Archivio | novembre, 2019

Un format radiofonico unico nel suo genere

25 Nov

Logo di MPC su Mixcloud

Partendo da un titolo shock che non dovrebbe concedere dubbi (Musica per chiavare) parliamo di un esperimento radiofonico audace che sta funzionando e che si sta guadagnando fama di trasmissione cult.

MPC è condotta da Alex Sabetti e Nicola Vicidomini (coautrice Deborah Farina) e va in onda su Radio Elettrica al mercoledì dalle 21.15 fino a quasi mezzanotte. Siamo passati oltre il giro di boa della prima stagione ed è arrivato il momento di fare un bilancio che è assai positivo.

La trasmissione è completamente improvvisata e Nicola Vicidomini  ha saputo creare quel clima sia goliardico che visionario, il quale coinvolge gli amici che partecipano divertendosi. Fin qui si sono sentiti: Nino Frassica, Fabrizio Biggio, Stefano Disegni, Lino Patruno, Fulvio Abbate, Valerio Lundini, Carmine Del Grosso, Jason Piccioni, Antonio Zequila per citarne alcuni. Il cast fisso invece è fatto da inviati o presunti tali:

Franco Vichi (Unione tra consanguignei), Gianni Resta (Pietro Mozzi, Momento Sentimental e Playboy Eligio Rondelli) Nicola Leugio (Angolo del Fedifrago e momento associazionismo) Lorenzo Procacci Leone (Borsette e Borseggi, Lettere dal Penitenziario, Dinamitardi senza rimorso e prof.Salvatore Offenbach – interpretazione dei sogni) Jiurij Mascherpa (il pezzo della settimana) Nicola Procopio (L’esibizionista della Sila) Giangi Roncato (il Satanista felice creatore di una nuova religione) Francesco Puma (Maestro di seduzione) Claudio Vietnam re delle notti romane (presenza fissa in studio). 

Qui su Mixcloud la puntata del 13.11.2019 dedicata al grande Fred Bongusto. Ascoltabile anche embed alla fine di questo articolo.

Cosa è esattamente la Musica per Chiavare?

In primo luogo è l’asse portante della trasmissione ed è di qualità eccelsa tanto da renderla unica. Presa integralmente dalla rara collezione di vinili di Nicola Vicidomini, si tratta di quel filone di grandi musicisti e compositori, spesso sottovalutati o dimenticati che hanno (anche) fatto grandi le colonne sonore del nostro cinema (vedi Piero Umiliani, Piero Piccioni, Bruno Martino, passando per il jazz e altro ancora) su cui svetta la stella fulgida di Fred Bongusto.

Non a caso il pezzo d’apertura è sempre il capolavoro “Carissimo maestro di Padova” 

Perché si ride e tanto  

Con MPC mi capita davvero di ridere come un pazzo. Secondo me il segreto sta nell’affrontare temi scottanti con grande naturalezza, senza andare mai sopra le righe. I personaggi e le situazioni potrebbero anche essere vere. Per esempio il Sentimental, cioè: l’accoppiamento con animali, ci viene raccontato da un imprenditore agricolo amico di Oscar Farinetti il quale ci tiene a precisare che l’animale è sempre consenziente.

Anche l’unione tra consanguinei, per chissà quale miracolo, è esilarante, raccontata con distacco e usata come pretesto per lunghe divagazioni musicali di nicchia. L’interpretazione dei sogni è spiegata con simboli che sembrano non centrare nulla (la matita è la madre) oppure che potrebbero anche essere veri. L’associazione delle associazioni annovera gli odiatori di Mario Tessuto e tante altre che, forse, esistono davvero.

L’elenco delle cose divertenti è comunque lungo.

Per concludere diciamo che Musica per Chiavare funziona, fa ridere e ha la musica con un tiro pazzesco. Merita di proseguire per altre stagioni. 

Ananas Blog 

La comicità può avere un futuro grazie ai podcast?

18 Nov

I Podcast, format audio che possono essere scaricati in file mp3, rappresentano un fenomeno in forte crescita, per tanti motivi, tra cui soprattutto la facilità di fruizione e ascolto. Uno dei segnali di incremento è stato il recente Festival del Podcasting (Milano 9/10 ottobre 2019) che ha visto un interesse e una partecipazione davvero ampi. Un altro segnale è il fatto che anche famosi youtuber si stanno spostando sul podcast, spesso in semplice versione audio dei video (Come fa per esempio Alessandro Masala di Breaking Italy o Rick Dufer con Daily Cogito). In effetti un video è più impegnativo, non lo puoi guardare facendo jogging, andando in bici o in auto.

Insomma “Video killed the radio star”, canzone profezia degli anni ’80 non si è mai realizzata. 

Quello che interessa a questo blog, in realtà è più rivolto alle potenzialità del podcast a favore della comicità italiana e quali siano le realtà più interessanti nel settore “Comedy”. In questo viaggio ci farà da guida Maria Chiara Virgili, apprezzata podcaster col suo Avrei qualcosa da dire. Maria Chiara lo definisce: “un mix fra comicità all’ordine del giorno (in sostanza dico tutto quello che gli altri pensano ma non dicono) ed esperienze di vita vissuta in chiave più seria!”  

