sei riuscito a capire.

        • giorgiomagri dicembre 5, 2018 a 11:23 PM #

          lol,ciarlatano… sono 25 anni che lavoro in teatro come tecnico sai quanti ne ho visti di palloni gonfiati come te, ti pare che mi spavento con due supercazzole e un po’ di name dropping? hihihi

          • Sbarbata dicembre 6, 2018 a 12:59 am #

            Sei mai stato in teatro a vederlo?

          • ananasblog dicembre 6, 2018 a 11:39 am #

            Se volete battibeccare a lungo parlatevi magari in privato, qua dopo un po’ è stucchevole. L’A

  9. giorgiomagri dicembre 2, 2018 a 9:43 am #

    tecnicamente ha ragione, quello che facciamo noi è un mestiere, bisogna vincere, fare più battute degli altri in meno tempo, ottenere un numero di risate superiore, non serve lo studio per nascondere le informazioni a dovere e le entrature per esibirsi davanti a quelli grossi come nel teatro, serve talento, la stand up è nazista, se non hai talento nei geni devi andare a lavorare al supermarket

  10. ndriu marziano novembre 30, 2018 a 3:20 am #

    Speravo sinceramente che l’ottimo scritto di Focas avrebbe azzerato l’idiozia, o che comunque se semmai avesse ancora desiderato mettersi in mostra, avrebbe comunque dovuto rispondere nel merito di quanto ha correttamente detto. Sottovalutavo la capacità della mediocrità di fare la vaga.

    Mi viene in mente un vecchio articolo di Oreste del Buono, che riferendosi a Carmelo Bene, cominciava da questa domanda: “In Italia abbiamo un genio, ce lo meritiamo?”.

    Temo che la domanda sia rimasta retorica.

    Vi accorgete di quanto sia deludente l’uso che state facendo della libertà che vi è data dai nuovi strumenti di comunicazione? Invece di sfruttarli al meglio per coltivare la miglior riuscita dei cazzi vostri, continuate a parlare a sproposito della qualunque, senza, non solo, non capirci un cazzo, ma senza sapere nemmeno di cosa si stia parlando.

    Con una certa presunzione credo di sapere tra i commenti chi ha visto Nicola in teatro e chi no.

    Il teatro di Nicola Vicidomini è l’affermazione di un atto poetico, umanamente eroico perché impossibile se non come rappresentazione del fallimento. È qualcosa di potente, è il teatro, e sono convinto che non possa non lasciare traccia. Ed è l’assenza di questa ferita comica nel modo di parlarne che mi fa capire che tanti stanno parlando di qualcosa che non hanno visto. Mi obbietteranno di stare a commentare l’intervista, ed è proprio questo il punto: siete doppiamente cretini, senza il teatro di Nicola non è che non si capisca solo il senso pieno di ciò di cui si sta parlando, semplicemente non ci sarebbe stata alcuna intervista, ne alcun commento a cazzo di cane.

    Se oggi ci fosse ancora Guglielmi, probabilmente, Nicola Vicidomini avrebbe uno spazio in tv. È stata citata la sua partecipazione a Colorado, e devo dire che sulle prime anch’io ho dovuto superare in certo fastidio epidermico per il contenitore, ma proprio per la tv e quello che è diventata, ma oltre ho visto un momento televisivo che per pochi minuti mi riportava a un altra epoca della televisione, al Villaggio di Senza Rete, a Felice Andreasi, come Jannacci, Cochi e Renato e tanti altri, ma come attitudine, prima molto comune e ormai rara in televisione, non come emulazione e derivazione, il linguaggio di Vicidomini é una sua creazione, e infatti anche in tv ha sempre scritto lui i suoi pezzi.

    Mi piacerebbe parlare di questo, così avrebbe un senso commentare questa intervista, non di una sciatta superficialità.

