Tag Archives: Aldo Grasso

recensioni su Saverio Raimondo CNN e altro

11 Giu
Saverio Raimondo a CCN

Saverio Raimondo a CCN

Comedy Central News (CNN), il tg satirico condotto da Saverio Raimondo, in onda da lunedì a venerdì alle 20.50 su Comedy Central è partito bene. C’è concordia sul fatto che si stia rivelando un prodotto riuscito (vedi qui una clip). Citiamo un report entusiasta della nota blogger televisiva Grazia Sambruna e una recensione altrettanto entusiasta di Riccardo Bocca de l’Espresso (leggi qui) dal titolo “Più Raimondo per tutti” (Ciò che importa è la potenza dei paradossi in campo, delle battute in campo, e anche del gusto dell’analisi che prepensiona i nostri talk show).

Bocca dedica un’altra recensione positiva a Razzo Laser (vedi qui) in seconda serata su Rai2 condotto da Rocco Tanica from Elio e le Storie Tese (Il risultato, alla fine, è potente e impalpabile assieme, perché dona a persone e cose una luce imprevista). Veramente il format sembra avere qualche problema serio, non solo per il risultati di share: 272.000 spettatori e il 2.49% di share. Da segnalare una recensione meno positiva di Lord Lucas su Tv Blog (leggi qui) (La colpa è tutta del conduttore Rocco Tanica, uno che ha costruito la sua promozione tv su un alibi di fondo: ha sempre avuto il peso specifico di Massimo Bagnato, ma con la copertura nobilitante di Elio e le storie tese). A ciò Aldo Grasso aggiunge (leggi qui) (Qui, nonostante la buona volontà, c’è ben poco da salvare).

In generale c’è il problema cronico della seconda serata comica di Rai 2, passata dalle glorie di Renzo Arbore all’attuale livello basso. Il problema di Razzo Laser è l’autoreferenzialità di Rocco Tanica (sono uno degli Eli, dovete ridere poiché faccio solo cose geniali, ah che ganzo, come ridevamo in sala riunioni!) abbinata a un’energia da ragioniere brianzolo con l’abbiocco pomeridiano e a una “pancia già piena”. Saverio Raimondo e anche Giorgio Montanini, invece, affrontano le telecamere come se dovessero andare in battaglia, per conquistarsi la gloria televisiva centimetro dopo centimetro, col massimo dell’energia.

Ananas Blog (bisognerebbe imparare come si sta al mondo, ma è molto meglio combatterlo)

Puntuale come la vendemmia…

9 Set

Puntuale come la vendemmia a ottobre è arrivata la smentita di Teresa Mannino, che afferma di non sapere nulla della conduzione di Zelig (leggi articolo). Che sia solo pretattica? Ha inparato i segreti della comunicazione? Infatti sembrerebbe la soluzione più logica, quella di usare un personaggio uscito dal “vivaio”.

“Per Zelig? Spero di sì, ma dico di no perchè io non so niente. Anche se qualche dubbio mi sta venendo visto che il mio nome esce spesso. Se vi arrivano notizie certe, fatemi sapere!”

E, puntuale come i tornado che devastano le pianure del midwest degli Stati Uniti, sul Corriere della Sera è arrivata la stroncatura del critico Aldo Grasso alla trasmissione “Se stasera sono qui..” (leggi articolo). Il lelt motiv? La simpatia da sola non basta.

“Ma il ritmo non si usa più? Non sarebbe il caso di fare qualche prova prima per avere un’idea delle entrate e delle uscite? Qualcuno ha dato un’occhiata a «Se stasera sono qui», prima della messa in onda, giusto per vedere se c’era un’idea di spettacolo? Tutta la simpatia possibile nei confronti di Teresa Mannino, ma un conto è girare uno spot con Raul Bova o fare un’apparizione a «Zelig», un conto è allestire uno show.”

E’ uscita un’altra interessante recensione da parte di Riccardo Bocca de l’Espresso (leggi articolo). In questo caso si afferma che la conduttrice funziona, la trasmissione no.

“Un calco bello e buono, va detto, del “Quello che non ho” con cui i convitati (qualche volta di pietra) di Fazio e Saviano esordivano durante la loro ultima esibizione sempre su La7.

Ma non importa, questo. Sono dettagli, spigolature, cattiverie di gente malvagia. Piuttosto contano, alla prova dei fatti, i due aspetti che Teresa Mannino ha mostrato di sé.

Il primo, evidente, è che la sua dote primaria non è la simpatia, anche se le piacerebbe tanto.

E il secondo, è che indubbiamente la signora è dotata di carisma, gattamortesco e ferale, il quale le consente di dominare il palco anche quando siede in platea durante le esibizioni altrui.”

