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la quarta stagione di Central Station (in Melassa Comedy)

19 Nov
la Melassa che circonda Central Station

 Qualche comico, di ritorno dai provini per la quarta edizione di Central Station (martedì 15 novembre) ha commentato perplesso: “c’erano 2 autori Zelig e ti chiedevano quelle cose che di solito ti chiedono nei Laboratori Zelig, tipo gli interventi a schiaffo.”

Una trasmissione che potrebbe essere alternativa (così si propone) come Central Station è in realtà diventata un concentrato di Melassa Comedy. La Melassa Comedy è quel mischione in cui ogni cosa è strettamente legata al monopolio cabarettistico. Tutto arriva direttamente da Zelig o da Colorado.

Central Station nasce sostanzialmente come una riserva di pezzi per Colorado (stessa produzione, stessi autori), con qualcuno che finiva a Zelig. Ora, immaginiamo la Ferrero: avrebbe interesse a creare una crema spalmabile che faccia concorrenza alla Nutella? Impossibile. Per questo Central Station non potrà mai crescere.

La terza edizione ha visto subentrare autori Zelig, che però erano stati anche a Colorado e che, mentre erano a Colorado, gestivano anche un laboratorio Zelig (qui la Melassa Comedy è totale) con inserti di comici zelighiani.

Quest’anno ci sono autori Zelig, produzione Colorado, mischiate bene, conservate in dispensa…

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

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Partirà Central Station 3, speriamo che…

10 Dic
Central Station so cool

Partirà una nuova edizione di Central Station, la trasmissione più cool del panorama comico italiano. I provini si terranno il 13 e 14 dicembre presso il Teatro Blu di Milano, in via Cagliero 26…

… Come se, dopo l’abbuffata di laboratori, provini ed esposizione televisiva che c’è stata nel corso degli ultimi anni, ci fosse ancora bisogno di fare provini. Ormai chi frequenta l’ambiente dovrebbe conoscere a memoria  le caratteristche di tutti i comici sulla piazza, anzi dovrebbe essere in grado di recitare il loro repertorio al contrario, stando a testa in giù mentre con una caviglia fa ruotare un anello da giocoliere.  

Però non facciamo polemiche, in bocca al lupo perché il progetto prosperi e si espanda.

Avevamo dedicato un post ad alcuni comportamenti non proprio trasparenti della precedente edizione (leggi Le strane convocazioni di Central Station). Così ci auguriamo che nel futuro:

1) non si vedano più i contratti/porcata che recitano: “farai delle puntate ma non ti diciamo quante”, autentica mancanza di rispetto dell’artista e modo squallidissimo di tenerlo sotto pressione emotiva.

2) che le convocazioni non vengano fatte a pochi giorni dalla registrazione, spesso obbligando il comico a chiamare lui. La cosa, nella precedente edizione, ha toccato effetti addirittura peggiori della famigerata usanza Zelig della convocazione al Giovedì per registrare al lunedì, autentico strumento di controllo emotivo bananiano che tanto dolore ha provocato alle persone.

3) che non sia un laboratorio per Colorado mascherato da trasmissione indipendente (fatto col “dinero” di Telecom, cioè di un’azienda concorrente a Mediaset, ma si sa, siamo in Italia…). Che quindi non ci sia il meccanismo per cui chi è stato preso per Colorado si sa già in anticipo, mentre chi non interessa “vince” una stagione di laboratorio Colorado a proprie spese, pur sapendo che non verrà preso.  

4) che il giorno di registrazione non sia al venerdì, giorno caldo per il live. Vabbè che il mestiere del comico sta diventando un dopolavoro, che gente interna alla produzione ignorava che il venerdì è giorno forte per il live, però sarebbe uso registrare le cose comiche inizio o metà settimana.

5) che ci sia un piano di produzione in cui uno sa quando registrerà, così si tiene libero per quei giorni e quando non registra si può fare gli affari suoi (che la vita è breve e Central Station non può sequestrarti per mesi).

Se si eviteranno queste cose allora andrà tutto bene. Altrimenti si diffonderà l’idea della “ciulata”, dei giochi già tutti fatti, dello sfruttamento, eccetera, eccetera.

La Redazione di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Le strane convocazioni di Central Station

28 Mag

Di Gat

Central Station

Central Station, su Comedy Central, è una trasmissione giovane, divertente, frizzante condotta dall’ottimo Omar Fantini. C’è un gruppo di comici che forse magari, come è successo a Daniele Ceva, approderà a Colorado (la produzione è la stessa) oppure ad altre realtà importanti (Antonio Ornano è finito a Zelig).
L’edizione del 2008 è stata replicata su MTV, quella del 2009 no, gettando nello sconforto alcuni dei partecipanti. Si sa, MTV è una tv generalista, rappresenta una vetrina più importante di quella del satellite (canale 117 di sky). 

   

 Per Central Station vale il detto usato per tutte le altre trasmissioni simili: non cambiano la vita, solo Colorado e Zelig (ma non sempre) lo fanno.    Partendo da una posta in palio comunque bassa, nell’ultima edizione si sono innescati dei meccanismi ansiogeni che hanno gettato qualcuno in uno stato di grande tensione. La redazione di questo blog ritieni che certi meccanismi andrebbero evitati perché inutili e pericolosi.     

Central Station veniva registrata al venerdì, mentre di solito le registrazioni di programmi simili si fanno al lunedì e al martedì. Venerdì è una serata clou per il live, in cui si concentrano le serate pagate. Il contratto standard prevedeva un certo numero di puntate, ma non veniva specificato quante. Le convocazioni avvenivano spesso al martedì, addirittura al mercoledì, per registrare venerdì.   

 

  L’insieme di questa routine ha generato i seguenti inconvenienti:      a) i comici dovevano tenersi liberi, quindi qualcuno ha rinunciato a fare delle serate, magari pagate anche bene, senza avere la garanzia che avrebbe registrato. In un periodo in cui c’è poco lavoro, si tratta di una perdita considerevole.     

b) i comici attendevano con ansia la convocazione, non avendo alcuna certezza, e questo ha fatto stare veramente male alcuni di loro, li ha gettati in uno stato d’ansia spaventoso.     

Il morbo di Zelig ha invaso anche realtà più piccole? Si sta creando una generazione di artisti per nulla “sindacalizzati”, a cui si può riservare a piacimento questo tipo di trattamento, e che possono rimanere a disposizione senza alcuna garanzia?    Non è poi una cosa difficile stabilire quante puntate farà un comico, non è difficile fare un piano di produzione, non ci vuole molto per elaborare contratti che prevedano la possibilità, oltre a un numero base di puntate, l’eventuale opzione per farne delle altre; che prevedano anche la possibilità di disdire per tempo alcune delle puntate previste. Non è difficile, a meno che non si consideri che la gente accetti qualsiasi cosa, poiché tutti sono disposti a “fare tutto pur di fare televisione”.    

 COMMENTO:  perché chi produce non crea un gruppo che rimane perché attratto dalla qualità del progetto e basta? La formula “farai delle puntate, ma non ti diciamo quante, potrebbero essere solo una oppure anche 12,  quindi resta a disposizione” è il classico metodo coercitivo. Forse sarebbe accettabile da parte della corazzata Zelig (anche se crediamo non lo sia neanche lì).    

  

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