Archivio | Gino Vignali RSS feed for this section

Ruotate il cast, no, ruotate i conduttori!

14 Set
logo dal sito Area Zelig

logo dal sito Area Zelig

Lo scalettone comico, detto anche “varietà comico di prima serata” sta proseguendo nella sua spettacolare e lenta agonia. Ben determinato comunque a sopravvivere, seppur male. Allo stato attuale non ci sono segnali che riprendano Metropolis e SCQR, il sito di Comedy Central non ne dà notizia. I due format potevano passare nella “serie maggiore” così come successe a Made in Sud, nato proprio a Comedy Central, ma è probabile che si fermino qui (parte invece una versione “da prima serata” di Stand Up Comedy e una serie di puntate monografiche sui 7 comedian di Satiriasi NDR).

Colorado è inciampata nella scenografia costosissima (quella con le gambe della ballerina e i pop corn), negli ascolti modesti e nel vuoto di contenuti (turn over selvaggio). La messa in onda è prevista per gennaio 2015 per evitare la concomitanza con Zelig e, sempre per via della scenografia, verranno registrate anche le puntate per l’autunno 2015 (ah, il potere contrattuale della Colorado Film!). A ciò si aggiunge la perdita certa di pezzi da 90 come Angelo Pintus (atteso al salto di qualità come conduttore di altre cose, della serie: ora o mai più o si ritorna nel gruppone dei medio alti senza sfondare davvero).

Made in Sud (leggi l’elogio di Ananas Blog) potrebbe imboccare in questa stagione la parabola discendente. Qualche segnale c’è: le tante serate annullate questa estate per mancanza di “biglietti staccati” che è sempre il primo segnale di saturazione e di declino. Dopo una serie torrenziale di puntate quasi del tutto uguali, ci si chiede cosa andrà in onda che non sia ripetitivo e già visto e stravisto. Continua a leggere

Annunci

Discorso alla nazione comica di Gino Vignali

25 Dic
Un messaggio d'amore e speranza

Un messaggio d’amore e speranza

Sta iniziando un 2014 pieno di incognite, ma anche di speranze e di aspettative, soprattutto per la Nazione Comica che ha attraversato molte stagioni di grande difficoltà. Uno dei nostri leader (forse l’uomo più potente del popolo cabarettistico) ha deciso di lanciare un messaggio di augurio per il prossimo anno e per il futuro in generale. Si tratta di un Gino Vignali (finto) che però è capace di rendersi credibile quanto quello reale. Ecco il messaggio:

Cari amici comici, autori, direttori artistici e maestranze varie, è il Vostro Gino Vignali che vi parla…

Si appresta a cominciare un anno (che sarebbe il 2014) all’insegna della novità e dell’innovassione (che sarebbero le “startap”). Penso di poter annunciare con un certo orgoglio, anche per la vostra soddisfazione, che stiamo lavorando (qui il maiuscolo è d’obbligo) al SUPERAMENTO DELLA RISATA, strumento ormai obsoleto di valutazione e, anche, reazione umana troppo imprevedibile per costruirci sopra qualcosa di concreto e duraturo.

Come sapete io e il Michele e il Roberto (il Giancarlo lo nascondiamo quando ci sono questi incontri) ci vediamo spesso con l’entità denominata “Pier Mediaset in Publitalia che vien da Arcore”. Quando poi torno a casa, realizzo di non averci capito un casso in tutte quelle “curve d’ascolto”, “focus grup”, “target commerciali”, che sembra di essere nel film Yuppies 2 (con Gerry Calà) negli anni ’80, poi pian pianetto, tutto quel marketing commerciale mi entra sottopelle, lo faccio mio e penso: “Qui ci si può ricavare del denaro, urca che praticità!”.

Faccio un esempio: se 4.674.000 telespettatori hanno visto una trasmissione, chi se ne frega se hanno riso? L’importante è che erano 4.674.000, appunto. Se erano lì davanti alla tv avranno avuto i loro motivi. Hanno riso? Quién Sabe. Chi lo sa. No matter. Non importa. Continua a leggere

A tutti gli autori: servono gag per Elisabetta Canalis!

