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Siamo fregati oppure siamo Fo**uti?

17 Set

Link sull’immagine

Alessio Tagliento, autore comico anche di Zelig ha postato su Facebook (vedi qui) una interessante valutazione sull’uso del turpiloquio nella comicità italiana, nei casi in cui è tradotto pari-pari dall’inglese, nello specifico… 

SULL’AGGETTIVO “FOTTUTO”, UN PARTICIPIO PASSATO SOPRAVVALUTATO.

Premetto che sono un vero ignorante. Lungi da me ogni qualsivoglia velleità etimologica. Lo dico a chi non mi conosce, campo di comicità e mai mi fermo di apprendere.
Giro, ascolto, prendo nota, paragono e imparo.
Al terzo stendapcomidian che parla con la stessa matrice di quello precedente e che sembra una copia assonnata di un dialogo in una scena secondaria di un film di Tarantino, ho voluto sgravarmi di un peso amniotico-linguistico.

il “termine” Fottuto.
La ricca bellezza della nostra lingua si porta con sé come trucco e belletto una trousse piena zeppa di parolacce, regalo del volgo triviale ed eredità di vernacolo.
Il verbo fottere, nella nostra mascolina maniera di offendere è sempre stato declinato e coniugato in maniera “attiva”, quasi ad emulare arieti che sfondano i portoni delle fortificazioni anali del diretto interlocutore.
Vai a farti fottere sopra tutti.
Le altre offese, sempre riguardanti la penetrazione coatta, sono più marcatamente unilaterali.
Vaffanculo, vai a dare via il culo, ‘ngul a sort, vattelo a pija ‘nder culo e così via.
Nessuno mai, se non con timidi tentativi che cambiavano il significato all’offesa, ha provato a rendere un’azione, di per sé così attiva e contemporanea, passata e spenta.

Fottuto. Che povertà.
I nostri contrappunti, a parte le bestemmie di proprietà territoriale, sono sempre stati di forma fallica.
Cazzo, cazzata, del cazzo… anche nei vari dialetti; belino, belinata, bigùl, fava, favata, ciola (barese) o ciolla (piemontese… strano, eh?), la mai fuori moda minchia e la sua derivata, minchiata e via così.
A suffragio di questo, il participio passato di inculare è, come La Crusca insegna, inculato.
Fregato, gabbato, colto sul fatto ma anche sperduto, rubato, rovinato e perso.
Quindi il termine c’è già. E chiarisce anche molto bene da che parte “entra” il disagio. Continua a leggere

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Edimburgo Fringe Festival 2018, una recensione.

27 Ago

il logo del Fringe Festival 2018

Enrico Zambianchi ci racconta le sue impressioni sul Fringe Festival di Edimburgo (agosto 2018) 71° edizione. Comedians dai quattro continenti. 590 sedi di spettacolo attive, oltre 53.000 performance totali per un giro di pubblico che supera le 450.000 presenze, circa 5 milioni di sterline il giro di biglietti venduti (statistiche 2017).
Gli italiani presenti sono stati Romina Puma, Luca Cupani, Giada Garofalo e Filippo Spreafico.
Ovviamente Zambianchi non ha visto tutto, ma il sufficiente per ricavarne delle considerazioni assai interessanti. Buona lettura (link a video di repertorio per ogni comedian):

Mi sono buttato come spettatore, per la prima metà del Festival, nel mainstream della comicità inglese dopo l’esperienza identica fatta 8 anni fa (quando in pochi sapevano chi fosse Jim Jefferies o Jimmy Carr e mi misi alla prova in un paio di “Open Mic”).

Enrico Zambianchi con Tom Stade

Resiste alla grande il microfono a filo e l’asta: per il 90% dei “solo show” che ho visto è talmente iconico che quasi nessuno si azzarda a cambiarlo. Eppure la Stand-up inglese si muove talmente in fluidità che molte “regole non scritte” vengono riviste senza problemi; molti si calano nel “personaggio” e molti la buttano sul surreale, sull’assurdo, lontano dal vissuto in prima persona e liberi dalla provocazione intellettuale o dalla critica sociale.

