Archivio | Comicità al femminile RSS feed for this section

Le SketchShe, suggerite da Ananas Blog

7 Apr

Le SketchShe sono un trio di giovani attrici, comiche e modelle australiane (Lana Kington, Shae-Lee Shackleford e Madison Lloyd) diventate un fenomeno del web. Il loro video “Mime Through Time”, in cui, standosene in auto,  mimano 70 anni di successi musicali con tempi perfetti, partendo dagli anni ’40, passando per i Beatles, i Nirvana, per arrivare a Miley Cirus, ha realizzato 17 milioni di visualizzazioni. Le tre ragazze, oltre a essere “strabone” (come direbbe Federico Frusciante) mostrano energia, talento e una dose di simpatia contagiosa. Vedi qui:

Sul loro canale Youtube c’è anche una strepitosa parodia di Bohemian Rapsody dei Queen (vedi qui) con oltre 20 milioni di visual e cose più di “recitazione” come la parodia di Fight Club (vedi qui) che gioca sugli stereotipi femminili (le ragazze si prendono a cuscinate lanciando urletti).

Lana, Shae-Lee e Madison andrebbero prese a esempio di come si possa far rendere al massimo talento e bellezza e femminilità, con un pizzico di autoironia e senza interventi maschilisti 😉

Ananas Blog (Bisognerebbe imparare come si sta al mondo, ma è molto meglio combatterlo)

Annunci

Velia Lalli al Fringe Festival di Roma

20 Giu

Velia Lalli all’attacco del filo del microfono

E’ in piena attività il Roma Fringe Festival 2014 (vedi qui il sito ufficiale) versione italiana del Fringe Festival di Edimburgo, la più prestigiosa rassegna di teatro off al mondo. La novità di quest’anno è una sezione dedicata alla Stand Up Comedy, con l’istituzione della rassegna “Stand-up FREEnge” (vedi qui) dedicata a un genere di comicità che sta subendo un fortissimo rilancio proprio adesso in Italia.

Sabato 21 giugno sarà di scena Velia Lalli (palco b del Fringe Festival, ore 22) una comedian grande rappresentante del “parlare sporco” e senza inibizioni, unica donna del gruppo Satiriasi attualmente impegnato nell’innovativo Stand Up Comedy in onda ogni lunedì su Comedy Central. Lo spettacolo è il suo “Ai confini del bon ton – Il lato scorretto delle buone maniere” rigorosamente vietato ai minori di 18 anni.

Velia Lalli in una prova microfono un po' "birichina"

Velia Lalli in una prova microfono un po’ “birichina”

“«Sono salutista e divoratrice di merendine cancerogene, romantica e munita di preservativi in borsetta, rispettosa e portata per la rissa nel traffico. Tanto simpatica quanto stronza». Velia Lalli non le manda a dire, neppure quando parla di sé…”

“IL NUOVO SHOW la comica e autrice romana (nonché laureata in ingegneria) presenta Ai confini del bon ton – Il lato scorretto delle buone maniere, spettacolo in cui audaci provocazioni e originali teorie scientifiche condurranno il pubblico attraverso un’ironica riflessione sui comportamenti contemporanei, in bilico tra desiderio di libertà e paura del giudizio. Continua a leggere

Le Scemette trionfano al Premio Gianni Palladino: la sketch-com risorge?

8 Giu
Le Scemette - foto di gruppo

Le Scemette – foto di gruppo

Le Scemette hanno trionfato nella finale del Premio Comicità Gianni Palladino, svoltasi ieri sera sabato 7 giugno al teatro Elfo Puccini di Milano (leggi post precedente). Secondi arrivati i Democomica, continuatori di una certa tradizione milanese off e stralunata (vedi per esempio il glorioso Scaldasole), terzi I Biondi, un gruppo di comici giovani  usciti dalla scuola Paolo Grassi. Tutti gli altri sono arrivati “quarti”.

Le Scemette è una sketch-com (sitcom fatta di sketch) tutta al femminile, le cui protagoniste sono: Rossana Carretto, Alessandra Ierse, Laura Magni, Cinzia Marseglia, Viviana Porro Nadia Puma e Alessandra Sarno (si può notare quindi un cast di tutto rispetto). Autori: Giovanna Donini e Marco Del Conte. 

“…si vuole rappresentare il mondo delle donne, facendo leva su stereotipi e cliché sempre attuali mostrando il bello del gentil (a volte non troppo) sesso, fra virtù e nonsense” (dal profilo Facebook de Le Scemette).

Che ciò servirà da stimolo a rilanciare la sketch-com in Italia? Attualmente c’è quasi solo Bye Bye Cinderella (anche questa tutta al femminile) che va su La5 e si segnala LOL su Rai 2, ma è fatta dai canadesi. Ci sono molti generi da rilanciare e c’è molto lavoro da fare (e un salto di qualità per tutti, per abbandonare gli stereotipi italici). Satiriasi con Comedy Central è riuscita a portare in auge la Stand Up Comedy, ma ci sono ancora le sitcom (compito enorme) e anche le sketch-com. Qualcuno lo dovrà fare…

Ananas Blog (Long May You Run)

l’esordio di Teresa Mannino con “Se stasera sono qui”

5 Set

la svolta verso la popolarità?

 

Questa sera, su La7, inizia la prima puntata dello show condotto da Teresa Mannino, dal titolo: “Se stasera sono qui”… anche se c’è chi sostiene avrebbe dovuto chiamarsi “Vedrai, vedrai…” per le aspettative che sta creando (qualcuno avrebbe addirittura suggerito “Ciao, amore, ciao…”).

Non si tratta propriamente di una trasmissione comica, come ha dichiarato la stessa Teresa: “Non è un programma comico. E’ un programma divertente, dove si riderà ma non c’entra nulla con la comicità. Sarà uno show talk. Ci saranno tante persone che parleranno in modo “showizzato”. Si può dire showizzato? Ci saranno immagini, video, musica, vip e non vip.” (leggi intervista completa su DavideMaggio.it).

Non bisogna dimenticare che la produzione è Bananas srl, società specializzata in programmi non comici. Scherzi a parte erano state organizzate delle serate di laboratorio preparatorie a “Se stasera sono qui” cui erano stati invitati dei comici (pare non ne sia stato preso nessuno).

Comunque si tratta di un possibile punto di svolta per Teresa Mannino, che sta vivendo già un buonissimo periodo professionale. Infatti ci sono due modi per fare il definitivo salto di qualità: A) riuscire nella conduzione B) diventare anche produttori (vedi per esempio Diego Abatantuono). La conduzione di prima serata potrebbe aprire nuove porte a Teresa, indipendentemente dalla riuscita del format.

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

Cominciano le registrazioni di Bambine Cattive

22 Mar

Finalmente una trasmissione tutta al femminile (dopo 23 anni)…

Domani, mercoledì 23 febbraio, a Roma si registrano le prime due puntate di Bambine Cattive, trasmissione “in rosa” al 100%. Realizzata da Ruvido Produzioni (quindi dalla Sosia & Pistoia) e Comedy Central.

Il cast comprende: Rosalia Porcaro, Teresa Lallo, Maria Pia Timo, Barbara Foria, Annalisa Aglioti, le Ciciri e Tria, Viviana Porro, Valentina Persia, Laura De Marchi, Evelyn Famà, Rita Pelusio, Shara Guendalini e altre… Aggiornamento, si aggiungano: Caterina Gramaglia, Le Brugole, Nadia Perciabosco, Quartetto Euphoria, Elisa Pistolesi…

Conduce Giulia Ricciardi, che firma anche la trasmissione come coautrice assieme a Stefano Sarcinelli, Massimo Martelli, Max Orfei e Dario Tiano.

Strano: sembra che l’ultima trasmissione tutta al femminile risalga al 1988: La Tv delle Ragazze, su Rai 3, quindi sono passati 23 anni!

Le altre registrazioni saranno il 28, 30 marzo e il 1 aprile: 8 puntate +  2 di best off. Prima data di messa in onda su Comedy Central: il 6 aprile, in concomitanza col processo Ruby…

Si sa che il budget è ridotto, che il progetto è difficile, ma si tratta di un passo in avanti. Non resta che fare un bel In bocca al lupo (o se preferite alla lupa).

La Redazione di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Autrice Donna Cercasi…

9 Mar
Mimose tante, autrici poche

Mimose tante, autrici poche

Provate a fare la domanda “conosci un’autrice donna?” (riguardo al settore comicità) e otterrete sguardi perplessi, imbarazzo, incapacità di fare nomi spendibili.

Le quote rosa comiche,  riguardo la categoria  autori, sono inesistenti, mentre nel campo attoriale c’è almeno  una minoranza ben agguerrita. Zelig sembra vantare solo una donna (Giovanna Donnini) su 22 che firmano la trasmissione. Mentre sul palco ci vanno la Cortellesi, Teresa Mannino, Debora Villa, Lella Costa, Katia e Valeria, Marta Zoboli (dei Sagapò).

Va peggio a Colorado (nessuna donna autrice, tante “olgettine”). Gli autori di Geppi Cucciari sono tutti maschi. Così succede a Quelli che il calcio… nonostante la conduzione femminile e la presenza della grandissima Virginia Raffaele. Così a Central Station… Eccetera eccetera.

Anche nel campo sitcom/sketchcom la presenza  è evanescente. Persino in uno show “in rosa” come Così fan tutte si registra l’en plein di uomini autori, a parte uno o due junior donne.

Le donne non capiscono le battute, quindi non sono capaci di scriverle? L’ambiente è maschilista e ripiegato su se stesso? Forse la seconda riposta è più valida.

A riprova c’è il formidabile Avanzi, con a capo un “triunvirato” di donne (Serena Dandini, Valentina Amurri, Linda Brunetta), conduzione femminile, regia femminile (Franza di Rosa) e cast a trazione femminile. Da allora c’è stata una regressione non solo di presenza, ma anche di qualità…

Allora viene voglia di fare come lo zio matto del film Amarcord: arrampicarsi sull’antennone della Rai di corso Sempione o su quello Mediaset di Cologno Monzese e di mettersi a urlare “Voglio una donnaaaaaaaaaa”. Col rischio che arrivi una suora a tirarti giù e a portarti in manicomio.

La Redazione di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Tre Alici nel Paese delle Meraviglie

12 Dic
Paola Cortellesi Vanessa Incontrada Michelle Hunziker

La bravissima Paola Cortellesi sostituirà Vanessa Incontrada (che a sua volta aveva sostituito Michelle Hunziker) nella conduzione di Zelig al fianco di Claudio Bisio.

Ma tre donne, così diverse tra di loro, alla fine avranno sicuramente un punto in comune: quello di aver attraversato l’esperienza Zelig senza sapere della bassa macelleria che avviene “dietro le quinte”, anche se Vanessa Incontrada qualche sofferenza sembra averla patita (vedi post e discussione relativa, con la “questione delle guaine” mai risolta).

Quando un ospite vip arriva in un ristorante gli si fa vedere la sala di lusso, non certo le cucine dove si fanno cose che farebbero passare la voglia di mangiare.

Paola Cortellesi ha portato in scena il monologo “Gli ultimi saranno ultimi”, storia di una donna che viene licenziata appena prima del parto. Si tratta di un’opera teatrale dalla parte degli ultimi, contro la precarietà nel mondo del lavoro.

È probabile che Paola Cortellesi non saprà mai che il gruppo per cui collabora ha inventato una precarietà per certi versi peggiore di tutte quelle che infestano il mondo del lavoro, quelle che lei ha inteso denunciare.

Non saprà, per esempio, che la precarietà Zelig è estesa ampiamente a quelli che non lavorano, che però possono andare avanti anche 10 anni a produrre “manodopera gratuita” per Zelig, senza ricevere nulla o quasi in cambio (vedi link un anno con Ivan Zeligovic). Non saprà del tritacarne dei provini e dei laboratori, vero gioco al massacro in cui le speranze vengono convertite in una incertezza infinita.

Michelle Hunziker ha fondato (assieme all’avvocato e onorevole Giulia Buongiorno) l’associazione Doppia Difesa (vedi link), che ha lo scopo di “aiutare tutti coloro che hanno subito sul lavoro o fra le pareti domestiche discriminazioni, violenze e abusi”.

Doppia Difesa si occupa anche di mobbing definito come: “…una situazione di pressione psicologica sul luogo di lavoro esercitata attraverso condotte sistematiche, durature ed intense, da parte del datore di lavoro…”.

Quello di Bananas non è mobbing poiché non si applica a dipendenti, ma per certi versi è anche peggiore perché chi lo subisce non è neanche stipendiato. Così le prime righe della definizione di mobbing si attagliano perfettamente alla politica zelighiana poiché esistono sia la pressione psicologica (spinta a livelli parossistici), che l’esercizio sistematico, duraturo e intenso.

È probabile quindi che la Hunziker non saprà mai di aver lavorato per un gruppo che praticava e pratica tuttora una forma bizzarra e prolungata di precarietà basata sull’ansia e sulla mancanza di informazioni, talmente particolare che è difficile da descrivere e di cui si è parlato per la prima volta solo in questo blog.

In conclusione tre Alice nel paese delle meraviglie di cui hanno visto (o di cui vedranno) solo le cose spettacolari e non gli orrori.

La Redazione di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Ieri le Comiche (6 anni e 7 mesi fa…)

4 Dic
6 anni fa…

Ecco un documento d’epoca: il laboratorio Oggi le Comiche del 2004. L’articolo data 20 marzo, quindi sono passati 6 anni e 7 mesi. Wow! (Fai click sull’icona per ingrandire).

Del gruppo sono state lanciate in grande stile solo Teresa Mannino (qui ancora in versione Cetty e con abitino vintage) e Geppi Cucciari. Nel gruppo si notano artiste che erano già notevoli all’epoca. Un bello spreco, non c’è che dire…

Il lavoro dei laboratori è lento, esaperante, a volte i progressi (misteriosamente) si smarriscono. Tra 6 anni e mezzo conteremo solo altri due “fenomeni” venuti fuori da Oggi le Comiche?  

Era il 2004, si stava preparando la “grande porcata”: chiamare a fare le foto ufficiali per Zelig Off una quantità di comici che si sa non avrebbero fatto la trasmissione, poi farli aspettare fino all’ultimo le convocazioni del giovedì… Una cosa gratuita e disonesta che ha provocato enormi sofferenze emotive, racconto con cui abbiamo aperto le pubblicazioni del blog (vedi link).

La foto ci è stata inviata da Giulia Ricciardi, che faceva parte allora di Oggi le Comiche e di cui abbiamo pubblicato una formidabile testimonianza sul sistema dei laboratori (leggi articolo), post che ha totalizzato più di 1600 click e dato forma alla critica a un sistema che fino a poco tempo fa era sommerso, di cui nessuno osava denunciare le anomalie.

Le considerazioni da fare su quella foto e quell’articolo sono tante. C’è un micidiale esempio di satira involontaria in quel “Gino & Michele passano, si siedono, vanno”  (un capolavoro di sintesi del destino del comico).

Colpiscono anche le parole di Giancarlo Bozzo, direttore artistico di Zelig: (le donne) “Sono più serie, preparate, artisticamente autonome”.  A distanza di tempo suonano come una beffa: se erano più preparate, allora era la direzione artistica a essere impreparata?

La Redazione di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

L’importanza di chiamarsi Donna

30 Set

Di Gat

I due post in cui Giulia Ricciardi e Romina La Mantia raccontano in modo netto e sincero la loro esperienza coi laboratori Zelig, oltre a infrangere lo sciocco tabù del silenzio che vige nell’ambiente comico (manco fossimo nel Medio Evo), hanno prodotto un’ondata di interesse e di consensi. I contatti sono schizzati ben oltre la media di 1.000 al giorno.

Ma a parte il riscontro puramente numerico, le due testimonianze contengono alcune verità folgoranti, molto più efficaci di tante analisi pubblicate sul blog.

IL FATTORE GIULIA

Giulia Ricciardi (vedi link) ti fa capire in modo inequivocabile come si possa prolungare per anni la frequentazione dei laboratori Zelig.

All’inizio se ricevo manifestazioni d’affetto e di stima, una sorta di Love Bombing (vedi definizione), sono portato a buttarmi con entusiasmo nell’impresa. In seguito ricevo lo “zuccherino” di 2 o 3 puntate di Zelig Off… Intanto qualcuno fa trapelare (attenzione, lo fanno sempre o quasi) che l’anno prossimo farò tutte le puntate. Bene, alzi la mano chi non proseguirebbe…

Poi cala il gelo e il silenzio. Anche questo mi porta a tornare: per capire, per avere delle risposte, per non abbandonare un’impresa senza sapere perché sia finita… ops, sono già passati 6/7 anni!

LA SCELTA DI ROMINA

Romina La Mantia (vedi link), dopo due anni di impegno e di pochissima attenzione autorale, ha compiuto una scelta importante, quasi di stampo sindacale: ha chiesto il diritto di fare un provino senza passare da un altro anno di laboratorio; un provino per essere vista da chi decide veramente.

Due anni sono lunghi (in tre anni si fa in tempo a prendere una laurea breve). Il tempo dovrebbe essere sufficiente per farsi un’idea di un artista, inoltre lo puoi vedere anche nelle serate, nei concorsi, poi ci sono i video, i dvd, c’è una tecnologia che aiuterebbe a farsi un’idea anche a distanza.

Ovviamente la richiesta (così di buon senso) è stata bocciata, con l’invito a frequentare il laboratorio femminile (autentica area di parcheggio per comiche).

Le cose per cui ci si batte adesso, di cui si è parlato nei due post, non sono lontanissime da un minimo di buon senso.

E vogliamo ringraziare Giulia Ricciardi e Romina La Mantia per il loro coraggio e per la loro sincerità. Grazie!

Oggi le comiche, ma domani? I misteri del lab femminile 2

17 Set
  Di Redazione
Egidia Bruno
IL TONO di chi è stata a “Oggi le comiche” (il laboratorio femminile di Zelig) è più o meno questo:
«Sai sono andata là, mi hanno chiamato…»
Come a volersi giustificare, come quando si dice:
«Sai, mi sono accesa una sigaretta, ma non è che riprendo a fumare.»
COME SCRITTO nel post precedente, questo è un mondo a parte nel mondo a parte di Zelig, con un clima ancora più strano.
I LABORATORI a prevalenza maschile sono un po’ diversi: c’è più adrenalina (anche se ormai in calo, man mano che passa il tempo).
LE COMICHE soffrono di quel disincanto e di quella stanchezza di chi sa che probabilmente è destinata a un’area di parcheggio o, bene che vada, a un ruolo marginale, nonostante anni e anni di impegno gratuito.
PER ESEMPIO nell’ultima stagione hanno partecipato Le Fuori Catalogo, un duo composto da Marisa Militello (divenuta famosa col Costanzo Show) ed Egidia Bruno.
BALZA alla mente che Egidia Bruno frequenta i laboratori Zelig da almeno 11 anni. Attorno al 1999 era nel lab Zelig condotto da Romeo Schiavone (se non andiamo errati col personaggio di Maria Nazionale).
QUALCHE ANNO dopo torna in quello che è già diventato Oggi le comiche (conduzione di Margherita Antonelli). Poi nelle ultime stagioni è ancora presente nel giro dei laboratori (laboratorio di Como e altri) e poi di nuovo a Oggi le comiche.
EGIDIA È UNA TOSTA, che fa anche ridere, con una solida preparazione teatrale (che non guasta mai). La sua “degenza” ultradecennale e gratuita sarebbe un assurdo (in un mondo normale).
FORSE lei non interessa a Zelig, ma se non interessa non si capisce perché la chiamino. E non si sa quale sia il sunto del lavoro fatto: 10 anni e passa a fare pezzi televisivi che non funzionano?
IN REALTÀ si tratta dei soliti “misteri irrisolvibili” perché i laboratori Zelig sono aree di parcheggio, e quello femminile è un’area di parcheggio per eccellenza, oppure sono divisioni Ricerca & Sviluppo dove lo sviluppo è rimandato il più in là possibile (vedi i post precedenti su Business e Dilettantismo).  
PER ASSOCIAZIONE di idee viene in mente Alessandra Ierse, che ha dimostrato il suo valore con la Iolanda della sitcom Belli Dentro: aveva un personaggio di impatto, la Bruna, una gran lavoratrice ipercinetica. Non sembra abbia avuto un grande seguito. C’era energia, grinta, forse qualcosa o anche molto da sistemare nell’impostazione del personaggio.
POI VIENE in mente Margherita Antonelli che ha condotto a lungo Oggi le comiche, col personaggio di Daccela Maranini, licenziosa cantante di liscio. La Antonelli conduceva con la presenza scenica di un maschio, era bravissima nell’interazione sul pubblico (segno di sicurezza ed esperienza), però evidentemente il suo personaggio non interessava ai capoccioni. Inutile chiedersi per l’ennesima volta cosa ci faccia a Zelig chi non interessa a Zelig. 

La grande Maria Rossi in versione "ingentilita"

DELLA SERIE fa parte anche Maria Rossi, monologhista molto brava e dalla voce cavernosa, anche lei con una presenza forte sul palco tutta giocata sugli atteggiamenti da maschiaccio. Si è vista a Zelig Off coi pezzi che stava provando da anni, che erano stati stravolti all’ultimo momento (in peggio): un assurdo trucco agli occhi, la voce impostata in modo più soave, più gentile, che faceva perdere il senso a tutto quello che veniva detto sul palco (sono un maschiaccio, ho una voce molto profonda).  

QUELLI sopraccitati sono esempi di talento, bravura, energia da cui non è scaturito un miglioramento dal lavoro dei laboratori. Ma questo non importa: tanto poi le donne tornano comunque.
«Sei andata al laboratorio Zelig?»
«Sì, ma smetto quando voglio».
COSÌ FUNZIONA, ma con sempre maggiore stanchezza, in quel mondo a parte che è il laboratorio femminile di Zelig.  
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: