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Un format radiofonico unico nel suo genere

25 Nov

Logo di MPC su Mixcloud

Partendo da un titolo shock che non dovrebbe concedere dubbi (Musica per chiavare) parliamo di un esperimento radiofonico audace che sta funzionando e che si sta guadagnando fama di trasmissione cult.

MPC è condotta da Alex Sabetti e Nicola Vicidomini (coautrice Deborah Farina) e va in onda su Radio Elettrica al mercoledì dalle 21.15 fino a quasi mezzanotte. Siamo passati oltre il giro di boa della prima stagione ed è arrivato il momento di fare un bilancio che è assai positivo.

La trasmissione è completamente improvvisata e Nicola Vicidomini  ha saputo creare quel clima sia goliardico che visionario, il quale coinvolge gli amici che partecipano divertendosi. Fin qui si sono sentiti: Nino Frassica, Fabrizio Biggio, Stefano Disegni, Lino Patruno, Fulvio Abbate, Valerio Lundini, Carmine Del Grosso, Jason Piccioni, Antonio Zequila per citarne alcuni. Il cast fisso invece è fatto da inviati o presunti tali:

Franco Vichi (Unione tra consanguignei), Gianni Resta (Pietro Mozzi, Momento Sentimental e Playboy Eligio Rondelli) Nicola Leugio (Angolo del Fedifrago e momento associazionismo) Lorenzo Procacci Leone (Borsette e Borseggi, Lettere dal Penitenziario, Dinamitardi senza rimorso e prof.Salvatore Offenbach – interpretazione dei sogni) Jiurij Mascherpa (il pezzo della settimana) Nicola Procopio (L’esibizionista della Sila) Giangi Roncato (il Satanista felice creatore di una nuova religione) Francesco Puma (Maestro di seduzione) Claudio Vietnam re delle notti romane (presenza fissa in studio). 

Qui su Mixcloud la puntata del 13.11.2019 dedicata al grande Fred Bongusto. Ascoltabile anche embed alla fine di questo articolo.

Cosa è esattamente la Musica per Chiavare?

In primo luogo è l’asse portante della trasmissione ed è di qualità eccelsa tanto da renderla unica. Presa integralmente dalla rara collezione di vinili di Nicola Vicidomini, si tratta di quel filone di grandi musicisti e compositori, spesso sottovalutati o dimenticati che hanno (anche) fatto grandi le colonne sonore del nostro cinema (vedi Piero Umiliani, Piero Piccioni, Bruno Martino, passando per il jazz e altro ancora) su cui svetta la stella fulgida di Fred Bongusto.

Non a caso il pezzo d’apertura è sempre il capolavoro “Carissimo maestro di Padova” 

Perché si ride e tanto  

Con MPC mi capita davvero di ridere come un pazzo. Secondo me il segreto sta nell’affrontare temi scottanti con grande naturalezza, senza andare mai sopra le righe. I personaggi e le situazioni potrebbero anche essere vere. Per esempio il Sentimental, cioè: l’accoppiamento con animali, ci viene raccontato da un imprenditore agricolo amico di Oscar Farinetti il quale ci tiene a precisare che l’animale è sempre consenziente.

Anche l’unione tra consanguinei, per chissà quale miracolo, è esilarante, raccontata con distacco e usata come pretesto per lunghe divagazioni musicali di nicchia. L’interpretazione dei sogni è spiegata con simboli che sembrano non centrare nulla (la matita è la madre) oppure che potrebbero anche essere veri. L’associazione delle associazioni annovera gli odiatori di Mario Tessuto e tante altre che, forse, esistono davvero.

L’elenco delle cose divertenti è comunque lungo.

Per concludere diciamo che Musica per Chiavare funziona, fa ridere e ha la musica con un tiro pazzesco. Merita di proseguire per altre stagioni. 

Ananas Blog 

La comicità può avere un futuro grazie ai podcast?

