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e poi un giorno scopri Arianna Porcelli Safonov

18 Ott

Arianna Porcelli Safonov (da Bari Today)

In ritardo (come succede spesso in tempi distratti) capita di scoprire Arianna Porcelli Safonov e che la scoperta sia positiva. Arianna è scrittrice comica umoristica e performer. Esordisce nella scrittura umoristica grazie al blog Madamepipì, dalla cui esperienza nascono i pezzi per piccoli show live e per le convention aziendali. I gradini successivi sono il teatro comico, la conduzione, gli spettacoli live, i libri  (vedi biografia su FB).

Arianna Porcelli Safonov prende di mira le piccole storture del quotidiano, gli obblighi di comportamento, quelle “piaghe” che forse non sono gravi, ma che forse lo sono davvero. Lo stile è in opposizione al cattivo gusto, anche quello comico imperante e… bando alle ciance, evitiamo lo “spiegone” e postiamo un video tratto dal suo canale Youtube (qui se la prende con la mania dei “coach”): 

Quello che colpisce favorevolmente è la qualità dei testi, i tempi comici (mai sopra le righe) e l’intenso lavoro di scrittura ad ampio spettro (blog, video, live, libri) che nasce quindi da un discorso coerente a da un’esigenza artistica. Altro spiegone? No, video (questa volta live, con un cavallo di battaglia “Ti lascio Bio”): 

Pippone finale? No, piuttosto un invito: tra blog, canale Youtube, spettacoli live, libri, Arianna Porcelli Safonov è tutta da scoprire e, sicuramente ne varrà la pena. 

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Battute?… La prima puntata

2 Ott

il Vidiwall di Battute?

Ieri sera lunedì 1 ottobre 2019, dalle 23 alle 23.30, su Rai 2, è andata in onda un po’ a sorpresa la prima puntata di “Battute?” format satirico che aveva subito una clamorosa temporanea cancellazione (raccontata qui). La prima novità è stata nella conduzione affidata a Riccardo Rossi (in sostituzione di Alessandro Bardani ritiratosi per motivi familiari).

Il meccanismo di base è semplice: Riccardo Rossi legge una notizia d’attualità e chiede: “Battute?” subito dopo uno o più comici  seduti attorno a un tavolo rettangolare dicono delle battute sulla notizia. Poi c’è spazio per l’esibizione di uno stand up comedian, una promozione cinematografica, un vidiwall con vip in finto collegamento.  Tra gli stand up comedian da segnalare Carmine Del Grosso e Martina Catuzzi, tutti e due in ottima forma.

L’amministratore  di questo blog, avendo lavorato “sotto Freccero” anni fa, anche in un programma non fortunatissimo, può capire quali siano le difficoltà di mettere in onda un format che non è ancora ben definito e che ha avuto diverse traversie produttive.  Di sicuro, se Rai 2 intenderà proseguire con l’esperimento, sarà necessario un cambiamento in corso d’opera. Così, per essere propositivi (rullo di tamburi) suggeriamo qualcosa su cui intervenire subito: 

ll paradosso del titolo

1) Riccardo Rossi legge la news. 2) Riccardo Rossi chiede: “Battute?” 3) Pausa per andare a inquadrare il comedian. 4) il comedian dice la battuta.

Cosa c’è di sbagliato? che una battuta, in parole povere, è composta da soli due elementi: A. l’alzata (in questo caso la lettura della news). B. La schiacciata (in questo caso la battuta). Se ci metti qualcosa in mezzo va a farsi benedire il tempo comico. Un pallavolista, quando è lì in elevazione non è che fa qualcos’altro prima di schiacciare, perderebbe l’impatto con la palla. 

Anche se l’esegesi della battuta rischia di essere pedante, per fare le cose in regola, “Battute?” andrebbe chiesto all’inizio, poi ci sarebbe la lettura della news e appena dopo la battuta vera è propria.

