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Laboratori e business raccontati dai protagonisti

21 Dic
Il cabaret è moribondo, chi sarà mai stato?

Il blog ha dedicato molta attenzione al rapporto che esiste tra laboratori Zelig e business. I laboratori vengono presentati “ufficialmente” come una palestra, un luogo dove si provano battute, gag e pezzi. Tutte palle, come hanno capito in molti.

I laboratori sembrano una divisione interna di ricerca e sviluppo di Bananas Srl, i cui costi sono scaricati sul groppone dei partecipanti, i quali ne ignorano le finalità (creare un monopolio, spremere ogni energia creativa, tenere i più in uno stato di sottomissione psicologica e di dipendenza su un lungo periodo).  

Ma a volte le analisi esterne non valgono quanto le parole degli stessi artefici delle politiche Bananifere.  

Prendiamo la “Relazione del Consiglio d’Amministrazione sulla gestione chiusa al 31.12.2008.” (Pagina 19 del documento PDF). La relazione si apre con “Signori soci,” quindi è rivolta anche alla inconsapevole Lella Costa e agli altri inconsapevoli soci Vip… Ma vediamo un passaggio significativo:

La decisione di costituirsi anche come agenzia, di divenire coproduttori televisivi; di creare una serie di laboratori divenuti bacino di utenza di nuovi artisti, ha portato ai risultati più sotto esposti grazie soprattutto allo sforzo di tutta la struttura che ha sempre operato all’insegna del risparmio sia ambientale che economico e alla grande passione per il proprio lavoro dedicando tempo oltre il dovuto.

La scena è tipica: un consiglio di amministrazione che si rivolge ai soci, con la giusta soddisfazione per il bilancio florido e per i risultati ottenuti. Questo è legittimo.

Ma guardiamo bene: nell’attività societaria sia l’agenzia, che la produzione tv, che laboratori sono descritti della stessa importanza nella realizzazione dei risultati (che sono 14.855.781 euro di fatturato, 1.300.023 euro di utile, 9.744.851 euro per “servizi”).

È un momento di grande verità. Ma la verità più grande sta in quell’accenno al risparmio sia ambientale che economico. Ci credo: con centinaia di comici che producono decine di migliaia di ore di lavoro gratuito l’anno!

Il passaggio dedicato alla passione e all’impegno (come se fossero una forma di volontariato), visto alla luce del business che ci sta dietro, costituisce una battuta formidabile.

Questo semplice passaggio chiude il cerchio, rappresenta una prova decisiva, la “pistola fumante” su quella gigantesca opera di sfruttamento della manodopera gratuita (e di desertificazione creativa) che sono diventati i laboratori Zelig.

Certo, la relazione assomiglia maledettamente a quella successiva del 2009, come se fosse stata fatta col copia e incolla, ma si sa: i pezzi comici bisogna provarli più volte prima che facciano ridere davvero.

La Redazione di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

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Quanto vale una quota Bananas?

18 Dic

Dopo aver parlato a lungo dei bilanci Bananas, e dei soci famosi che hanno piccole quote di partecipazione, bisognerebbe chiedersi quanto valgano le  suddette piccole percentuali. Si tratta di qualcosa di marginale, tanto da potersi dichiarare non competenti a parlare delle politiche societarie, oppure costituisce un affare lucroso?

Non ho dati per valutare. Gli unici provengono dagli articoli scritti da Franco Bechis, tra cui uno sulla Gialappa’s: “L’avventura con Gino e Michele è costata qualche migliaio di euro, e rende già benissimo. La quota della Gialappa’s vale, come porzione di fatturato 2008, qualcosina in più di 350 mila euro.”

La Gialappas detiene un 2% di Bananas s.r.l., mentre nel 2008 aveva una piccola quota (non pervenuta) anche in Smemoranda (Gut Edizioni, altra gallina d’oro ginomichelesca). Gut nel 2008 fatturava più di 30 milioni di euro, contro i quasi 15 (14.855.851) di Bananas.