18 Nov

I Podcast, format audio che possono essere scaricati in file mp3, rappresentano un fenomeno in forte crescita, per tanti motivi, tra cui soprattutto la facilità di fruizione e ascolto. Uno dei segnali di incremento è stato il recente Festival del Podcasting (Milano 9/10 ottobre 2019) che ha visto un interesse e una partecipazione davvero ampi. Un altro segnale è il fatto che anche famosi youtuber si stanno spostando sul podcast, spesso in semplice versione audio dei video (Come fa per esempio Alessandro Masala di Breaking Italy o Rick Dufer con Daily Cogito). In effetti un video è più impegnativo, non lo puoi guardare facendo jogging, andando in bici o in auto.

Insomma “Video killed the radio star”, canzone profezia degli anni ’80 non si è mai realizzata. 

Quello che interessa a questo blog, in realtà è più rivolto alle potenzialità del podcast a favore della comicità italiana e quali siano le realtà più interessanti nel settore “Comedy”. In questo viaggio ci farà da guida Maria Chiara Virgili, apprezzata podcaster col suo Avrei qualcosa da dire. Maria Chiara lo definisce: “un mix fra comicità all’ordine del giorno (in sostanza dico tutto quello che gli altri pensano ma non dicono) ed esperienze di vita vissuta in chiave più seria!”  

Logo di Avrei Qualcosa da Dire Show

Avrei qualcosa da dire è pubblicato sulla piattaforma Spreaker. Si può notare accanto ad alcuni file la scritta in rosso “explicit”. Significa che il podcast ha contenuti (tipo parolacce) non adatti ai più piccoli. Anche se, come vedremo più avanti, c’è chi sfida queste convenzioni e non mette alcun avvertimento. Da Spreaker un podcast può essere condiviso sulle piattaforme più importanti. Citiamo le principali:

iTunes Podcast/Apple Podcast, Spotify, Google Podcast per gli utenti Android… ma anche Stitcher, Sound Cloud, YouTube e tutti gli altri podcast catcher come Castbox, Overcast e chi più ne ha più ne metta! Sono tantissimi servizi!”

In questo “mare” ci focalizziamo su alcuni podcast di genere comedy tra quelli suggeriti da Maria Chiara Virgili. Partiamo dalla tanto in voga Stand Up Comedy.

Daniele Fabbri:

Daniele Fabbri lo possiamo definire stand up comedian della prima generazione, avendo fatto parte del nucleo iniziale di Satiriasi.

Si è sempre distinto per la creatività e lo spirito innovativo. Non a caso è diventato un apprezzato podcaster col suo Contiene Parolacce. Lo stile è quello irriverente (uno dei titoli più significativi: “Il popolo esasperato? Scopasse di più!”)

Come accennato sopra, c’è la possibilità di certificare il contenuto con la scritta “explicit”, cosa che Daniele Fabbri si rifiuta di fare, rischiando di suo che orecchie innocenti possano ascoltare cose inenarrabili. Continua a leggere

Vicidomini, Cochi e il passaggio di testimone della “follia”

12 Apr

Nicola Vicidomini col Maestro Cochi Ponzoni

I tempi d’oro della follia creativa comica che sfocia in genialità, nel nostro paese, sono legati ad alcuni nomi riconducibili alla “scuola milanese” tra cui spiccano Iannacci (come padre spirituale e direttore artistico), Cochi e Renato, Felice Andreasi, Lino Toffolo e, perché no, Mario Marenco, cresciuto alla corte di Arbore, ma unito agli altri dalla stessa “fattanza” gioiosa e surreale. Marenco ci ha lasciato da poco (qui un esempio della sua genialità, la poesia Sfranta) creativo fino all’ultimo in un contesto che l’aveva sostanzialmente reso marginale.

Ricordando il passato, ci si chiede chi, ai nostri giorni, ne porti avanti il testimone. Un testimone viene dato di persona a chi farà altri scatti in avanti e, in questo senso, qualcosa è successo. Nicola Vicidomini (vedi Pagina FB) porterà il suo nuovo spettacolo (Fauno) al teatro Vascello di Roma il 28 aprile, 11 maggio e 26 maggio. Per l’occasione Nicola sta facendo telefonate in diretta agli amici che vengono pubblicate su Facebook. Tra gli altri Maurizio Milani, Emanuele Salce, Nino Frassica, Francesco Scimemi, Cochi Ponzoni. Proprio quest’ultimo compie un “passaggio di testimone”. 

