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Comitati per il NO ne abbiamo?

20 Apr
da popolari per l'Italia

da popolari per l’Italia

Comitati per il NO nel nostro ambiente si stanno organizzando? Stiamo parlando del NO al referendum sulla riforma costituzionale (leggi qui) su cui andremo a votare in autunno, sulla quale il Premier Matteo Renzi ha legato il proprio futuro politico. E’ appena  stato archiviato il cosiddetto referendum No Triv, i cui promotori sono stati sconfitti grazie al mancato raggiungimento del quorum, a causa dell’astensione.

Contro l’astensione si era pronunciato il comedian Pietro Sparacino con un efficacissimo video postato su Facebook (vedi qui) e lo slogan “Scegli di scegliere”, che ha raccolto più di 112.00o visualizzazioni. Era intervenuti bene anche Pino e gli Anticorpi con un divertente invito ad andare a votare (vedi qui). Probabilmente sono intervenuti anche altri, c’è stato comunque un serrato dibattito sui social network. La sconfitta del referendum No Triv non significa sconfitta totale del voto popolare. La battaglia importante sarà appunto quella sul referendum costituzionale, in cui si spera che anche i comici si mobilitino.

Quella ruspa sono le politiche europee e la casa in demolizione è lo Stato italiano (dal sito https://pixabay.com/)

Quella ruspa sono le politiche europee e la casa in demolizione è lo Stato italiano (dal sito https://pixabay.com/)

I motivi del NO: anche se l’abolizione del bicameralismo perfetto può sembrare una grande innovazione (abbasso la casta e i suoi privilegi) non lo è, anzi… Combinata a una legge elettorale come l’Italicum consegnerebbe di fatto il potere a una persona sola, coi deputati decisi dalle segreterie dei partiti e un Senato di nominati su base regionale. Insomma: un attacco alla rappresentatività bello e buono. Continua a leggere

alcune iniziative comiche quasi “sindacali”

9 Dic
Stefano Chiodaroli

Stefano Chiodaroli

Stefano Chiodaroli ha aperto un gruppo su WhatsApp, dal titolo “Se li conosci li eviti” il cui tema di discussione è svelato dallo stesso Chiodaroli sulla sua pagina Facebook in data 7 dicembre 2015: ‘Ne fanno parte comici professionisti che hanno la possibilità di segnalare nomi e cognomi di ladri, truffatori, pasticcioni, promoter, organizzatori, padroni di locali da cui hanno preso fregature, o non sono stati pagati. Se imbrogli un artista li imbrogli tutti. Diventerai l’eroe negativo della nostra chat... Preparati a sentirti rispondere: “grazie, ma per quella data sono già occupato “‘. 

L’iniziativa sta riscuotendo un certo successo. Molti comici anche di rilievo ci stanno scrivendo e si sta creando uno scambio di opinioni e di informazioni utili sul tema “fregature”. Qua e là emerge anche il desiderio di affrontare altri problemi del settore (si sa, i bidoni sono di varia natura, anche il mondo della tv ne è pieno), però si tratta di un primo passo, cioè quello di fare qualcosa su un tema che riguarda l’intera “comunità”. 

Eugenio Chiocchi

Eugenio Chiocchi

Altresì interessante è il progetto di Eugenio Chiocchi sulla creazione di un “Albo dei Comici Professionisti”. E’ un’idea in fase di elaborazione il cui obiettivo è semplice: mettere in evidenza chi vive di arte comica a tempo pieno. Un nucleo forte di chi lo fa di mestiere è indispensabile per iniziare a invertire la crisi. Inoltre viviamo una confusione paralizzante: per esempio i professionisti vengono provinati assieme ai debuttanti, creando la categoria unica del “gioco al massacro”, cosa che non è utile a nessuno.

Sulla creazione di un database professionale ci sarà da ragionarci sopra e anche Ananas Blog dirà la sua. L’iniziativa di Chiodaroli e quella di Chiocchi sono quasi “sindacali” anche se non prefigurano la nascita di un sindacato vero e proprio. Però rappresenterebbero un primo passo verso qualcosa di più efficace. Il più grande tabù del settore comico è infatti la creazione di un’associazione di categoria. Appena se ne parla, vengono fuori i motivi per cui è impossibile farla e si viene presi da una strana malinconia apatica. Eppure resta una strada che adesso è necessaria e che presto sarà obbligatorio percorrere per ragioni stringenti di sopravvivenza.

Ananas Blog (Throw down like a barricade)

La volta in cui potevamo salvare la comicità italiana

11 Lug
l'economista Alberto Bagnai ospite di Byoblu.com

l’economista Alberto Bagnai ospite di Byoblu.com

Di Roberto Gavelli

La crisi greca ha messo in evidenzale figure di alcuni economisti molto critici sull’euro. La moneta unica sarebbe una “gabbia” che produce alla fine austerità, recessione, perdita dei diritti dei lavoratori, abbassamento dei salari, deflazione e crescita del debito pubblico. Per approfondimenti si può leggere il blog di Alberto Bagnai, Goofynomics. Non parlando qui di economia, ma di comicità, torniamo a concentrarci sulle vicende del nostro mondo, il quale ha subito una profonda recessione che ne ha depresso la vitalità (e il fatturato) rendendolo un prodotto che, tra l’altro, non è appetibile all’estero, quindi inesportabile.

Se l’Euro (secondo i critici) è la camicia di forza per la nostra economia, quale sarebbe stata la “gabbia” che ha depresso l’economia comica? I lettori più attenti del blog avranno già indovinato (bravi): le false liberatorie. Dal mio punto di vista sono il fattore principale del declino di Zelig, che da allora ha iniziato a “precipitare”, tirandosi dietro l’intero ambiente, quando avrebbe potuto “salvarsi” con poche mosse razionali. Fu deciso di tenere un’anomalia così macroscopica. Roba da matti!

Approfondimenti sul tema sono contenuti nella categorie Reportage Video dietro le quinte dei laboratori Zelig e La presunta scuola di recitazione. Partiamo dalla base con una serie di FAQ:

A COSA SERVIVANO LE FALSE LIBERATORIE? Tecnicamente a due cose: A) evitare che nei laboratori Zelig venisse pagata l’Enpals a chi saliva sul palco, B) evitare che nei laboratori Zelig la Siae venisse corrisposta ai legittimi proprietari. Ricordiamo che i laboratori Zelig sono degli show live con pubblico pagante e che, negli “anni d’oro” producevano 25.000 ore di lavoro gratuito per circa 180 serate l’anno e quasi 3.000 sketch prodotti “a fondo perduto”. Queste cose sono state scritte nel maggio 2010 (leggi qui). Adesso su Facebook c’è stata una riscoperta della cosa, ma solo dopo che il leone Zelig è diventato innocuo. Continua a leggere

A che punto è la riforma Siae/Ananas?

31 Mar
si fa sempre il primo gradino (dal sito di immagini gratuite Pixabay.com)

si fa sempre il primo gradino (dal sito di immagini gratuite Pixabay.com)

Ananas Blog, come tutti gli “attivisti” che si rispettino, non svolge solo un lavoro di critica, ma interviene anche sulle problematiche del settore. Il suo amministratore ha da tempo avviato un progetto di riforma delle tariffe Siae, sui locali che aprono al cabaret per la prima volta (per approfondire leggi qui).

Si tratta di un’iniziativa che vuole incoraggiare l’apertura di nuovi spazi, di nuove “palestre comiche” introducendo una tariffa minima per un certo periodo di tempo. L’obiettivo è anche quello di ripristinare una dialogo con le istituzioni della Siae (che ha visto giungere alla presidenza Filippo Sugar dopo le dimissioni di Gino paoli).

La proposta di riforma è approdata alla Commissione DOR che si è riunita il 20 marzo e, probabilmente, verrà discussa nella prossima riunione prevista dopo Pasqua. Lì potrebbe essere respinta, rimandata, approvata o approvata con modifiche. Negli ultimi due casi bisognerà attivarsi subito per diffondere la “novità” e iniziare a metterla in pratica.

Roberto Gavelli per Ananas Blog (Bisognerebbe imparare come si sta al mondo, ma è molto meglio combatterlo)

Riforma tariffe Siae, ai nastri di partenza il “Lodo Ananas”

19 Gen
si fa sempre il primo gradino (dal sito di immagini gratuite Pixabay.com)

si fa sempre il primo gradino (dal sito di immagini gratuite Pixabay.com)

Capita che un giorno decidi di partire e vai, poiché è “il momento giusto”. Così ho appena avviato presso le sedi competenti la bozza di quello che, circa un anno fa, avevo definito su questo blog il “Lodo Ananas” (leggi qui).