La comicità televisiva italiana  ha il serio problema di non lavorare abbastanza sul prodotto finito. Spostare la domanda “Battute?” all’inizio sarebbe un segnale importante che si sta lavorando con consapevolezza sul prodotto. Poi il resto verrebbe sa sé. 

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Caffè Teatro assolto: il fatto non sussiste!

25 Set

 

Caffeteatro (da Tripavisor)

Una bella notizia appena ricevuta che riguarda il Caffè Teatro di Samarate (Varese), locale storico della comicità italiana dove, tra i tanti si sono formati artisti del calibro di Aldo, Giovanni e Giacomo, da cui sono passati davvero tutti, dai più ai meno noti. Caffè Teatro ha chiuso i battenti  a fine 2016.

In precedenza era finito nel mirino della Guardia di Finanza (leggi qui) che aveva “contestato redditi non dichiarati per circa un milione e mezzo di euro”. Una cifra che era sembrata subito esagerata calcolando quali possano essere le entrate di un locale di cabaret in tempi di crisi.

Maurizio Castiglioni, patron del Caffè Teatro, mi ha appena comunicato la notizia dell’assoluzione “con formula piena poiché il fatto non sussiste”. Questa è una cosa molto positiva che restituisce l’onore a una realtà che tanto ha fatto per il cabaret italiano e a coloro che ne sono stati gli artefici.

Maurizio Castiglioni ci tiene anche a precisare alcuni fatti che sono stati fraintesi:

  • La Guardia di Finanza non ha fatto chiudere Caffè Teatro, come molti nell’ambiente hanno supposto. La finanza ha elevato una “contestazione” che poi è stata discussa nella sede opportuna e che si è risolta con la piena assoluzione.
  • La decisione di chiudere Caffè Teatro era pregressa e presa in modo indipendente rispetto ai problemi col fisco.

Tutto ciò è positivo e restituisce verità a ciò che è successo.

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“Battute?” Il mistero del programma scomparso

20 Set

Il programma “Battute?” su Rai 2 (di cui si è parlato in questo post del 16 settembre) doveva essere una striscia satirica dalle 20 alle 20.30 da lunedì  venerdì, che avrebbe coinvolto anche un numero (imprecisato) di comedian, nella quale si sarebbero commentati i fatti del giorno.

Attenzione però: quel “numero imprecisato di comedian” è una delle tante stranezze, anzi, la madre di tutte le stranezze. Infatti l’esordio del format non è stato preceduto da alcuna presentazione del cast o comunicazione dello stesso a mezzo stampa, com’è d’obbligo fare in questi casi. 

Il giorno stesso (verso sera) è arrivata la notizia della sospensione della prima puntata. causa un lutto familiare che ha colpito il conduttore Alessandro Bardani. Questo può succedere e giustifica una sospensione. Le stranezze però sono continuate.

Sull’immediato si è parlato della sospensione della prima puntata, poi è arrivata la notizia della sostituzione di “Battute?” col quiz “Apri e Vinci” condotto da Costantino delle Gherardesca. In questo post su Fanpage si può leggere la sequenza delle notizie e si apprende anche che:

Il debutto è stato posticipato. Con ogni probabilità, il format andrà in onda dopo la conclusione della nuova stagione del quiz condotto da Costantino della Gherardesca.

Insomma un normale avvicendamento tra format, prima Apri e Vinci e poi Battute?… E qui la questione si ingarbuglia davvero poiché il quiz viene immediatamente spostato (complici i bassi ascolti e anche quelli del format di Carlo Cracco “Nella mia cucina”) in una rivoluzione del palinsesto di Rai 2 (leggi post su Davidemaggio per approfondire) che sembra escludere ogni ritorno di Battute? in favore del più rassicurante NCIS.

Sul sito della casa di produzione la Stand By me i live tweet sono fermi proprio al 16 settembre con l’annuncio dell’esordio di Battute? senza alcuna precisazione ulteriore.