Qui la telefonata Cochi/Vicidomini.

Cochi attribuisce all’amico il titolo di “magister della follia” e riconosce solo due eredi della tradizione gloriosa del passato: Maurizio Milani e appunto Nicola Vicidomini. dice che ci sono cose interessanti, che sono come dei “lampi”, ma gli unici restano loro due. La conversazione è interessantissima anche per gli aneddoti su Jannacci, Cochi e Renato, Andreasi e via discorrendo, un mondo che è ancora vivo e attuale. E che adesso (sappiamo) ha dei continuatori.

Consigli per gli acquisti: esistono due artisti caratterizzati (l’uno) da una scrittura surreale degna o anche superiore a quella di tanti comedian internazionali, dove Codogno può essere la metafora di qualsiasi luogo alla periferia di qualcosa, quindi comprensibile a tutti e (l’altro) con elementi linguistici e visionari che vanno anche oltre ciò che è stato sognato dai “folli” del cabaret italiano, ma inseribile nel filone della comicità degli eccessi che gode di estimatori in tutto il mondo… 

Detto ciò: non è che qualche piattaforma innovativa tipo Netflix fosse interessata a cogliere al volo l’occasione? Tipo una roba da produttori illuminati?…

Ananas Blog

Tobuki, la Guida agli Spazi Teatrali 2019

20 Feb

La cover della Guida agli Spazi teatrali 2019

E’ uscita Tobuki la Guida agli Spazi Teatrali 2019 realizzata da Tom Corradini. Avevamo parlato della prima edizione della guida uscita l’anno scorso (leggi qui). In questa edizione non viene riportato nel titolo  la dicitura “Teatro Off”.  

“Cambiano formato  e contenuti, ma rimangono inalterate le sue finalità: essere un supporto per compagnie, operatori e professionisti del settore… Non solo più una guida esclusivamente dedicata ai cosiddetti teatri off , ma una pubblicazione più inclusiva, dedicata a tutti gli spazi teatrali interessati ad essere centri performativi aperti a nuove proposte di programmazione.”

Vediamo i contenuti della guida:

“140 spazi teatrali italiani e della Svizzera Italiana con contatti della direzione artistica, tipi di spettacoli ricercati, schede tecniche, costi di noleggio, opportunità di alloggio per le compagnie ospitate e tante altre informazioni utili per chi si occupa di distribuzione e produzione teatrale. L’edizione 2019 contiene anche un breve elenco di festival teatrali con contatti e informazioni sui periodi di iscrizione.”

“Il Formato Kindle della guida. Contiene le foto e link attivi degli spazi ed è possibile leggerla su qualsiasi dispositivo (ipad, computer, cellulare) grazie al software Kindle che Amazon mette gratuitamente a disposizione.” 

In parallelo c’è la nascita di un blog dal titolo omonimo: Tobuki – Teatro Senza Confini (vedi qui) “Un sito dedicato alla produzione teatrale e alle arti performative. Per vedere il mondo del teatro da dietro le quinte e per aiutare chi si occupa di teatro a livello professionale.” 

Punta molto sulla concretezza, è’ online da poco e merita tutto l’interesse suggerito da questo blog che, invece, sembra quasi ci sia da sempre 😉

Ananas Blog 

Il Trioreno: 3 ragazzi geniali di Bologna

4 Feb

Il Trioreno (dalla pagina FB di Bob Messini)

Ci sono vari modi di scoprire qualcosa, per esempio quando qualcuno di influente te la segnala. E’ successo a molti recentemente col gruppo comico Trioreno, che sono stati citati da Natalino Balasso nel suo formidabile Discorso di Capodanno 2019, (minuto 13.15) con le seguenti parole: “C’è stato un trio di comici a Bologna. Si chiamava Trioreno. Erano geniali, per questo non senti parlare di loro e continui a sentir parlare di Boldi e De Sica. Il Trioreno aveva dipinto lo spirito della nazione attraverso piccole cose, ad esempio attraverso la lettura dei segnali stradali…

Balasso cita appunto lo sketch dei segnali stradali, visibile anche su Youtube:

Quello che stupisce (il video è del 1988) è il ritmo, l’energia con cui vengono smontati i luoghi comuni, con un meccanismo di call and response (botta e risposta) che in musica è tipico del blues e che nel Trioreno (qui sta il genio) viene riportato alla comicità e fa ridere tanto, tantissimo.

