Guagliò un bonifico, una pastiera e abbiamo risolto

29 Mar

Gigi D’Alessio nel monologo sulla fortuna di essere napoletano

Ha fatto un certo scalpore il monologo sulla fortuna di essere napoletano, pronunciato da Gigi D’Alessio durante la puntata di esordio di Made in Sud il 14 marzo 2017 vedi qui su Rai Play. Per il motivo che, successivamente, è trapelato che intere parti erano state “copiate” o “ispirate” chiaramente da “Io sono napoletano” di Raffaele Moccia, poesia che aveva goduto di una notevole diffusione sui social network.  Su Vesuvio Live la comparazione dei testi. Per esempio:

– Originale: “Io sono napoletano e vivo in una città che ha inventato “il sospeso” , il caffè pagato all’estraneo che mai conoscerai, perché nessuno si senta mai così povero da non potersi permettere un caffè”.
– D’Alessio: “Napoli ha inventato il sospeso, il caffè pagato per chi non se lo può permettere. Nessuno può sentirsi così povero da non poter bere un caffè”.

A quanto pare Raffaele Moccia non ha escluso un’azione legale nei confronti della Rai. Di primo acchito, verrebbe da dire: benvenuto! Il diritto d’autore nelle trasmissioni comiche è come l’omosessualità nelle regioni controllate dall’Isis. Recentemente (in un format concorrente) è andato in onda un evidente plagio preso a metà da George Carlin e da Sergio Viglianese e non è successo nulla. Però Ananas Blog, in quanto più alta autorità in materia, può suggerire una soluzione.

una pastiera (da giallo zafferano)

Antefatto: durante Zelig One (in prima serata su Italia 1) fu detta una battuta che fu riscontrata uguale a una pubblicata su Le Formiche. Colui che aveva scritto il pezzo, dispiaciuto e invocando la buonafede, si sdebitò inviando all’autore dell’originale un bonifico e una bottiglia di vino. Una soluzione di alta civiltà che potrebbe essere applicata anche per risolvere la questione: chi ha fatto il lavoro di copia e incolla potrebbe inviare a Raffaele Moccia, per esempio, una somma di denaro e una pastiera.

Sono stati i milanesi a inventare il diritto d’autore fottuto al proprietario tramite falsa liberatoria, i napoletani, che hanno inventato il sospeso affinché nessuno si sentisse troppo povero, potrebbero risolvere la questione col cuore e la generosità che li contraddistingue.

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Tobuki, il format radiofonico di informazione sul teatro off

24 Mar

Nella foto (da sinistra a destra): Roberto Mazzone, Tom Corradini, e un ospite di una puntata Raffaella Tomellini, attrice teatrale.

Torino si sta affermando come capitale del cosiddetto “teatro off” (tutta l’area che non riceve finanziamenti pubblici e vive staccando biglietti). In questa direzione va Tobuki che è un format  radiofonico sul teatro a Km Zero. In onda al giovedì dalle 19 alle 20 con cadenza bisettimanale su Radio MacBun coi podcast che vengono postati sulla piattaforma SoundCloud. Tobuki è ideato e condotto da Tom Corradini (vedi sito) attore e produttore teatrale e da Roberto Mazzone (critico teatrale).

L’ obiettivo è di promuovere gli artisti “emergenti e non” che operano in Piemonte (e quindi anche provenienti da altre regioni qualora si esibiscano a Torino o zone limitrofe) e, soprattutto, gli spazi off disseminati in tutta Italia e che spesso hanno l’esigenza di reperire spettacoli di qualità per il loro pubblico. Ogni puntata ospita un artista o un personaggio legato al mondo della produzione teatrale e anche ospiti esterni. L’obiettivo è quello di fare “rete” e mettere in contatto artisti, spazi teatrali e pubblico. Non manca anche una sezione dedicata ai grandi eventi e al cosiddetto TEATRO IN curata da Roberto Mazzone. Per gli artisti che vogliono partecipare al programma o per pubblicizzare il proprio spazio off si può scrivere alla redazione di Tobuki al seguente indirizzo email: redazionetobuki@gmail.com

