Search results for 'la notte in cui '

Zelig Uno, la puntata del 13 gennaio 2014: la notte in cui cadde l’ultimo muro

14 Gen
luci sberluccicanti alle spalle dei conduttori

luci sberluccicanti alle spalle dei conduttori

La quinta puntata di Zelig Uno ha totalizzato 1.358.700 telespettatori e uno share del 5,23%. Zelig Uno si potrebbe definire un flop a meno che non faccia parte di qualche “pacchetto” comunque vantaggioso, tipo: un contratto che comprenda anche Zelig Circus (dove ci sono i soldi veri). Anche l’anno scorso, in questo periodo, Italia 1 testava dei format senza sviluppo futuro come “Provato per voi” e “I guastanozze”, tutti inchiodati al 5% di share. In quanto alla Canalis, la sua vita non cambierà: ritornerà a Los Angeles e la vedremo in fotografia (parafrasando Ivan Graziani). Vediamo i contenuti:

Aggiornamento: considerazioni su battuta Furio Ombri rimosse poiché contenevano alcune imprecisioni (problema risolto).

Per contrastare il calo di ascolti è stata adottata una strategia micidiale: inizio con quasi 10 minuti di ritardo, poca pubblicità (blocchi quasi ogni mezzora), sforamento fino alle 11.40 (bong, bong, sdeng!: rumore di martellate sui maroni), ridimensionamento della Canalis ma anche di Katia (Paniate spesso fa la spalla da solo), giochi di luce fantasmagorici sul vidiwall (nella speranza forse che qualche spettatore ne sia attratto come le falene dalle alogene). Poi in questa puntata cadrà un muro… Continua a leggere

La notte in cui Enrico Bertolino affondò la satira

7 Feb
La notte in cui Bertolino uccise la satira

La notte in cui Bertolino uccise la satira

Enrico Bertolino è un bravissimo monologhista, conduttore, performer, ma l’accoppiata con Zelig sembra averlo peggiorato. Non è l’unico caso, vedi Gabriele Cirilli obbligato a fare Krusca, cosa che stava assopendo il suo talento (poi risvegliatosi col successo di Tale e quale show). Lunedì 4 febbraio 2013 è andata in scena la morte della satira, grazie anche a una serie di coincidenze sfavorevoli.

In primo luogo, Bertolino ha detto una battuta che la sera prima era stata già detta da Luciana Littizzetto (vedi video di Che tempo che fa, dal minuto 08’00”) il cui senso è: Milano capitale dei click su YouPorn, daltronde c’è la canzone “si sta mai coi man in man” (vedi pezzo di Bertolino al minuto 0’50”). Registrata prima da Enrico, ma la satira se non la fai in tempo reale rischia di arrivare fuori tempo massimo.

Un altro fattore del disastro è stato di inserire l’attualità politica in un Continua a leggere

Maurizio Milani e il Coronavirus a Codogno

24 Feb
Maurizio Milani

Maurizio Milani (Immagine free, da Wikipedia)

Maurizio Milani è il rappresentante di una comicità surreale, stralunata e unica nel suo genere, che forse poteva nascere solo nei pressi di Codogno, paese dove risiede Maurizio: perso nella pianura Padana, dove la erre è arrotata, la nebbia c’è ancora e l’identità è confusa tra Pavia, Piacenza, Lodi e Cremona.

Codogno è anche la cittadina da cui è partita l’attuale focolaio di epidemia di Coronavirus che sta dilagando in Lombardia, con l’ormai famoso Paziente 1, contagiato dal (per il momento ancora sconosciuto) Paziente 0. Il Governo ha appena stabilito misure straordinarie per isolare il virus decretando, tra l’altro, una sorta di cordone sanitario anche attorno a 10 comuni del basso lodigiano, in un clima da “quarantena” che fino a pochi giorni fa sembrava impossibile potesse arrivare da noi. 

Maurizio Milani ha scritto alcune note sul Coronavirus pubblicate su Il Foglio (leggi qui l’articolo)

‘Da quando oggi in edicola alle 5,30 del mattino per comprare il Foglio la signora mi fa: “Hai sentito?”. “No!”. “Il coronavirus è qui nel nostro ospedale”. Sono diventato serio.’