Per tornare alle origini, la storia del Trioreno è semplice: formato dai bolognesi Roberto Onofri, Marcello Foschini, Roberto (Bob) Messini, con l’aggiunta di un autore dietro le quinte (Mario Giorgi); la loro carriera è cominciata vincendo il Festival di Loano nel luglio 1987, che ha spalancato loro le porte alla partecipazione a Drive In (stagioni 1987/1988).

Qui ricordo bene che, ai tempi, guardando Drive In la genialità del Trioreno era evidente, anche se un po’ penalizzata da un minutaggio troppo breve e da una scaletta che accumulava gag una via l’altra. Invece in ciò che è caricato online si intuisce quale può essere l’energia sprigionata dal Trioreno dal vivo. Qui un altro sketch notevole, dal titolo “Professore”.

La visibilità post Drive In ha portato ad alcuni anni di lavoro intenso. In seguito il rapporto con la tv è stato un po’ discontinuo. Citiamo: “Fate il vostro gioco” (Rai 2, 1988), Europa Europa (Rai1 2 1989 e 1990) Roxy Bar (1994) Colorado Café (2006).

Come ci ha raccontato Bob Messini, i ragazzi bolognesi del Trioreno non avevano l’idea di come si gestisca o si sfrutti il successo; di come ci si venda o si monetizzi al meglio. Ingenuamente pensavano che il mondo dello spettacolo non fosse composto al 10% di “arte” e al 90% di pubbliche relazioni.

Però la buona notizia è che il Trioreno c’è ancora, non si è mai separato. Un po’ come certe band che non si sciolgono e che sono sempre in odore di reunion. Non tanto tempo fa c’è stata la realizzazione di “Triage” una trilogia di corti teatrali. I tre stanno seduti e usano ritmi più lenti, non per perdita di energia, ma per scelta artistica.

Picasso ha detto che “I mediocri imitano, i geni copiano”. I ragazzi del Trioreno sono dei geni e non hanno neanche copiato… alla faccia di Picasso! 

Ananas Blog

Scapezzo finalmente online!

28 Nov

un fermo immagine plastico di Nicola Vicidomini in Scapezzo

Nicola Vicidomini ha appena caricato su Youtube il video del suo leggendario Scapezzo, spettacolo teatrale oltraggioso, che è stato ritirato dal live soprattutto per non dare una sensazione di riempimento e di dejà vu (in attesa di Fauno, il prossimo atteso spettacolo) quindi la fruizione su Youtube è l’occasione per chi se lo fosse perso di gustare questa singolarissima opera teatrale

Qui il video su Youtube: (si consiglia visione in full screen). Oppure nella finestra qui sotto:

Abbiamo approfittato dell’occasione per fare qualche domanda a Nicola Vicidomini. La conversazione è avvenuta in modo informale via telefono: 

Perché hai rilasciato Scapezzo su Youtube?

Dopo tre anni di sold out ho deciso di non replicarlo, così ho regalato al vento la ripresa realizzata nella Stagione 2016/17, tuttavia dal vivo rimane un‘esperienza che nessun video potrà mai restituire. Il mio linguaggio sta andando oltre, evidenza riscontrabile già in Veni Vici Domini, show di transizione e successo di pubblico la scorsa stagione.
Ora sto lavorando a Fauno, visione satanica. Debutterà al Teatro Bellini di Napoli il 6 Aprile 2019 per poi riapprodare al Vascello a cui sono molto legato.
Continuare a dipingere la stessa tela non mi riguarda. Me ne fotto del consenso. Mi annoia. Spero sinceramente di perdere un po‘ di pubblico attraverso questa nuova proposta.