  11. Marco novembre 29, 2018 a 8:18 am #

    Non ho giudicato in base alle apparizioni tv ho solo detto che sei stato in programmi che promuovono comicità bassa non puoi attaccare la stand up che oltretutto col teatro centra poco. Ci sono comedian che han fatto tanto teatro ma non è la regola. La stand up si regge sulle battute e sul vissuto dell autore. Se uno poi viene dal teatro ha sicuramente una marcia in piu ma è tutto grasso che cola. Se vado a vedere stand up mi aspetto battute forti non personaggi costruiti sulla commedia dell arte. Il suo discorso non ha senso. Se non ti piace di che non ti piace. Punto.

    • ananasblog novembre 29, 2018 a 8:37 am #

      Guardiamola in positivo: c’è un elenco di artisti su cui viene espresso apprezzamento, tipo Solfanelli. L’A

      • Marco novembre 29, 2018 a 5:06 PM #

        Appunto. Solfanelli e Martina Catuzzi (che reputo molto brava).
        Ha apprezzato quelli più teatrali. Non gli piace la stand up comedy e gli piace il teatro, ci sta. Però scenda dal piedistallo, perchè puoi essere bravo quanto vuoi ma prima di scopare eri vergine anche tu, Fly Down!!! ^_^

        • Sbarbata novembre 29, 2018 a 7:20 PM #

          Quella di Vicidomini è pura analisi… il gusto c‘entra ben poco. Se tutti quelli che formulano analisi e continuano a farsi domande sulla condizione del comico vengono accusati di sentirsi su un piedistallo, non adeguandosi alla mediocrità del panorama attuale, arriveremmo all‘immobilità critica. Ammettiamo per assurdo che Vicidomini si senta su un piedistallo come dici… Su quel piedistallo è stato messo, non ci si è messo lui. Mi chiedo se anche tu riempi sale da 1000 posti e quante tesi di laurea e saggi hanno scritto su di te. Questi sono dati di fatto, la tua è solo una presa di posizione senza retroterra e senza fondamenta che non aggiunge nulla alla discussione e al confronto. Condivido pienamente invece quanto scritto da Giorgio Focas, una persona evidentemente molto competente in materia e di evidente spessore intellettuale.

          • Marco novembre 29, 2018 a 8:40 PM #

            Il piedistallo te lo metti tu. Puoi avere dei riconoscimenti e restare umile e distaccato (Caparezza docet) o puoi dettare giudizi sentendoti superiore e gonfiando il tuo ego come una mongolfiera, dipende solo da te. Non diamo la colpa agli altri.

            E comunque “una paresi da palco dove generalmente vige sciatteria e approssimazione. Non vedo un vero lavoro sul linguaggio, né la manifestazione di immaginari unici e visionari, solo stucchevole voglia di vincere.” La seconda frase è un opinione e ci sta, la prima è un giudizio gratuito e approssimativo in base a una sua credenza senza portare elementi sul tavolo. Faccia dei nomi almeno sennò spara a zero su un’intera categoria.
            Oltretutto è scorretto. dov’è questa voglia di vincere di cui parla? Chi sono questi presunti comici vincentI?
            Io questa voglia di vincere vorrei capire dove la vista, perchè detto così senza spiegare nè argomentare non vuol dire nulla!

            Su di me non hanno scritto lauree e infatti se fai caso non me la tiro così tanto e non giudico qualcosa che non conosco.

            • Sbarbata novembre 29, 2018 a 9:43 PM #

              Non leggo assolutamente in queste risposte il “gonfiarsi” di cui parli. Continuo a vedere solo un‘analisi storica mirata e a sentire nelle tue parole un risentimento di altra natura. I nomi li ha fatti mi pare, in maniera signorile e mi sembra anche altruistica. Non saprei cosa aggiungere alle tue invettive. Scialla, Marco. Ti auguro tanta serenità.

              • ananasblog novembre 29, 2018 a 10:13 PM #

                Non litigate please. L’A

                • Antonio De Curtis novembre 29, 2018 a 10:35 PM #

                  Marco, ma mi faccia il piacere mi faccia!

              • Marco novembre 30, 2018 a 9:38 am #

                No non te la cavi così. I nomi DI QUELLI CHE SECONDO LUI VORREBBERO APPARIRE VINCENTI non li ha fatti. Quindi scialla tu carissima! ^_^
                So che non sai cosa aggiungere. Avete difeso tutti lui a spada tratta come delle groupie ma io non ho attaccato la persona ma le cose che dice. Tenetevi il vostro idolo se volete ma se dice delle inesattezze lo dirò. Punto.
                Pace e amore anche a te. Saluti!