Proprio nella puntata del 23 marzo ho partecipato in quanto autore di Paranoie Comiche (vedi qui) lo spettacolo teatrale sulla crisi del cabaret televisivo nato anche dall’esperienza di questo blog che, recentemente, è passato da Torino presso l’Atelier Teatro Fisico. Paranoie Comiche è scritto da Roberto Gavelli, l’interprete è Stefania Carcupino, la regia è di Davide Colavini. L’occasione radiofonica è servita anche a riflettere sui temi di: successo, notorietà, sfruttamento, stron***gine produttiva. La puntata per chi volesse ascoltarla è postata anche qui sotto.

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Rai 2 non ama Made in Sud?

22 Mar

Ciro Giustiniani imita il Boss delle Cerimonie in Paradiso

La seconda puntata di Made in Sud del 21 marzo 2017 ha realizzato 1.511.000 spettatori con uno share del 6.9%. Numeri un po’ bassi in linea però con la crisi degli scalettoni tv. L’altro scalettone rimasto in piedi (l’asse Eccezionale Veramente – Colorado) sembra attirare numeri ancora più esigui.

Detto questo, la notizia sembra una certa sfiducia da parte della nuova dirigenza di Rai 2, verso lo show mormonico (come fa notare Davide Maggio) annunciato a fine febbraio, poi per l’8 marzo, partito poi il 14. Inoltre dal 12 aprile al 10 maggio verrà spostato dal martedì al mercoledì (per poi tornare al martedì, con una girandola di palinsesto che fa venire male alla capa). Come se fosse un pacco  dono non voluto, lasciato dalla gestione precedente, che non sai esattamente dove mettere.

Ridetto questo lo show ha il merito di avere dei tempi meno ansiogeni anche se questo forse fa scappare qualche spettatore abituato a ‘O sketch. ‘O sketch‘, O sketch. Anche se il calo è comunque fisiologico e sarebbe arrivato a prescindere. Nell’insieme un paio di citazioni: Il Boss delle Cerimonie in Paradiso, interpretato da Ciro Giustiniani, che porta le sue sgrammaticature tra i santi, fa molto ridere per la sua carica demenziale (ecco si poteva osare di più anche in altri sketch) mentre Enzo e Sal hanno il merito di parlare di raccolta differenziata, anche se il suggerimento che si può dar loro è: non trasmettere l’idea che differenziare sia una rottura di palle pedante 😉  ben venga comunque qualsiasi cosa renda migliore quella che è già una delle città più belle al mondo.

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Free Zone: 15 scrittori italiani raccontano l’eros

19 Mar
La copertina di Free Zone

La copertina di Free Zone

Da segnalare l’uscita di “Free Zone” (Echos Edizioni), antologia di racconti erotici assai particolari. Niente frustate e niente sottomissioni a miliardari, nessuna sfumatura di grigio, niente donne “inchinate” in copertina, ma una tipa (bellissima) un po’ stravolta che guarda come se volesse alludere a qualcosa di sfuggente. Allora di cosa parla Free Zone? In effetti è:

“Una raccolta poliedrica, al cardiopalma, seducente. Quindici scrittori italiani raccontano l’Eros. Un erotismo che può essere immaginifico e quasi mistico, oppure mercenario e sbadato, consumato in pochi attimi o centellinato ed elegante, fedifrago oppure fedele fino alle estreme conseguenze. Quattordici storie che esplorano le molteplici vie per perdersi nel piacere. Disintegrando la fissità di generi e ruoli, ogni autore attraversa territori da altri inesplorati per raggiungere la zona franca del piacere, la propria ‘free zone’.” (Dalla prefazione di Marilù Oliva)

Qui la pagina Facebook di Free Zone. Qui la pagina sul sito dell’editore.