Vuoi parlare del tuo libro “il nuovo libro di Piero Angela”?

Sta vendendo bene, sopratutto a Milano e Roma. Ultra Castelvecchi ha finalmente lanciato una collana che racchiude il meglio dell‘umorismo italiano del presente e del passato intitolata Veni Vidi Risi, magistralmente diretta da Stefano Sarcinelli: Marenco, Andreasi, Paolantoni, Luporini… Sono in ottima compagnia e con un libro esilarante.

C‘è qualche stand up comedian che ti piace? Continua a leggere

Finalmente sono arrivati I Topi!

8 Ott

I Topi di Antonio Albanese (da TvZap, link sull’immagine)

Difficile entusiasmarsi guardando una serie tv italiana, difficilissimo ridere di gusto, ancora più arduo è trovare uno stile originale di scrittura – regia – recitazione in un settore dove si produce poco e in cui quel poco che si produce è spesso una pallida copia dei format d’oltreoceano.

Invece il miracolo si è realizzato con I Topi, serie tv di Antonio Albanese che ha esordito sabato 6 ottobre in prima serata su Rai 3 (disponibile in anteprima su Rai Play vedi qui): che ha totalizzato 1.745.000 spettatori e un 7,9% di share, risultato ottimo a dimostrazione che la qualità può pagare. Su Twitter c’è stato un plebiscito in cui quasi tutti gli utenti hanno riconosciuto la genialità della cosa. 

I Topi racconta la vita dei mafiosi da un punto di vista dei latitanti (qui la trama su TvZap), costretti a nascondersi in cantine, cunicoli, tunnel e passaggi segreti, insomma un’esistenza assurda e poco invidiabile, quasi a smontare il mito del criminale pieno di soldi che vive nel lusso (magari nel bunker ma con le maniglie d’oro e i soldi in Svizzera). E’ proprio caricando questa situazione, portandola a livelli estremi che la serie tv funziona. Quello che se ne ricava è una sensazione di miseria umana e di sfortuna quasi fantozziana che rappresenta una vera satira/parodia del mondo mafioso. 

Si ride molto, quindi, per le situazioni caricate a mille (come gli incontri sotto le tombe o nel frigo per le pellicce) e questo è dovuto all’aver azzeccato il tono giusto già a livello di “progettazione”.

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“Spassolini” la trasmissione “on radio” sulla comicità

24 Set

Chiara Galeazzi on air con Spassolini

Segnaliamo la nascita di un format radiofonico unico nel suo genere: Spassolini, condotto da Chiara Galeazzi (già autrice di CCN su Comedy Central con Saverio Raimondo), in onda su Radio Raheem (vedi qui) radio che trasmette online dai navigli milanesi in audio e video.

Spassolini ha la pretesa, la voglia, la passione di analizzare la comicità, cosa potenzialmente noiosa e che potrebbe ammazzare la comicità stessa. Così come viene spiegato nella “metafora della rana” raccontata nella puntata d’esordio (Qui il podcast della prima puntata) andata in onda mercoledì 19 settembre 2018 dalle 17 alle 18. “Però chi se ne frega”, sembra dire Chiara, “analizzo lo stesso”.

Nella prima puntata si è parlato principalmente di quegli spettacoli che trattano temi non proprio comici (vedi per esempio la malattia e la morte) e di come uno spettacolo possa in certi momenti diventare addirittura “serio” rinunciando alla battuta fine a se stessa. Come “Nanette” della comedian Hannah Gadsby, o “Annihilation” di Patton Oswalt.

Poi c’è stato spazio per il ritorno sulle scene di Louis C.K., dopo lo scandalo delle molestie sessuali masturbatorie che l’aveva travolto. Solo qualche accenno all’Italia (che ci sia poco da dire?).

Chiara Galeazzi conduce con uno stile sarcastico, colto, ironico ed estemporaneo.

Si può dire che Spassolini sia un format unico nel panorama italiano e, comunque… Lunga vita alla rana!