Allora, se la conduzione funziona e la trasmissione no, è lecito sospettare (come scritto nel post precedente) che tutta l’operazione serva a fare qualche soldino (usando un format altrui, col titolo di una canzone altrui), rodare Teresa come conduttrice, tener bassi gli ascolti de La7 con un “Vieni via con me” minore e sconclusionato (insomma il solito complotto).

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

i misteri della conduzione: Geppi Cucciari

20 Feb

 

Geppi Cucciari

Il primo mistero della conduzione è: come mai non si eliminano mai i propri difetti? Il secondo mistero è: quanto conta la nostra tradizione, quella in cui, per esempio, Mina faceva da spalla a Gaber o a Walter Chiari?

Dopo aver trattato Victoria Cabello e Paola Cortellesi, passiamo a Geppi Cucciari che conduce il quotidiano G’day su La7 e che sta vivendo un periodo d’oro, ospite applauditissima alla serata finale di Sanremo.

Recentemente Aldo Grasso ha parlato di lei, concentrandosi sul fatto che, pur bravissima, non riesca Continua a leggere

Recensioni col copia e incolla

15 Ott

Aldo Grasso

Aldo Grasso, il temuto e indubbiamente prestigioso critico televisivo, ha “doppiato” la critica a Colorado (leggi articolo) con una stroncatura video. Curiosamente la stroncatura sembra il copia e incolla di altre fatte in passato.

Per esempio, riguardo a Tribbù, che andò in onda su Rai 2 per una sola stagione disse le stesse cose: A) è una brutta copia di Zelig, B) la conduzione è inesistente, C) i comici non fanno ridere, D) lo scopo di queste trasmissioni è incentivare le serate dei comici dandogli visibilità.

Confronta la videorecensione su Colorado con la videorecensione su Tribbù.

C’è da dire che non risultano grandi serate live che siano arrivate da Tribbù a nessuno degli innumerevoli comici che parteciparono (per ovvi motivi: l’ora tarda, il periodo estivo, eccetera) e Aldo Grasso dicendo una cosa simile ha mostrato di conoscere poco l’ambiente (dopotutto chi glielo fa fare?).

Ma nessuno scrive più di cabaret (come fatto notare nell’articolo precedente)

PS Ieri sera Colorado ha portato a casa un 12,67% di share e 2.932.000 telespettatori.

La Redazione di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Aldo Grasso dice la sua su Colorado

2 Ott

Segnaliamo un articolo scritto dal celebre critico televisivo Aldo Grasso riguardo a Colorado (leggi articolo su Corriere.it) in cui si dicono cose brutali, ma in parte condivisibili:

“Giuro che quando ho visto I fichi d’India vestiti da Puffi mi è venuto il magone. Lo so, nella vita ci sono modi più faticosi e incerti per guadagnarsi un pezzo di pane, ma voi dovreste vederli I fichi d’India vestiti da Puffi per capire i danni che la visibilità può fare.”

(Purtroppo il magone è comprensibile e dispiace dirlo nei confronti di due bravissimi animali da palco).

“A essere sinceri per superare le risate di «Colorado» ci vuole poco (Italia 1, venerdì, ore 21.10). Pensate l’assurdo: uno segue il programma in tv e non capisce come il pubblico in sala possa sganasciarsi dalle risate. Eppure si sganascia: ai travestimenti, alle battute più scontate, alle gag più infelici. Poi si scopre che per andare ad assistere alla registrazione bisogna pure pagare un biglietto e che il programma è seguito da tre milioni di persone. Vogliamo riflettere sulla situazione in cui ci troviamo? “

(che dire: calembour, classiconi e tormentoni, la situazione è quella. Vedi ricetta per farne tante)

“È capitato anche di sentire questa battuta: «C’è una nuova applicazione dell’iPhone», «Quale?», «i(hai)La mamma maiala». Quasi quasi bisogna rivalutare I fichi d’India.”

(Purtroppo la tendenza è anche quella: giochi di parole a raffica, in stile avanspettacolo “mo esce Antonio”. Si è sentito pure: “Sto riflettendo” con uno specchio in mano, cose che a Zelig ti prendono a parolacce).

Conclusione: si può fare Colorado, è un buon modo di guadagnarsi da vivere, ma non si può pretendere che uno dica: “che bello”. Soprattutto se si tratta dell’unico format esistente, che confluisce nella B-Murti che domina il cabaret, senza una minima alternativa produttiva e/o artistica.

