Archive | il declino dell’Impero Comico RSS feed for this section

Felici di essere lì? (Screenshot never lies)

22 Apr

Fai tutta la gavetta, approdi alla tv, conduci una trasmissione comica di successo. Il prossimo gradino è quello di diventare conduttore in programmi di punta di prima serata, come quello musicale in cui i vip si divertono, cantano, ballano, giocano. Sei arrivato. Invece, non si sa perché, ti prende “‘a Malincunia”, quella sensazione di essere un po’ fuori posto, emozione catturata da quella forma di verità che è lo screenshot:

 

Un fondale di giovani che si divertono, teenager scosciate, vip simpaticoni, eppure…

Forse perché magari la trasmissione aveva fatto Furore negli anni ’90, ma adesso sente un po’ il peso degli anni.

Essere al fianco di un’icona della tv commerciale… che faccia fare?

Oppure perché Vladimir Luxuria, Flavio Montrucchio e altri giocano in casa, sembrano più sul pezzo e tu annaspi un po’, nell’inseguirli.

Potreste stare fermi che devo dire la battuta?

A volte, a tratti, c’è la sensazione che il programma potrebbe andare da solo per inerzia, oppure che la strada per essere Amadeus sia ancora lunga da percorrere.

Ma le suddine dove sono?

Allora ci si rende conto che anche il successo ha un suo lato meno spensierato e verrebbe da cantare, con le parole di Aurelio Fierro: Tu si’ ‘a malincunìa ca trase dint’ ‘o core, malincunía d’ammore ca nun mme vo’ lassà.

Ananas Blog

Eccezionale Veramente, i quarti spostati a giugno

5 Apr

A quanto pare la notizia (non del tutto inattesa) è stata ufficializzata. Eccezionale Veramente dopo le 5 puntate di selezione, che su LA7 avevano ottenuto un 1% di share e poco più (di media in prima serata), ha spostato la messa in onda dei quarti di finale a giugno, a data da destinarsi. Lunedì andrà in onda altro. Difficile pensare alla risalita di un prodotto in cui (per fare un esempio tra i più assurdi) Selvaggia Lucarelli ha chiesto a un veterano dalle grandi capacità comiche come Urbano Moffa che mestiere facesse. In quel piccolo episodio c’è tutto: la superficialità, il poco rispetto, la sostanziale inutilità. Il nulla imposto senza motivo.

Occorre dire che c’è stato anche un peggioramento con la sostituzione di Gabriele Cirilli (che ci metteva l’anima essendo suo il format) con Francesco Facchinetti che non è skillatissimo in campo cabarettistico.  Cirilli era stato massacrato di battute offensive da parte di Abatantuono e Ruffini e, chissà perché, proprio quell’azione sottolineava che fosse “persona non gradita”. Altro effetto disastroso è stato il bombardamento di sketch che non hanno più alcun appeal per il pubblico italiano nel 2017.

Curiosamente proprio in questi giorni si registra il sostanziale flop di Classe Z, tipico prodotto della Colorado Film di questi tempi, con comici coloradiani, youtuber famosi, ennesimo esempio di comicità votata solo al business. Ecco se un consiglio si può regalare, è quello di uscire dal business e recuperare un po’ di creatività, poi magari tornano anche i risultati.

Ananas Blog

Comicità e cucina: percorsi paralleli televisivi?

13 Mar

il critico Gastronomico “mascherato” e Blogger Valerio Visintin (da scattidigusto.it)

C’è un parallelo tra comicità e cucina, soprattutto nel rapporto con la tv? Non si sono mai visti così tanti chef e così tanti comici nel piccolo schermo. Anche se la seconda attività è percepita come declinante, la prima è in fortissima ascesa. Quello che una volta era la figura del cuoco ha invaso l’intrattenimento, così come tempo fa il cabaret invase il varietà di prima serata. Ora lo chef fa smorfie in favore di telecamera, diventa personaggio, umilia l’aspirante cuoco, tutto seguendo un copione rigido e uno “scalettone” in cui sai già cosa aspettarti (e per questo rimani incollato al televisore).