Conclusioni: la misteriosa scomparsa del programma potrebbe avere vari fattori: forse un format non del tutto convincente, ancora da rodare, inserito però nel caos di un pomeriggio di Rai 2 in grave difficoltà e in fase di sconvolgimento, cui si sono aggiunti i problemi del conduttore che sono stati la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Questo in attesa di novità o precisazioni, ammesso che arrivino…

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“Battute?” il nuovo programma di Rai 2

16 Set

Alessandro Bardani a Battute? (da il giornale.it link sull’immagine)

Nel panorama asfittico della comicità televisiva si segnala a partire da questa sera su Rai 2, il format “Battute?” dalle 20 alle 20.30 da lunedì a venerdì (leggi articolo su Tv Blog) Che cos’è?

“Un gruppo di umoristi, battutisti, comici e artisti sarà seduto attorno a un tavolo per commentare notizie, fatti e curiosità della giornata, con Alessandro Bardani, ‘conduttore, moderatore e arbitro’, che siederà a capotavola.”

“Bardani leggerà una notizia o introdurrà un argomento di vario genere e ciascuno potrà esprimere un’idea o un parere, raccontare una breve storia personale o fare una battuta.”

Ci saranno anche opinionisti e giornalisti a commentare i fatti del giorno (i “collegati”). Del cast fin qui non è trapelato nulla. Potrebbe ricordare “Sbandati”sempre di Rai 2 condotta da Gigi & Ross, coi cosiddetti “Panelist” a commentare (in quel caso) il meglio e il peggio della TV.

Rischi correlati al progetto:

  1. Telefonia: quando qualcuno prende parola già si capisce che dirà una battuta (e che tipo di battuta dirà).
  2. Compagnia di giro: insieme di personaggi televisivi a volte non brillantissimi o privi di tempi comici, ma che stanno lì.

Insomma, la creazione di una Compagnia Telefonica (compagnia di giro che fa battute telefonate) è un evento micidiale che sgonfierebbe anche le migliori intenzioni. Speriamo non accada.

PS: fonti di un certo rilievo sostengono che questa sera non andrà in onda (16/09/2019 ore 16.07)

Aggiornamento: la trasmissione a quanto pare è sospesa per cause di forza maggiore (leggi qui su Davidemaggio)

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Buone Vacanze

19 Lug

Ananas Blog va in vacanza, anche se forse è in vacanza da sempre. Come spiegato altre volte, anche vis a vis, Ananas continua la sua attività seppur a scartamento ridotto, come pubblicazione di contenuti, per il semplice motivo che continua a ricevere visite. E’ diventato in sostanza una biblioteca online riguardo ciò che c’è da sapere su una delle aree più elusive e chiuse in se stesse che esistano: la comicità italiana.

Le cifre al 20 luglio 2019 parlano chiaro: 1.541 articoli, 1.568.715 visual, 552.199 visitatori, 16.505 commenti.

Anche in questi giorni di caldo torrido prevacanziero, col blog inattivo, lunedì 16 luglio: 333 visual 297 visitatori; mercoledì 17 luglio 404 visual 339 visitatori; giovedì 18 luglio 373 visual 317 visitatori. Eccetera, eccetera. Numeri significativi paragonati al contesto di nicchia.

Da qui la spinta a continuare e ad aggiungere qualcosa alla già corposa massa di articoli, ma senza appesantire troppo.

Intanto era giunta la notizia che Daniele Luttazzi non tornerà su Rai 2, com’era stato al contrario annunciato dal direttore Carlo Freccero (leggi articolo su Tv Blog) un vero peccato. Il ritorno di Luttazzi in tv è auspicato da tempo da questo blog. 