Roberto Gavelli Amministratore di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno le deve fare)

Linea di confine – Kazzenger: l’unica soluzione…

26 Mag
Crozza Kazzenger

Questa sera al Teatro Nazionale di Milano si registra la seconda puntata di Italialand, che andrà in onda domani sera su La7. Nel grande, indiscusso successo della prima puntata c’è stata un “piccola macchia” documentata nel post Maurizio Crozza incappa in un clamoroso caso di plagio? (che sul blog ha raggiunto la bellezza di 875 click).

La rubrica Kazzenger verrà messo in scaletta questa sera? Forse sarebbe il caso di no…
Alcune precisazioni: a) Crozza merita tutto il successo che sta avendo, anche di più b) C’è da augurarsi che Italialand diventi un punto fisso del palinsesto di La7 per il prossimo autunno e oltre c) I discorsi qualunquisti del tipo “Crozza si comporta peggio di quelli che vorrebbe fustigare” oppure “sono tutti uguali” sono fuori luogo.
 
Eppure il danno c’è stato, nei confronti di chi ha ideato la parodia di Voyager prima di Crozza (troppo simile anche secondo l’autorevole Aldo Grasso), nei confronti di chi ha scritto (prima) battute uguali a quelle dette da Crozza.
 
Chiudere la rubrica, chiedere scusa, eccetera, sarebbero gesti nobili, ammesso che vengano fatti, ma lascerebbero comunque il retrogusto della fregatura.
Cosa bisognerebbe fare per rimediare al danno? Si tratta di un’ipotesi fantascientifica. Qui in Italia, nel mondo comico, vige il far west e non ci sono garanzie.
Ma, per rimediare, l’unica soluzione sarebbe di staccare un assegno.
 
Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)
 
Aggiornamento: la seconda puntata di Italialand ha fatto un botto ancora più grosso: 10,93% di share e 2.754.000 telespettatori
 

Salviamo il soldato Geppi? (la “generazione x” del comico)

29 Apr
Geppi Cucciari

Recentemente sono usciti due articoli su Geppi Cucciari relativi alla conduzione di G’Day (La7). Il primo su DavideMaggio.it, in cui si anticipa che la trasmissione (che va male come ascolti) verrà comunque spostata alle 19, sempre in fascia preserale e gli verrà allungato il minutaggio (leggi il post).

Il secondo è una videorecensione di Aldo Grasso (guarda video) il cui succo è: Geppi è bravissima, è il format che non funziona.

In realtà Geppi Cucciari è il frutto di quella Generazione X svezzata attorno al 2004, la prima generazione di comici ad aver saltato a piedi pari la gavetta. Quella infornata ha conosciuto i laboratori, ma non il palco vero, si è trascinata i propri difetti senza risolverli.

Guardando la pur brava Geppi si vede che (probabilmente) non ha mai vinto la “paura del palcoscenico”. E si vede in trasparenza cosa le manchi: non ha mai condotto serate in giro per l’Italia di quel lavoro sporco tanto detestato dai maniaci dei laboratori: sagre del cinghiale, gare canore, selezioni di Miss Italia, eccetera eccetera, dove si impara il mestiere, si imparano i tempi della conduzione. 

La redazione di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

“Gli Sgommati” non morde?

4 Feb
“Biscardi” conduce Gli Sgommati

Gli Sgommati è una striscia satirica a pupazzi in onda dal 24 gennaio su Sky Uno (e in replica sul canale DT gratuito Sky Cielo). Si ispira a programmi analoghi di successo come l’inglese Spitting Images e il francese Les Guignols.

I pupazzi, con la giusta dose di cattiveria, potrebbero dire cose e fare cose che agli attori in carne e ossa sarebbero precluse.

In settimana è uscita una recensione sfavorevole di Aldo Grasso (guarda il video) e si sono rincorse voci su performance non brillantissime riguardo agli ascolti (leggi post su Dagospia)  e a una delusione di Sky che, pare, si aspettasse qualcosa di più.

Bisogna dire che guardando le puntate (vedi Sky.it) si vede che sono divertenti, che è un prodotto ben confezionato, ma che non morde, non graffia, rimane parecchi livelli sotto quella realtà che andrebbe aggredita diversamente, soprattutto con quello che succede in questo periodo!

La critica di Aldo Grasso parla di un effetto Bagaglino e della scelta sbagliata di far condurre lo show al simulacro di Biscardi (un modo di mandare tutto “in vacca”).

Inoltre c’è una considerazione da fare sul mondo comico: una produzione “indipendente”, col regime di monopolio esistente, deve “spaccare” altrimenti non ha possibilità di crescere, si trasforma automaticamente in un’operazione mordi e fuggi (finché ci pagano andiamo avanti).

Bisogna muovere il mercato altrimenti rischiamo di morire coloradiani e zelighisti, che sarebbe una fine lenta e molto triste.

La Redazione di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

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