Certo, in un ora precisa di show (con puntualità giapponese) si toccano i temi di attualità: Brexit, Trump, il tempo che passa nelle relazioni famigliari, la paura della morte, i figli che crescono, ma c’è anche parecchia poesia in giro, una vena espressionista con ampio respiro sulla fantasia, sulla mimica, sull’uso deformato della voce, sulle immagini create.

Pensando al lungo dibattito qui sulla “stand-up” messo in piedi qualche anno fa proprio su questo blog, a Edimburgo mi sembravano tutti molto più aperti nel definirsi, senza ombra di dubbio, “Stand-up comedians”.

Di seguito alcuni nomi di quelli che quando li vedi sul palco pensi “E’ meglio se lascio perdere e imparo a lustrare le scarpe” dal tanto son bravi:

John Kearns (video) è ciò che intendevo per poetica e surreale davanti ad un microfono. Il fatto che lui si definisca semplicemente uno che fa stand-up la dice lunga su quello che si può intendere con questo termine: qualcuno potrebbe storcere il naso? Non io. Sicuramente ne sentiremo parlare!

Paul Foot (videola punta più alta dell’assurdo applicato ad uno stand-up comedian, uno stile unico che ti conquista con una pausa giusta, un movimento ripetuto, una storia infinita di particolari buttati lì con voluta superficialità e una faccia da schiaffi. Sono definitivamente un suo fan sfegatato e per questo non faccio testo, ma se entrate nel suo mondo… auguri!

Jimeoin (video) è un esempio perfetto di “observational comedy” con le sue espressioni facciali minimali che ne hanno creato il mito, anche buon chitarrista… peccato che sull’ora il suo stile pacato lasci qualche vuoto… Merita comunque sempre il prezzo del biglietto.

Come meritano il prezzo del biglietto gli ultimi 12 minuti dello spettacolo dell’americano Reginald D. Hunter (videoun po’ appannato rispetto al 2010 e giocato come nome di punta del festival (il Fringe è sembrato un po’ snobbato dai grandi, nel 2010, appunto, c’erano John Bishop, Ed Byrne, Stewart Lee, Kevin Bridges, Richard Herring, Jim Jefferies, Jimmy Carr…);  un finale di grandissima arte comica concentrati in un monologo sulle responsabilità del cambiamento climatico in forma di metafora. 

Poi Jason Byrne (video) un maestro indiscusso del relazionarsi col pubblico fino a coinvolgerlo fisicamente “on stage”, ormai la sua firma;  Lucy Porter (videoarrivata alla maturità artistica, ricorda un po’ Franca Valeri da giovane e Hal Cruttenden (video) dal quale mi aspettavo un pelo di più.

Un applauso allo “one-liner” del momento Gary Delaney, che non poteva deludere (“mia sorella è andata dalla parrucchiera chiedendo un taglio alla Lady D., e questa l’ha sbattuta contro un pilone!”) (videoe alla femminista impegnata socialmente Kate Smurthwaite (video) satira ad alto livello emotivo, a rischio di soffocare le risate e pensare!

Una garanzia il comico londinese, ed amico, Stephen K. Amos, (video) sempre sul pezzo con stile e una straordinaria capacità di condizionare il pubblico grazie ad improvvisazioni virtuose e anche il raffinato Simon Evans (videoalle prese con l’età che avanza e le scelte dei politici britannici difficili da comprendere. Continua a leggere

Daniele Fabbri: lo spettacolo distribuito su Youtube

3 Lug

Lo spettacolo Infarto Cesareo di Daniele Fabbri su Youtube

Daniele Fabbri, uno dei pionieri della stand up comedy in Italia, ha deciso di distribuire gratuitamente sul suo canale Youtube il video di Infarto Cesareo, il suo ultimo spettacolo che ha debuttato lo scorso 17 Marzo a Spazio Diamante a Roma. L’uscita proprio oggi 3 luglio 2017. Lo spettacolo è sulle cosiddette figure di merda e traumi vari, della vita quotidiana, raccontati con lo stile cui Daniele ci ha abituati. Qui per vedere il video. (Oppure anche nella finestra d’anteprima qui sotto). Dopotutto anche la pornostar Stoya ha proposto di distribuire gratis i contenuti porno usando la licenza Creative Commons. Le motivazioni del gesto di Daniele Fabbri sono interessanti. Ne estrapoliamo qualcuna dal comunicato stampa:

“Visto che in Italia nessuno è interessato a distribuire i video degli spettacoli live, ho deciso di mostrarlo a tutti per conto mio!”

“Sulla tv generalista la vera Stand up Comedy, dopo una prima speranza con Montanini, è sparita di nuovo – continua – ora si trova la solita vecchia roba, ma spacciata per nuova perché il comico ‘ha il microfono in mano’, come se il problema della comicità italiana fosse il microfono! L’unica rete che sta investendo in qualcosa di nuovo è Comedy Central, ma trattandosi di una tv di nicchia, da sola non può trainare. Ciò che veramente manca sono gli spettacoli, infatti all’estero le tv trasmettono moltissimi spettacoli ripresi nei teatri. Se vuoi apprezzare veramente un comico non puoi vederlo per pochi minuti in uno studio, devi vedere cosa fa in un teatro, quando sia lui che il pubblico sono completamente liberi!”

“L’unica via è il web, come ci ha dimostrato Netflix, che ha iniziato a distribuire ai suoi abbonati vecchi spettacoli e alla fine le grandi star internazionali hanno prodotto i loro nuovi show direttamente con Netflix. «In Italia per ora non sembra ci sia interesse, ma sono sicuro che qualcosa si smuoverà, il mio sogno sarebbe quello di creare una piattaforma online in cui, sottoscrivendo un piccolo abbonamento, si abbiano a disposizione decine e decine di spettacoli, spero anche che questo mio gesto ottenga buoni risultati e incoraggi le produzioni!”.

I numeri dopo poche ore dal release sono interessanti: 752 visualizzazioni e 100 like (tenendo presente che si tratta di uno spettacolo di un’ora e 20).

Ananas Blog

Uno dei segnali che la stand up comedy si sta banalizzando

20 Apr

La stand up comedy, sbarcata in Italia tra choc e polemiche spesso sterili e di parte, è stata sotenuta da questo blog fin dall’inizio. Ananas Blog è l’unica realtà in grado di anticipare gli eventi e i cambiamenti in corso nel mondo della comicità italiana. Così, qua e là, si captano segnali di una banalizzazione del fenomeno.

Per esempio?

Ottima domanda… Il marchio di fabbrica di base non è mio e contiene termini osceni. Quindi chi volesse proseguire lo fa esponendosi a un linguaggio scurrile (dopo la foto). Chi non volesse si ferma qui. Continua a leggere

Sono andato a vedere Daniele Raco e…

3 Apr

Daniele Raco in un momento post spettacolo

Vedere Daniele Raco dal vivo significa assistere allo show di uno dei migliori comedian italiani, la cui esperienza di palco deriva dalle migliaia di serate fatte in giro per l’Italia (e anche da un bel po’ di televisione). E’ successo venerdì 31 marzo al Nadiani di Fratta Terme, locale con atmosfera british che registra ogni mese il tutto esaurito. Assieme a Raco, il padrone di casa Enrico Zambianchi (giunto tra le altre cose a un paio d’ore di repertorio stand up) e Gianni Bardi che, passando dalle esperienze dei Le Barnos (Zelig Circus) ha intrapreso con soddisfazione la strada del monologo.

Detto questo, Daniele Raco ha raggiunto da tempo la maturità sul palco, ed è in quella condizione in cui può permettersi di dire ciò che vuole. Nella sua esibizione, trattando di argomenti vari, ha dedicato in chiusura una lunga parte al tema della “Azzardopatia” cioè la dipendenza dal gioco d’azzardo, altrimenti detta in modo improprio “ludopatia”. Una dipendenza che si è trasformata in un’autentica piaga sociale, complice un certo vuoto legislativo che ne ha favorito la diffusione a macchia d’olio. A tal proposito, proprio a Genova, città di Daniele, sabato 1 aprile, durante il Consiglio Regionale Liguria, purtroppo è stata rinviata di un anno una legge restrittiva sul gioco d’azzardo, che avrebbe reso “illegali” un numero notevole di slot machine.

Daniele Raco è passato dall’inferno di questa dipendenza, ne è uscito facendo il percorso offerto dai gruppi di mutuo aiuto. Si sta attivando per aiutare gli altri, soprattutto rendendo pubblica la sua esperienza. Dopo ogni spettacolo riceve messaggi, contatti di persone che si trovano, personalmente o tramite amici o parenti, a contatto con questo terribile problema. Ovvio, si tratta di una goccia nel mare, ma è un inizio.

Artisticamente gli va riconosciuto il merito di parlare di Azzardopatia senza la formula classica: esposizione del problema + pippone sotto forma di predica, usando invece  un approccio più leggero, di comico che è lì per far ridere, ma senza toccare le derive surreali o le battute forzate che manderebbero a monte il contenuto. La gente ride, parallelamente capisce che è tutto vero. E’ un modo di approcciarsi sincero (perché vissuto) e coerente con lo stile dell’intero spettacolo.

Cercando informazioni emerge il gruppo dei Giocatori Anonimi che si rifà all’esperienza degli Alcolisti Anonimi (e dei i 12 passi). Altra prima linea contro l’Azzardopatia sono i Sert sparsi su tutto il territorio nazionale.  

Ananas Blog

il Roast in Italia: perché no?

27 Gen
Il Comedy Central Roast su Justin Bieber (da heavyeditorial)

Il Comedy Central Roast su Justin Bieber (da heavyeditorial)

Che cos’è il roast (letteralmente “arrosto”)? Secondo Wikipedia (vedi qui) è “…un rito amichevole e goliardico del costume statunitense, nel corso del quale una persona è messa pubblicamente alla berlina, in un contesto conviviale, facendone il bersaglio di lazzi e insulti comici, di elogi dai contenuti spesso imbarazzanti…”
Il roast è talvolta associato a party di beneficienza oppure a format televisivi come Comedy Central Roast (che non si è limitato agli USA ma è andato in onda anche in Africa, America Latina, Nuova Zelanda ed Europa). C’è un presentatore detto “roastmaster” mentre l’ospite è il “roastee”.
Potrebbe essere un’idea anche qui in Italia. In epoca di insulti e di violenza verbale becera, aggressiva e ignorante verso chiunque abbia un minimo di esposizione, sarebbe interessante vedere un “vip” messo sulla graticola da chi lo conosce bene, da chi ha il talento per insultare in modo chirurgico e pertinente, tanto che: “È considerato un grande onore essere sottoposti al roast, poiché la persona si ritrova circondata da amici, fan, e persone bene auguranti, le quali possono a loro volta ricevere trattamenti simili, anche durante lo stesso evento.”
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Francesco De Carlo uno stand up comedian internazionale

16 Gen
Francesco De Carlo

Francesco De Carlo (foto di Stefano Pedretti, link da livesicilia.it)

Francesco De Carlo è un comico cresciuto nel gruppo Satiriasi, il cui tratto distintivo è di essersi esibito, in lingua inglese, in almeno quattro dei cinque continenti di questo pianeta, davanti a pubblici davvero diversi. In questo periodo è alle ultime date di una tournee in giro per l’Italia (il 17 gennaio sarà al Teatro Avogaria di Venezia vedi qui e il 19 all’Auditorium CAAF di Treviso). Il 17 e 18 febbraio esordirà col nuovo spettacolo allo Spazio Diamante di Roma. Ha fatto parte anche dello staff autorale e comico di Nemico Pubblico su Rai 3. Lo abbiamo intervistato soprattutto sulle motivazioni e le finalità della sua “vocazione internazionale”.

Francesco, puoi fare un elenco dei paesi in cui ti sei esibito? Canada, Sudafrica, Corea Del Sud, Russia, Svizzera, Finlandia, Lettonia. Poi Olanda, Inghilterra, Francia più altri paesi europei.

Come ci sei arrivato? Ho iniziato la carriera di comico nel 2009. Ho capito quasi subito che c’erano delle caratteristiche della stand up comedy che andavano “viste da vicino”. (In generale non si può giudicare la stand up dai video su youtube, però senza quei video sottotitolati in italiano dai ragazzi di Comedy Subs e Comedy Bay non sarebbe partito niente), così sono andato a Londra e ho fatto i primi open mic. Nel 2013 sono riuscito a entrare in contatto con un manager internazionale, Mick Perrin che, in collaborazione con Eddie Izzard, nel 2014 ha prodotto “Italian’s do it later” lo spettacolo che ho presentato al Fringe Festival di Edimburgo. Questo spettacolo era molto semplice, dato il mio inglese ancora limitato, ed era basato sulle caratteristiche degli italiani e sulla traduzione dei miei primi monologhi. Adesso la conoscenza della lingua è migliorata, mi posso permettere di scrivere di temi più interessanti.

Quanto repertorio in lingua inglese hai? Due spettacoli pieni. Il secondo lo sto terminando proprio adesso. Parla delle esperienze di un italiano che decide di lasciare casa e lavoro in Italia e andare a fare carriera a Londra proprio quando l’Inghilterra esce dall’Europa… con una puntualità disarmante! Ci sono esperienze personali, ma anche considerazioni politiche, dove per la prima volta vivo sulla mia pelle la condizione dello straniero.

Che tipi di pubblico hai incontrato e quali differenze ci sono? I più freddi sono gli olandesi, non so perché, e i sud coreani (certo è una cultura molto diversa dalla mia, tutta da scoprire). Il pubblico più caldo è sicuramente quello di Johannesburg, dove i comici sono molto attivi (e molto bravi) e la scena è sicuramente più giovane, dal momento che parliamo di una società alle prese con l’Apartheid fino a 20 anni fa. Per questo è una delle scene comiche più interessanti che abbia mai visto.
La comicità è un linguaggio universale, tutto si basa sulla sorpresa, lo spiazzamento, tuttavia ci sono delle differenze culturali che rendono unici alcuni contesti. Per esempio, il concetto di “politicamente corretto” in Inghilterra è molto diverso. Alcune cose che qui sono considerate mainstream, là sarebbero considerate scorrette. Le battute contro le donne per esempio (le donne quando sono mestruate rompono i coglioni) o le offese a categorie di persone (arbitro cornuto) oppure tutte le battute e le barzellette che noi abbiamo sui disabili, ciechi, sordi, muti, balbuzienti, eccetera,
In Inghilterra solo comici sul genere di Jimmy Carr o Ricky Gervais possono fare cose simili, e ciò che fanno è classificato come “politicamente scorretto”. Continua a leggere

La stand up comedy al teatro Franco Parenti di Milano

4 Dic
La locandina della stand up al Franco Parenti

La locandina della stand up al Franco Parenti

La stand up comedy, laddove ci sono dei giovani e sopra di tutto degli emergenti, sembrerebbe un genere più adatto al piccolo locale col palchetto e i tavolini attorno. Però sta iniziando a riempire anche i teatri. Come sta succedendo al prestigioso Teatro Franco Parenti di Milano, nella sala Cafè Rouge (vedi qui) che ha una capienza di 110 posti. Però ci sono i tavolini e la possibilità di consumare.

I Comici organizzatori della rassegna sono Luca Ravenna e Giuseppe Sapienza, mentre il cast oltre ai due organizzatori, è composto da: Edoardo Ferrario,  Stefano Rapone, Francesco Frascà, Renato Minutolo, Daniele Tinti, Stefano Gorno, Carmine Del Grosso, Nicolo Falcone, Francesco Brandi, David Shushan.

Le date organizzate fino ad oggi sono state il: 27 ottobre, 10 novembre, 24 novembre 2016. Tutte, anche un po’  a sorpresa, sono andate sold out. Le serate hanno la seguente struttura: 3/5  minuti di apertura da parte di uno dei due comici organizzatori, tre comici che propongono monologhi dai 20 minimo ai 30 minuti massimo, breve chiusura da parte del comico presentatore.

La prossima serata in programma è giovedì 15 dicembre, con Giuseppe Sapienza, Nicolò Falcone e Stefano Gorno (apertura di Luca Ravenna). Mentre sono in cartellone le date del 25 gennaio e 23 febbraio 2017.

Ananas Blog

Monica Vallero: fare stand up comedy a Los Angeles

26 Ott
Monica Vallero on stage in Los Angeles

Monica Vallero on stage in Los Angeles

Monica Vallero è un’attrice e scrittrice italiana (qui il sito) nata a Treviso, che ha girato il mondo e che da due anni vive a Los Angeles dove  è stata “folgorata” dalla Stand Up Comedy, tanto da bruciare le tappe e approdare al leggendario The Comedy Store di Hollywood dove terrà il suo show il 9 novembre.  Ci facciamo raccontare direttamente la sua esperienza:

“Ho scoperto Bill Burr e tanti altri su Netflix. Dopo sono andata, per la prima volta, al The Comedy Store, nella MAIN ROOM (sala principale) per vedere Bill Burr, Sebastian Maniscalco ed altri. Avevo le lacrime agli occhi dal ridere e pensato che li ammiravo tantissimo e che io MAI avrei fatto una cosa del genere. Perché ho sempre avuto paura di parlare di fronte a più di due-tre persone. Non è come recitare, la stand-up è una ‘bestia’ diversa. Con la recitazione metti un muro, ti isoli, sei tu in un altro mondo e i personaggi che crei, con i quali interagisci. Con lo stand-up devi interagire con il pubblico, essere presente e credimi che fa paura, soprattutto quando lo fai in una lingua che non è la tua.


Così mi sono iscritta ad una stand up class con David Arnold, un comedian bravissimo. Beh, ho ancora la registrazione sul mio telefonino della prima classe che ho fatto. Tremavo. Il giorno dopo io e una compagna di classe (uniche 2 donne) siamo andate a fare il nostro primo open mic (quasi costrette dal nostro insegnante). Siamo capitate da Hooters. Per chi non lo sa è tipo un bar dove le cameriere sono vestite con abiti succinti e sono tutte ‘carine’ con i clienti maschi. Ero sconvolta. ‘Ma chi me l’ha fatto fare?’ ho pensato. Poi invece non è andata cosi male!


Dopo un mese e mezzo abbiamo fatto lo showcase del corso (tipo un saggio finale). Lì è andata alla grande, c’era un sacco di gente e avevo raggiunto quello che volevo. Mi sentivo coraggiosa. Io e la stand-up avevamo rotto il ghiaccio.
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Una nuova stagione stand up (seconda parte)

26 Set
un microfono

dal sito di immagini gratuite https://pixabay.com/

Nel precedente post (leggi qui) abbiamo elencato alcune tra le tante novità per la prossima stagione di stand up comedy, fenomeno in crescita e unico che dimostri una certa vitalità in un quadro generale in peggioramento costante. Vediamo di raccontare ulteriori news:

A Verona è in avvio la terza stagione di Comicus, ideata e organizzata da Diego Carli e Alberto il Grezza Grezzani, dopo la riuscita delle precedenti edizioni. La sede è quella del Teatro Satiro Off, la domenica ogni 15 giorni. Esordio il 23 ottobre. Lo stesso gruppo sarà protagonista della programmazione stand up al Maite di Bergamo sul lato femminile Sofia Gottardi il 16 marzo (Sesso, droga e coniglietti) e Laura Formenti il 2 aprile (Sono una bionda, non sono una santa). Segnaliamo anche le date del giovane Andrea Pilotto: 19 gennaio 2017 al Maite e il 14 dicembre al Millenote (vedi sotto).

Torino è una tappa obbligata, in cui il gruppo “Banditi”, presieduto da TAC (tutta un’altra comicità)  è attivo da ben 4 anni. Le serate di pezzi rigorosamente inediti riprendono il 7 ottobre 2016 presso lo Spazio Ferramenta, sotto il Sibir, ristorante siberiano, via Bellezia 8g. Da due anni viene anche organizzato il Torino Stand up Festival che propone serate Stand up e Workshop (qui il sito) a breve verrà comunicato il calendario per il 2017. Passiamo al Millenote, club di Busto Arsizio. A partire dal 5 ottobre, per due mercoledì al mese, ci sarà una programmazione serrata, con molti comedian provenienti da Comicus, e altri tra cui Dado Tedeschi e Clara Campi. News: si riavvia anche Stand up Comedy Sardegna, presso il Sa Domu di Cagliari, a partire da venerdì 14 ottobre. Continua a leggere

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