Già in queste due righe c’è l’epidemia vista attraverso lo sguardo della vita di provincia. Ci auguriamo che il nostro eroe, da una Codogno dalla quale, per il momento, non si potrebbe uscire,  possa scrivere altre cose, raccontando come sta andando in modo serio, minimalista e con un sottofondo d’ironia contrapposte all’allarmismo dominante. 

Detto ciò “Codogno in quarantena” sembra proprio uscita dalla penna stralunata di Maurizio Milani, il cui stile prevede spesso lo sguardo da provinciale, da outsider, da uomo che “Si vanta, illude le donne, beve liquori” su cose molto più grandi di lui.

Per fare un esempio basta citare il titolo di un suo libro del 2011: “Chi ha ciulato la corrente del Golfo?” (ed. Aliberti). C’è il macro (la corrente del Golfo) visto con l’uso di un termine colloquiale lombardo, in cui i cambiamenti climatici diventano una “ciulata”. O come la lettera d’amore a Edwige Fenech da parte di un improbabile commerciante di saké residente a Milano Marittima.  Continua a leggere

2018: la comicità entra nell’Anno del Gatto?

19 Feb
The Year of the Cat di Al Stewart

The Year of the Cat di Al Stewart

La comicità italiana col 2018 potrebbe entrare nell’Anno del Gatto, non è però un segno dell’astrologia cinese, piuttosto stiamo parlando di uno dei più grandi successi di Al Stewart (The Year of the Cat, appunto). La canzone racconta la seguente storia (qui la traduzione su M & B Music): in un paese un po’ indietro nel tempo, in un clima da vacanza estiva, il protagonista incontra una donna affascinante che racconta semplicemente di arrivare dall’Anno del Gatto (She’ll just tell you that she came, In the year of the cat).

Non è tempo per le domande. L’uomo si lascia affascinare, senza chiedere troppo. Passa il tempo, passa l’estate e i turisti tornano a casa. Lui rimane nella bolla temporale costituita dall’Anno del Gatto.  Fino a quando potrà durare? Il richiamo alle scelte e ai cambiamenti futuri batte in sottofondo come un tamburo nella notte (But the drum-beat strains of the night remain. In the rhythm of the new-born day). Andarsene sarà inevitabile, ma per il momento va bene così.

Che cos’è per noi l’Anno del Gatto? E’ come un periodo di tregua tra il passato in cui il cabaret era sostanzialmente sotto padrone e la creatività era controllata dall’alto in modo capillare e un futuro incerto di cui si ignorano i contorni. La donna affascinante e un po’ misteriosa invece quale sarebbe? La risposta è facile: i progetti indipendenti, quindi le opportunità creative nate dal basso.

Uno dei vantaggi della crisi è la noia e la quasi indifferenza con cui si affrontano certe situazioni verso le quali (un tempo) tremavamo di trepidazione perché potevano darci la grande occasione. Adesso di fronte a certe persone le guardiamo con l’occhio un po’ annoiato, così come ci guardavano loro ai tempi in cui erano padroni assoluti delle nostre carriere. Risultato: energie mentali e creative più libere.

Allo stesso modo anche le idee sono più libere. Abbiamo passato degli anni davvero oscuri in cui appena un’idea si formava nella nostra mente, moriva nello stesso istante. Veniva auto censurata perché non serializzabile, non commercializzabile. Se si potesse quantificare forse scopriremmo che ai tempi le energie creative erano imbrigliate al 90% adesso lo sono in maniera molto minore: forse un 20%, forse un 30% massimo.

Un altro vantaggio in questo strano Anno del Gatto è che siamo rimasti indietro. “Solo chi rimane indietro ha grandi margini di recupero” direbbe il saggio. Ci sono praterie da percorrere lì davanti in cui si può sgroppare allegramente in tutte le direzioni. Mentre cercavamo un futile tormentone il mondo andava avanti, si innovava, sperimentava nuove forme di linguaggio. Il divario adesso è enorme però se ne sta lì in attesa di essere colmato.