Ananas Blog 

Ambaradan: il clown è vivo e lotta con noi

9 Mar

Una delle produzioni targate “Ambaradan”

Nella comicità sembra esserci una lotta a distanza tra il cabaret tradizionale (che potrebbe assomigliare al centro destra) e la stand up comedy (che sarebbe antisistema come i 5 Stelle) per il resto il quadro è un po’ frammentato, però resiste ancora il clown, la comicità visual, il cosiddetto “non verbale”.  Questa forma di comicità non vive solo nella gabbia dorata dei talent, con le facce stupite de giudici tipo Frank Matano o Teo Mammuccari (poi dopo esce il cantante lirico e  poi il ginnasta).

Esistono anche realtà produttive in cui la clownerie non è solo un’esibizione di bravura, ma diventa il mezzo per raccontare qualcosa. Questo ci tiene a sottolineare Lorenzo Baronchelli di Ambaradan  (qui il sito):

“…la comicità è il mezzo che serve a raggiungere il fine ultimo: attraverso clownerie, teatro di strada, musica, arti circensi, ma anche teatro per ragazzi, animazioni, corsi e laboratori, Ambaradan dà vita a spettacoli d’eccellenza, partecipa e organizza festival e rassegne… Il progetto artistico nasce con l’intenzione di esplorare la comicità attraverso la sinergia tra le diverse arti dello spettacolo, e attraverso l’aspetto prettamente visuale del linguaggio utilizzato.”

Tutto ciò si può dire sia passato anche dagli Slapsus, il gruppo che faceva comicità visual  e che ha avuto vari passaggi a Zelig  (con il nuoto sincronizzato) tra 2008 e 2010. Degli Slapsus sono in Ambaradan Lorenzo Baronchelli e Pierangelo Frugnoli (gli altri erano Michele Cremaschi e Manuel Gregna).

Ambaradan è parte del progetto Itinerere (qui il sito) Collaboriamo tra di noi e con il territorio nella convinzione che l’impresa culturale per sostenere se stessa debba fare rete e contribuire a vivificare le macro-reti a cui essa stessa appartiene.” Promo di alcuni spettacoli: Rockquiem. Frankenstein Kabarett. The Tamarros.

Stavamo dicendo? Ah, che il clown è vivo, rimane una nicchia, ma lotta assieme a noi.

Ananas Blog

CIMENA, il primo film “postumo” di Salvo Spoto

5 Feb
Salvo Spoto

Salvo Spoto sul set di CIMENA

Salvo Spoto, siciliano trapiantato a Milano ha dei trascorsi anche intensi nel campo del cabaret, sia come comico che come autore. Da un po’ di tempo, però, ha cambiato registro professionale passando con successo al settore sempre più popolare del food, nel ruolo di talent manager (presso l’agenzia Realize Networks). Tra l’altro è collaboratore del famoso chef  Bruno Barbieri e di altri professionisti che ruotano attorno a trasmissioni come Bake Off e Masterchef.

Detto ciò, vogliamo focalizzarci su un interessante progetto creativo di Salvo, vale a dire il docu-film “CIMENA – il mio primo film postumo” (qui la pagina Facebook) si tratta di un lungometraggio di 53 minuti, basato su diversi piani narrativi in cui, per prima cosa, si immagina che il regista sia appena deceduto e che quello che vediamo sia il risultato degli ultimi mesi di interviste in giro per la Sicilia.

Il film infatti “è dedicato a tutti quei siciliani che sognano di fare il cinema come attori, come registi o scrittori.” E vuole anche essere “un silenzioso omaggio ad un grande regista (Giuseppe Tornatore) che ha fatto sognare il mondo con Nuovo Cinema Paradiso, opera che quest’anno compie trent’anni dalla sua realizzazione.”

Il logo di CIMENA

Il logo di CIMENA

CIMENA è scritto, prodotto e co-diretto da Salvo Spoto, si avvale della co-regia e della fotografia di Dario Formica, Salvo Trovato ha il ruolo di attore e narratore, Rita Gandolfi ha curato i costumi e le scene, Alice Santoro le grafiche e l’audio. La colonna sonora è del gruppo siracusano dei Qbeta. Continua a leggere

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