                • ndriu marziano novembre 30, 2018 a 1:20 PM #

                  Vincenti su se stessi, come unico registro della loro comicità, mentre l’intima essenza dell’umano nella poetica di Vicidomini, ma forse proprio universalmente, è il proprio fallimento. Non stai proprio a capire il senso, stai commentendo un intervista che hai letto solo tu se non ti sforzi un minimo di capire che è critica d’arte non un invettiva contro improbabili colleghi.

  12. ndriu marziano novembre 29, 2018 a 3:13 am #

    Grazie Focas, hai espresso, meglio di quanto avrei mai potuto fare, molto di ciò che penso del teatro di Nicola Vicidomini.

  13. risoitalico novembre 29, 2018 a 12:41 am #

    Mi sento in dovere di replicare a due commenti leggermente ingiuriosi verso un artista di tale calibro e livello intellettivo – a mio modesto avviso tra i più grandi sulla scena europea – probabilmente fondati su una conoscenza assai scarsa del teatro e della storia della comicità. Lo faccio non certamente trincerandomi dietro nomi di fantasia, ma direttamente con l’account del mio Blog. Mi chiamo Giorgio Focas, sono studioso e profondo conoscitore della comicità e docente all’Università di Barcellona in Storia del Teatro. Collaboro con diverse riviste e siti tra cui il quotidiano online AlgaNews diretto da Lucio Giordano. Anzi, vi inviterei a dare un’occhiata anche ai miei articoli.1) Valutare l’opera di Vicidomini avendone come riferimento solo le apparizioni televisive in contenitori, peraltro, inadeguati rispetto alla profondità della proposta e formularne un giudizio affrettato è segno di una superficialità, a mio modesto parere, parecchio problematica, vi ricordo che state parlando di un umorista per cui artisti e intellettuali del calibro di Cochi Ponzoni, Nino Frassica, Cosimo Cinieri (che con Carmelo Bene si è inventato un teatro d’avanguardia italiano, che il mondo ci invidia), Marco Giusti, Fulvio Abbate, Stefano Disegni, solo per citarne alcuni, hanno speso puntualmente parole più che lusinghiere. L’opera di Vicidomini ha al suo attivo diverse tesi di laurea e saggi universitari, alcuni davvero apprezzabili. Del teatro di Vicidomini si è occupato anche l’intellettuale e drammaturgo Enrico Bernard, collega e docente presso l’Università di Zurigo. In breve, stiamo parlando di un fenomeno analizzabile solo avendolo visto dal vivo e in seguito ad una lettura approfondita dei suoi scritti. 2) Il paragone Rezza – Vicidomini ritengo sia alquanto azzardato, anche in questo caso entrerebbe in gioco una deprecabile sommarietà nel declinare un giudizio appropriato, da un lato perché l’estetica decadente e volutamente trash adottata da Vicidomini è marcatamente opposta a quella del duo Rezza Mastrella – l’uno lavora sul degrado, su un ritorno all’animale (temi che ci riportano alla Commedia dell’Arte dei primordi) e che sottende una insofferenza verso la condizione borghese, gli altri sulla costruzione di un habitat astrattivo, quasi alieno, appartenente a una dimensione rarefatta, contaminato da elementi linguisticamente realistici. -. In Vicidomini, inoltre, è onnipresente una sospensione morale, un netto compiacimento verso l’elemento triviale, probabile conseguenza dell’assimilazione del pensiero Nietzschiano. E ancora, la maniera di storpiare le parole di Vicidomini rimanda al Pappagone di Peppino De Filippo, le modalità di articolazione linguistica di Rezza a “Per farla finita col giudizio di Dio” di Antonin Artaud, radici antitetiche. Gli unici elementi comuni tra i due casi sarebbero la centralità del corpo, ritmi serrati e cadenze musicali, aspetti un tempo comuni a tutti i comici dell’arte. Che siano gli unici in Italia ad aver mantenuto una memoria ritmica e corporea massiccia? A quanto pare si. Ma, semplicisticamente, nel paese di Pulcinella (giusto per restare in tema), si accomuna tutto per necessità di classificazione, azzardando paragoni e volontà non connaturate in un’opera. 3) Vicidomini con i suoi spettacoli è stato artefice negli ultimi tre anni di autentici pienoni, in spazi come l’Auditorium Parco della Musica di Roma, segno di un gradimento popolare non irrilevente, ottenuto solo attraverso il vecchio passaparola. Io stesso ho avuto l’occasione di assistere al suo ultimo show al Teatro Vascello di Roma ed era strabiliante l’eterogeneità delle presenze: da intellettuali a coatti romani (anche fastidiosi), da giovanissimi a vecchi… Un pubblico che per 90 minuti non aveva scampo, incalzato da un ritmo crescente. 4) L’immaginario di Vicidomini è unico, un’universo visionario dove puoi vedere “viecchie”, “pulacche”, dove si declamano “prublemi di matematica” di una tragicità così eccessiva da far scaturire fragorose risa. Quando ho assistito al suo spettacolo sono capitato alla ultime file a fianco allo scrittore Fulvio Abbate (che stimo) e lo vedevo ridere con le lacrime agli occhi. 5) Se proprio dovessi accostare a qualcuno il mood e la scrittura comica di Vicidomini penserei a Felice Andreasi, Paolo Villaggio, Alfredo Cerruti e Andy Kaufman. Mi fermo riportando una “sentenza” del Maestro Cosimo Cinieri a riguardo: “Non fa l’attore, è il teatro”. Sono bene accette repliche costruttive, a patto che si argomenti seriamente e con cognizione di causa. Ringrazio Roberto Gavelli che ha fatto venire anche a me la voglia di scrivere di Nicola Vicidomini.