Magari arriveranno delle sorprese, chissà che non si torni a ridere spiazzati e in modo non prevedibile. Poi succederà qualcosa, nasceranno degli algoritmi cui dovremo sottostare e tornerà tutto commerciale, grigio e stereotipato, ma con più soldi di adesso.

Per il momento restiamo nell’Anno del Gatto, talvolta affascinati da qualcosa che somiglia a un acquerello nella pioggia (She comes out of the sun in a silk dress running. Like a watercolor in the rain).

Ananas Blog

Colorado, la prima puntata, 22 settembre 2016

23 Set
Luca e Paolo a Colorado

La tristeza di Luca e Paolo mascherata abilmente da energia

La prima puntata della nuova stagione di  Colorado, ha totalizzato 1.270.000 spettatori e uno share del 6,24%, perde un 3% secco rispetto alla prima della passata edizione. Conduzione affidata a Luca e Paolo, da casa Rocco Tanica ha scritto qualcosa, tipo una specie di direzione artistica. Capoprogetto: Andrea Boin. 50/60 comici da far ruotare. Diverse novità anche a livello di sketch video. Su Tv Blog si può leggere il live completo, oppure anche su Marida Caterini. Vediamo cosa è successo:

Luca e Paolo annunciano che ci sarà una seconda parte sporca, Valeria Graci in video imita Laura Pausini, rubrica “vai a lavorare” Pucci e I Panpers si sfidano a colpi di battute e mini sketch. Comico in prova: Paolo Franceschini, qui all’esordio, il pubblico decide sulle battute  (che sono sul genere surreale di Franceschini, cui è stata tolta la chitarrina). Sigla (cantata da Luca e Paolo). Altro esordio: Tony Bonji. “I ragazzi si occupano solo di minchiate?” Allora ecco I Panpers: i Pokemon e la mamma (fatta da Luca Peracino, con la voce di Peracino Luca) e balletto finale.

Herbert Cioffi dalla balconata, sullo smartphone commenta i social (l’ultima battuta è su Luca e Paolo). Applicazione interattiva per bambini: Scintilla fa Lupetto, l’esploratore perfetto. Cristina D’Avena con un centone di Adele, che un po’ delude, alla fine ci si aspetta il colpo d’ala, cioè che il Grande Puffo sia morto, ma poi neanche questo. Breve intervista con Luca e Paolo e video di backstage. Gradito ritorno di Max Pieriboni nel ruolo del wrestler (c’è anche Elena Morali). Pino e gli Anticorpi: concorso per la cattedra di docente (cos’ha fatto Lorca? Ha mangiato la foca). Andrea Fratellini (Altra new entry) con lo zio Tore, dalla balconata, penalizzato rispetto alle potenzialità. Continua a leggere

La scomparsa di Lino Toffolo

18 Mag
Lino Toffolo accanto a Enzo Iannacci

Lino Toffolo qui con Enzo Iannacci, da: lastampa.it

Ci ha lasciati Lino Toffolo, uno di quelli del Derby di Milano e di un’epoca irripetibile, la punta più alta mai raggiunta dal nostro cabaret. Alla notizia Nicola Vicidomini era appena reduce dalla presentazione della biografia di Felice Andreasi (altro grande di provenienza Derby) al Salone del Libro di Torino, immerso in quel mondo passato assieme a Nino Frassica e Maurizio Ferrini. La cosa l’ha colpito, così Nicola ha rilasciato un ricordo dell’artista scomparso sulla sua pagina Facebook che riportiamo qui:

