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Saverio Raimondo rischia coi Razzi?

21 Giu

Saverio Raimondo a CNN (da Rolling Stone)

La notizia di partenza è che Saverio Raimondo (reduce dalla quarta stagione di Comedy Central News) affiancherà l’ex Senatore Antonio Razzi in una striscia satirica quotidiana, a partire da lunedì 25 giugno alle 20.20, sul canale 9 del digitale terrestre. Titolo: Razzi Vostri. E qui scatta un primo segnale d’allarme dato che un titolo così non sarebbe venuto in mente neanche a un Pingitore assuefatto a Youporn.

Detto ciò si tratta di un’operazione che può dare visibilità, ma che presenta dei rischi notevoli (non per Razzi, ma per Saverio Raimondo) addirittura dei trappoloni. Proprio per aiutare Saverio a uscirne come meglio si può, proviamo a tracciare una mappa delle trappole nascoste  nell’operazione “Razzi Vostri”.

In primo luogo c’è il rischio di essere cannibalizzato da un personaggio sopra le righe e dalle derive appositamente trash. Antonio Razzi è già stato preso di mira ampiamente da Maurizio Crozza che ne ha sottolineato l’ignoranza, le sgrammaticature, la furbizia. La trasmissione radiofonica La Zanzara (su Radio 24) ha fatto il resto sfruttandone tutte le doti di simpatico cazzaro, ex sciupafemmine e simpatizzante della Corea del Nord. Non c’è più nulla da dire se non replicare all’infinito cose già dette da altri. Gli appigli sono pochissimi.

Inoltre nessun attore sogna di duettare con Razzi. 

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Le battute non hanno diritto di controreplica

26 Mar

Fiumi di repliche alle battute scritte

Uno degli aspetti più bizzarri di chi scrive battute online è il prendersi un po’ troppo sul serio.  La satira su web, forse, ci ha fatto credere di essere un po’ tutti dei piccoli Woody Allen dal genio riconosciuto a livello mondiale. Invece, sulle battute, dovrebbero esistere solo due fattori:

  1. La battuta.
  2. La reazione del pubblico (di apprezzamento o di rifiuto).

A traino della reazione del pubblico può esserci qualche improvvisazione, ma questo riguarda gli spettacoli live e fa parte del bagaglio tecnico di un comico. Laddove la battuta è scritta, c’è qualcuno che l’ha scritta e c’è qualcuno che la legge. La megalomania dei battutisti satirici porta a rifiutare le reazioni dei lettori. Porta a replicare alle loro reazioni (cosa insopportabile davvero). Facciamo alcuni esempi:

Qualcuno si è offeso

Il battutista online scrive post su post per sputtanare coloro che si sono offesi leggendo le loro battute. Così li fa passare per ipocriti e bigotti e stupidi… Amico mio: se qualcuno si è offeso è perché tu hai scritto delle cose che risultano offensive per il suo l’universo di valori. Se ha frainteso è perché ciò che hai scritto gli è risultato incomprensibile, non si è piegato in due dal ridere ed era nel suo pieno diritto.

Qualcuno replica

Il battutista online si indigna se qualcuno replica alle sue battute, soprattutto se riguardano temi scottanti come la politica. Se per esempio la battuta riguarda i 5 Stelle o il PD, scandalosamente qualcuno dei 5 Stelle o del PD si risente e si dà da fare per sfanculare l’autore… Amico mio, se scrivi battute che sono degli editoriali in miniatura, aspettati pure che qualcuno “apra il dibattito”.

Trollare 

Battute provocatorie possono generare una risposta forte (per esempio se si fanno su chi è appena morto)… Amico mio, premesso che non sei un genio della provocazione e neanche del black humor, altrimenti a quest’ora saresti a Hollywood o a sceneggiare per Netflix, la tua provocazione che cos’era se non una trollata? Le risposte che ricevi sono risposte a una trollata. Semplice no?

Non fa ridere

Di fronte a questa semplice reazione, ci si inchina, la si prende in saccoccia e la si porta a casa. E’ un verdetto che va rispettato… Amico mio, non fare come certi comici scadenti che di fronte a una serata andata male se la prendono col pubblico.

Appurato che esistono solo due fattori (la battuta e la reazione alla battuta), appurato che di Woody Allen non ce ne sono, qualsiasi reazione a una reazione del lettore è fuori luogo. Figuriamoci poi quelli che fanno lo screenshot per sputtanare l’utente insoddisfatto, quelli che lo bannano, quelli che cercano di dimostrare quanto idioti siano gli altri paragonati al loro indiscutibile genio.