Quindi il racconto di tante perversioni, ma non malate, non morbose, non contorte, anzi, di quelle che possono lasciare anche dei bellissimi ricordi. La raccolta è stata curata da Nuela Celli. Gli autori, tutti già pluri pubblicati, sono: Gianluca Morozzi, Cynthia Collu, Romano De Marco, Nuela Celli, Caterina Falconi, Andrea Coffami e Angelo Zabaglio, Paola Rambaldi, Leonarda Morsi, Domenico Trischitta, Ariase Barretta, Roberto Gavelli, Letizia Vicidomini, Giada Trebeschi, Laura Costantini e Loredana Falcone.

L’amministratore di questo blog, partecipa col racconto “Lettera d’amore dalla Galassia di Andromeda” che parla di sesso tra alieni.

Prossimamente presentazioni in tutta Italia.

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14 marzo: il nuovo Made in Sud a conduzione Gigi D’Alessio

15 Mar

a me Gigi D’Alessio sta simpatico

 

Martedì 14 marzo 2017 è iniziata la nuova stagione di Made in Sud, con alcune novità, alcune partenze (in direzione Siani) l’avvento alla conduzione di Gigi D’Alessio al posto di Gigi e Ross. Su TV Blog il live e la recensione. Su Marida Caterini il live e poi la recensione. Tra le partenze dovrebbero esserci: Tony Figo, Lello Musella, Ivan e Cristiano, I Malincomici (ne manca qualcuno?). Tra le novità Marco Bazzoni, uscito definitivamente da Baz, qui con un monologo + centoni cantati a gran voce, il grande Alessandro Di Carlo sempre con l’energia a mille a ridosso del pubblico come se lo dovesse magnà, il bravo imitatore Gennaro Calabrese, Giuseppe Laurato (Peppe Step) qui da solo dopo la scomparsa del compianto Massimo Borrelli, Antonio D’Ausilio (la web star giovane), I 4 Gusti con la boy band. Martedì era una serata comedy, cominciata con Dire Niùs della Gialappa’s e chiusa da Sbandati, laddove Made in Sud ha sforato di 3/4 d’ora rispetto alla fine prevista per le 23.30 (sarebbe stato troppo bello).

Detto questo parliamo degli aspetti positivi: in primo luogo non ci sono più Gigi e Ross, bravissimi (e dalla carriera lanciatissima), ma a Made in Sud troppo legati alle battute maschiliste a getto continuo in cui sembrava d’obbligo offendere le colleghe donne (il maschilismo è uno degli aspetti più tristi del cabaret tv italiano). Tolta questa “tassa” il clima risulta più rilassato, Fatima Trotta si prende i suoi spazi, mostra la sua bravura, fa da collante allo show. Elisabetta Gregoraci si ritaglia qualche spazio senza dover essere catapultata ovunque. Altro aspetto positivo: tempi un po’ più normali rispetto al “ritmo, ritmo, ritmo” delle edizioni passate, con l’ansia di affastellare O’ sketch, O’ sketch, O’ sketch. Ci sono state cose anche meno urlate come  I Ditelo Voi nella parodia dei film horror Enzo e Sal di fronte ai bidoni della differenziata (mostrano anche di essere dei bravi attori, azzeccano il tema, anche se a un certo punto danno un’informazione sbagliata: i cartoni della pizza sporchi si possono mettere nella carta dopo averli lavati!).

Per ultimo Gigi D’Alessio, qui usato con intelligenza. Si prende le parti musicali, trasformando così il varietà comico in un comedy con canzoni, limita le interazioni (dove ormai con la crisi degli scalettoni fatica chiunque) e quando interviene lo fa con simpatia e attenzione ai tempi comici. C’era il terrore che fosse infilato a forza in quasi tutti gli sketch, ottenendo un effetto Larsen – Cortellesi. E poi, che vulite: a me Gigi D’Alessio sta simpatico e il suo monologo sulla fortuna di essere napoletano è stato detto col cuore e (miracolo) senza dover occhieggiare al gobbo.

Detto questo le criticità dello scalettone ci sono tutte (trattate in ampia misura su questo blog in una serie lunghissima di post), qua e là sono emersi sketch da Bagaglino o da Seven Show (con tutto il rispetto) quindi assai datati.  Sui richiami alla realtà si potrebbe osare di più, dato che là fuori sta succedendo di tutto.

Gli ascolti sono stati in linea con la crisi degli scalettoni comici televisivi: 1.554.000 spettatori e un 7% di share.

Forza Napoli sempre e comunque!

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Comicità e cucina: percorsi paralleli televisivi?

13 Mar

il critico Gastronomico “mascherato” e Blogger Valerio Visintin (da scattidigusto.it)

C’è un parallelo tra comicità e cucina, soprattutto nel rapporto con la tv? Non si sono mai visti così tanti chef e così tanti comici nel piccolo schermo. Anche se la seconda attività è percepita come declinante, la prima è in fortissima ascesa. Quello che una volta era la figura del cuoco ha invaso l’intrattenimento, così come tempo fa il cabaret invase il varietà di prima serata. Ora lo chef fa smorfie in favore di telecamera, diventa personaggio, umilia l’aspirante cuoco, tutto seguendo un copione rigido e uno “scalettone” in cui sai già cosa aspettarti (e per questo rimani incollato al televisore).

Per capire cosa non andasse ai tempi d’oro del cabaret tv, bisognava andarsi a leggere questo blog. Il sistema era destinato a collassare soprattutto per affollamento, sfruttamento e ripetitività, anche se tutti si comportavano come se il periodo aureo fosse eterno. Anche adesso prevale la mentalità di: colpire il cavallo morto finché sputa soldi  (metafora del geniale Bo Burnhman). Allo stesso modo, nel 2017 grondante talent e factual culinari, per capire quali siano le crepe nel mainstream culinario, occorre andarsi a leggere un blog: Mangiare a Milano e seguire ciò che scrive Valerio Massimo Visintin. Visintin è un critico gastronomico che va nei ristoranti in anonimato, quindi nelle sue apparizioni pubbliche si presenta mascherato.

il cuoco fa il comico, parodizzando la finzione di se stesso (da maridacaterini.it)

C’è, tra le altre, la critica ai “Gino e Michele dei fornelli” (Cracco, Bottura, etc.), agli chef stellati che sono quasi costretti ad andare in tv per coprire i costi ingenti e in perdita dei loro esercizi, al fatto sorprendente che la vita media di molti nuovi ristoranti milanesi (che aprono a tamburo battente) è inferiore a un anno. Intanto si registra la quasi scomparsa delle tradizionali trattorie (un po’ come la scomparsa dei locali di cabaret soppiantati da pretenziosi scalettoni simil televisivi). C’è il racconto di un mainstream fatto da chef, produttori, giornalisti, food blogger che si muovono come una massa compatta dandosi ragione a vicenda; la violenza verbale usata nei cooking show che esalta solo la prepotenza… Detto ciò, il blog di Visintin è tutto da leggere. Continua a leggere

Fai ridere Max Giusti? in 1.30 secondi?

8 Mar
Max Giusti, Castaldo, Assante, Marzocchi

Max Giusti, Castaldo, Assante, Marzocchi

Teoricamente un talent comico è una delle cose di cui si sente meno la necessità, ma, per uno strano caso di “specchio riflesso”, a mano a mano che la cosa si evidenzia, i talent si moltiplicano. Forse qualcuno sbaglia, non si sa chi oppure è la frenesia da “ultimi giorni di Pompei”. Succede così che da Repubblica.it, i leggendari critici musicali Gino Castaldo e Armando Assante, lancino il talent “1.30: Fai ridere Max Giusti”, con la presenza della soubrette Gioia Marzocchi (vedi il video). In cosa consta?

