Sorpresa: Simone Schettino a Made in Sud

13 Apr
Simone Schettino in una sua posa caratteristica

Simone Schettino in una sua posa caratteristica

Simone Schettino è sicuramente il miglior monologhista di costume napoletano (divenuto popolare nella fortunatissima Convenscion su Rai 2) anche per tanti meriti, capacità di scrittura, tenuta sul palco, eccetera.  Eppure non aveva mai partecipato a Made in Sud che è trasmissione che dovrebbe essere la summa della comicità partenopea. Quindi è stato bello vederlo all’interno di questa edizione, fino ad ora nelle puntate del 29 marzo, 4 aprile, 12 aprile (vedi qui). L’esclusione fino a quest’anno e la “riabilitazione” attuale possono avere una spiegazione semplice. Ma qui occorre chiamare in causa il retroscenismo e il complottismo. Infatti Made in Sud genera da sempre una certa quantità di retroscena, al contrario di Colorado e (quando era ancora vivo) Zelig. Le trasmissioni milanesi, infatti, producono solo rassegnazione, tristezza, pensieri cupi. Al sud ci sono più segnali di vita.

Il retroscenismo raccontava che: siccome a Napoli c’era un re incontrastato, cioè Alessandro Siani, monologhista, ma anche top player cinematografico. Siccome Siani era in collaborazione stretta con Nando Mormone, quindi con Made in Sud, altri monologhisti che facessero ombra al numero uno non erano tollerati. O meglio: Siani aveva vinto in popolarità, Schettino no.

Sempre secondo i retroscena, recentemente c’è stata la rottura tra Alessandro Siani e Nando Mormone (a riprova ci sarebbe la partenza di molti del cast che hanno preferito seguire Alessandro, tipo Cicchella, D’Ursi, Bolide, Musella, etc.). Non sappiamo se è vero ma, come per magia subito dopo queste voci, Simone Schettino ha fatto il suo esordio a Made in Sud. Semplicemente sarebbe finita la monarchia.

Aldilà di queste voci, vere o no, presunte o meno, la novità è positiva. Schettino ha preso il posto che gli compete. Gli ascolti di questa edizione, pur in calo, tengono botta (ieri 1.441.000 spettatori, 6.78% di share con una concorrenza fortissima. Numeri che se li facesse Colorado, senza mettere anteprime farlocche, stapperebbero bottiglie di champagne). In generale laddove c’è più democrazia c’è più libertà di critica, quindi più retroscena e più vitalità, al contrario delle gelide autocrazie milanesi basate sul silenzio dei partecipanti.

 E… adesso vogliamo vedere Francesco Paolantoni (a Made in Sud).

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Eccezionale Veramente, i quarti spostati a giugno

5 Apr

A quanto pare la notizia (non del tutto inattesa) è stata ufficializzata. Eccezionale Veramente dopo le 5 puntate di selezione, che su LA7 avevano ottenuto un 1% di share e poco più (di media in prima serata), ha spostato la messa in onda dei quarti di finale a giugno, a data da destinarsi. Lunedì andrà in onda altro. Difficile pensare alla risalita di un prodotto in cui (per fare un esempio tra i più assurdi) Selvaggia Lucarelli ha chiesto a un veterano dalle grandi capacità comiche come Urbano Moffa che mestiere facesse. In quel piccolo episodio c’è tutto: la superficialità, il poco rispetto, la sostanziale inutilità. Il nulla imposto senza motivo.

Occorre dire che c’è stato anche un peggioramento con la sostituzione di Gabriele Cirilli (che ci metteva l’anima essendo suo il format) con Francesco Facchinetti che non è skillatissimo in campo cabarettistico.  Cirilli era stato massacrato di battute offensive da parte di Abatantuono e Ruffini e, chissà perché, proprio quell’azione sottolineava che fosse “persona non gradita”. Altro effetto disastroso è stato il bombardamento di sketch che non hanno più alcun appeal per il pubblico italiano nel 2017.

Curiosamente proprio in questi giorni si registra il sostanziale flop di Classe Z, tipico prodotto della Colorado Film di questi tempi, con comici coloradiani, youtuber famosi, ennesimo esempio di comicità votata solo al business. Ecco se un consiglio si può regalare, è quello di uscire dal business e recuperare un po’ di creatività, poi magari tornano anche i risultati.

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Sono andato a vedere Daniele Raco e…

3 Apr

Daniele Raco in un momento post spettacolo

Vedere Daniele Raco dal vivo significa assistere allo show di uno dei migliori comedian italiani, la cui esperienza di palco deriva dalle migliaia di serate fatte in giro per l’Italia (e anche da un bel po’ di televisione). E’ successo venerdì 31 marzo al Nadiani di Fratta Terme, locale con atmosfera british che registra ogni mese il tutto esaurito. Assieme a Raco, il padrone di casa Enrico Zambianchi (giunto tra le altre cose a un paio d’ore di repertorio stand up) e Gianni Bardi che, passando dalle esperienze dei Le Barnos (Zelig Circus) ha intrapreso con soddisfazione la strada del monologo.

Detto questo, Daniele Raco ha raggiunto da tempo la maturità sul palco, ed è in quella condizione in cui può permettersi di dire ciò che vuole. Nella sua esibizione, trattando di argomenti vari, ha dedicato in chiusura una lunga parte al tema della “Azzardopatia” cioè la dipendenza dal gioco d’azzardo, altrimenti detta in modo improprio “ludopatia”. Una dipendenza che si è trasformata in un’autentica piaga sociale, complice un certo vuoto legislativo che ne ha favorito la diffusione a macchia d’olio. A tal proposito, proprio a Genova, città di Daniele, sabato 1 aprile, durante il Consiglio Regionale Liguria, purtroppo è stata rinviata di un anno una legge restrittiva sul gioco d’azzardo, che avrebbe reso “illegali” un numero notevole di slot machine.

Daniele Raco è passato dall’inferno di questa dipendenza, ne è uscito facendo il percorso offerto dai gruppi di mutuo aiuto. Si sta attivando per aiutare gli altri, soprattutto rendendo pubblica la sua esperienza. Dopo ogni spettacolo riceve messaggi, contatti di persone che si trovano, personalmente o tramite amici o parenti, a contatto con questo terribile problema. Ovvio, si tratta di una goccia nel mare, ma è un inizio.

Artisticamente gli va riconosciuto il merito di parlare di Azzardopatia senza la formula classica: esposizione del problema + pippone sotto forma di predica, usando invece  un approccio più leggero, di comico che è lì per far ridere, ma senza toccare le derive surreali o le battute forzate che manderebbero a monte il contenuto. La gente ride, parallelamente capisce che è tutto vero. E’ un modo di approcciarsi sincero (perché vissuto) e coerente con lo stile dell’intero spettacolo.

Cercando informazioni emerge il gruppo dei Giocatori Anonimi che si rifà all’esperienza degli Alcolisti Anonimi (e dei i 12 passi). Altra prima linea contro l’Azzardopatia sono i Sert sparsi su tutto il territorio nazionale.  

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Guagliò un bonifico, una pastiera e abbiamo risolto

29 Mar

Gigi D’Alessio nel monologo sulla fortuna di essere napoletano

Ha fatto un certo scalpore il monologo sulla fortuna di essere napoletano, pronunciato da Gigi D’Alessio durante la puntata di esordio di Made in Sud il 14 marzo 2017 vedi qui su Rai Play. Per il motivo che, successivamente, è trapelato che intere parti erano state “copiate” o “ispirate” chiaramente da “Io sono napoletano” di Raffaele Moccia, poesia che aveva goduto di una notevole diffusione sui social network.  Su Vesuvio Live la comparazione dei testi. Per esempio:

– Originale: “Io sono napoletano e vivo in una città che ha inventato “il sospeso” , il caffè pagato all’estraneo che mai conoscerai, perché nessuno si senta mai così povero da non potersi permettere un caffè”.
– D’Alessio: “Napoli ha inventato il sospeso, il caffè pagato per chi non se lo può permettere. Nessuno può sentirsi così povero da non poter bere un caffè”.