  14. Chiara Avanzo novembre 29, 2018 a 12:22 am #

    Esprimi 5 concetti in modo superficialotto banale e inesatto, mescolali ad un linguaggio forbito e virtuoso e otterrai solo 5 concetti in modo superficialotto banale e inesatto, mescolati ad un linguaggio forbito e virtuoso.

  15. Io novembre 28, 2018 a 6:56 PM #

    Antonio Rezza? Ah no… Gli piacerebbe.

    • Sbarbata novembre 28, 2018 a 7:10 PM #

      “Nella nazionale di calcio dei grandi del teatro ci saranno Antonin Artaud, Bene Carmelo e Vicidomini Nicola e litigheranno tra loro” – da un articolo di Fulvio Abbate

  16. Marco novembre 28, 2018 a 6:09 PM #

    A sto punto avresti dovuto chiedergli che pensa di Colorado visto che ne ha fatto parte. Se la stand up è “paresi da palco dove generalmente vige sciatteria e approssimazione ” allora quella gente che stava nel suo programma cos’era?
    Ho sentito più ego in questa frase che in tutta la carriera di Montanini.
    Un semplice “non mi piace” sarebbe stato più umile.
    Guarderò il suo spettacolo ma i suoi monologhi a Colorado non li ho trovati nè visionari nè
    ricchi di immaginari unici. Ho trovato il solito personaggio finto da Colorado.
    Premetto che sono un ignorante e lo dico apertamente, ma spero per lui che abbia uno show degno dell’ego che l’accompagna.
    Se non mi piacerà dirò che non mi piace senza giudicarlo (a differenza sua.)
    Saluti.

    • ananasblog novembre 28, 2018 a 11:07 PM #

      Credo allo stato attuale sia impossibile emergere con qualcosa di valore in contenitori alla Colorado. Lo scalettone snatura ogni cosa. L’A

  17. Sbarbata novembre 28, 2018 a 4:42 PM #

    L‘ho visto a Milano e non avevo mai assistito a nulla del genere. Mantiene tra le altre cose dei ritmi assurdi. Mi chiedo perché si sia rassegnato a non apparire più in Tv. Potrebbe dare molto.

  18. risoitalico novembre 28, 2018 a 4:09 PM #

    Condivido il pensiero. Mi meraviglio non abbia citato Raimondo.

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