Per capire cosa non andasse ai tempi d’oro del cabaret tv, bisognava andarsi a leggere questo blog. Il sistema era destinato a collassare soprattutto per affollamento, sfruttamento e ripetitività, anche se tutti si comportavano come se il periodo aureo fosse eterno. Anche adesso prevale la mentalità di: colpire il cavallo morto finché sputa soldi  (metafora del geniale Bo Burnhman). Allo stesso modo, nel 2017 grondante talent e factual culinari, per capire quali siano le crepe nel mainstream culinario, occorre andarsi a leggere un blog: Mangiare a Milano e seguire ciò che scrive Valerio Massimo Visintin. Visintin è un critico gastronomico che va nei ristoranti in anonimato, quindi nelle sue apparizioni pubbliche si presenta mascherato.

il cuoco fa il comico, parodizzando la finzione di se stesso (da maridacaterini.it)

C’è, tra le altre, la critica ai “Gino e Michele dei fornelli” (Cracco, Bottura, etc.), agli chef stellati che sono quasi costretti ad andare in tv per coprire i costi ingenti e in perdita dei loro esercizi, al fatto sorprendente che la vita media di molti nuovi ristoranti milanesi (che aprono a tamburo battente) è inferiore a un anno. Intanto si registra la quasi scomparsa delle tradizionali trattorie (un po’ come la scomparsa dei locali di cabaret soppiantati da pretenziosi scalettoni simil televisivi). C’è il racconto di un mainstream fatto da chef, produttori, giornalisti, food blogger che si muovono come una massa compatta dandosi ragione a vicenda; la violenza verbale usata nei cooking show che esalta solo la prepotenza… Detto ciò, il blog di Visintin è tutto da leggere. Continua a leggere

I comici della prima puntata di Eccezionale…

25 Feb
Hollywood è lontana (dal sito di immagini gratuite https://pixabay.com/)

(dal sito di immagini gratuite https://pixabay.com/)

Il live della prima puntata di Eccezionale Veramente si trova su Marida Caterini oppure su Tv Blog. Su Ananas pubblichiamo il semplice elenco di chi ha partecipato (per dovere minimo di cronaca):

Tommy Mellone, il duo I Tony Marci, Nicola Pescaresi, Andrea Catani, il trio Le Mosche, il trio I Cubarap, Laura Leo, Davide Messina, Daniele Conserva, Vika Tarkachova, il duo I Fatti Così, Andrea Cataldi, Luca Piazza, il duo Le Dive, Dario D’Angiolillo, Antonio Tirelli, il duo Simo & Robi, Enzo Maggipinto, il duo Antonio & Juri, Ernesto Zappalà, Elyana Peter, Roberto Zambarelli, il duo Macchini e Gallucci, Davide Spadolà, Lino Barbieri, il grande Danilo Vizzini.

Ananas Blog

e se tutto fosse invecchiato in modo irreparabile?

12 Dic
Totò Anna Magnani Mario Castellani

Totò, Anna Magnani, Mario Castellani, l’avanspettacolo, ma erano altri tempi (da Wikimedia)

Forse si sta avverando la previsione di persone che non nominiamo (per non scatenare polemiche). Forse quelle polemiche si scatenano proprio perché quella previsione si sta avverando. Che cosa dice? Semplice: che il cabaret che ha dominato la scena degli ultimi 15/20 anni è diventato obsoleto, un po’ com’è successo (per fare un esempio) al vecchio avanspettacolo (si usciva dalla guerra, c’era voglia di spensieratezza, eccetera). 

Il cabaret un po’ superficiale col comico eterno bambino, i balletti, il ritmo e i bravi presentatori, tutto ciò è arrivato, probabilmente, sull’onda post anni ’90 e sulla tendenza a essere positivi e allegri a tutti i costi. Adesso viviamo tempi molto più cupi. Inoltre, 15/20 anni di cabaret televisivo hanno logorato l’intera scena, laddove tutto ha un sapore di già visto.

Un collega monologhista mi ha detto: “Da quando è arrivata Satiriasi, la richiesta di monologhi è cresciuta notevolmente, il lavoro mi si è triplicato”. Non c’è neanche bisogno di scomodare Satiriasi, sarebbe successo comunque. Il cabaret sottoposto ai modelli superficiali televisivi e alle censure paranoiche (questo in tv non andrà mai!) non è quasi capace di portare un minimo messaggio di contenuto. Continua a leggere

Challenge 4 la prima puntata

5 Dic
Ema Stockholma veglia sul cabaret

Ema Stockholma veglia sul cabaret

Lunedì 5 dicembre 2016, su Rai4 in prima serata, è appena andata in onda la  puntata d’esordio di Challenge 4, sfida comica che fa parte, assieme ad Ah Ah Car, del pacchetto di nuove proposte volte ad attirare un pubblico giovane verso la rete. E’ una sfida tra comicità tradizionale e quella degli youtuber.  Alla conduzione la dj Ema Stockholma. Due palchi: uno patrocinato da Matranga e Minafò e l’altro da Marco Capretti e Santino Caravella.  Vediamo cosa è successo: ospiti Sergio Friscia, Barty Colucci, Angelica Massera, Michael Righini (in agenzia con Francesco Facchinetti). I comici tradizionali vengono definiti “battutari”. Nell’altro palco ospiti: Lilly Meraviglia Gigi e Ross e il Pancho. Matranga e Minafò si definiscono capitani del cabaret (standard del cabaret: “lo sfottò alla conduttrice”), poi un video di Lilly Meraviglia.