“Ernesto Assante e Gino Castaldo presentano il nuovo webshow a caccia di comici, YouTuber, esordienti che in un minuto e trenta dovranno offrire il loro meglio per far ridere il conduttore, Max Giusti. A giudicare le loro performance sarà il popolo della Rete, che voterà attraverso Facebook. In studio anche Gioia Marzocchi, nei panni della “showgirl 2.0″. Inviate i vostri video girati con una webcam o con uno smartphone, con una videocamera o una cinepresa, purché della durata di un minuto e trenta secondi (non più lunghi né più corti) all’indirizzo 1.30@repubblica.it”

Notare tra i partecipanti Daniele Fabbri (che non ha bisogno di essere scoperto), il quale contattato in via privata ha precisato di non essere concorrente ma di essere stato chiamato come guest.

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Intervista a Paolo Mariconda su Challenge 4, tv e web

6 Mar
Un frame da Challenge 4, con conduttori e panelist

Un frame da Challenge 4, con conduttori e panelist (da Davide Maggio)

Paolo Mariconda è un autore televisivo, artefice anche de Gli Sgommati, Made in Sud, Stasera tutto è possibile. Recentemente ha lavorato ad alcuni format sperimentali per Rai4: Ah Ah Car e, soprattutto, Challenge 4, una sfida tra cabaret tradizionale e youtuber. Non tutto è andato per il meglio, ma il rapporto tra comicità e web non finisce certo qui, anzi ci dovremo fare i conti sempre di più in futuro. Lo abbiamo intervistato proprio su questo tema importantissimo:

PAOLO, QUAL ERA L’IDEA DI BASE E LO SCOPO DI CHALLENGE 4?
Avevo l’esigenza di destrutturare e dare una scossa al genere comico del cabaret live, quello che esplose televisivamente con Zelig passando poi per Colorado Made in Sud (che spesso, in questo blog è definito scalettone, termine sul quale nutro delle perplessità…)
Condividevo con autori come Sarcinelli, Santucci, Belardi, Lubrano, D’Angelo e Colabona la necessità di rinnovare e dare freschezza al genere raccontando in parallelo due linguaggi comici: il cabaret live  e le nuove forme comiche sul web.
Il cabaret live ha una metrica di scrittura, ma purtroppo è passato da genere a logica di mercato: chiunque abbia tre minuti comici può accedere ottenendo la patente di comico televisivo (ergo: serate etc.) pur non avendo alle spalle una reale gavetta. A poco a poco però anche il mercato delle serate non ha più sorretto, vanificando anche la corrispondenza tra tv e indotto live.
Ma la cosa più preoccupante sono soprattutto i temi trattati sui palchi live dai “cabarettisti”. Sempre gli stessi, sempre allo stesso modo. Non parlo di tv, ma di serate. Per essere franco, rispettando il lavoro di tutti, ci siamo fatti un abbuffata (anche col mio contributo) di sketch, tormentoni, parodie, personaggi, battute e giochi di parole. Ad un certo punto ho sentito nostalgia di personaggi alla Rezza, Guzzanti o dei raffinati esperimenti linguistici alla Ale e Franz o Ficarra e Picone.
Poiché io stesso vengo dal cabaret, amo la comicità ed i comici, volevo fare qualcosa: lanciare un grido, un segnale un allarme. Parallelamente ho visto che nel web le cose erano diverse: se si parla comicamente di temi classici lo si fa in maniera più attuale, più completa, così anche per temi come la discriminazione sociale, la povertà, differenze uomo donne o cibo, sesso, politica etc.

QUALI DIFFERENZE TROVI COL WEB?