Ora è anche probabile che Smemoranda, pur fatturando di più, sia meno produttiva di Zelig, perché la carta la devi pagare, il tipografo pure, i trasporti anche, non è che gli puoi dire: “Facciamo i laboratori cartacei… vieni a fare 5 anni di Tipografia Off… verresti a fare Stranger in the Camion?…).

Comunque 350.000 euro in un anno (se fosse vero) sono una cifra spaventosa. Se anche la quota Bananas dei Gialappi fosse del 30% e Smemoranda 70% quella zelighiana varrebbe più di 100.000 euro.

Ecco, se fosse così, il principio del “Non sono titolata a parlare di Bananas” espresso da Lella Costa diventerebbe poco credibile. Sarebbe forse anche un incentivo a “chiudere un occhio” perché un conto è un’iscrizione simbolica, una pura testimonianza; un altro è mettere in discussione ciò che ti regala numeri a 6 cifre.

A questo si aggiunge il caso Cortellesi: i 65.000 euro a puntata sono sicuramente meritati, ma rappresentano anche un motivo per non avere troppo da “eccepire”:  se oggi mi schiero in posizione critica verso Bananas, mi brucio la grande opportunità che solo Zelig in prima serata potrebbe darmi un giorno, quando magari decideranno di puntare su di me. La grande occasione non vale solo per il comico che suda e fatica nei laboratori, ma anche per chi è già famoso e che potrebbe essere “consacrato”.

La solita patina grigia che ricopre i “piani bassi” vale anche per chi ha raggiunto l’indipendenza economica e la libertà artistica? Forse…

Roberto Gavelli Amministratore di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno le deve fare)

Lella Costa non concede l’intervista su Bananas

14 Dic
Lella Costa

Lella Costa, contattata tramite agenzia, ci ha fatto sapere di non voler rilasciare un’intervsita sulle politiche Bananas. Il motivo è che, avendone una quota puramente simbolica, non è titolata ad affrontare l’argomento. Anche se, a dire il vero, l’obiettivo era proprio quello di avere un punto di vista “esterno”. 

La motivazione è comunque comprensibile. Inoltre Ananas Blog non è certo una “testata prestigiosa” e l’intervista si presentava (volutamente) con toni polemici verso le politiche Bananas (vedi post riassuntivo). Non insistiamo, tenteremo comunque di contattare gli altri “soci famosi”, sempre seguendo i canali usuali, sempre preannunciando che si andrà a parlare di temi scottanti. Senza insistere in caso di rifiuto. 

Poi uno si fa le sue “fantasie”, magari continua a veder confermata quella patina di grigio che si stende su Area Zelig 51, che è uno dei luoghi più misteriosi d’Italia, legato paradossalmente a uno dei loghi più famosi (un po’ come se la Nutella fosse prodotta in un bunker sotterraneo…)

Roberto Gavelli, Amministratore di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

I motivi per cui Aldo Giovanni e Giacomo dovrebbero…

3 Dic
Aldo Giovanni e Giacomo

Il Blog ha riassunto il “lato oscuro” delle politiche di Bananas s.r.l. e pubblicato un elenco dei “soci famosi”. Dando per scontato che questi soci non siano a conoscenza del sopraccitato lato oscuro, stiamo ipotizzando, per ognuno di loro, i motivi di un eventuale disagio.

Dopo aver parlato degli ipotetici motivi di disaccordo di Lella Costa, Enrico Bertolino, Paolo Rossi, passiamo ad Aldo Giovanni e Giacomo (Cataldo Baglio, Giacomino Poretti, Giovanni Storti) che hanno complessivamente il 3% delle quote di Bananas srl.

1) Come per gli altri c’è un motivo principale: quelle di Bananas sono politiche poco trasparenti, non molto corrette, che tendono a creare una precarietà diffusa e inusuale.

2) Aldo Giovanni e Giacomo hanno fatto una lunga gavetta, ma in un periodo in cui c’erano alternative, in cui per esempio Mai Dire Gol poteva fare da traino alla grande popolarità, al contrario della situazione attuale in cui si pensa che, se stai sulle scatole a Zelig e non hai i pezzi per Colorado (o viceversa), sei finito.