Logo di Avrei Qualcosa da Dire Show

Avrei qualcosa da dire è pubblicato sulla piattaforma Spreaker. Si può notare accanto ad alcuni file la scritta in rosso “explicit”. Significa che il podcast ha contenuti (tipo parolacce) non adatti ai più piccoli. Anche se, come vedremo più avanti, c’è chi sfida queste convenzioni e non mette alcun avvertimento. Da Spreaker un podcast può essere condiviso sulle piattaforme più importanti. Citiamo le principali:

iTunes Podcast/Apple Podcast, Spotify, Google Podcast per gli utenti Android… ma anche Stitcher, Sound Cloud, YouTube e tutti gli altri podcast catcher come Castbox, Overcast e chi più ne ha più ne metta! Sono tantissimi servizi!”

In questo “mare” ci focalizziamo su alcuni podcast di genere comedy tra quelli suggeriti da Maria Chiara Virgili. Partiamo dalla tanto in voga Stand Up Comedy.

Daniele Fabbri:

Daniele Fabbri lo possiamo definire stand up comedian della prima generazione, avendo fatto parte del nucleo iniziale di Satiriasi.

Si è sempre distinto per la creatività e lo spirito innovativo. Non a caso è diventato un apprezzato podcaster col suo Contiene Parolacce. Lo stile è quello irriverente (uno dei titoli più significativi: “Il popolo esasperato? Scopasse di più!”)

Come accennato sopra, c’è la possibilità di certificare il contenuto con la scritta “explicit”, cosa che Daniele Fabbri si rifiuta di fare, rischiando di suo che orecchie innocenti possano ascoltare cose inenarrabili. Continua a leggere

Battute? una recensione assai positiva

14 Nov

Di “Battute?”, nuovo format satirico di Rai 2 di cui avevamo parlato (per esempio qui). Ora sembra che il programma stia trovando una sua identità, tanto da far parlare di una possibile seconda edizione, nonostante le tante difficoltà e critiche iniziali. A tale proposito ci è giunta la dettagliata e ben motivata recensione positiva che qui pubblichiamo da parte di un addetto ai lavori: Roberto Pozzi (attore, regista, autore teatrale e di cabaret) quindi una persona molto ferrata sull’argomento e non di gusti facili. Buona lettura:

E se fosse “Battute?”, il migliore programma comico di questi anni? Sta a vedere che questa volta la Rai s’è inventata un gioiellino. Studio piccolo e poco costoso, un lungo tavolo che funge anche da palco per gli assoli, ai lati due schiere di eleganti giovani umoristi, più di una dozzina a puntata, a capotavola, con piglio autorevole siede a fare da moderatore l’unico volto noto, Riccardo Rossi.

Il Format esiste da anni nella tv anglosassone; un conduttore e un gruppo di opinionisti fissi a trattare gli argomenti del giorno, più o meno come in “Sbandati” dove però si mescolavano volti della prima Stand-Up italiana ad altri ospiti più frivoli con un risultato non armonico. Qui il gruppo di panelist è omogeneo, fatto di veri Nerd della risata. Il tutto ha una vocazione alta, ma è reso popolare da regia che in sé una spruzzata alla Boncompagni anni ’90 che rende il programma non altezzoso.

Lo schema è semplice: Rossi legge una notizia d’attualità e gli altri rifilano battute, fin qui saremmo in zona “Spinoza”, fare battute è ormai una disciplina olimpica da Social e fosse solo questione di battute si tratterebbe solo di capacità autoriali, fortuna che lo spazio per brevi assoli personali ed il clima da gita di classe fanno la differenza, così nel corso delle puntate il lungo tavolo bianco si sta trasformando in vero trampolino di lancio per il debutto di massa di una generazione nuovi di comici.

Le chiavi del programma sono diverse. Intanto i protagonisti: vengono da tutt’Italia ma non sono scelti a caso, sono un gruppo di comici già in rete fra loro da un pezzo, che s’è fatto le ossa nei club e su Comedy Central, hanno già tanto repertorio e quasi tutti fanno parte della seconda ondata della Stand-Up italiana, forse meno dogmatica della prima, tant’è che alcuni di loro non si vergognano ad usare anche “il tormentone”.

Essendo in Rai e non nei Club hanno i limiti della tv generalista, non possono essere sboccati come nei loro Live e questo, paradossalmente, va a loro vantaggio perché li costringe a NON fare la Stand Up Comedy (che sia detto per inciso non è detto che piaccia a tutti), ma a andare in una nuova direzione. Alcuni vorrebbero sparare battute più audaci, glielo si legge in faccia che tirano il freno a mano, vorrebbero essere più irriverenti ma sanno che un funzionario Rai è pronto per bacchettarli, però, pur con questi limiti, stanno portando il loro stile sulla tv generalista, e sta nascendo un mix di satira non moralista e non-sense diverso da quello che eravamo abituati a vedere. Continua a leggere

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