DI COSA SI TRATTA? Di un progetto di mini riforma delle tariffe Siae, per agevolare il cabaret dal vivo e anche per sanare la “piaga” delle false liberatorie (esempio: la serata è frutto d’improvvisazione, quando non è vero). Seguirò personalmente l’iter della proposta presso le sedi istituzionali (stop, modifiche, intoppi burocratici compresi) grazie alla linea di comunicazione aperta coi vertici della DOR.

LE BASI DELLA RIFORMA – il soprannominato Lodo Ananas si applica ai: pubblici esercizi del settore “ristorazione e intrattenimento” (bar, pub, ristoranti, pizzerie) che siano al di sotto di una certa capienza (non più di 200 posti), i quali decidano di programmare per la prima volta la comicità dal vivo. Oppure che non programmino da un certo numero di anni (per esempio: 3). Quindi si parte dal basso, dai piccoli luoghi che da sempre costituiscono l’humus della comicità (in Italia ormai falcidiati). Continua a leggere

“Riso fa Buon Sangue” paga la SIAE ai concorrenti!

4 Set
una locandina del tour RFBS

una locandina del tour RFBS

Il concorso Riso fa Buon Sangue 2014 si è concluso il 23 agosto a Rosolina Mare con la vittorio di Maurizio Bronzini. La tournee prosegue anche nel mese di settembre con alcune serate di piazza (qui la pagina Facebook). Insomma RfBS, oltre a diffondere la donazione del sangue, riesce a pagare anche un po’ di cachet a comici e conduttori e ospiti in un momento di grave crisi del live.

La novità è che, grazie all’interessamento del fondatore Enrico Cibotto, Riso fa Buon Sangue ha iniziato a pagare la SIAE anche ai concorrenti del concorso (ovviamente a quelli che si esibiscono con pezzi depositati). Ciò è stato possibile grazie al reperimento di un documento ufficiale in cui la cifra SIAE era calcolata con un criterio di “proporzionalità”. La cosa è raccontata nel post una rivoluzione Siae : arriva la “sentenza Bosman” del cabaret? .

Veramente sarebbe scontato pagare la SIAE in modo proporzionale. Veramente sarebbe scontato pagarla a chi di dovere. Siamo in Italia, paese stranissimo in cui i comici sono stati sottoposti alla più grande operazione di “liberatorie farlocche” mai vista forse nel mondo occidentale. Enrico Cibotto ha dimostrato come si possa regolarizzare facilmente la questione. Qui un documento: Continua a leggere

Autori da ridere

3 Set
l'immagine di Autori da Ridere

l’immagine di Autori da Ridere

Autori da Ridere (vedi qui la pagina Facebook) è un’iniziativa nata per volere di Daniele Giakketta, autore tra l’altro della trasmissione Ottovolante (Radio 2) e di SCQR (Comedy Central) e di Christian Generosi, metà del duo I Sequestrattori e autore  comico a sua volta (anche lui ha cofirmato SCQR). Mail di contatto: autoridaridere@outlook.it. Scopo di AdR è:

“Autori da ridere” è un servizio rivolto a tutti i cabarettisti e gli attori comici che hanno la necessità di realizzare testi adatti alle loro esigenze e, naturalmente, al loro stile. “Autori da ridere” fornisce monologhi, sketch e battute inedite “su misura” per il cabaret, il teatro, la radio e la televisione. Inoltre revisiona e migliora materiale già esistente.

Daniele Giakketta racconta com’è venuta l’idea: nella professione di autore capita spesso di ricevere richieste di “piccole collaborazioni” (per esempio adattare o battutizzare uno sketch) che spesso vengono accantonate poiché ci si dedica a progetti più importanti o perché si prediligono collaborazioni più “approfondite” con un singolo comico. Perché allora non unire le forze e ufficializzare questo tipo di lavoro? Magari non escludendo in futuro, di attirare altre professionalità autorali.

“Autori da Ridere” è un’idea interessante anche perché rimarca che scrivere sketch e battute è un’attività che può e che dovrebbe essere retribuita, anche in opposizione alla marea di battute che vengono scritte “aggratis” sul web magari solo per appagare il proprio ego, ma di fatto inflazionando in maniera stucchevole il mercato e rendendo tutti dei dilettanti. Ananas Blog aveva proposto tempo fa di creare un collettivo professionale (leggi post) quindi ben vengano iniziative simili.

Ananas Blog (Long May You Run)

Salviamo la Corte dei Miracoli!

21 Lug
il logo dell'evento

il logo dell’evento

Chi è Renato Converso? Che cos’è la Corte dei Miracoli? Il primo è un cabarettista di lunga esperienza, “maestro” di tanti altri che sono cresciuti grazie anche a lui; il secondo è un locale storico di Milano, palestra per molti talenti comici, di cui proprio Renato è stato ed è l’animatore.