3) E’ difficile immaginare Aldo Giovanni e Giacomo che non danno certezze ai loro collaboratori, che tengono i loro colleghi “sulla corda” per anni e anni senza dare loro risposte. Probabilmente non  farebbero mai cose simili, la ditta di cui sono soci però lo fa. E’ la famosa empatia di cui in questi anni sembrano scomparse del tutto le tracce.

Tutto qui? Sì tutto qui… ed è sufficiente.

Operazione Trasparenza: è una sorta d’inchiesta che vuole cercare di far luce su uno dei luoghi più misteriosi del mondo dello spettacolo: Zelig/Bananas (o se preferite Area Zelig 51). In questo caso si tratta di informare i soci “vip” delle politiche più nascoste di Bananas. In seguito cercheremo di intervistarli uno a uno per conoscere la loro opinione a riguardo.

LEGGI: La mail informativa inviata ai soci Bananas:

All’attenzione di …

Le inviamo questa lettera in quanto socio di Bananas s.r.l.

Ananas Blog (www.ananasblog.wordpress.com) blog di analisi del “sistema comicità” italiano, ha condotto una serie di inchieste Continua a leggere

TV Killed the Palcoscenico Star

29 Nov
Video Killed the Radio Star

Nella lettura del bilancio Bananas 2008 ci sono cose che stupiscono. Non solo la floridezza di un’azienda che ha messo in piedi una formidabile (e per certi versi bizzarra) macchina da lavoro precario, ma anche l’ammissione implicita dei disastri prodotti. Partiamo dal locale in viale Monza 140, tempio del cabaret, palco leggendario, luogo dal “marchio” fortissimo. Dovrebbe avere la gente che si arrampica sui muri per entrare, invece…

“Il risultato finale d’esercizio risulta apprezzabile anche per il contesto economico in cui è maturato, ed il deterioramento dei ricavi dello storico locale cabaret, parzialmente cannibalizzato dalle accennate esposizioni televisive” (dalla: nota integrativa al bilancio Bananas srl 2008, pagina 10)

…e i comici si lamentano pure del fatto che la trasmissione su Canale 5 pagata milioni di euro ha fatto contrarre i ricavi del locale in cui si fa cabaret per qualche centinaio di migliaia di euro… (dall’articolo di Franco Bechis “Zelig fa ridere anche i conti correnti” ).

Cannibalismo: cioè nutrirsi di carne umana, sinonimo anche di crudeltà estrema. Il locale è stato “parzialmente cannibalizzato”, (sembra che poi debbano passare le iene e poi gli avvoltoi a ripulire i resti).

Questa affermazione è un tassello importante nel mosaico che il blog sta cercando di portare alla luce: la crisi del live è stata aggravata sia dalla sovraesposizione televisiva (che non restituisce al live), sia dall’esplosione di lavoro gratuito fatto attraverso i laboratori (che non sono altro che una macchina per produrre pezzi televisivi). Quindi i due fattori sono parte della stessa strategia.

Milano è quasi morta sul live. Lo stesso locale di viale Monza ne subisce le conseguenze (pur avendo un prestigio e un richiamo televisivo che dovrebbe portare gente a vagoni). A rimorchio ci sono alcune considerazioni importanti:

1) il locale Zelig utilizza molte serate per i laboratori (autentica droga da cui l’intero sistema dipende, di cui sembra non poter fare a meno). Nei laboratori gli artisti vengono gratis ricevendo un panino e una birra (voci incontrollate dicono che non ci sia più neanche questo). C’è il risparmio sui cachet e gli spettacoli dovrebbero essere innovativi e pieni di ritmo, eppure il locale perde.

2) Le voci arrivano come un tam tam dalla solita Radio Cabaret: serata con 20 comici e 10 spettatori… big televisivo e locale semivuoto… serata di laboratorio con poco pubblico… eccetera. Sono racconti estemporanei che non fanno statistica, ma danno l’idea dello stillicidio.

3) Se la politica Bananas ha quasi cannibalizzato il posto da cui è “nato” il suo successo, il posto che dovrebbe essere il suo fiore all’occhiello, non c’è da stupirsi che Bananas abbia contribuito a far crollare il live nella sua totalità.

