Zelig TV chiude (dopo 2 anni di attività)

3 Nov

La notizia non ha sorpreso. Zelig Tv ha chiuso le proprie attività dopo 2 anni di messa in onda, proprio il 31 ottobre 2020. Chi si è sintonizzato l’altra sera sul canale 63 del digitale terrestre, con un certo stupore, si è trovato ad assistere a una televendita di coltelli da cucina. Come cercheremo di spiegare più avanti, l’evento era prevedibile da tempo.

Partiamo dall’inizio e da un interessante articolo pubblicato su dailyonline.it (leggi qui) basato sulle dichiarazioni di Gianni Crespi, nuovo CEO di Smemoranda Group, che controlla Zelig Media Company produttrice del programma. La chiusura di Zelig Tv fa parte del piano industriale e della razionalizzazione del business. Questo non significa però un tirare i remi in barca. Anzi:

“Il brand Zelig diventerà il punto di riferimento italiano della comicità, spaziando dall’intrattenimento al branded content per quelle aziende che decideranno di fare comunicazione di brand attraverso la cifra comica. ”

La dichiarazione d’intenti, poi, è ambiziosa:

“La nostra missione è produrre contenuti da sottoporre a tutto il mercato, dagli editori tv alle piattaforme over the top, dai centri media alle concessionarie e le aziende.” 

Precisando che con piattaforme Over The Top (OTT) si intendono Netflix, Amazon Prime, Now TV e simili, può essere che le dichiarazioni del CEO riflettano la realtà oppure costituiscano un modo elegante per giustificare un arretramento degli asset comici. Già perché…

Partiamo dal prodotto.

Si diceva sopra della “fine annunciata”. Infatti, fin dall’inizio della programmazione, Zelig TV ha messo in onda una serie di format e di proposte creative tutte caratterizzate da due elementi:

  1. “Wannabe” cioè voler realizzare talent, talk show, varietà, intrattenimento, edutainment, format che si rifanno a programmi già esistenti, ma contro i quali si paga lo scotto di budget abissalmente inferiori.
  2. Nessuna innovazione significativa nel linguaggio televisivo e nei processi creativi. 

Questo è vero fin dallo show di punta, certo pregevole, condotto dagli ormai collaudati Davide Paniate e Federico Basso, ma che riproduceva una formula già usata fino allo sfinimento (ed ecco a voi… tormentoni… personaggi… ma cosa dice?… eccetera). Show che comunque dovrebbe aver trovato una collocazione presso Comedy Central.

Detto ciò è significativo come i format della nuova ondata di Zelig TV siano, in un certo modo, scivolati via senza impressionare troppo se si esclude forse l’eccezione di…

… Fantastico Credici, un varietà divertente nella sua follia e spensieratezza (bravissimo il conduttore Lorenzo Campagnari in arte Lorello), varietà che aveva in effetti poco a che vedere con le metriche tipiche della produzione Zelig.

Una storia che parte da lontano?

La parabola di Zelig TV potrebbe spiegarsi con un “malessere” che parte da lontano, forse che risale a 10, 15 anni fa, quando il brand era al massimo del fulgore. Si tratterebbe di una “atrofia creativa” peggiorata col tempo.

I nostri eroi di viale Monza 140 sono stati maestri assoluti nell’arte dell’assemblaggio, potendo contare su una grande quantità di comici che proponevano idee, sketch, personaggi, battute a getto continuo 365 giorni l’anno (tramite i laboratori).

Il lavoro dei maestri artigiani zelighiani era tutto basato sulla selezione del materiale umano. Se arrivava uno sketch satirico ben fatto, andava in tv; se arrivava un pezzo maschilista becero ma che faceva ridere, al posto dello sketch satirico andava in onda il pezzo maschilista. Idee? Format? Concept? Tutte cose non necessarie nel mondo fatato in cui era la gente ad andare in massa verso la direzione artistica.