A quanto pare Raffaele Moccia non ha escluso un’azione legale nei confronti della Rai. Di primo acchito, verrebbe da dire: benvenuto! Il diritto d’autore nelle trasmissioni comiche è come l’omosessualità nelle regioni controllate dall’Isis. Recentemente (in un format concorrente) è andato in onda un evidente plagio preso a metà da George Carlin e da Sergio Viglianese e non è successo nulla. Però Ananas Blog, in quanto più alta autorità in materia, può suggerire una soluzione.

una pastiera (da giallo zafferano)

Antefatto: durante Zelig One (in prima serata su Italia 1) fu detta una battuta che fu riscontrata uguale a una pubblicata su Le Formiche. Colui che aveva scritto il pezzo, dispiaciuto e invocando la buonafede, si sdebitò inviando all’autore dell’originale un bonifico e una bottiglia di vino. Una soluzione di alta civiltà che potrebbe essere applicata anche per risolvere la questione: chi ha fatto il lavoro di copia e incolla potrebbe inviare a Raffaele Moccia, per esempio, una somma di denaro e una pastiera.

Sono stati i milanesi a inventare il diritto d’autore fottuto al proprietario tramite falsa liberatoria, i napoletani, che hanno inventato il sospeso affinché nessuno si sentisse troppo povero, potrebbero risolvere la questione col cuore e la generosità che li contraddistingue.

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Tobuki, il format radiofonico di informazione sul teatro off

24 Mar

Nella foto (da sinistra a destra): Roberto Mazzone, Tom Corradini, e un ospite di una puntata Raffaella Tomellini, attrice teatrale.

Torino si sta affermando come capitale del cosiddetto “teatro off” (tutta l’area che non riceve finanziamenti pubblici e vive staccando biglietti). In questa direzione va Tobuki che è un format  radiofonico sul teatro a Km Zero. In onda al giovedì dalle 19 alle 20 con cadenza bisettimanale su Radio MacBun coi podcast che vengono postati sulla piattaforma SoundCloud. Tobuki è ideato e condotto da Tom Corradini (vedi sito) attore e produttore teatrale e da Roberto Mazzone (critico teatrale).

L’ obiettivo è di promuovere gli artisti “emergenti e non” che operano in Piemonte (e quindi anche provenienti da altre regioni qualora si esibiscano a Torino o zone limitrofe) e, soprattutto, gli spazi off disseminati in tutta Italia e che spesso hanno l’esigenza di reperire spettacoli di qualità per il loro pubblico. Ogni puntata ospita un artista o un personaggio legato al mondo della produzione teatrale e anche ospiti esterni. L’obiettivo è quello di fare “rete” e mettere in contatto artisti, spazi teatrali e pubblico. Non manca anche una sezione dedicata ai grandi eventi e al cosiddetto TEATRO IN curata da Roberto Mazzone. Per gli artisti che vogliono partecipare al programma o per pubblicizzare il proprio spazio off si può scrivere alla redazione di Tobuki al seguente indirizzo email: redazionetobuki@gmail.com

Proprio nella puntata del 23 marzo ho partecipato in quanto autore di Paranoie Comiche (vedi qui) lo spettacolo teatrale sulla crisi del cabaret televisivo nato anche dall’esperienza di questo blog che, recentemente, è passato da Torino presso l’Atelier Teatro Fisico. Paranoie Comiche è scritto da Roberto Gavelli, l’interprete è Stefania Carcupino, la regia è di Davide Colavini. L’occasione radiofonica è servita anche a riflettere sui temi di: successo, notorietà, sfruttamento, stron***gine produttiva. La puntata per chi volesse ascoltarla è postata anche qui sotto.

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Rai 2 non ama Made in Sud?

22 Mar

Ciro Giustiniani imita il Boss delle Cerimonie in Paradiso

La seconda puntata di Made in Sud del 21 marzo 2017 ha realizzato 1.511.000 spettatori con uno share del 6.9%. Numeri un po’ bassi in linea però con la crisi degli scalettoni tv. L’altro scalettone rimasto in piedi (l’asse Eccezionale Veramente – Colorado) sembra attirare numeri ancora più esigui.

Detto questo, la notizia sembra una certa sfiducia da parte della nuova dirigenza di Rai 2, verso lo show mormonico (come fa notare Davide Maggio) annunciato a fine febbraio, poi per l’8 marzo, partito poi il 14. Inoltre dal 12 aprile al 10 maggio verrà spostato dal martedì al mercoledì (per poi tornare al martedì, con una girandola di palinsesto che fa venire male alla capa). Come se fosse un pacco  dono non voluto, lasciato dalla gestione precedente, che non sai esattamente dove mettere.

Ridetto questo lo show ha il merito di avere dei tempi meno ansiogeni anche se questo forse fa scappare qualche spettatore abituato a ‘O sketch. ‘O sketch‘, O sketch. Anche se il calo è comunque fisiologico e sarebbe arrivato a prescindere. Nell’insieme un paio di citazioni: Il Boss delle Cerimonie in Paradiso, interpretato da Ciro Giustiniani, che porta le sue sgrammaticature tra i santi, fa molto ridere per la sua carica demenziale (ecco si poteva osare di più anche in altri sketch) mentre Enzo e Sal hanno il merito di parlare di raccolta differenziata, anche se il suggerimento che si può dar loro è: non trasmettere l’idea che differenziare sia una rottura di palle pedante 😉  ben venga comunque qualsiasi cosa renda migliore quella che è già una delle città più belle al mondo.

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Free Zone: 15 scrittori italiani raccontano l’eros

19 Mar
La copertina di Free Zone

La copertina di Free Zone

Da segnalare l’uscita di “Free Zone” (Echos Edizioni), antologia di racconti erotici assai particolari. Niente frustate e niente sottomissioni a miliardari, nessuna sfumatura di grigio, niente donne “inchinate” in copertina, ma una tipa (bellissima) un po’ stravolta che guarda come se volesse alludere a qualcosa di sfuggente. Allora di cosa parla Free Zone? In effetti è:

“Una raccolta poliedrica, al cardiopalma, seducente. Quindici scrittori italiani raccontano l’Eros. Un erotismo che può essere immaginifico e quasi mistico, oppure mercenario e sbadato, consumato in pochi attimi o centellinato ed elegante, fedifrago oppure fedele fino alle estreme conseguenze. Quattordici storie che esplorano le molteplici vie per perdersi nel piacere. Disintegrando la fissità di generi e ruoli, ogni autore attraversa territori da altri inesplorati per raggiungere la zona franca del piacere, la propria ‘free zone’.” (Dalla prefazione di Marilù Oliva)

Qui la pagina Facebook di Free Zone. Qui la pagina sul sito dell’editore.

Quindi il racconto di tante perversioni, ma non malate, non morbose, non contorte, anzi, di quelle che possono lasciare anche dei bellissimi ricordi. La raccolta è stata curata da Nuela Celli. Gli autori, tutti già pluri pubblicati, sono: Gianluca Morozzi, Cynthia Collu, Romano De Marco, Nuela Celli, Caterina Falconi, Andrea Coffami e Angelo Zabaglio, Paola Rambaldi, Leonarda Morsi, Domenico Trischitta, Ariase Barretta, Roberto Gavelli, Letizia Vicidomini, Giada Trebeschi, Laura Costantini e Loredana Falcone.

L’amministratore di questo blog, partecipa col racconto “Lettera d’amore dalla Galassia di Andromeda” che parla di sesso tra alieni.

Prossimamente presentazioni in tutta Italia.

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14 marzo: il nuovo Made in Sud a conduzione Gigi D’Alessio

15 Mar

a me Gigi D’Alessio sta simpatico

 

Martedì 14 marzo 2017 è iniziata la nuova stagione di Made in Sud, con alcune novità, alcune partenze (in direzione Siani) l’avvento alla conduzione di Gigi D’Alessio al posto di Gigi e Ross. Su TV Blog il live e la recensione. Su Marida Caterini il live e poi la recensione. Tra le partenze dovrebbero esserci: Tony Figo, Lello Musella, Ivan e Cristiano, I Malincomici (ne manca qualcuno?). Tra le novità Marco Bazzoni, uscito definitivamente da Baz, qui con un monologo + centoni cantati a gran voce, il grande Alessandro Di Carlo sempre con l’energia a mille a ridosso del pubblico come se lo dovesse magnà, il bravo imitatore Gennaro Calabrese, Giuseppe Laurato (Peppe Step) qui da solo dopo la scomparsa del compianto Massimo Borrelli, Antonio D’Ausilio (la web star giovane), I 4 Gusti con la boy band. Martedì era una serata comedy, cominciata con Dire Niùs della Gialappa’s e chiusa da Sbandati, laddove Made in Sud ha sforato di 3/4 d’ora rispetto alla fine prevista per le 23.30 (sarebbe stato troppo bello).

Detto questo parliamo degli aspetti positivi: in primo luogo non ci sono più Gigi e Ross, bravissimi (e dalla carriera lanciatissima), ma a Made in Sud troppo legati alle battute maschiliste a getto continuo in cui sembrava d’obbligo offendere le colleghe donne (il maschilismo è uno degli aspetti più tristi del cabaret tv italiano). Tolta questa “tassa” il clima risulta più rilassato, Fatima Trotta si prende i suoi spazi, mostra la sua bravura, fa da collante allo show. Elisabetta Gregoraci si ritaglia qualche spazio senza dover essere catapultata ovunque. Altro aspetto positivo: tempi un po’ più normali rispetto al “ritmo, ritmo, ritmo” delle edizioni passate, con l’ansia di affastellare O’ sketch, O’ sketch, O’ sketch. Ci sono state cose anche meno urlate come  I Ditelo Voi nella parodia dei film horror Enzo e Sal di fronte ai bidoni della differenziata (mostrano anche di essere dei bravi attori, azzeccano il tema, anche se a un certo punto danno un’informazione sbagliata: i cartoni della pizza sporchi si possono mettere nella carta dopo averli lavati!).

Per ultimo Gigi D’Alessio, qui usato con intelligenza. Si prende le parti musicali, trasformando così il varietà comico in un comedy con canzoni, limita le interazioni (dove ormai con la crisi degli scalettoni fatica chiunque) e quando interviene lo fa con simpatia e attenzione ai tempi comici. C’era il terrore che fosse infilato a forza in quasi tutti gli sketch, ottenendo un effetto Larsen – Cortellesi. E poi, che vulite: a me Gigi D’Alessio sta simpatico e il suo monologo sulla fortuna di essere napoletano è stato detto col cuore e (miracolo) senza dover occhieggiare al gobbo.

Detto questo le criticità dello scalettone ci sono tutte (trattate in ampia misura su questo blog in una serie lunghissima di post), qua e là sono emersi sketch da Bagaglino o da Seven Show (con tutto il rispetto) quindi assai datati.  Sui richiami alla realtà si potrebbe osare di più, dato che là fuori sta succedendo di tutto.

Gli ascolti sono stati in linea con la crisi degli scalettoni comici televisivi: 1.554.000 spettatori e un 7% di share.

Forza Napoli sempre e comunque!

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Comicità e cucina: percorsi paralleli televisivi?

13 Mar

il critico Gastronomico “mascherato” e Blogger Valerio Visintin (da scattidigusto.it)

C’è un parallelo tra comicità e cucina, soprattutto nel rapporto con la tv? Non si sono mai visti così tanti chef e così tanti comici nel piccolo schermo. Anche se la seconda attività è percepita come declinante, la prima è in fortissima ascesa. Quello che una volta era la figura del cuoco ha invaso l’intrattenimento, così come tempo fa il cabaret invase il varietà di prima serata. Ora lo chef fa smorfie in favore di telecamera, diventa personaggio, umilia l’aspirante cuoco, tutto seguendo un copione rigido e uno “scalettone” in cui sai già cosa aspettarti (e per questo rimani incollato al televisore).

Per capire cosa non andasse ai tempi d’oro del cabaret tv, bisognava andarsi a leggere questo blog. Il sistema era destinato a collassare soprattutto per affollamento, sfruttamento e ripetitività, anche se tutti si comportavano come se il periodo aureo fosse eterno. Anche adesso prevale la mentalità di: colpire il cavallo morto finché sputa soldi  (metafora del geniale Bo Burnhman). Allo stesso modo, nel 2017 grondante talent e factual culinari, per capire quali siano le crepe nel mainstream culinario, occorre andarsi a leggere un blog: Mangiare a Milano e seguire ciò che scrive Valerio Massimo Visintin. Visintin è un critico gastronomico che va nei ristoranti in anonimato, quindi nelle sue apparizioni pubbliche si presenta mascherato.

il cuoco fa il comico, parodizzando la finzione di se stesso (da maridacaterini.it)

C’è, tra le altre, la critica ai “Gino e Michele dei fornelli” (Cracco, Bottura, etc.), agli chef stellati che sono quasi costretti ad andare in tv per coprire i costi ingenti e in perdita dei loro esercizi, al fatto sorprendente che la vita media di molti nuovi ristoranti milanesi (che aprono a tamburo battente) è inferiore a un anno. Intanto si registra la quasi scomparsa delle tradizionali trattorie (un po’ come la scomparsa dei locali di cabaret soppiantati da pretenziosi scalettoni simil televisivi). C’è il racconto di un mainstream fatto da chef, produttori, giornalisti, food blogger che si muovono come una massa compatta dandosi ragione a vicenda; la violenza verbale usata nei cooking show che esalta solo la prepotenza… Detto ciò, il blog di Visintin è tutto da leggere. Continua a leggere

Fai ridere Max Giusti? in 1.30 secondi?

8 Mar
Max Giusti, Castaldo, Assante, Marzocchi

Max Giusti, Castaldo, Assante, Marzocchi

Teoricamente un talent comico è una delle cose di cui si sente meno la necessità, ma, per uno strano caso di “specchio riflesso”, a mano a mano che la cosa si evidenzia, i talent si moltiplicano. Forse qualcuno sbaglia, non si sa chi oppure è la frenesia da “ultimi giorni di Pompei”. Succede così che da Repubblica.it, i leggendari critici musicali Gino Castaldo e Armando Assante, lancino il talent “1.30: Fai ridere Max Giusti”, con la presenza della soubrette Gioia Marzocchi (vedi il video). In cosa consta?

“Ernesto Assante e Gino Castaldo presentano il nuovo webshow a caccia di comici, YouTuber, esordienti che in un minuto e trenta dovranno offrire il loro meglio per far ridere il conduttore, Max Giusti. A giudicare le loro performance sarà il popolo della Rete, che voterà attraverso Facebook. In studio anche Gioia Marzocchi, nei panni della “showgirl 2.0″. Inviate i vostri video girati con una webcam o con uno smartphone, con una videocamera o una cinepresa, purché della durata di un minuto e trenta secondi (non più lunghi né più corti) all’indirizzo 1.30@repubblica.it”

Notare tra i partecipanti Daniele Fabbri (che non ha bisogno di essere scoperto), il quale contattato in via privata ha precisato di non essere concorrente ma di essere stato chiamato come guest.

Ananas Blog

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