Non siete Woody Allen, questo si è capito. 

Ananas Blog

RealBook la sitcom sull’invasività dei social network

1 Mar
Real Book su Rai 1 all'interno di: Top, tutto quanto fa tendenza

Real Book su Rai 1 all’interno di: Top, tutto quanto fa tendenza… e se ci chiedessero l’amicizia per strada?

Stefano Disegni, reduce dal successo di Cavalli di Battaglia su Rai 1 con Gigi Proietti, di cui ha curato assieme a Stefano Sarcinelli la parte autorale (e visto il 20 febbraio al convegno Anart su satira, televisione, censura e new media) è riuscito a realizzare una striscia video su Rai 1, dal titolo RealBook. RealBook va in onda per 10 puntate ogni sabato all’interno del magazine Top, tutto quanto fa tendenza. (guarda qui, su Rai Play la prima puntata dal minuto 27′ 40 “).

L’ora è tarda, ma l’idea è ottima e parte dal seguente presupposto: “come sarebbe la nostra vita se interagissimo come facciamo sui social media?”. Insomma cosa succederebbe se, invece che sui pc, tablet e smartphone, tutto si svolgesse nella vita reale, con le richieste di amicizia che avvengono fermando la gente per strada, i mi piace e i gruppi che si formano appena uno pronuncia un nome o fa un’affermazione. Ecco, forse sarebbe comunque invasivo, anzi così raccontata mostra come siamo invasi dai social network.

I crediti sono estrapolati dalla pagina Facebook dello stesso Disegni:

“Grazie, molte grazie a Carlo Qualchecosa De Ruggieri, Lillo, Stefano Sarcinelli, Carmen Giardina, Fabio Morici, Claudio Castrogiovanni, Antonella Aiesi, David Moscato, Marco Spagnoli, Angelo Mellone, Ludovico Di Martino e tutta la squadra, Lorenzo Disegni, bello de papa’, Margareth Bacher, Stefano Blues Bar e tutti quelli che eroicamente hanno fatto l’impresa, compreso Vicidomini Nicola che me lo sono ricordato adesso.”

 Ananas Blog

Il convegno Anart su satira, televisione e new media

21 Feb
Sergio Staino e Diego Cugia

Sergio Staino e Diego Cugia (da Radio Radicale, link al video)

Lunedì 20 febbraio a Roma si è tenuto un importante convegno su satira, censura, televisione e new media, organizzato dall’Anart (Associazione Nazionale Autori Radiotelevisivi e Teatrali) e dalla Siae. Qui il video completo su Radio Radicale. Il tema è scottante e di massima attualità dato che gli spazi televisivi di libertà e satira si sono quasi ridotti a zero. Difficile fare una sintesi di ciò che è stato detto, facciamo un breve elenco dei partecipanti (molti dei quali non hanno bisogno di presentazioni):

Linda Brunetta, Valentina Amurri, Bruno Voglino, Filippo Giardina e Saverio Raimondo, Luca Martera, il professore Edoardo Novelli, Sergio Staino, Diego Cugia, Carlo Freccero (via Skype), Andrea Blarzino (autore), Alessandro Grieco (direttore Comedy Central), Mario Maffucci, David Riondino, Mario Natangelo (fumettista de Il Fatto Quotidiano), Carlo Amatetti, Sabina Guzzanti,  Matteo Andreone, Stefano Sarcinelli, Stefano Disegni, Ivo Mej, Elisabetta Ramat (CGIL), Raffaella Celentano (presidente DOR), Stefano Balassone, Davide Riondino.  

due partecipanti presi a caso tra la folla...

due partecipanti presi a caso tra la folla…

L’amministratore di questo blog era iscritto a parlare nel panel sul web, cui hanno partecipato gli autori de Il Lercio, Edoardo Ferrario (web serie cult Esami) e Federico Palmaroli (le più belle frasi di Osho), l’intervento integrale è qui dal minuto 2.48.00. Visto che tratta temi particolarmente cari al blog ne faccio un riassunto:

la censura nell’ambiente cabarettistico televisivo è arrivato tramite un passaggio epocale: l’approdo al varietà di prima serata, con 40, 50, 60 comici affastellati uno sull’altro, spersonalizzati e sostituibili. La censura avviene attraverso un metodo empatico e non autoritario: “Bello, mi piace, ma non andrà mai in televisione”, così i comici e gli autori si trovavano d’accordo sul fatto che esistesse una “televisività”. Da ciò fu facile far piovere dall’alto una lista di argomenti sgraditi (sesso, politica, religione, problemi sociali eccetera) per il semplice fatto che fossero non televisivi. Si è puntato sui luoghi comuni su cui il pubblico fosse d’accordo (le donne rompono i coglioni, a Milano vanno tutti di fretta, etc.) Il luogo comune è superficiale e impedisce di vedere la realtà in chiave satirica. Si è instaurata una dittatura del luogo comune su vasta scala. Quando la televisività è andata a pieno regime, il pubblico ha iniziato a scappare. Però la trappola continua ancora (citazione di autori che combattono da dentro per inserire degli elementi di qualità, come Sarcinelli e Mariconda). La stand up comedy è stata sdoganata da persone che non avevano nulla da perdere e contro il dogma del “non andrà mai in televisione”, è stata necessaria una certa aggressività verbale, cioè sparare a zero su tutti i pilastri del mainstream, cosa che forse è inevitabile. In conclusione un omaggio a chi fa teatro in modo coraggioso e “off” citando gli esempi di Antonio Rezza e Nicola Vicidomini.

Ananas Blog

La prima serata Rai da Sbandati ad Ah Ah Car

22 Nov
Filippo Giardina a Sbandati in prima serata

Filippo Giardina a Sbandati in prima serata

Ieri sera c’è stata la puntata di esordio di Sbandati promosso in prima serata (15 minuti a partire dalle 21.05), dove rimarrà per 15 giorni, fermo restando l’appuntamento del martedì in seconda serata.  Sbandati interessa al blog per la presenza del comedian Filippo Giardina fondatore di Satiriasi e anche di Velia Lalli (sempre proveniente da Satiriasi), nonché per gli ex Made in Sud Gigi e Ross alla conduzione. Con Giorgio Montanini (Nemo) sono tre i comedian provenienti da quel gruppo che se ne stanno in prima serata. Eppure, meno di tre anni fa, un autore di Colorado mi sentenziò “La stand up comedy non andrà MAI in tv, in Italia (con mano sulla spalla e tono paterno di chi ha capito tutto e spiega a chi non ha capito niente).

Sbandati può non piacere, può essere considerata troppo “pop” per un duro e puro come Filippo Giardina. Però indubbiamente è una seconda serata di Rai 2 che, finalmente, funziona e ha un buon ritmo, dopo le prestazioni deludenti dei vari Sorci Verdi e Razzi Laser eccetera.

lo zimbello e i conduttori che si fingono schifati

lo zimbello e i conduttori che si fingono schifati

Ieri sera su Rai 4, ore 20.30 è andata anche in onda la prima puntata di Ah Ah Car, trasmissione comica girata in macchina e condotta da Sergio Friscia e Barty Colucci (da RDS). Ah Ah Car (richiamo a Bla Bla Car) è il primo dei quattro format che hanno come capoprogetto Paolo Mariconda e che dovrebbero contribuire a rinnovare Rai 4 e a orientarla di più verso i giovani. Il secondo sarà Challenge 4 (di cui abbiamo parlato qui). Che dire… Sembrerebbe una corrida comica con una forte presenza di “freak” o “Zimbelli” che vengono dileggiati dai conduttori (tipo una signora anziana che poi viene abbandonata su una panchina) e l’inserto di qualcuno magari un po’ più bravo. Da segnalare Matteo Colucci che ha già partecipato a Eccezionale Veramente con un pezzo di Carlin – Viglianese.

Sembrerebbe appunto una Corrida o meglio una C. Orrida (dove il C puntato sta per Comicità e Orrida è l’aggettivo). Sembrerebbe qualcosa che induce negli animi più sensibili a una malinconia senza fine. Sembrerebbe qualcosa che c’entra poco col giovanilismo, piuttosto già datata, che sarebbe stata forse un’innovazione su Happy Channel nei primi anni 2000. Sembrerebbe… poi magari non sarà così. Diventeremo tutti zimbelli per un minuto? Ah, saperlo…

PS: aggiornamento: “Ah Ah Car ha ottenuto 88.000 spettatori con lo 0.3%” “Sbandati segna 889.000 spettatori con il 3.12%.” (fonte Davide Maggio).

Ananas Blog.

17 novembre 2016: Colorado versus Giorgio Montanini

18 Nov

colorado-17

La puntata di Colorado del 17.11.2016 ha fatto 1.243.000 spettatori, share 4,53% nella parte Colorando e 1.549.000 spettatori, 7,26% di share nel programma (facendo la media verrebbe fuori un 5,8%). Curiosamente la puntata è andata in sovrapposizione con un monologo satirico di Giorgio Montanini, all’interno di Nemo, in prima serata su Rai 2 (spostato al giovedì e in risalita di ascolti). Su Tv Blog il live completo. Oppure su Marida Caterini. Vediamo cosa è successo: Max Pieriboni, il wrestler Black Pittbull ha l’onore di aprire. Guest Elena Morali. Paolo Franceschini con la chitarrina e i calembour demenziali. Ria Antoniou in versione abitino nero, Claudia Lauretta imita Sgarbi. Sigla. Max Cavallari designer milanese (quelli che vanno al mare si chiamano bagnanti, quelli che vanno in piscina si chiamano piscianti). Hermes e Titina, poi Gianluca Impastato con la saga del Grande Fratello Vip.

Pino e gli Anticorpi Marina Militare (combatte sui dragamine? Dragon Ball). Lupetto Esploratore Perfetto con Scintilla, con guest Luca e Paolo. Cristina D’Avena: Kiss di Prince mixata con Memole. I Panpers fanno un po’ di sociologia. I Pantellas. Nando Timoteo con le news e Lauretta imita Trump che ha la voce di Renato Pozzetto (con alle spalle Ria Antoniou). Scintilla ed Elena Morali. I The Jackal in video con la via del Kinder Bueno.   Continua a leggere

LSD Laboratorio Satirico Douze ai nastri di partenza!

1 Nov
logo del Laboratorio Satirico Douze

LSD Laboratorio Satirico Douze, Vicidomini, Raimondo, Disegni

“Svegliato dall’urlo di dolore di migliaia di scoglionati dall’imperante comicità tele decerebrata, si materializza ruggendo al Teatro Douze di Roma l’LSD (Laboratorio Satirico Douze), cucinato con sapienza dai tre GMS (Gran Maestri Sedicenti) Stefano Disegni, Nicola Vicidomini e Saverio Raimondo. ”

Con questa dichiarazione roboante viene annunciata la nascita di “LSD” presso il teatro Douze in via del Cipresso 12, Trastevere, Roma. Dichiarazione che viene subito doppiata da un imponente (sottolineature in rosso per iniziativa del blog):

“L’LSD è per chi pensa di essere molto spiritoso o allegramente feroce o sarcasticamente stronzo, ma soprattutto alieno dagli effetti devastanti della malinconica comicità televisiva. Primo incontro per l’ascolto dei pezzi proposti mercoledì 16 novembre dalle 18:30 alle 21. Il giovedì successivo, 24 novembre, il solenne appuntamento inaugurale con pubblico in sala e lì ci facciamo due risate.”

Il “manico artistico” è importante: un comedian del calibro di Saverio Raimondo (molti mettono la stand up comedy in Italia nel dualismo Giardina Montanini ignorando il successo di altri come Raimondo), poi c’è un disegnatore, autore e blues man leggendario come Stefano Disegni e l’ultimo scapigliato della comicità italiana Nicola Vicidomini. Seguono altre bordate: Continua a leggere

Sbandati e The Traitor (il traditore)

12 Ott
Trova l'intruso 2: chi è fuori posto, l'uno, il due o il tre?

Trova l’intruso 2: chi è fuori posto, l’uno, il due o il tre?

La seconda puntata di Sbandati ha avuto un calo importante: 573.000 spettatori e uno share del 6,28% (contro i 775.000 e 8,2% della prima puntata, vedi qui). Potrebbe essere un primo segnale di stanchezza. Infatti la trasmissione è basata sul filone: gag, battuta, gag, battuta, inizio di discorso serio che, si sa, finisce in battuta. Inoltre tutte le battute sono scritte, si sente. Il cazzeggiare messo rigidamente a copione ammazza tutta la lezione di Arbore sul cazzeggio che deve avere una forte base d’improvvisazione. Insomma, se gli autori o chi per loro volessero ovviare, magari poi la baracca si salva.

Detto questo si sono inevitabilmente affollate le voci critiche verso la presenza di Filippo Giardina a Sbandati, visto che il personaggio è (stato?) notoriamente un talebano della stand up comedy  e uno dei maggiori critici del cabaret tv. Invece di giudicare si può tentare di guardare la cosa attraverso le parole di un grande poeta, il cantautore canadese Leonard Cohen, nel suo capolavoro The Traitor (Il Traditore, appunto). E’ un brano pieno di simboli, di immagini e di rimandi non facili da capire. Ma parla soprattutto del parallelo tra amore e guerra e della aspettative che gli altri riversano su di te.

Qui una traduzione del testo in italiano. Continua a leggere

Paranoie Comiche: le prossime date

10 Ott
La scheda di Paranoie Comiche

La scheda di Paranoie Comiche

Una breve descrizione di Paranoie Comiche: “Il mondo del cabaret televisivo rivela il suo lato tragicomico in un monologo teatrale: in un’ora di spettacolo, Stefania Carcupino ci racconta il lato oscuro della comicità. Si ride, ci si commuove, si scoprono i meccanismi bizzarri in cui negli ultimi 15 anni è precipitato il mondo della risata. Dalla penna di Roberto Gavelli (autore di Ananas Blog) e dalla regia di Davide Colavini (Piccolo teatro Pratico) un testo che parla di un ambiente particolare, ma che racconta le miserie del nostro mondo, ormai governato dall’ottusità della logica commerciale.” E’ un racconto importante per capire come siamo arrivati alla situazione attuale.

Paranoie Comiche sarà a Milano venerdì 21 e sabato 22 ottobre presso il Teatro Studio Frigia 5 (associazione culturale Quinte di Carta). via Frigia 5, 20126 Milano (MM Precotto 1, bus 44, 7, 85, 86). (Qui l’evento su FB) Prenotazione obbligatoria a: 348/2903851 0 a: info@quintedicarta.it    Costo biglietto: 12 euro + 3 di tessera; ridotti: 10 euro.

Inoltre è previsto un breve estratto del monologo mercoledì 26 ottobre, nell’ambito dell’evento “Ridere per imparare a sorridere” presso il teatro Binario 7 di Monza. Sono previsti altri appuntamenti da confermare e l’importante approdo a Roma, al Teatro Douze, il 17 febbraio 2017.   Quello che si vorrebbe fare è comunque la formula spettacolo + dibattito per iniziare a parlare dei problemi cronici del settore, poiché lo scopo del monologo è proprio questo.

Curiosità: Continua a leggere

Partecipa anche tu a un brain storming con Luca e Paolo

12 Lug
Luca e Paolo tristi

con questo entusiasmo, l’importante è crederci

Alla notizia che Luca e Paolo condurranno la prossima edizione di Colorado, Ananas Blog, coi suoi potenti mezzi è riuscita a intercettare una prima riunione tra i due artisti genovesi. Siamo in grado di riportarvela integralmente. Scopo del brain storming è impostare lo stile di conduzione, tenendo presenti questi parametri: A) dare prova di affidabilità e portare a casa il risultato. B) prendere le distanze dal livello basso della comicità coloradiana. C) non prendere troppo le distanze, crederci almeno un po’. D) dare segnali che quella è la serie b artistica e che loro possono fare meglio. E) non esagerare coi segnali, ma fare in modo che siano comprensibili agli addetti ai lavori. F) inserire qua e là pezzi di bravura  per far vedere la loro superiorità come attori. G) fare un po’ di satira per non mostrarsi troppo inferiori a Crozza, ma senza provocare, per non passare da inaffidabili.

 LUCA – Belìn, allora, io faccio quello che ci crede un po’ di più, tu fai quello che ci crede un po’ di meno. Per esempio, se dobbiamo presentare Pucci, io parto con: “Adesso arriva un comico, un signore del palco, un idolo delle folle, una macchina da guerra della risata” (Prova vari toni finto entusiasti, ma professionali).

PAOLO e io dico “Checco Zalone!”

LUCA – Perfetto! E io dico: “magari!”

PAOLO dopo tiro a indovinare: Paolo Rossi no, Antonio Albanese no, Vincenzo Salemme no, quando scopro che è Pucci mi metto a piangere. Poi mi riprendo e, con grande professionalità, mi unisco alla presentazione salendo con la voce di 3 toni, chiamando la standing ovation con ritrovato entusiasmo. Poi all’ultimo secondo, prima che la camera stacchi, mi faccio crollare l’espressione facciale, con una smorfia di disgusto, a sottolineare che per me Pucci è un qualunquista di destra con un repertorio nazionalpopolare banalissimo. (Prova varie espressioni facciali di disgusto). Continua a leggere

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