Veniamo da anni di politiche distruttive, di ipersfruttamento, di silenzio informativo.

Questo è il risultato.

Anche in viale Monza 140.

La Redazione di Ananas Blog

 

I motivi per cui Paolo Rossi dovrebbe…

25 Nov

Paolo Rossi

Il Blog ha riassunto il “lato oscuro” delle politiche di Bananas s.r.l. e pubblicato un elenco dei “soci famosi”.

Dando per scontato che questi soci non siano a conoscenza del sopraccitato lato oscuro, stiamo ipotizzando, per ognuno di loro, i motivi di un eventuale disagio.

Dopo aver parlato di Lella Costa, ed Enrico Bertolino, passiamo a Paolo Rossi (che ha un consistente 9% di quote in Bananas s.r.l.). Per quali motivi potrebbe dissociarsi dalle politiche aziendali bananifere?

1) Come sempre perché si tratta di metodi poco trasparenti e non particolarmente virtuosi. Questo è sempre il motivo principale.

2) Vogliamo rievocare i valori della sinistra? In questo periodo gli elenchi di valori in tv fanno anche 10 milioni e passa di spettatori (vedi il successo di Vieni via con me).

3) Paolo Rossi è un grande attore e magari non approva il lavoro di uccisione della professionalità provocato dall’eccesso di laboratori e di lavoro gratuito.

4) Paolo Rossi ha condiviso con altri attori spettacoli collettivi, quando avrebbe potuto fare dei recital “sottofondo di chitarra e voce” e guadagnare molto di più, da solo.

L’Amministratore di Ananas Blog Roberto Gavelli

Defendemos la Tirchieria!

23 Nov

 

Un Campesinos prepara il materiale da portare al laboratorio Zelig di Santa Clara

Nel 2008 l’edizione di Zelig aveva come slogan “Defendemos l’alegria” che se non sbaglio fu visto scritto da qualche parte a Cuba (paese noto per le sue simpatie democratiche).

Lo slogan profuma di quel terzomondismo un po’ fighetto, col cuore all’Avana e il conto corrente all’Unicredit (Buena VISA Social Club oppure Buena Vista Social Golf Club).

Lo slogan era (ed è) anche vagamente orwelliano dato che, causa sovraffollamento e mancanza di risposte, il morale di chi gravita attorno a Zelig è mediamente basso. Sarebbe stato più giusto e più onesto: Incrementamos la Malinconia.

Comunque, dopo aver parlato del bilancio Bananas 2008, bisogna soffermarsi su un dato di fatto: su 14 milioni 855.781 euro di fatturato, c’è un utile di 1 milione e 300.000 euro (e questo sarebbe già un motivo sufficiente per garantire a chi frequenta i laboratori un rimborso spese).

Poi ci sono quasi 10 milioni di euro (9.744.851) che vengono spesi per servizi, “comprese le prestazioni professionali dei soci.”

È un fiume di denaro che non sfiora minimamente quelli che sono i veri consulenti e i veri prestatori di servizi di Bananas srl: i comici. (Vedi articolo: la soluzione perfetta dei rimborsi spese)

C’è un gruppo di persone che fornisce per tutto l’anno una quantità di idee, di pezzi, di battute, di sketch. Lo fa gratis, anzi a proprie spese. Quasi sempre a fondo perduto. Talvolta fai per 2 anni un pezzo e poi ti ritrovi che fanno a Zelig Off qualcosa di simile, senza neanche sapere qual era il tuo lavoro degli ultimi 2 anni (com’è successo a Matteo Marini)

Queste persone in realtà appartengono a una divisione interna a Bananas (questi laboratori li consideriamo un po’ come la nostra divisione “ricerca & sviluppo, come ha dichiarato Roberto Bosatra).