Giunge notizia che la Corte dei Miracoli sia a rischio chiusura per motivi che possono sembrare quasi evidenti: è in corso la tendenza dei locali (cioè gli unici luoghi in cui la comicità possa davvero crescere) a scomparire. Milano è stata particolarmente colpita negli ultimi 15 anni.

Renato Converso ha lanciato la seguente iniziativa: Un MIRACOLO per La Corte dei Miracoli Cabaret di Renato Converso
CARI AMICI che avete riso e vi siete emozionati per 30 anni anni insieme a noi. AIUTATECI a tenere in VITA questo piccolo grande TEATRO non politicizzato e aperto a tutti che ha aiutato a crescere grandissimi artisti Con un piccolo contributo potete SALVARCI” (qui la pagina Facebook).

Ananas Blog appoggia pienamente il progetto, senza entrare troppo nel merito: c’è una persona che ha dato “tanto” e che sta chiedendo “qualcosa”. Oggi stesso, in quanto amministratore del blog, aprirò il portafogli e farò una donazione. Invito anche gli altri a fare altrettanto. Qui le istruzioni:

“Basta recarsi in una tabaccheria/lottomatica e fare la vostra LIBERA OFFERTA sul NUMERO DI CARTA della Corte dei MIRACOLI (riferendo il codice fiscale qui sotto riportato)
PostePay n°: 4O23 6OO9 O177 31O3
CF: CNV RNT 52A01 H579 S”

Roberto Gavelli Amministratore di Ananas Blog (Long May You Run)

… cosa aspettate ad agire?

11 Lug
La desertificazione era prevedibile (dal sito di immagini gratuite Pixabay.com)

La desertificazione era prevedibile (dal sito di immagini gratuite Pixabay.com)

Ricevo l’ennesima lamentazione sul lavoro che non c’è. Assisto all’ennesima lamentazione pubblica sul lavoro che non c’è. Vengo a conoscenza dell’ennesima situazione precaria o disperata, anche (o soprattutto) per il lavoro che cala sempre di più.

“Ci sono poche serate” è il succo del discorso, anche se c’è poco in generale. Ma le serate sono il motore di tutto. Alla fine si va in televisione per quello, no? Sono la benzina nel motore del comico.

Rispondo, commento, considero che l’attuale situazione era facilmente prevedibile già quattro anni fa, in pieno delirio comico cabarettistico. Aggiungo che certe situazioni sono state anticipate da Ananas Blog, scritte, analizzate, alla nausea. E’ innegabile, sono cose risapute, non c’è alcun compiacimento. Manco l’antipatia del “Io l’avevo detto”. Continua a leggere

una rivoluzione Siae : arriva la “sentenza Bosman” del cabaret?

26 Giu
dopo il calcio viene rivoluzionato il cabaret? (dal sito di immagini gratuite Pixabay.com)

dopo il calcio viene rivoluzionato il cabaret? (dal sito di immagini gratuite Pixabay.com)

Si calcola l’importo in forma proporzionale, valutando i minimi d’uso dell’opera registrata del singolo artista...” Queste semplici annotazioni a margine di un documento Siae potrebbero costituire per la comicità italiana quello che è stata la Sentenza Bosman per il calcio (leggi qui) cioè un “documento” in grado di far cambiare lo stato delle cose, da usare per qualsiasi controversia futura.

LUOGO: Serata di cabaret in piazza con 3 comici che si alternano sul palco, tutti con uno loro spettacolo depositato, che fanno un 20 minuti a testa (giugno 2014). Documento di cui una copia è pervenuta a questo Blog.

PREMESSA: Ananas Blog da anni ha messo i riflettori sul problema cronico della “falsa dichiarazione” e della “falsa programmazione”: la Siae non viene “attribuita” correttamente, per giustificare questa anomalia si fanno firmare liberatorie fasulle o farlocche (tra l’altro è un reato, baby NDR). Questo è un problema.

Parallelamente può succedere che le Siae sul territorio  chiedano i minimi d’uso interi per ogni artista, anche se fa solo 5 o 10 minuti. Per esempio nella serata di cui stiamo parlando, la cifra pagata è di 330 e rotti euro (che è stata divisa per 3), ma l’organizzatore avrebbe potuto vedersi recapitare una richiesta di quasi 1.000 euro (330 x 3). Questo è un altro problema. Continua a leggere

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