Il web è un altro linguaggio, più libero. Mi è sembrato però molto più attento a voler dire qualcosa facendo ridere piuttosto che voler far ridere e basta. Allora ho pensato di mettere a confronto i due generi. Tutto in un teatro live, dove sul palco, ad uno stesso tema, corrispondesse il numero live vecchia scuola ed il suo corrispettivo web in video. Volevo anche un dibattito, per questo ho pensato di destrutturare ancor di più il live mettendo sul palco dei panelist che alla fine delle sfide commentassero. Questo non è riuscito bene anche per la presenza inutile (e di cui faccio mea culpa) dei due palchi in contemporanea. Un errore di cui spiegare le origini qui sarebbe lunghissimo ed inutile. Però l’intento era quello di creare un dibattito, un confronto che potesse in qualche modo aiutare la ” vecchia scuola” (a mio avviso un po’ consumata) a cogliere un segnale di rinnovamento narrativo.

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RealBook la sitcom sull’invasività dei social network

1 Mar
Real Book su Rai 1 all'interno di: Top, tutto quanto fa tendenza

Real Book su Rai 1 all’interno di: Top, tutto quanto fa tendenza… e se ci chiedessero l’amicizia per strada?

Stefano Disegni, reduce dal successo di Cavalli di Battaglia su Rai 1 con Gigi Proietti, di cui ha curato assieme a Stefano Sarcinelli la parte autorale (e visto il 20 febbraio al convegno Anart su satira, televisione, censura e new media) è riuscito a realizzare una striscia video su Rai 1, dal titolo RealBook. RealBook va in onda per 10 puntate ogni sabato all’interno del magazine Top, tutto quanto fa tendenza. (guarda qui, su Rai Play la prima puntata dal minuto 27′ 40 “).

L’ora è tarda, ma l’idea è ottima e parte dal seguente presupposto: “come sarebbe la nostra vita se interagissimo come facciamo sui social media?”. Insomma cosa succederebbe se, invece che sui pc, tablet e smartphone, tutto si svolgesse nella vita reale, con le richieste di amicizia che avvengono fermando la gente per strada, i mi piace e i gruppi che si formano appena uno pronuncia un nome o fa un’affermazione. Ecco, forse sarebbe comunque invasivo, anzi così raccontata mostra come siamo invasi dai social network.

I crediti sono estrapolati dalla pagina Facebook dello stesso Disegni:

“Grazie, molte grazie a Carlo Qualchecosa De Ruggieri, Lillo, Stefano Sarcinelli, Carmen Giardina, Fabio Morici, Claudio Castrogiovanni, Antonella Aiesi, David Moscato, Marco Spagnoli, Angelo Mellone, Ludovico Di Martino e tutta la squadra, Lorenzo Disegni, bello de papa’, Margareth Bacher, Stefano Blues Bar e tutti quelli che eroicamente hanno fatto l’impresa, compreso Vicidomini Nicola che me lo sono ricordato adesso.”

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I comici della prima puntata di Eccezionale…

25 Feb
Hollywood è lontana (dal sito di immagini gratuite https://pixabay.com/)

(dal sito di immagini gratuite https://pixabay.com/)

Il live della prima puntata di Eccezionale Veramente si trova su Marida Caterini oppure su Tv Blog. Su Ananas pubblichiamo il semplice elenco di chi ha partecipato (per dovere minimo di cronaca):

Tommy Mellone, il duo I Tony Marci, Nicola Pescaresi, Andrea Catani, il trio Le Mosche, il trio I Cubarap, Laura Leo, Davide Messina, Daniele Conserva, Vika Tarkachova, il duo I Fatti Così, Andrea Cataldi, Luca Piazza, il duo Le Dive, Dario D’Angiolillo, Antonio Tirelli, il duo Simo & Robi, Enzo Maggipinto, il duo Antonio & Juri, Ernesto Zappalà, Elyana Peter, Roberto Zambarelli, il duo Macchini e Gallucci, Davide Spadolà, Lino Barbieri, il grande Danilo Vizzini.

Ananas Blog

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