Queste persone sono i veri consulenti di Bananas, sono la vera linfa di un mondo in crisi creativa, quasi incapace ormai di partorire idee proprie, che si è costruito una riserva infinita di materiale a cui attingere (che il sistema scarichi sui comici l’onere creativo è risaputo. Sul blog ci sono esempi illuminanti di questo soprattutto alla voce “testimonianze critiche verso Zelig” . Che esista una “sterilità creativa” dei vertici e degli autori è altrettanto risaputo, da chi conosce l’ambiente, ovviamente e il diritto di cronaca porta a raccontare le specificità dell’ambiente.)

Però queste persone non prendono un euro (dei quasi 11 milioni di euro tra utili e servizi!!!). Hanno solo la speranza di centrare il Superenalotto della popolarità che però, di anno in anno, ha il montepremi sempre più basso.

Allora qual è lo slogan adatto, quello più simile alla realtà? Ovviamente:

Defendemos la Tirchieria!!!

Hasta il blog siempre!

LR

I bilanci di Bananas srl: la gallina dalle uova d’oro

22 Nov
La Gallina dalle Uova d’Oro…

Alcuni dati contenuti in questo post sono già stati pubblicati da Franco Bechis per Libero nel gennaio di quest’anno, vedi l’articolo:

 Abbiamo acquisito lo statuto di Bananas srl e il bilancio del 2008  soprattutto per confrontarli con ciò che il blog ha messo in evidenza fino a questo momento (vedi articolo del 15.11.2010: Ananas Blog: un riepilogo). Partiamo dai dati nudi e crudi:

Nel 2008 il fatturato di Bananas è stato di 14.855.781 euro (contro i 13.744.374 del 2007). Quasi 15 milioni di euro, quasi 29 miliardi di vecchie lire… Non male per chi pretende in modo ossessivo lavoro e creatività gratuita da un numero enorme di comici.

Costo di salari e stipendi: 1.018.865. è un primo dato che colpisce, sempre relativo al fatto che Bananas/Zelig ricorre molto ad energie creative e lavorative esterne. Quale azienda in Italia ha, alla voce stipendi, appena il 7% del proprio fatturato? Bananas in questo può contare su una divisione di ricerca e sviluppo interna che viene fatta passare come palestra per migliorare, in cui si partecipa a proprie spese.

L’utile d’esercizio del 2008 è stato di 1.300.023 euro (contro i 1.094.644 nel 2007). Anche qui non male. Redditività alta. Ma non è solo questo: c’è un dato che colpisce più di tutti ed è il seguente:

Bananas srl nel 2008 ha speso 9.744.851 per “servizi”.

Qui cito Franco Bechis:

“Più di quattordici milioni di fatturato, oltre un milione di euro di utile all’anno. E nove milioni spesi per servizi, comprese le prestazioni professionali degli stessi soci…”

“A dividersi i 9 milioni di cachet e anche gli utili sfornati ogni anno da Bananas ci sono anche i comici. I fondatori del cabaret…” (Vedi post del 16.11.2010: I soci di Bananas).

Insomma, a quanto pare una grossa parte di fatturato (non solo l’utile d’esercizio) viene suddivisa tra i soci e contabilizzata sotto la voce “servizi”.

Non è dato sapere quanti di questi 9.744.851 di euro siano stati percepiti dai soci. Se fosse (che ne so) il 50% sarebbe tantissimo, se fosse il totale della cifra (però si stenta a crederlo) sarebbe clamoroso. Avremmo un’azienda che fattura poco meno di 15 milioni di euro, non spende quasi niente e ha un “dividendo” di 11 milioni di euro.

Al di là di questo Bananas è INDISCUTIBILMENTE una gallina dalle uova d’oro grazie anche al vostro sacrificio.

L’Amministratore di Ananas Blog Roberto Gavelli

I motivi per cui Enrico Bertolino…

19 Nov
Enrico Bertolino

Come scritto nel post precedente, i “soci famosi” non influenzano (si immagina) la linea aziendale di Bananas srl, ma possono partecipare agli utili che sono prodotti anche da quella linea. Dopo aver elencato i possibili motivi di disagio di Lella Costa di fronte alle troppe anomalie zelighiane, parliamo di Enrico Bertolino (2% di quote): perché dovrebbe disapprovarne certi eccessi della politica aziendale di Bananas s.r.l.?

1) In primo luogo (vale per tutti) perché quelli di Bananas nei confronti della “forza lavoro” sono metodi non propriamente corretti e non proprio trasparenti. QUESTO È IL MOTIVO PREDOMINANTE SU TUTTI GLI ALTRI.

2) Enrico Bertolino è stato ideatore e conduttore di Glob – l’osceno del Villaggio, trasmissione di Rai 3 che si occupava anche di mettere in luce gli aspetti più strani del mondo della comunicazione.

Glob era una delle trasmissioni sgradite al Premier, infatti (guarda caso) non verrà più prodotta (vedi intervista:http://blog.oggi.it/news/2010/11/01/enrico-bertolino-altro-che-santoro-hanno-fatto-fuori-me/ ).

Insomma, Enrico Bertolino dovrebbe essere sensibile agli argomenti a favore della trasparenza, sfavorevole alla carenza di informazioni e (quindi) non amare troppo ciò che di poco trasparente c’è in Bananas.

3) Enrico Bertolino si occupa professionalmente di formazione, quindi anche di gestione e di motivazione delle risorse umane. Il metodo di gestione delle risorse di Bananas sfocia nello sfruttamento, nel lavoro gratuito e questo è in evidente contrasto coi principi della formazione.

Parte dell’Operazione Trasparenza consiste nell’informare i soci di ciò che di anomalo c’è nelle politiche Bananas e poi di ottenere un loro opinione (possibilimente tramite intervista). Per il momento li stiamo raggiungendo via mail col seguente testo:

All’attenzione di …(Nome)

Le inviamo questa lettera in quanto socio di Bananas s.r.l.

Ananas Blog (www.ananasblog.wordpress.com) blog di analisi del “sistema comicità” italiano, ha condotto una serie di inchieste Continua a leggere

I motivi per cui Lella Costa dovrebbe disapprovare…

17 Nov

Il Blog ha riassunto il “lato oscuro” delle politiche di Bananas s.r.l. e pubblicato un elenco dei “soci famosi” (vedi link). Ovviamente molti di questi non partecipano alle decisioni, ma possono partecipare agli utili che sono anche frutto di quelle decisioni.

Dando per scontato che questi soci non siano a conoscenza del sopraccitato lato oscuro, proviamo a ipotizzare, per ognuno di loro, quali potrebbero essere i motivi di un eventuale disagio.

Cominciamo da Lella Costa (2% di quote): perché dovrebbe disapprovarne certi eccessi della politica aziendale di Bananas s.r.l.?…

1) In primo luogo perché quelli di Bananas nei confronti della “forza lavoro” sono metodi non propriamente corretti e non proprio trasparenti. QUESTO È IL MOTIVO PREDOMINANTE SU TUTTI GLI ALTRI.

2) Lella Costa è una donna di sinistra, e tra i valori della sinistra ci sono il rispetto dei diritti (su cui Bananas ha un’idea alquanto approssimativa, visto che pratica uno sfruttamento della manodopera gratuita che è inusuale e su larga scala).

3) Lella Costa è una donna impegnata socialmente (attiva anche a sostegno di Emergency) e quindi dovrebbe provare empatia verso gli attori comici trattati da Zelig come carne da macello e privi di diritti, situazione infinitamente peggiore rispetto alla normale precarietà del mondo dello spettacolo.

4) Lella Costa è sicuramente attenta ai diritti delle donne (segnalo il reading “Femminile e Singolare”… Racconti di donne, impegno civile di cui sentiamo l’urgenza) mentre Bananas, nel “buio dei laboratori” riserva un trattamento marginale alle donne, messe quasi in un ghetto e sottoposte a un trattamento autorale quasi sempre al maschile (vedi la testimonianza illuminante contenuta in Una mail da Giulia Ricciardi).

5) Lella Costa è una persona sincera e trasparente. La vedo poco compatibile caratterialmente con l’usanza di occultare la verità, tenere la gente “sulla corda” e non dare mai risposte.

L’Amministratore di Ananas Blog Roberto Gavelli

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