Sebastiano Picone direttamente da qualche talent con un buffo travestimento un cd in fronte e chitarrina, poi un video de Il Pancho. Matranga e Minafò: “Due cassaforti si incontrano: che combinazione”. Sfottò alla conduttrice 2, poi il “tormentone”: entra uno vestito da bambino con pupazzetto e fa un gioco di parole. Entra due volte. Video di Angelica Massera sui modi di ridere. Per il cabaret: il mimo interpretato da Piero Massimo Macchini. Un video di Michael Righini. Altro standard del cabaret definito “skeccettone”: i 4 Gusti fanno i drogati. Per il web: Claudio Colica, con “Le coliche” e il video “Fascisti ingenui”. Uno sketch veloce. Matranga e Minafò lanciano lo standard del cabaret “La sporcatura” cioè: entra uno e un altro e si freezano. Lezione di siciliano per Ema: stiamo in piazza diventa “sta minchiazza”.

Web: Casa Surace. Gianluca Giugliarelli il divorziato che fa un pezzo quasi lungo. L’uomo del nord. Video del web. Tormentone 3: L’aquila = Là qui là (un omaggio ai Mammuth?). Kate Masazza (in scuderia con Francesco Facchinetti). Viene lanciato il “Monologo in rosa”: Giovanna Criscuolo che dice una battuta e basta. Poi viene lanciato “il monologo al femminile, la stand up all’americana”:  Michela Giraud su vestiti e taglie.  Video coi Nirkiop (in scuderia con Francesco Facchinetti). La cronaca di Ananas finisce qui (e sono passati appena 40 minuti.

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E se domani? … Cosa ci aspetta nel futuro?

24 Nov
un personaggio del futuro? (dal sito di immagini gratuite https://pixabay.com/)

un personaggio del futuro? (dal sito di immagini gratuite https://pixabay.com/)

Antefatto: ci sono alcuni comici giunti da poco sulla scena (ma non facciamo i nomi) che appartengono a un genere di comicità molto in voga soprattutto all’estero (ma non citiamo il genere). Questi comici, soprattutto uno (non facciamo il nome) provocano reazioni rabbiose, stroncature, insulti, auguri di una brutta fine professionale, reazioni quasi sempre anonime. Andiamo però oltre.

Proviamo a cambiare prospettiva: a chi gioverebbe? Anzi, mettiamo che la cosa sia già successa: il comico tal dei tali e il comico tal altro sono in miseria e friggono patatine nei fast food o nelle sagre. Finiti. Dimenticati. Ci siamo liberati dalla loro presenza ingombrante. Possiamo ragionare sul futuro a mente fredda. Cosa ci aspetta? C’è qualche possibilità di rinnovamento o di cambiamento? Si aprono nuovi orizzonti?

Possiamo notare che si stanno moltiplicando le situazioni di “comparsata gratuita” con l’allargamento della formula “talent” a un numero crescente di format, quindi a sempre più comici. Il meccanismo azzera tutto: il veterano, il professionista messi assieme al neofita (che si esalta e dice: che bella opportunità che mi avete dato) i neofiti arrivano in massa. Saranno sempre di più di stagione in stagione (se continua così). Gente a cui vendere un corso o uno stage? Saranno loro l’indotto? Sarà un cane che si morde la coda e poi se la mangia? Continua a leggere

i comici trattati come bambini (quando cominciò tutto)

7 Nov
un bambino con occhiali scuri

i bambini vanno tenuti all’oscuro (dal sito di immagini gratuite https://pixabay.com/)

Parlando con un comico che va spesso in televisione (ma disilluso dalla situazione generale) a un certo punto è venuto fuori col seguente concetto: “Purtroppo noi comici siamo trattati come bambini”. In effetti è vero anche se non è stato sempre così. Per esempio un geniaccio e talent scout come Enzo Jannacci ha sempre trattato gli artisti da suoi pari, gente con cui collaborare, da far crescere. Andava tutto bene allora, poi c’è stato il punto di rottura.

Cosa significa trattare i comici come bambini? Significa nascondere delle informazioni, tenerli all’oscuro, a volte mentire apertamente allo scopo di ottenere qualcosa da loro. L’obiettivo di solito è: spingerli a creare più sketch possibili, impedire che se ne vadano, mantenerli su un basso livello di autostima e di consapevolezza. Il contrario di questo atteggiamento sarebbero: lealtà, condivisione, creazione di gruppi basati sullo scambio di idee e rispetto della persona.  Così come succede quasi ovunque nelle realtà più sane, cosa che a noi a un certo punto è stata negata.

Facciamo un esempio:  a certuni che hanno fatto il provino per l’ultima stagione di Colorado sono state dette cose tipo “bravo, ci piaci, puntiamo su di te, lavoraci sopra, prepara 10 puntate”. Perché si dicono queste cose? Per cattiveria? Per incapacità? Per disprezzo verso il prossimo cui è meglio mentire? Non si sa, ma il risultato è sempre uno: tenere le persone aggrappate alla speranza, quindi produttive, quindi predisposte a creare idee e sketch che, se va bene, verranno usati e che, se non verranno usati, tanto non protesterà nessuno, quindi chi sta sopra la farà franca comunque. Continua a leggere

Challenge 4 su Rai 4 la sfida comica?

6 Nov
Hollywood è lontana (dal sito di immagini gratuite https://pixabay.com/)

Hollywood è lontana (dal sito di immagini gratuite https://pixabay.com/)

In questi giorni si sta registrando un nuovo format comico per Rai 4 (canale 21 del digitale terrestre) dal titolo “Challenge 4”. Di cosa si tratta? Secondo La Stampa (leggi qui) si tratterebbe di un “confronto tra la comicità dei blogger e quella degli stand up comedian”… “sperimentiamo tra web e social per intercettare i millenials” dichiara il direttore Angelo Teodoli già a capo di Rai 2. I millenial sarebbero i gggiovani con tre g davanti, mentre una sfida tra stand up comedian e youtuber rappresenterebbe la morte della stessa stand up (almeno da parte di chi vi partecipa). Ma come vedremo non è proprio così.

Infatti il format (con a capoprogetto Paolo Mariconda, reduce dal successo di Stasera tutto è Possibile e  artefice di Made in Sud) prevede anche la presenza di comici tradizionali, il tutto con interventi che vanno dal minuto e mezzo ai 30 secondi (insomma, tutti interventi a schiaffo, anche questa sarebbe la rimorte di qualsiasi forma di monologo). C’è una suddivisione in due palchi, uno condotto da Matranga e Minafò (i siciliani di Made in Sud) e l’altro da Marco Capretti e Santino Caravella (i nomi dei conduttori sono presunti, al momento, potrebbero subire dei cambiamenti NDR). Sospendiamo il giudizio su questo format in attesa di vederlo, ma sembrerebbe una cosa che fa scappare i millenial a gambe levate verso Netflix, perché una cosa “datata”.

Potrebbe ridursi a un Eccezionale Veramente  di livello inferiore, senza premi, con meno visibilità, con lo “schiaffo” istituzionalizzato. Oppure un altro gradino per abituare le generazioni, quelle già bruciate e quelle che stanno sbocciando adesso, alla filosofia del talent e del lavoro gratuito e dell’andare in tv saltando tutti i passaggi. Poi invece, magari, Challenge 4 smentirà tutto e queste fosche previsioni e si rivelerà un ottimo programma.

 

Ananas Blog 

L’acquario affollato rende i pesci più nervosi?

29 Ott
un pesce

In fuga dall’acquario? (dal sito di immagini gratuite https://pixabay.com/)

“E’ da un po’ che non andavo a leggermi Ananas Blog, madonna che cattiveria!” Mi scrive uno che, appunto, non leggeva il blog da un po’. “Tutta colpa del fatto che ci sono un sacco di comici e c’è poco lavoro” conclude. In effetti, chi segue i commenti del blog, avrà notato nel giro di poche settimane un aumento dell’aggressività, delle polemiche pretestuose e degli attacchi personali e anonimi a colleghi che, in questo caso, rivestono il ruolo di capro espiatorio (si immagina) mentre le cause del disagio andrebbero cercate altrove.

“No, non ha un secondo lavoro” mi aveva detto un altro. “L’aveva ma non ce l’ha più. Adesso fa questo a tempo pieno ed ricaduto nell’acquario”. L’acquario come metafora della situazione comica colpisce: tanti pesci, troppi, in uno spazio ristretto. Logico che si agitino, logico che vadano a sbattere tra  loro. L’idea che ci sia solo l’acquario fa un po’ paura, l’ideale sarebbe starne un po’ fuori, così che quando ci nuoti non diventa un dramma. Allora vogliamo parlare di quei “pesci” che hanno avvertito il pericolo e che hanno scelto di andarsene a nuotare in acque più libere? Non sono pochi quelli che hanno trovato un percorso alternativo a volte difficile, sofferto, in alcuni casi coronato da successo. Sarebbe interessante raccontare quei percorsi alternativi (io per esempio sto scrivendo per una nota azienda… eccetera, eccetera). Continua a leggere

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