Su Rai 2 è approdato invece “Improvviserai” (ieri sera), con Ale e Franz, Gigi e Ross, una sorta di ripresa pari, pari di Buona la Prima. Risultati deludenti (un 3,1% di share) e la sensazione di già visto (leggi recensione di Fabio Morasca) ma questo è segno inevitabile dei tempi, come sa bene chi ha letto almeno una parte dei 1.541 articoli di Ananas Blog.

Buone Vacanze!

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Stand up & fight la maratona di comicità per Dado Tedeschi

11 Giu

Domenica 16 giugno sul palco dell’Arci Martiri di Turro, 12 ore filate di risate con più di 50 comici riuniti  per Dado Tedeschi, “il primo stand up comedian italiano”

L’evento è molto importante (vedi qui i dettagli) Stand Up and Fight è una maratona di comicità di 12 ore, i cui proventi verranno devoluti a Dado Tedeschi, comico e direttore artistico delle serate di comicità dell’Arci Turro. Dado è in ospedale a seguito i problemi fisici rilevanti, dai quali si sta riprendendo, ma che richiederanno una lunga riabilitazione. 

“Alla conduzione della maratona STAND UP AND FIGHT! si avvicenderanno 6 comedian: Luca Anselmi, Clara Campi, Marco Champier, Francesca Persiani, Grazia Sambruna e John Vincent. A loro il compito di presentare al pubblico più di 50 comici tra stand up e cabaret, in una variegata staffetta che esplorerà tutti i linguaggi della risata coinvolgendo artisti del calibro di Giorgio Magri, Edoardo Confuorto, Roberto De Marchi, Andrea Di Marco e tanti altri ancora.”

C’è ancora qualche posto libero, per coprire le 12 ore, chi fosse interessato può farsi avanti. Per prenotare occorre inviare un messaggio privato alla pagina Dado Tedeschi – Comedian.

Quello che colpisce di positivo in questa vicenda (che ha avuto ovvi risvolti drammatici) è il fatto che si sia creata una community, attorno a Dado Tedeschi, composta da colleghi di lavoro e allievi comedian anche tanto più giovani, rispetto a un comico di grande esperienza. Questo in un ambiente che spesso è pieno di gelosie e rivalità, in cui fare gruppo è più un’eccezione che una regola.

Stupiscono l’affetto e la partecipazione attiva da un punto di vista umano. “Dado ci ha dato tanto” è stata una motivazione spontanea che, nella sua semplicità, spiega tante cose. Significa che Dado Tedeschi ha seminato bene, in tutti i sensi. Significa anche che le accuse di avere un pessimo carattere o di essere ingestibili, che vengono distribuite a pioggia, servono solo ad appiccicare etichette spiacevoli e poco veritiere.

Una sola cosa a commento: RAGAZZI SIETE GRANDI! Vi state meritando ammirazione e rispetto… e grande DADO!

Orari: da domenica 16 giugno alle ore 14:00 – a lunedì 17 giugno alle ore 02:00

Dove: Arci Martiri Di Turro – Via Rovetta,14, 20127 Milano

Contatti: 02 45478420 arciturro@live.it

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La profezia della scomparsa del live (correva il 2010)

7 Giu

Antefatto: “Quello che 10 anni fa scrivevi sul blog  si è realizzato. Avevi capito con anni di anticipo che un certo tipo di comicità era defunta”. Questo riconoscimento mi è stato recapitato en passant, durante una telefonata in cui si parlava di tutt’altro. Lo riferisco non per vantarmi, poiché ogni “cartomante” vorrebbe prevedere solo cose belle e futuri pieni d’amore, denaro e realizzazioni spettacolari. Un cartomante obiettivo, comunque, dovrebbe riferire ciò che vede (nel 2019 la tendinite peggiorerà, andrai in rosso in banca, scoprirai di avere le corna…) 

La cosa mi ha dato comunque da pensare, considerando  che 10 anni fossero un tempo esagerato, che la profezia della crisi epocale del cabaret italiano fosse molto più recente. Invece no, andando a ritroso nel tempo, ho verificato che una serie di post dedicati all’argomento risale al 2010 (la bellezza di 9 anni fa, un abisso di tempo) Per recuperarli tutti basta digitare “Lo sterminio del live” nel motore di ricerca del blog.  Quello che stupisce è la brutalità del titolo. Nel post iniziale (leggi qui). L’attacco recitava così:

INIZIA un’inchiesta cui è stato dato il titolo “Lo sterminio del live”, dedicata al forte e (forse) irreversibile calo del lavoro dal vivo.

SI TRATTA di gran lunga del problema più grave esistente, per il semplice motivo che un comico che non lavora o lavora poco è come se fosse mutilato. La separazione tra il comico e il lavoro live è qualcosa di traumatico, innaturale, a lungo andare insopportabile da sostenere.

LA CRISI è nel suo pieno, ha già destabilizzato il mondo del cabaret (e le sue derivazioni) creando una precarietà e un’insicurezza generalizzate; un abbassamento della qualità e della professionalità.

La crisi era entrata in campo con il brusco declino degli anni d’oro del cabaret. Quegli anni di boom erano trainati dall’eccesso di Televisività, dal ridurre sia live che tv a un unico pastone monotematico (il pezzo da 3 minuti, ritmo, ritmo, tormentoni). Lo sfruttamento commerciale, che tendeva ad allargare sempre di più la comunità dei partecipanti, era ovviamente insostenibile.

Il live scricchiolò per primo seguito dalla sempre minore resa delle apparizioni televisive (adesso quasi azzerata tranne alcune eccezioni). Anche se nel lontano 2010 tutto sembrava luccicare, Zelig, dal Teatro degli Arcimboldi, sparava standing ovation magniloquenti chiamate da Claudio Bisio e Vanessa Incontrada, Colorado si godeva un 14,8% di share medio (vedi qui) e più di 3 milioni di spettatori a puntata.  

Lo sfruttamento commerciale cabarettistico, già allora, creava due forti aree di disagio: A) la differenza tra i sogni di gloria e le difficoltà o l’impossibilità di raggiungerli B) il dover creare materiale comico che fosse televisivo e che era imposto dall’alto. Quando il disagio materiale e quello artistico si fondevano assieme, l’insofferenza diventava acuta.

Così non era solo il blog a percepire il problema, c’erano quelli che lo vivevano sulla loro pelle. Alcuni nel corso degli anni hanno trovato una soluzione: scappare dalla fabbrica di tormentoni e andare a fare cose più consone alle proprie aspirazioni. Talvolta seguendo i consigli di Nancy Sinatra. i loro percorsi professionali e artistici sarebbero interessanti da raccontare… ma questa è un’altra storia.

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Parliamo di Gio Pizzi in quanto youtuber e non solo

29 Apr

Giò Pizzi (da Cercatori di Atlantide, link all’immagine)

Andiamo con ordine. Gio Pizzi (Giovanni Pizzigoni) si presenta così: “Mi occupo di doppiaggio, vlog, attualità, cinema e satira!” ed è noto soprattutto per il canale Youtube (vedi qui il canale) GioPizzi – attualità e cultura pop, che conta più di 228.000 iscritti. E’ attivo anche su Facebook, Twitter, Instagram e su altri luoghi dai nomi morbosamente anglosassoni: Twitch, Patreon, Spreaker (vedi qui) ma questo importa poco, ciò che importa è lo stile che rappresenta (salvo smentite) una novità in campo satirico.

Gio Pizzi ricorda un po’ un Saverio Raimondo più giovane e più peloso, meno propenso alla battuta e più all’approfondimento. Di solito la satira comica si appoggia su un evento, un titolo di giornale, un fatto che viene riassunto in poche parole, poiché la necessità è quella di arrivare alla battuta. Ciò porta alla semplificazione, all’imprecisione ed è a rischio di uso dei luoghi comuni. Gio Pizzi lavora molto sulla documentazione (questa è la novità) quindi riesce nel compito arduo di informare facendo intrattenimento. Ovviamente le battute e le gag sono più dilatate. Un esempio notevole è il video sull’Alt-Right (una roba brutta che tutti noi dovremmo conoscere):

Probabilmente il video successivo è più facile come paragone con la comicità italiana, visto che parla del famigerato Congresso delle Famiglie di Verona, derivato da una ideologia che è stata presa spesso di mira dalla satira. Anche qui c’è l’aspetto informativo che viene prima di tutto:

Insomma, la sensazione è quella di aver imparato qualcosa e di essersi divertiti, rivolti però alla direzione corretta, quella della realtà, con la possibilità, la voglia di andare a leggersi qualcosa di più sul tema. Forse si potrebbe prendere a esempio il lavoro di Giò Pizzi, magari scrivendo cose un po’ più documentate, prima di arrivare alla battuta e alla conseguente risata (che devono esserci comunque).

Un ultimo video suggerito, con un meccanismo più easy: Pizzi che legge i commenti offensivi…

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Vicidomini, Cochi e il passaggio di testimone della “follia”

12 Apr

Nicola Vicidomini col Maestro Cochi Ponzoni

I tempi d’oro della follia creativa comica che sfocia in genialità, nel nostro paese, sono legati ad alcuni nomi riconducibili alla “scuola milanese” tra cui spiccano Iannacci (come padre spirituale e direttore artistico), Cochi e Renato, Felice Andreasi, Lino Toffolo e, perché no, Mario Marenco, cresciuto alla corte di Arbore, ma unito agli altri dalla stessa “fattanza” gioiosa e surreale. Marenco ci ha lasciato da poco (qui un esempio della sua genialità, la poesia Sfranta) creativo fino all’ultimo in un contesto che l’aveva sostanzialmente reso marginale.

Ricordando il passato, ci si chiede chi, ai nostri giorni, ne porti avanti il testimone. Un testimone viene dato di persona a chi farà altri scatti in avanti e, in questo senso, qualcosa è successo. Nicola Vicidomini (vedi Pagina FB) porterà il suo nuovo spettacolo (Fauno) al teatro Vascello di Roma il 28 aprile, 11 maggio e 26 maggio. Per l’occasione Nicola sta facendo telefonate in diretta agli amici che vengono pubblicate su Facebook. Tra gli altri Maurizio Milani, Emanuele Salce, Nino Frassica, Francesco Scimemi, Cochi Ponzoni. Proprio quest’ultimo compie un “passaggio di testimone”. 

Qui la telefonata Cochi/Vicidomini.

Cochi attribuisce all’amico il titolo di “magister della follia” e riconosce solo due eredi della tradizione gloriosa del passato: Maurizio Milani e appunto Nicola Vicidomini. dice che ci sono cose interessanti, che sono come dei “lampi”, ma gli unici restano loro due. La conversazione è interessantissima anche per gli aneddoti su Jannacci, Cochi e Renato, Andreasi e via discorrendo, un mondo che è ancora vivo e attuale. E che adesso (sappiamo) ha dei continuatori.

Consigli per gli acquisti: esistono due artisti caratterizzati (l’uno) da una scrittura surreale degna o anche superiore a quella di tanti comedian internazionali, dove Codogno può essere la metafora di qualsiasi luogo alla periferia di qualcosa, quindi comprensibile a tutti e (l’altro) con elementi linguistici e visionari che vanno anche oltre ciò che è stato sognato dai “folli” del cabaret italiano, ma inseribile nel filone della comicità degli eccessi che gode di estimatori in tutto il mondo… 

Detto ciò: non è che qualche piattaforma innovativa tipo Netflix fosse interessata a cogliere al volo l’occasione? Tipo una roba da produttori illuminati?…

Ananas Blog

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