“Il Gruppo Motore (formato da Jannacci, Lauzi, Toffolo, Andreasi, Cochi e Renato NDR) e il Mondo perdono Lino e Nina. “Oh Nina” era la canzone che l’ubriaco Lino Toffolo cantava felicemente disperato, coadiuvato dai commilitoni Andreasi, Jannacci, Cochi e Renato, Lauzi. Il testo, solo una frase:”Oh Nina, vien giù da basso che te vojo ben”, ripetuta senza sosta su una musica con poche variazioni e dalla melodia malinconica. La malinconia, quella bella, era tutto, manifestazione di un’assenza (e Toffolo è forse tra gli sguardi più malinconici della comicità di tutti i tempi) . Si ride di ció che manca, o di ció che crei un corto circuito con la natura. La risata, il mezzo per manifestare un mondo. Una forte volontà poetica c’era dietro le scorribande di questi signori e una poetica ben codificata. Continua a leggere

il Boss dei Comici, la prima puntata

19 Ott

Il Boss dei Comici

Domenica 18.10.2015, su La7, la prima puntata de Il Boss dei Comici, prodotto dalla squadra di Made in Sud. I coach: Paolo Caiazzo, Antonio Giuliani, Sergio Sgrilli, Paolo Migone,  Daniele Raco e Omar Fantini (nelle puntate successive ci sarà qualche turn over). Fa piacere vedere in tv gente valida come Raco e Fantini o che trabocca di saggezza comica come Sgrilli e Migone. Alla conduzione Maria Bolignano ed Alessia Reato. Il Boss della puntata: Tullio Solenghi. Davide Marotta il “pizzino” del boss, Antonio Furia Il Vallotto. Il format è stato annunciato non come un  talent, ma come una parodia dei talent. Non c’è riscontro Auditel causa blocco dati. (Qui il live completo su TvBlog) Ananas Blog recensirà solo la prima parte, dell’interminabile prima serata:

Sigla con Napoli di notte. Maria Bolignano in ottima forma fisica. Presentazione dei coach. il Pizzino. Alessia Reato. Flash sui provini, ma buttato un po’ lì. Il Vallotto vestito di giallo balla coi pupazzi Minions. Il poeta e la sua badante. A schiaffo una fan degli One Direction. Viene presentato Tullio Solenghi, che imita Il Padrino. Finisce l’anteprima senza sapere in cosa consista la trasmissione. Primi comici in gara il Trio D’Italia, i motori di ricerca Google, Yahoo, Ash. Il meccanismo è quello tradizionale Made in Sud (Ditelo Voi, Malincomici, eccetera): il primo dice una cosa seria, il secondo una semiseria, il terzo una cazzata. Si avvalora il sospetto che la trasmissione sia un gigantesco laboratorio per la prossima edizione di Made in Sud, su Rai 2 (così come suggerito da amici complottisti). Continua a leggere

il futuro della stand up comedy italiana

31 Ago
dal sito di immagini gratuite https://pixabay.com/

dal sito di immagini gratuite https://pixabay.com/

Parte una nuova stagione e si può dire che la stand up comedy sia stata ormai sdoganata. Ci sono tante realtà, tanti comedian e la televisione non è più un tabù. Il merito principale è stato della “visione” di Filippo Giardina, fondatore di Satiriasi, che ci ha creduto contro ogni evidenza, ottenendo i risultati che sappiamo. Adesso, però, la situazione è come in quei videogame in cui hai superato il primo livello e passi al livello superiore dove ci sono altri draghi, altri mostri, altri alieni da combattere.

La stand up italiana potrebbe fermarsi al “primo livello” e non andare da nessuna parte, per una serie di motivi facili da capire. Gli stessi motivi che mettono in ulteriore crisi la comicità italiana in generale. Lo sdoganamento della stand up, nell’ultimo anno, purtroppo ha prodotto un dibattito sterile: cos’è la stand up, cos’è la satira, cos’è un comico, un comico è quello che fa ridere, io è 20 anni che faccio stand up, eccetera. Discussione inutile attorno alla quale si è perso solo del tempo. 

Allora entriamo nel cuore del problema, che è la mancanza di quella “filiera” di quel “ciclo virtuoso” che esiste nel mondo anglosassone e non solo: la stand up di qualità che poi sfocia nelle grandi serie tv, nei grandi show, nelle grandi sitcom, persino nelle web serie e nel cinema di successo internazionale. Senza ciò la stand up si accascia e muore per mancanza di sbocchi. Nel nostro paese questa filiera sta mancando da troppo tempo. Continua a leggere

previsioni del tempo sulla Martesana

9 Giu
Estate

estate sulla Martesana

Questa sera 9 giugno e domani sera 10 giugno due grandi tornate di provini presso la sede centrale di Zelig in viale Monza 140. 60 comici coinvolti + i conduttori + glorie richiamate in servizio + autori.

Si tratta di “Zelig in progress” cui è stato aggiunto il claim “La tv che verrà”. Di fronte a un evento simile cosa portare? Bisogna vestirsi a cipolla? Leggeri? Pesanti? Stiamo parlando di un ambiente che ha diversi microclimi ognuno diverso dall’altro. Vediamo:

PIAZZALE – Un paio di gradi più caldo rispetto all’asfalto rovente di viale Monza. Zanzare molto aggressive. Aria stagnante.

CORRIDOIO LATERALE – Temperatura media 40°. Zanzare molto aggressive. Strana sensazione di malinconia metropolitana.

SALA – Temperatura: 15° nel raggio del condizionatore, dai 32 ai 38° nelle altre zone. Impossibilità di stendere bene le gambe in qualunque posto ci si sieda. Rischio crampi. Grandinate di comici (fenomeno in attenuazione dopo mezzanotte e 30). Mortifera introduzione stile pippone retorico del direttore artistico. Afa sul palco causa luci. Autori molto aggressivi.

CORRIDOIO BAGNI – Temperatura media 30°. Bizzarro andirivieni dai camerini (gli addetti ai lavori) che si incrocia col flusso verso i bagni (il pubblico). Shock termico rispetto alla sala e al corridoio che può raggiungere un gap di 15 gradi.

CAMERINI – Pioggia intensa di esseri umani che stanno scomodi. Temperature che vanno dai 45° del ballatoio ai 20° del sistema di raffreddamento più vicino. Folate di noia mortale. Ansia in attenuazione (i cambiamenti climatici hanno abbassato l’entusiasmo e le opportunità dell’80%). Sudore intenso. Disagio nel cambiarsi. Indolenzimenti atroci. Voglia che arrivi l’una per sgattaiolare via.

PRESSIONE – Bassa, ai limiti dello smaronamento. Aspettative in costante deflusso.

Ananas Blog

la grande stanchezza: acceleriamo la fine degli scalettoni

27 Mag
destinazione: il nulla

destinazione: il nulla

C’è un format comico in crisi: il varietà di prima serata che dura 3 ore. Come contenuti l’abbiamo perso da tempo. Aveva poco da dire fin dall’inizio, figuriamoci adesso. Come produzione potrebbe andare avanti ancora a lungo oppure finire a breve. Zelig è sostanzialmente cotto, Colorado in crisi profonda, Made in Sud chiuso in se stesso (Rai 2 ordina altre puntate così come un’impresa edile ordina bancali di piastrelle) e sta cercando alternative, vedi Il Boss dei Comici e un altro format con sede a Roma. Non solo: gli scalettoni comici hanno un mondo intero che ruota loro attorno. Anche lui in crisi. Questo mondo è basato su due caratteristiche:  A) quantità B) storie dell’orrore.

La quantità la si vede bene nei cast con troppi comici. Ciò porta a provini, laboratori, serate sovraffollate di cabarettisti (anche 30 a botta e in cui si finisce all’una di notte). La quantità stessa provoca degrado e le storie dell’orrore sono un risultato diretto del sovraffollamento. La gente viene trattata con standard bassi. E’ inevitabile. Facciamo un esempio: “Ho preso il giorno libero, fatto 400 km per essere lì, dalle 5 del pomeriggio, ero il 26esimo in scaletta, sono uscito a mezzanotte e 30 e in quel momento Il capoprogetto è uscito e non mi ha manco visto”. Questa è una storia dell’orrore standard: contiene sbattimento inutile e persone trattate con approssimazione. Cose simili ne sono successe a migliaia. Ne succedono ancora. Continua a leggere

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: