Angelo Pintus, un artista in evoluzione?

17 Mar

Pintus con lo spettacolo “E se fosse stato il cavallo?”

Angelo Pintus è un comico di quelli che riempiono i teatri e i palasport. Diciamo che è nella cosiddetta fascia alta del successo live. Questo grazie alla popolarità ottenuta a Colorado e non solo, visto che nell’ultimo periodo è rimasto relativamente lontano dagli schermi televisivi. Il suo punto di forza è stato fin dall’inizio il monologo in cui, con efficacia, venivano inserite spesso imitazioni e caratterizzazioni.

Nella percezione di chi lo critica c’è il difetto di usare troppo le imitazioni e di aver mostrato dei limiti in situazioni dove non c’erano i fan abituali, com’è successo a Sanremo. Invece proprio una sua giovane fan ha scritto diverse cose interessanti nella sezione commenti (vedi qui) per ricordare a tutti i detrattori che il Pintus attuale non è quello delle origini. Qui sotto alcune delle considerazioni più interessanti: 

Quello che mi lascia perplessa, però, è che tali “esperti del settore” non hanno mai notato l’evoluzione. Ora io capisco che, a meno che non decidi di seguirlo a teatro, è un po’ difficile sapere cosa fa Pintus, perché è uno che ti dice le cose mezz’ora dopo che sono iniziate. Ma il fatto che venga richiesto all’estero (perché mi pare che debbano essere chiamati prima di andare, non decidono loro di punto in bianco) a me dice tante cose. Il fatto che sia in grado di sostenere più di quaranta date con uno spettacolo diversificato ogni settimana, e ogni volta il teatro è pieno nonostante rimanga sempre nello stesso posto, a me dice tante cose.  Continua a leggere

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Ambaradan: il clown è vivo e lotta con noi

9 Mar

Una delle produzioni targate “Ambaradan”

Nella comicità sembra esserci una lotta a distanza tra il cabaret tradizionale (che potrebbe assomigliare al centro destra) e la stand up comedy (che sarebbe antisistema come i 5 Stelle) per il resto il quadro è un po’ frammentato, però resiste ancora il clown, la comicità visual, il cosiddetto “non verbale”.  Questa forma di comicità non vive solo nella gabbia dorata dei talent, con le facce stupite de giudici tipo Frank Matano o Teo Mammuccari (poi dopo esce il cantante lirico e  poi il ginnasta).

Esistono anche realtà produttive in cui la clownerie non è solo un’esibizione di bravura, ma diventa il mezzo per raccontare qualcosa. Questo ci tiene a sottolineare Lorenzo Baronchelli di Ambaradan  (qui il sito):

“…la comicità è il mezzo che serve a raggiungere il fine ultimo: attraverso clownerie, teatro di strada, musica, arti circensi, ma anche teatro per ragazzi, animazioni, corsi e laboratori, Ambaradan dà vita a spettacoli d’eccellenza, partecipa e organizza festival e rassegne… Il progetto artistico nasce con l’intenzione di esplorare la comicità attraverso la sinergia tra le diverse arti dello spettacolo, e attraverso l’aspetto prettamente visuale del linguaggio utilizzato.”

Tutto ciò si può dire sia passato anche dagli Slapsus, il gruppo che faceva comicità visual  e che ha avuto vari passaggi a Zelig  (con il nuoto sincronizzato) tra 2008 e 2010. Degli Slapsus sono in Ambaradan Lorenzo Baronchelli e Pierangelo Frugnoli (gli altri erano Michele Cremaschi e Manuel Gregna).

Ambaradan è parte del progetto Itinerere (qui il sito) Collaboriamo tra di noi e con il territorio nella convinzione che l’impresa culturale per sostenere se stessa debba fare rete e contribuire a vivificare le macro-reti a cui essa stessa appartiene.” Promo di alcuni spettacoli: Rockquiem. Frankenstein Kabarett. The Tamarros.

Stavamo dicendo? Ah, che il clown è vivo, rimane una nicchia, ma lotta assieme a noi.

Ananas Blog

Concorsi: servirebbe un protocollo contro lo SCLERO

1 Mar

Che cos’è lo “sclero” o la “sclerata” nei concorsi di cabaret? Semplicemente succede quando il comico che è stato escluso o che magari non ha vinto, non accetta il verdetto della giuria e si incazza come una bestia. Lo sclero produce:

  1. Moto di rabbia manifestato platealmente.
  2. Mezze frasi (ah no, no, è inaccettabile, no, così no…).
  3. Recriminazioni in loop sul torto subìto e nessuna attenzione agli inviti a ragionare.
  4. Sudorazione eccessiva.
  5. Partenza senza salutare, saltando l’eventuale cena e tutti gli altri incontri istituzionali.
  6. Ritorno in macchina imprecando a volte per centinaia di chilometri.

Si sa che nei concorsi uno si mette in gioco e ci tiene ad arrivare fino in fondo, a fare bella figura a vedere riconosciute le proprie capacità. Le aspettative sono alte. Però, proprio perché ci si mette in gioco, bisognerebbe mettere in conto un verdetto negativo anche se lontano dalla propria realtà.

Messo in conto ciò, sarebbe il caso di contare fino a 50 (come minimo) respirare a fondo (che serve sempre), far sbollire la rabbia e poi mettere su almeno una faccia di circostanza. Insomma avere un mini protocollo anti sclero. Anche perché lo sclero fa una brutta impressione, è comunque un gesto di scarsa educazione.

Se ci sono cose che non sono piaciute sarebbe meglio discuterle con calma. Tanto poi i verdetti delle giurie saranno quasi sempre controversi e, quasi sempre, produrranno un certo complottismo sul fatto che il concorso “fosse truccato” (mai o quasi mai in realtà).

Ma questo solo perché ci si mette in gioco e le aspettative sono alte.

Ananas Blog

La finale di Faenza Cabaret 2018

21 Feb

Tom Corradini intervistato da Penelope Landini e Giovanni d’Angella

Lunedì 19 febbraio 2018, presso il Teatro Masini di Faenza si è conclusa la 15esima edizione del Concorso Faenza Cabaret (Premio Alberto Sordi). Il vincitore è stato Tom Corradini con la sua Strunzbank (un banchiere tedesco che spiega l’economia tramite le clownerie). Il premio del pubblico, invece, è andato agli Ivanofossati (giovane trio che fa comicità visual). Gli altri finalisti erano  Efisio Sergi, Tiziana Gallo, Luisanna Vespa, Michael Capozzi. Ospite Fabrizio Vendramin e Davide Spadolà vincitore della scorsa edizione, back band i Fatti Così che hanno dato un sottofondo funky in stile “Chic”. 

Questa edizione del concorso organizzato da Pasquale Di Camillo ha visto un livello alto da un punto di vista qualitativo, cosa che è stata subito evidente a partire dalle tre serate di selezione. Si potrebbe dire “a sorpresa” dato che in generale i concorsi di cabaret stanno registrando da anni una fase di stanca. Questo potrebbe essere un segnale (come si legge qui): siamo in un periodo in cui la comicità televisiva è meno invasiva e questo dovrebbe liberare maggiori energie creative.

La riuscita di Faenza Cabaret, oltre alla qualità dei partecipanti, è stata anche nella conduzione e direzione artistica di Penelope Landini e Giovanni d’Angella, che hanno dato un valore aggiunto al festival. La conduzione è stata impostata con uno sforzo creativo, cercando di uscire dai luoghi comuni delle kermesse comiche.

Detto ciò vediamo cosa sta facendo il vincitore, Tom Corradini: da segnalare Apocacrypto spettacolo comico divulgativo sulle criptovalute (come i Bitcoin) e sulla tecnologia Blockchain, cose difficili da comprendere, ma che stanno rivoluzionando la nostra economia.

Altra iniziativa di interesse comune è la pubblicazione della Guida ai Teatri Off e  Spazi Teatrali (qui su Amazon) aggiornata al 2018 (Una guida per operatori professionali e compagnie di teatro. Oltre 100 spazi teatrali italiani e della Svizzera Italiana con contatti della direzione artistica, tipi di spettacoli ricercati, schede tecniche, costi di noleggio, opportunità di alloggio per le compagnie ospitate e tante altre informazioni utili per chi si occupa di distribuzione e produzione teatrale). Disponibile in formato cartaceo e Kindle. Sono previste altre edizioni.

Detto ciò speriamo che i segnali di ripresa del settore diventino sempre più evidenti.

Ananas Blog

2018: la comicità entra nell’Anno del Gatto?

19 Feb
The Year of the Cat di Al Stewart

The Year of the Cat di Al Stewart

La comicità italiana col 2018 potrebbe entrare nell’Anno del Gatto, non è però un segno dell’astrologia cinese, piuttosto stiamo parlando di uno dei più grandi successi di Al Stewart (The Year of the Cat, appunto). La canzone racconta la seguente storia (qui la traduzione su M & B Music): in un paese un po’ indietro nel tempo, in un clima da vacanza estiva, il protagonista incontra una donna affascinante che racconta semplicemente di arrivare dall’Anno del Gatto (She’ll just tell you that she came, In the year of the cat).

Non è tempo per le domande. L’uomo si lascia affascinare, senza chiedere troppo. Passa il tempo, passa l’estate e i turisti tornano a casa. Lui rimane nella bolla temporale costituita dall’Anno del Gatto.  Fino a quando potrà durare? Il richiamo alle scelte e ai cambiamenti futuri batte in sottofondo come un tamburo nella notte (But the drum-beat strains of the night remain. In the rhythm of the new-born day). Andarsene sarà inevitabile, ma per il momento va bene così.

Che cos’è per noi l’Anno del Gatto? E’ come un periodo di tregua tra il passato in cui il cabaret era sostanzialmente sotto padrone e la creatività era controllata dall’alto in modo capillare e un futuro incerto di cui si ignorano i contorni. La donna affascinante e un po’ misteriosa invece quale sarebbe? La risposta è facile: i progetti indipendenti, quindi le opportunità creative nate dal basso.

Uno dei vantaggi della crisi è la noia e la quasi indifferenza con cui si affrontano certe situazioni verso le quali (un tempo) tremavamo di trepidazione perché potevano darci la grande occasione. Adesso di fronte a certe persone le guardiamo con l’occhio un po’ annoiato, così come ci guardavano loro ai tempi in cui erano padroni assoluti delle nostre carriere. Risultato: energie mentali e creative più libere.

Allo stesso modo anche le idee sono più libere. Abbiamo passato degli anni davvero oscuri in cui appena un’idea si formava nella nostra mente, moriva nello stesso istante. Veniva auto censurata perché non serializzabile, non commercializzabile. Se si potesse quantificare forse scopriremmo che ai tempi le energie creative erano imbrigliate al 90% adesso lo sono in maniera molto minore: forse un 20%, forse un 30% massimo.

Un altro vantaggio in questo strano Anno del Gatto è che siamo rimasti indietro. “Solo chi rimane indietro ha grandi margini di recupero” direbbe il saggio. Ci sono praterie da percorrere lì davanti in cui si può sgroppare allegramente in tutte le direzioni. Mentre cercavamo un futile tormentone il mondo andava avanti, si innovava, sperimentava nuove forme di linguaggio. Il divario adesso è enorme però se ne sta lì in attesa di essere colmato.

Magari arriveranno delle sorprese, chissà che non si torni a ridere spiazzati e in modo non prevedibile. Poi succederà qualcosa, nasceranno degli algoritmi cui dovremo sottostare e tornerà tutto commerciale, grigio e stereotipato, ma con più soldi di adesso.

Per il momento restiamo nell’Anno del Gatto, talvolta affascinati da qualcosa che somiglia a un acquerello nella pioggia (She comes out of the sun in a silk dress running. Like a watercolor in the rain).

Ananas Blog

9° edizione di Riso Fa Buon Sangue come partecipare

12 Feb

Il vincitore dell’8° edizione Paolo Favaro, col patron Enrico Cibotto

il 31 agosto 2018 si svolgerà a Bibione, in provincia di Venezia, la 9a edizione del premio di cabaret Riso fa buon sangue (qui il sito anche per vedere le date live di RFBS in giro per l’Italia), Nella stessa serata ci sarà tra i partecipanti anche la premiazione della 2a edizione del premio Lino Toffolo, promosso dai familiari del grande e mai dimenticato comico veneziano.

Per tutti coloro che vogliono iscriversi, ricordiamo che per la finale verranno selezionati 6 comici, Per partecipare a una prima selezione è necessario inviare una mail con richiesta di partecipazione all’indirizzo: direttoreartistico@risofabuonsangue.it. Bisognerà presentare un pezzo da 8 minuti.

In seguito gli aspiranti finalisti verranno contattati  e una commissione interna all’associazione organizzatrice del festival sceglierà in via definitiva i 6 partecipanti, ai quali verrà fornito rimborso spese di viaggio, alloggio e vitto + Siae.

Tutto chiaro? Semplice no?

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CIMENA, il primo film “postumo” di Salvo Spoto

5 Feb
Salvo Spoto

Salvo Spoto sul set di CIMENA

Salvo Spoto, siciliano trapiantato a Milano ha dei trascorsi anche intensi nel campo del cabaret, sia come comico che come autore. Da un po’ di tempo, però, ha cambiato registro professionale passando con successo al settore sempre più popolare del food, nel ruolo di talent manager (presso l’agenzia Realize Networks). Tra l’altro è collaboratore del famoso chef  Bruno Barbieri e di altri professionisti che ruotano attorno a trasmissioni come Bake Off e Masterchef.

Detto ciò, vogliamo focalizzarci su un interessante progetto creativo di Salvo, vale a dire il docu-film “CIMENA – il mio primo film postumo” (qui la pagina Facebook) si tratta di un lungometraggio di 53 minuti, basato su diversi piani narrativi in cui, per prima cosa, si immagina che il regista sia appena deceduto e che quello che vediamo sia il risultato degli ultimi mesi di interviste in giro per la Sicilia.

Il film infatti “è dedicato a tutti quei siciliani che sognano di fare il cinema come attori, come registi o scrittori.” E vuole anche essere “un silenzioso omaggio ad un grande regista (Giuseppe Tornatore) che ha fatto sognare il mondo con Nuovo Cinema Paradiso, opera che quest’anno compie trent’anni dalla sua realizzazione.”

Il logo di CIMENA

Il logo di CIMENA

CIMENA è scritto, prodotto e co-diretto da Salvo Spoto, si avvale della co-regia e della fotografia di Dario Formica, Salvo Trovato ha il ruolo di attore e narratore, Rita Gandolfi ha curato i costumi e le scene, Alice Santoro le grafiche e l’audio. La colonna sonora è del gruppo siracusano dei Qbeta. Continua a leggere

Zuulander fashion show con Enzo Polidoro e Didi Mazzilli

2 Feb
Didi Mazzilli ed Enzo Polidoro in Zuulander

Didi Mazzilli ed Enzo Polidoro in Zuulander

L’idea di un parodia di Zoolander con protagonisti il poliedrico Enzo Polidoro e il clownesco Didi Mazzilli fa già ridere di suo e predispone a interessarsene più che volentieri. 

Stiamo parlando del progetto “Zuulander – laugh is cool” (qui la pagina Facebook). Non si tratta solo di una parodia, ma di uno show che è “un happening comico in quattro puntate, in cui il mondo della moda, del design e del fashion verrà messo a nudo, non solo a parole!”.

Per il momento sono previste 4 puntate live sul palcoscenico prestigioso della Maison Milano (qui il sito). La prima si svolgerà giovedì 8 febbraio.

La conduzione stralunata di Polidoro e Mazzilli servirà non solo a dissacrare gli stilemi di ciò che appartiene alla moda, ma anche a gettare un occhio attento da talent scout su tutto ciò che è interessante da raccontare e rappresentare.

Zuulander prevede anche sfilate (qui Polidoro e Mazzilli con una modella)

Aderisce al progetto Zuulander la fashion blogger Silvia Casonato (qui il suo profilo Instagram). Si tratta di una mossa intelligente per un motivo che è importante comprendere al 100%: la comicità italiana è rimasta indietro per tutti gli aspetti che riguardano il web. I cabarettisti che si mettono a fare gli youtuber o gli influencer pagano quasi sempre dazio. Allora meglio interagire con chi è un vero influencer.

Il contenitore vedrà alternarsi vari momenti che possono andare dalla sfilata di moda, al contest di barber shop, all’ospite a sorpresa; dallo sketch comico al monologo al burlesque. Sarà in modalità live, mentre c’è anche una versione teatrale, mentre per la tv… mai dire mai come sviluppo futuro.

Consigliamo allo spettatore un dress code “casual” perché potrebbe essere coinvolto “per puro casual” ad indossare i “panni” dei fotomodelli della Simmenthal. 

Info e prenotazioni: 02 89540234 (Cena e spettacolo: 30 euro Drink e spettacolo: 10 euro)

Intervenite fashion e numerosi!

Ananas Blog

Inevitabile il ritorno di Gigi e Ross a Made in Sud?

24 Gen

rivedremo scene come queste?

E’ stata ufficializzata una prossima edizione di Made in Sud, in primavera 2018 ovviamente su Rai 2 (qui articolo su Napoli Today) per la durata di 6/8 puntate. La cosa non era scontata dopo il declino del format soprattutto nella passata conduzione di Gigi D’Alessio (non per colpa sua). L’unica soluzione per la conduzione sembra essere il ritorno a casa di Gigi e Ross, così come Paolo Ruffini è tornato a condurre Colorado dopo la parentesi Luca e Paolo. Per fare un esempio sono come dei piloti che conoscono tutti i segreti di un’auto che ha già 150.000 chilometri. L’auto viene guidata al meglio, però è inevitabilmente usurata.

MONDI CHE CAMBIANO: stiamo parlando di Made in Sud, Colorado e Zelig (ora sul canale 243 del digitale terrestre), ma in realtà non si tratta più di Made in Sud, Colorado e Zelig così come li abbiamo conosciuti, non hanno più quella simbologia (vera o falsa che sia) di successo misto a stronzaggine che tanta desolazione mentale ha provocato a un’ampia fascia del mondo comico italiano. Sono diventati altro, sono appunto macchine usurate a cui pensi senza troppo entusiasmo quando decidi di salirci su. Poi nessun capo meccanico ha il coraggio di cambiare il motore, troppa spesa, troppo rischio.

IL “CASO SINCERO”: l’autonominatosi Sincero è un ipercritico (chiamiamolo così) di Made in Sud su questo blog. Ripete più o meno gli stessi concetti auspicando che la Rai non produca più la suddetta trasmissione. Abbiamo capito. Riempirà il blog di lamentazioni, quindi proviamo ad ammansirlo in anticipo facendogli capire che “quel” Made in Sud di cui parla non è più “questo” Made in Sud. E’ un’altra cosa.

Ananas Blog

Romina Puma e lo spettacolo It’s All My Mother’s Fault!

18 Gen

Romina Puma nella locandina di It’s All My Mother Fault

Romina Puma è un’attrice, comica e blogger che Ananas Blog aveva seguito per la sua iniziativa de il Puma Londinese, un laboratorio di comicità bilingue – italiana e inglese – che si teneva nella capitale del Regno Unito (leggi qui). Gli articoli di Ananas avevano suscitato la curiosità della community comica italiana, tanto da spingere alcuni a tentare l’avventura anche solo per l’ebbrezza di una esibizione in una delle patrie della stand up comedy. L’esperienza è terminata a ottobre 2017 ma non è detto che non riprenda.

Cos’ha combinato nel frattempo Romina Puma? Sta preparando il suo terzo spettacolo dal titolo “It’s All My Mother’s Fault!” (E’ tutta colpa di mia madre!).

I precedenti spettacoli di un’ora e rigorosamente in lingua inglese sono stati: “Not disabled… Enough!” (Non abbastanza disabile)  che è passato nel 2015 anche dal prestigioso Fringe di Edimburgo e “Cook it how you like, it’s still a potato!” (Cucinala come ti pare, è ancora una patata) del 2016 sempre approdato a Edimburgo.

“Not disabled… Enough!” trattava della disabilità in merito alla storia personale di Romina. “Cook it how you like, it’s still a potato!” era basato sull’essere politicamente corretti. Ovviamente il tutto in chiave comica.

“It’s All My Mother’s Fault!” parla della madre di Romina e di come la sua educazione l’abbia influenzata e fatta diventare la donna che è oggi. Sono previste una serie di Preview a Londra e in giro per i festival minori d’Inghilterra per arrivare rodati ad Edimburgo. La prossima tappa è (vedi qui) il Double Edinburgh Comedy Preview che si terrà lunedì 22 gennaio presso The Ship – 3 Hart Street – London –  EC3R 7NB – United Kingdom.

Spettacolo doppio poiché si esibirà anche la comedian Mel Byron con lo show “Old Movies Save My Life”.

Per seguire le date e per qualsiasi info il sito di Romina Puma. Qui il gruppo Facebook. Qui la pagina Facebook.

Ananas Blog

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