Poi è arrivato il giorno in cui la comicità Zelig è diventa obsoleta. Con alcuni produttori e comici benestanti, quasi ricchi e una platea di addetti ai lavori per lo più irrisolti e con poco lavoro.

L’intera filiera poteva rinascere sulle sue ceneri, con meno budget, ma con tanta voglia di fare, Invece qual è stato l’approccio? “Se avete delle idee portatele”. Il mood del selezionatore era rimasto intatto, l’atrofia creativa conclamata,

Però…

Però riportiamo una considerazione finale del CEO Gianni Crespi: 

“Infine, è allo studio anche lo sviluppo delle attività di scouting che attualmente vengono svolte attraverso cinque Zelig Lab, a cui se ne aggiungeranno altri tre… La squadra della Zelig Media Company oggi vanta i 150 artisti, a cui si aggiungono 30 autori.”

La prospettiva è preoccupante. Sono stati proprio gli Zelig Lab (secondo l’ottica di questo blog) a determinare il crollo verticale creativo della comicità italiana. A cui ha fatto seguito come conseguenza diretta, il numero spropositato di comici e di autori.

Insomma, in un epoca in cui impazza Netflix assieme ad altre piattaforme all’avanguardia, si presenterebbe un piano industriale basato su una filiera produttiva obsolescente. 

Ananas Blog

8 Risposte a “Zelig TV chiude (dopo 2 anni di attività)”

  1. Ellie Rest Ko luglio 25, 2021 a 7:22 PM #

    finale del CEO Gianni Crespi?

    • Andrea V luglio 27, 2021 a 9:52 am #

      Amo le persone più dei principi.
      Ma amo le persone senza principi più di ogni altra cosa. è esattamente così che mi piacciono gli attori https://altadefinizionenuovo.co cinematografici con semplicità.

  2. Marco dicembre 3, 2020 a 5:41 PM #

    Ananas ti segnalo che vi hanno citato nell intervista di Daniele Raco al podcast di Daniele Tinti “Tintoria” (piu o meno verso la fine). Il video completo é su Youtube.

  3. Un utente anonimo che se lo chiami Francesco si gira novembre 8, 2020 a 8:13 am #

    Oltre a Fantastico Credici un altro programma simpatico era Fritness – La Palestra Dei Comici, che però non era prodotto da Zelig.

    • ananasblog novembre 8, 2020 a 10:00 am #

      “Un affiatatissimo gruppo di comici, capitanati da Alessio Tagliento, Marco e Chicco (alias Marco Colonna e Francesco Donato), con la regia di Michele Didone, alle prese con le attività di una palestra, mette in scena divertentissime gag rivolte al pubblico pugliese e non solo su ZeligTV, il canale della risata.”

      Quei format tematici che adesso non si fanno più… L’A

  4. Marco novembre 3, 2020 a 1:55 PM #

    AMICI DI ZELIG TV:

    Zelig tv avrebbe potuto (e dovuto) fare concorrenza a Netflix e Prime producendo special comici di un ora di qualità solo microfono e comico, mandandoli in onda e creare una piattaforma streaming parallela legata al canale dove uno pagando può riguardarsi ciò che gli piace per poi SEGUENDO I FEEDBACK DEGLI UTENTI DELLA PIATTAFORMA produrre ciò che funziona. Siete una tv comica e mandate in onda programmi con gente che solleva le automobili con un commento stile Gualappas non richiesto che vorrebbe essere comico ma che forse lo era nel 97.
    I talk con i comici che rispondono a domande facendo i simpatici si potevano accettare nel 97.
    Possibile che non vi venga in mente proprio nulla che possa vagamente suonare contemporaneo???? E non é un problema di budget ma di gente che vuol mantenersi la poltrona senza rischiare!!!
    Non avete scuse!!!!

    • ananasblog novembre 3, 2020 a 3:00 PM #

      Difficile realizzare qualcosa che suoni contemporaneo, per chiunque. Però con 8 laboratori, 150 comici, 30 autori è quasi impossibile. L’A

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