21 Nov
Mediaset ci ha imposto un figone, ma non disperiamo: facciamo che la cosa sia fonte di gag e battute e ilarità

Mediaset ci ha imposto una bellona, ma non disperiamo: facciamo che la cosa sia fonte di gag e battute e ilarità

A tutti gli autori, a tutti gli autori! (stipendiati, aggregati e/o aspiranti). E’ il Vostro Gino Vignali che vi parla, il Piccolo Padre del cabaret italiano. Causa inserimento imposto dall’alto di Elisabetta Canalis,  il tanto agognato ritorno di Zelig al bel cabaret di una volta è rimandato “sine die” (e anche “sine qua non”) a data futura da destinarsi.
Allo stesso modo chiediamo a tutti gli autori un particolare sforzo creativo, per integrare la suddetta Canalis nella scaletta della trasmissione, per infondere nello spettatore il consueto senso di ilarità e bonomia. Io vi do gli spunti, poi è libera scelta e/o inventiva elaborare battute e gags a volontà che sottoporrete alla direzione artistica (ps: gli elaborati non verranno restituiti). Et vualà gli spunti:

SOTTOMISSIONE – in questo tipo di sketch la Canalis o è innamorata, interpretando se stessa, di un comico buffo o spiacevole d’aspetto o laido (tipo la Toniolo con Bruce Sketta a Metropolis); oppure si fa “personaggio” e vive un rapporto d’amore o sottomissione col comico. Non so, tipo è la fidanzata cafona del Gianni Cinelli che fa il cafone. Il figone che si mette in un ruolo di “La bella e la bestia” genera sempre divertimento.

SARDO – in questa gag la Canalis parla sardo veloce (o anche altro dialetto), magari dopo aver raccontato di Continua a leggere

Gino e Michele a Tv Talk (Rai 3)

23 Feb

92810024-586x567Gino e Michele, con Giancarlo Bozzo (scongelato per l’occasione) e Teresa Mannino, saranno ospiti di TvTalk, trasmissione di approfondimento televisivo. Sabato 23 febbraio (oggi), su Rai 3 a partire dalle 14,55. Sarà possibile far loro delle domande attraverso Tv Blog (leggi articolo).

Gino e Michele, nel corso degli anni, in ogni esternazione pubblica, hanno sempre cercato di far passare il seguente concetto: “Siamo i padri nobili del cabaret italiano, siamo intuitivi, lungimiranti; razionali come manager, saggi come anziani, giocosi come bambini.” Vendere un’auto usata come se fosse una supercar è un’arte notevole, anche se questa volta sarà dura.

Nell’ultima occasione avevano piazzato la favola del ritorno al cabaret delle origini, cosa totalmente smentita dai fatti. Attualmente si nota la ripetizione di una comicità ormai in regresso, il fallimento della scelta Mr Forest – Mannino, il calo degli ascolti, l’incapacità di innovare.

Sapranno uscirne ancora bene, cioè ad agganciare a questi fatti la favoletta di: “Siamo i padri nobili del cabaret italiano, siamo intuitivi, lungimiranti; razionali come manager, saggi come anziani, giocosi come bambini.” ? Probabilmente ce la faranno anche stavolta, soprattutto se gli intervistatori abboccheranno come è successo spesso in passato.

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

Gino I°, un papato destinato a durare?

19 Feb
Gino Vignali Benemerito primo, il Papa di Zelig

Gino Vignali Benemerito primo, il Papa di Zelig

Mentre Benedetto XVI ha annunciato le sue inaspettate dimissioni, il papato laico di Zelig sembra ben intenzionato a mantenere saldo il suo regno terrestre sul gregge cabarettistico. Il Papa Gino I° e il segretario particolare Padre George Mozzati non hanno ancora dato segni di cedimento.

Sicuramente la Curia di viale Monza non è attraversata da lotte intestine come quella romana, anzi è composta al 100% da ortodossi conservatori. Il collegio cardinalizio è stato infarcito (così si mormora al di là delle mura martesane) di figure scialbe, poco carismatiche, inadatte a prendere in mano le complesse responsabilità dello stato zelighiano. Eppure ciò ha impedito anche qualsiasi rinnovamento.

Zelig, infatti, si trova in uno stato preconciliare (vedi Concilio Vaticano II), chiusa in un mondo che è stato ampiamente superato dalle istanze sociali, artistiche, comiche e satiriche. Le stanze bananifere dovrebbero aprirsi al vento che spira in tutto il mondo, invece di assuefarsi ai fumi di un incenso autocelebrativo ormai stantio.

Molte vicende hanno addolorato, comunque, l’anziano pontefice cabarettistico, come per esempio l’esternazione di Incontrada, lo ZeliLeacks delle liberatorie, la nascita di una critica ananassica militante, il calo delle vocazioni e degli ascolti, la scarsa considerazione che circonda ormai le sue opere. Vedremo presto se saprà rilanciare le prospettive del suo pontificato o se si ritirerà in una Castelgandolfo dorata messicana.

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

A tutti gli autori, a tutti gli autori!

15 Set

da Gino, su carta intestata personalizzata

A tutti gli autori, sia quelli che compongono la grande famiglia di Zelig, sia quelli che aspirano a essere adottati (anche a distanza), è il Vostro Gino Vignali che vi scrive.

Causa ipotetica futura conduzione di Zelig da parte di Michele Foresta (alias Mr Forest), e da parte di Teresa Mannino (alias se stessa), serve grossa quantità industriale di BATTUTE per la suddetta coppia di conduttori, all’interno della suddetta trasmissione.

Onde evitare fraintendimenti, mi pregio di elencare le caratteristiche tecniche del materiale richiesto: Continua a leggere

Cosa pensa Gino? (double mind) e i segreti di Zelig Off

4 Set

almeno con Michele una birra riesci a berla

Questa sera iniziano le prove tv di Zelig Off (per 5 sere di seguito), la trasmissione che Roberto Giacobbo di Voyager si è rifiutato di studiare perché troppo misteriosa anche per lui. A Zelig Off tutto è segreto, non detto, soggetto a fenomeni paranormali, compreso lo strano fenomeno della comicità che si spegne non appena si accendono le telecamere (ma non dovrebbe essere il contrario?)

Ananas Blog, grazie a un rilevatore di onde psichiche, è riuscito a decrittare i pensieri di Gino Vignali (il sacerdote egizio di Bananas) e, contemporaneamente, quello dei comici che lo circondano per avere un vaticinio sul futuro. Collegamento in streaming… bzzzzzzzzz…

COMICO – Ho appena incrociato Gino Vignali e lui mi ha guardato, mi ha riconosciuto e mi ha salutato. Un “ciao” gentile, quasi cordiale. La cosa fa Continua a leggere

Gino Vignali e la natura del potere Zelig

15 Apr
Il Politburo zelighiano

Per capire la natura del potere Zelig si può iniziare dalla Grande Porcata del 2004: una trentina di comici fecero le foto ufficiali di Zelig Off, ma solo la metà andò in trasmissione.

È un caso UNICO nel mondo dello spettacolo che, in altri settori meno “rassegnati”, avrebbe fatto partire come minimo delle cause di risarcimento. (L’episodio è raccontato nel primo post di questo blog, il 19 maggio del 2010)

In quel caso ci furono comici che avevano perso le speranze che furono riattivate da quella convocazione. Ci furono altri che, seppur scartati, furono lasciati a cuocere nell’attesa delle convocazioni al giovedì, fino alla fine.

La natura del potere Zelig non è né buona né cattiva, è INDIFFERENTE e PRIVA DI SCRUPOLI (per capirci meglio: “indifferente” nel senso che non c’è empatia verso i comici; “priva di scrupoli” nel senso che preferisce tenere all’oscuro il più possibile i comici, mentre gli scrupoli dovrebbero indurre a dire la verità ai diretti interessati, come qualsiasi codice etico, morale o religioso consigliano o impongono)

Per mettere in piedi un sistema pieno di carognate come quella raccontata sopra, occorre non solo indifferenza verso il prossimo, ma anche una buona dose di SADISMO (può essere che “carognata” e “sadismo” siano termini coloriti, ma non sono distanti dalla realtà: far fare le foto ufficiali di una trasmissione a chi si sa che non farà quella trasmissione, è indubbiamente un bruttissimo tiro).

I metodi zelighiani sono punitivi verso le persone, spesso in modo bizzarro e inutile (coinvolgere persone che non interessano è ovviamente bizzarro e inutile e poco corretto verso quelle persone). Vanno oltre la normale manipolazione che servirebbe per avere successo.

Questo è vero per il comandante in capo Gino Vignali, per la coppia Gino & Michele, per il direttore artistico Giancarlo Bozzo (una direzione artistica ossessionata dalla segretezza) e via via, giù fino all’ultimo autore.

Facciamo un parallelo tra le storie raccontate da Giulia Ricciardi e Manuelita Vella (ma di simili o peggiori ne sono successe a centinaia!) e lo zelig Off del 2004: IL MECCANISMO È LO STESSO.

Ci sono le lusinghe, la sensazione di avercela fatta (indotta artificialmente), la mazzata finale, la richiesta o la possibilità di tornare per altri anni.

Nel caso sciagurato di Zelig Off 2004 ci sono dentro fino al collo Gino Vignali, Michele Mozzati, Giancarlo Bozzo. Ripeto: non è mai successo che si facciano le foto ufficiali di una trasmissione con gente che non farà la trasmissione.

Nel caso di Manuelita Vella gli autori del laboratorio di Piacenza sembrano aver portato avanti, nel loro piccolo, il ciclo in modo autonomo, come fossero dei piccoli Vignali.

La domanda è: ma chi fa delle cose simili, chi ha imposto dall’alto un sistema di questo tipo che cos’è? Una persona priva di morale? Uno persona che sente di dover calpestare il prossimo per avere successo?

Perché qualcosa deve esserci.

Comunque, per concludere, la natura del potere Zelig è detestabile soprattutto perché si nutre dello sfruttamento delle speranze della gente (che esista uno sfruttamento delle speranze è evidente: la motivazione principale di chi si sobbarca sacrifici enormi per anni è quella di accedere, un giorno, al superenalotto dell’occasione televisiva).

Roberto Gavelli, Amministratore di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Il buono, il Gino, il cattivo (nella vita c’è chi scava)

8 Apr
Clint Eastwood

Nel film Il Buono, Il Brutto e Il Cattivo c’è una famosa battuta che Clint Eastwood rivolge a Eli Walach: “Vedi, il mondo si divide in due categorie: chi ha la pistola carica e chi scava. Tu scavi” (guarda video).

Non fatevi illusioni: molti di voi sono nella condizione di chi scava perché ci è costretto; Gino Vignali (l’uomo forte di Zelig) è uno di quelli con la pistola puntata.

Se vi avvicinate a un altro anno di laboratorio col morale sotto i tacchi e a vostre spese, se salite sul palco all’una di notte durante uno di quei provini stile bunga bunga, se aspettate docilmente le decisioni che arrivano dall’alto chiedendovi come mai non scelgono voi, è perché siete un oggetto passivo nelle mani di qualcun’altro.

Non c’è alternativa, non c’è possibilità di contribuire creativamente da parte di nessuno. L’unico contributo è la produzione di pezzi e di battute. Se non lo fate voi lo farà qualcun’altro.

Scavate, scavate (producete pezzi e battute e personaggi).

La paura è che chi ha un’arma carica faccia fuoco e vi elimini (esclusione dal paradiso zelighiano).

Questo è il principio su cui si basa il gioco. A meno che non decidi di toglierti dal raggio d’azione della pistola carica e la smetti immediatamente di essere ricattato. Così forse paghi qualcosa in termini di opportunità, ma almeno non sei obbligato a subire l’umiliazione di dover scavare.

Perché il mondo si divide in due categorie…

A cura di Alex (Ananas Blog, è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Gino Vignali e l’Elemento Mancante

6 Apr
Gino Vignali

Mi ricordo Cuore, la famosa rivista satirica di resistenza umana (vedi Wikipedia). A volte in prima pagina c’era un pezzo di Michele Serra e, leggendolo, mi piegavo in due dal ridere.

Talvolta, delusione, l’articolo era firmato “Gino & Michele” e la risata non partiva. C’erano le battute, c’era la satira, c’era la parodia, ma mancava quel guizzo, quel quid che invece erano presenti in Michele Serra.

Quella differenza, forse, è l’elemento mancante che spiega tantissime cose dell’universo Zelig.

Se ti manca qualcosa, hai bisogno di sfruttare il lavoro altrui per essere completo. Non sarai in grado di scrivere battute a raffica come facevano, per esempio, Amurri e Verde, ma compili un libro di battute scritte da altri (Le Formiche).

Se sei incompleto hai bisogno che centinaia di comici ti portino “in dono” continuamente idee, pezzi, battute, personaggi, in modo che la tua attività sia poco creativa e molto da “selezionatore”.

È un po’ come certi imperi in decadenza che vivono sui tributi dei popoli sottomessi.

Oppure è come il Viagra per chi ha una sessualità che si sta spegnendo.

Oppure è come un organismo che, per sopravvivere, deve trarre nutrimento da un altro organismo.

Nel post Gino Vignali, l’Uomo Forte di Zelig, si è voluto sottolineare chi comandi veramente a Bananas e c’era una domanda:   “Perché (Gino Vignali) non rompe il muro di silenzio, non    scende tra gli artisti e dice cos’ha davvero in mente, quali   sono le sue idee, invece di aspettare che siano gli altri a consumarsi (anno dopo anno) nel tentativo di scoprirlo?”

Si può azzardare una risposta: perché di idee non ne ha più, perché non ha più niente da dire, perché ha bisogno di succhiare le energie creative altrui per ottenere un risultato completo e vendibile.

Questo spiega tante cose: l’abuso di laboratori, il mistero e l’ansia in cui sono tenuti i comici (che porta a produrre in modo frenetico); spiega la più grande fabbrica di idee creative mai vista che finisce solo al servizio di un format commerciale e ripetitivo.

Ma, partendo dal capo, questa caratteristica si dipana su tutta la catena. L’incompletezza e una mediocrità senza speranze sono  caratteristiche di tutta la macchina burocratica zelighiana, a cominciare dalla direzione artistica.     

Roberto Gavelli, Amministratore di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: