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Buone Vacanze

19 Lug

Ananas Blog va in vacanza, anche se forse è in vacanza da sempre. Come spiegato altre volte, anche vis a vis, Ananas continua la sua attività seppur a scartamento ridotto, come pubblicazione di contenuti, per il semplice motivo che continua a ricevere visite. E’ diventato in sostanza una biblioteca online riguardo ciò che c’è da sapere su una delle aree più elusive e chiuse in se stesse che esistano: la comicità italiana.

Le cifre al 20 luglio 2019 parlano chiaro: 1.541 articoli, 1.568.715 visual, 552.199 visitatori, 16.505 commenti.

Anche in questi giorni di caldo torrido prevacanziero, col blog inattivo, lunedì 16 luglio: 333 visual 297 visitatori; mercoledì 17 luglio 404 visual 339 visitatori; giovedì 18 luglio 373 visual 317 visitatori. Eccetera, eccetera. Numeri significativi paragonati al contesto di nicchia.

Da qui la spinta a continuare e ad aggiungere qualcosa alla già corposa massa di articoli, ma senza appesantire troppo.

Intanto era giunta la notizia che Daniele Luttazzi non tornerà su Rai 2, com’era stato al contrario annunciato dal direttore Carlo Freccero (leggi articolo su Tv Blog) un vero peccato. Il ritorno di Luttazzi in tv è auspicato da tempo da questo blog. 

Su Rai 2 è approdato invece “Improvviserai” (ieri sera), con Ale e Franz, Gigi e Ross, una sorta di ripresa pari, pari di Buona la Prima. Risultati deludenti (un 3,1% di share) e la sensazione di già visto (leggi recensione di Fabio Morasca) ma questo è segno inevitabile dei tempi, come sa bene chi ha letto almeno una parte dei 1.541 articoli di Ananas Blog.

Buone Vacanze!

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Stand up & fight la maratona di comicità per Dado Tedeschi

11 Giu

Domenica 16 giugno sul palco dell’Arci Martiri di Turro, 12 ore filate di risate con più di 50 comici riuniti  per Dado Tedeschi, “il primo stand up comedian italiano”

L’evento è molto importante (vedi qui i dettagli) Stand Up and Fight è una maratona di comicità di 12 ore, i cui proventi verranno devoluti a Dado Tedeschi, comico e direttore artistico delle serate di comicità dell’Arci Turro. Dado è in ospedale a seguito i problemi fisici rilevanti, dai quali si sta riprendendo, ma che richiederanno una lunga riabilitazione. 

“Alla conduzione della maratona STAND UP AND FIGHT! si avvicenderanno 6 comedian: Luca Anselmi, Clara Campi, Marco Champier, Francesca Persiani, Grazia Sambruna e John Vincent. A loro il compito di presentare al pubblico più di 50 comici tra stand up e cabaret, in una variegata staffetta che esplorerà tutti i linguaggi della risata coinvolgendo artisti del calibro di Giorgio Magri, Edoardo Confuorto, Roberto De Marchi, Andrea Di Marco e tanti altri ancora.”

C’è ancora qualche posto libero, per coprire le 12 ore, chi fosse interessato può farsi avanti. Per prenotare occorre inviare un messaggio privato alla pagina Dado Tedeschi – Comedian.

Quello che colpisce di positivo in questa vicenda (che ha avuto ovvi risvolti drammatici) è il fatto che si sia creata una community, attorno a Dado Tedeschi, composta da colleghi di lavoro e allievi comedian anche tanto più giovani, rispetto a un comico di grande esperienza. Questo in un ambiente che spesso è pieno di gelosie e rivalità, in cui fare gruppo è più un’eccezione che una regola.

Stupiscono l’affetto e la partecipazione attiva da un punto di vista umano. “Dado ci ha dato tanto” è stata una motivazione spontanea che, nella sua semplicità, spiega tante cose. Significa che Dado Tedeschi ha seminato bene, in tutti i sensi. Significa anche che le accuse di avere un pessimo carattere o di essere ingestibili, che vengono distribuite a pioggia, servono solo ad appiccicare etichette spiacevoli e poco veritiere.

Una sola cosa a commento: RAGAZZI SIETE GRANDI! Vi state meritando ammirazione e rispetto… e grande DADO!

Orari: da domenica 16 giugno alle ore 14:00 – a lunedì 17 giugno alle ore 02:00

Dove: Arci Martiri Di Turro – Via Rovetta,14, 20127 Milano

Contatti: 02 45478420 arciturro@live.it

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La profezia della scomparsa del live (correva il 2010)

7 Giu

Antefatto: “Quello che 10 anni fa scrivevi sul blog  si è realizzato. Avevi capito con anni di anticipo che un certo tipo di comicità era defunta”. Questo riconoscimento mi è stato recapitato en passant, durante una telefonata in cui si parlava di tutt’altro. Lo riferisco non per vantarmi, poiché ogni “cartomante” vorrebbe prevedere solo cose belle e futuri pieni d’amore, denaro e realizzazioni spettacolari. Un cartomante obiettivo, comunque, dovrebbe riferire ciò che vede (nel 2019 la tendinite peggiorerà, andrai in rosso in banca, scoprirai di avere le corna…) 

La cosa mi ha dato comunque da pensare, considerando  che 10 anni fossero un tempo esagerato, che la profezia della crisi epocale del cabaret italiano fosse molto più recente. Invece no, andando a ritroso nel tempo, ho verificato che una serie di post dedicati all’argomento risale al 2010 (la bellezza di 9 anni fa, un abisso di tempo) Per recuperarli tutti basta digitare “Lo sterminio del live” nel motore di ricerca del blog.  Quello che stupisce è la brutalità del titolo. Nel post iniziale (leggi qui). L’attacco recitava così:

INIZIA un’inchiesta cui è stato dato il titolo “Lo sterminio del live”, dedicata al forte e (forse) irreversibile calo del lavoro dal vivo.

SI TRATTA di gran lunga del problema più grave esistente, per il semplice motivo che un comico che non lavora o lavora poco è come se fosse mutilato. La separazione tra il comico e il lavoro live è qualcosa di traumatico, innaturale, a lungo andare insopportabile da sostenere.

LA CRISI è nel suo pieno, ha già destabilizzato il mondo del cabaret (e le sue derivazioni) creando una precarietà e un’insicurezza generalizzate; un abbassamento della qualità e della professionalità.

La crisi era entrata in campo con il brusco declino degli anni d’oro del cabaret. Quegli anni di boom erano trainati dall’eccesso di Televisività, dal ridurre sia live che tv a un unico pastone monotematico (il pezzo da 3 minuti, ritmo, ritmo, tormentoni). Lo sfruttamento commerciale, che tendeva ad allargare sempre di più la comunità dei partecipanti, era ovviamente insostenibile.

Il live scricchiolò per primo seguito dalla sempre minore resa delle apparizioni televisive (adesso quasi azzerata tranne alcune eccezioni). Anche se nel lontano 2010 tutto sembrava luccicare, Zelig, dal Teatro degli Arcimboldi, sparava standing ovation magniloquenti chiamate da Claudio Bisio e Vanessa Incontrada, Colorado si godeva un 14,8% di share medio (vedi qui) e più di 3 milioni di spettatori a puntata.  

Lo sfruttamento commerciale cabarettistico, già allora, creava due forti aree di disagio: A) la differenza tra i sogni di gloria e le difficoltà o l’impossibilità di raggiungerli B) il dover creare materiale comico che fosse televisivo e che era imposto dall’alto. Quando il disagio materiale e quello artistico si fondevano assieme, l’insofferenza diventava acuta.

Così non era solo il blog a percepire il problema, c’erano quelli che lo vivevano sulla loro pelle. Alcuni nel corso degli anni hanno trovato una soluzione: scappare dalla fabbrica di tormentoni e andare a fare cose più consone alle proprie aspirazioni. Talvolta seguendo i consigli di Nancy Sinatra. i loro percorsi professionali e artistici sarebbero interessanti da raccontare… ma questa è un’altra storia.

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Parliamo di Gio Pizzi in quanto youtuber e non solo

29 Apr

Giò Pizzi (da Cercatori di Atlantide, link all’immagine)

Andiamo con ordine. Gio Pizzi (Giovanni Pizzigoni) si presenta così: “Mi occupo di doppiaggio, vlog, attualità, cinema e satira!” ed è noto soprattutto per il canale Youtube (vedi qui il canale) GioPizzi – attualità e cultura pop, che conta più di 228.000 iscritti. E’ attivo anche su Facebook, Twitter, Instagram e su altri luoghi dai nomi morbosamente anglosassoni: Twitch, Patreon, Spreaker (vedi qui) ma questo importa poco, ciò che importa è lo stile che rappresenta (salvo smentite) una novità in campo satirico.

Gio Pizzi ricorda un po’ un Saverio Raimondo più giovane e più peloso, meno propenso alla battuta e più all’approfondimento. Di solito la satira comica si appoggia su un evento, un titolo di giornale, un fatto che viene riassunto in poche parole, poiché la necessità è quella di arrivare alla battuta. Ciò porta alla semplificazione, all’imprecisione ed è a rischio di uso dei luoghi comuni. Gio Pizzi lavora molto sulla documentazione (questa è la novità) quindi riesce nel compito arduo di informare facendo intrattenimento. Ovviamente le battute e le gag sono più dilatate. Un esempio notevole è il video sull’Alt-Right (una roba brutta che tutti noi dovremmo conoscere):

Probabilmente il video successivo è più facile come paragone con la comicità italiana, visto che parla del famigerato Congresso delle Famiglie di Verona, derivato da una ideologia che è stata presa spesso di mira dalla satira. Anche qui c’è l’aspetto informativo che viene prima di tutto:

Insomma, la sensazione è quella di aver imparato qualcosa e di essersi divertiti, rivolti però alla direzione corretta, quella della realtà, con la possibilità, la voglia di andare a leggersi qualcosa di più sul tema. Forse si potrebbe prendere a esempio il lavoro di Giò Pizzi, magari scrivendo cose un po’ più documentate, prima di arrivare alla battuta e alla conseguente risata (che devono esserci comunque).

Un ultimo video suggerito, con un meccanismo più easy: Pizzi che legge i commenti offensivi…

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Vicidomini, Cochi e il passaggio di testimone della “follia”

12 Apr

Nicola Vicidomini col Maestro Cochi Ponzoni

I tempi d’oro della follia creativa comica che sfocia in genialità, nel nostro paese, sono legati ad alcuni nomi riconducibili alla “scuola milanese” tra cui spiccano Iannacci (come padre spirituale e direttore artistico), Cochi e Renato, Felice Andreasi, Lino Toffolo e, perché no, Mario Marenco, cresciuto alla corte di Arbore, ma unito agli altri dalla stessa “fattanza” gioiosa e surreale. Marenco ci ha lasciato da poco (qui un esempio della sua genialità, la poesia Sfranta) creativo fino all’ultimo in un contesto che l’aveva sostanzialmente reso marginale.

Ricordando il passato, ci si chiede chi, ai nostri giorni, ne porti avanti il testimone. Un testimone viene dato di persona a chi farà altri scatti in avanti e, in questo senso, qualcosa è successo. Nicola Vicidomini (vedi Pagina FB) porterà il suo nuovo spettacolo (Fauno) al teatro Vascello di Roma il 28 aprile, 11 maggio e 26 maggio. Per l’occasione Nicola sta facendo telefonate in diretta agli amici che vengono pubblicate su Facebook. Tra gli altri Maurizio Milani, Emanuele Salce, Nino Frassica, Francesco Scimemi, Cochi Ponzoni. Proprio quest’ultimo compie un “passaggio di testimone”. 

Qui la telefonata Cochi/Vicidomini.

Cochi attribuisce all’amico il titolo di “magister della follia” e riconosce solo due eredi della tradizione gloriosa del passato: Maurizio Milani e appunto Nicola Vicidomini. dice che ci sono cose interessanti, che sono come dei “lampi”, ma gli unici restano loro due. La conversazione è interessantissima anche per gli aneddoti su Jannacci, Cochi e Renato, Andreasi e via discorrendo, un mondo che è ancora vivo e attuale. E che adesso (sappiamo) ha dei continuatori.

Consigli per gli acquisti: esistono due artisti caratterizzati (l’uno) da una scrittura surreale degna o anche superiore a quella di tanti comedian internazionali, dove Codogno può essere la metafora di qualsiasi luogo alla periferia di qualcosa, quindi comprensibile a tutti e (l’altro) con elementi linguistici e visionari che vanno anche oltre ciò che è stato sognato dai “folli” del cabaret italiano, ma inseribile nel filone della comicità degli eccessi che gode di estimatori in tutto il mondo… 

Detto ciò: non è che qualche piattaforma innovativa tipo Netflix fosse interessata a cogliere al volo l’occasione? Tipo una roba da produttori illuminati?…

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Colorado, recensione gourmet

29 Mar

Giovedì 28 marzo è partita la stagione numero 20 di Colorado, conduzione Ruffini, Belen, Panpers, Scintilla. Senza Pucci e Pintus. I risultati sono stati 1.300.000 spettatori e share 5,1% nella presentazione,  1.700.000 telespettatori, share 8,74% nel programma.  Detto ciò, vediamo quali sono state le cose più interessanti, quelle da segnalare rispetto al nutrito gruppo di comici, insomma le scelte che farebbe un gourmet della comicità:

Max Pisu col mitico Tarcisio, sempreverde e con un pezzo standard ormai consolidato, poi ritornato come se stesso con spalla scintilla. Il grande Rubes Piccinelli, uno dei migliori interpreti della comicità surreale/disperata milanese post Jannacci che ebbe il suo inizio nel laboratorio Scaldasole – Barrios. Rubes si propone in coppia con Raffaele D’Ambrosio in una parodia azzeccata delle fiction “alla gomorra” in cui però il killer è bresciano. Alessandro Bianchi torna a Colorado con Bobo, un filosofo alticcio, sul genere “one liner” che fa molto ridere (vedi qui) e che magari dovrebbe uscire un bel po’ prima di mezzanotte.

Altra presenza da segnalare è quella di Angelo Pisani anche lui nato nel laboratorio Scaldasole (nostalgia canaglia), già Pali e dispari, qui con un monologo non banale sulla comicità. Poi Vincenzo Albano, col suo cavallo di battaglia, l’impresario cialtrone Enzo Ratti, è apparso uno dei più in palla della serata. Tra gli opinionisti Massimo Bagnato, che rimane uno dei massimi esponenti italiani della comicità nonsense.

Davide Calgaro stand up comedian di appena 18 anni, che mostra una bella grinta, già mostrata in concorsi e  serate in giro per l’Italia. Cristiana Chinaglia con un’analisi ficcante di 50 sfumature di Grigio. I Bella Domanda (già vincitori di Eccezionale Veramente 2) con uno stile surreale unico nel suo genere. Federico Parlanti che proviene da Up & Down  spettacolo con Paolo Ruffini e 5 persone con la sindrome di down.

Voilà, queste erano le scelte gourmet nel cast di Colorado.

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Made in Sud in controtendenza nonostante…

6 Mar

Fatima Trotta valorizzata come donna

Come viene sottolineato in questa recensione su Tv Blog, a cura di Fabio Morasca, la prima puntata di Made in Sud 2019, lunedì 4 marzo 2019, non ha presentato alcuna speranza di rinnovamento, a partire dalla durata monstre, bel oltre la mezzanotte. La news del momento è un’altra, come fa notare Fabio Morasca ed arriva da Netflix:

“E’ notizia recente, infatti, del colosso Netflix che ha scelto di puntare sui comedian Saverio Raimondo, Francesco De Carlo ed Edoardo Ferrario per una serie di speciali fruibili sulla piattaforma. Stiamo parlando di quegli stand up comedian che hanno vissuto recentemente un periodo fortunato (e celere), dal punto di vista televisivo, che la tv, però, ha sedotto e abbandonato, nel tentativo di addomesticarli, di addolcirli o di snaturarli direttamente (ciò che è accaduto a Giorgio Montanini a Le Iene si fa fatica a capire e a spiegare).”

La sorpresa di Made in Sud è stata negli ascolti dell’esordio 1.955.000 spettatori e il 9,3% di share, nonostante la concorrenza de Il Nome della Rosa su Rai 1 e l’Isola dei Famosi su Canale 5. La conduzione a cura di Fatima Trotta che finalmente è stata valorizzata anche in quanto donna, Stefano De Martino che si è rivelato un ragazzo simpatico che sa stare al gioco, alternati a Biagio Izzo ed Elisabetta Gregoraci.

Come scritto più volte qui, una delle chiavi di lettura dell’efficacia di Made in Sud sta nella regia, davvero notevole pur in un contesto di contenuti abbastanza o del tutto datati. Poi bisogna capire anche da dove arrivano i numeri. Facciamo un piccolo esempio con questo blog: 

il picco di visite dovuto alla keyword Made in Sud

Come si può notare dalle statistiche c’è un picco di visite in corrispondenza della messa in onda della trasmissione in cui si superano le 400 visual. Cifre interessanti se si pensa che A) il blog viene aggiornato di rado. B) il blog è settoriale. C) non era stato scritto alcun post sull’esordio di Made in Sud. Sugli scudi il post sulle cifre e i guadagni di Made in Sud, del gennaio 2014 che che nel tempo ha totalizzato più di 20.000 visual. 

Questo significa nel piccolo un certo interesse, una “domanda” da parte degli utenti… che poi si riflette in grande nei quasi 2 milioni che hanno seguito il programma.

Questo al di là del merito artistico. Bisogna capire però che anche l’innovazione deve fare i “numeri” così… addavenì Netflix. 

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Tobuki, la Guida agli Spazi Teatrali 2019

20 Feb

La cover della Guida agli Spazi teatrali 2019

E’ uscita Tobuki la Guida agli Spazi Teatrali 2019 realizzata da Tom Corradini. Avevamo parlato della prima edizione della guida uscita l’anno scorso (leggi qui). In questa edizione non viene riportato nel titolo  la dicitura “Teatro Off”.  

“Cambiano formato  e contenuti, ma rimangono inalterate le sue finalità: essere un supporto per compagnie, operatori e professionisti del settore… Non solo più una guida esclusivamente dedicata ai cosiddetti teatri off , ma una pubblicazione più inclusiva, dedicata a tutti gli spazi teatrali interessati ad essere centri performativi aperti a nuove proposte di programmazione.”

Vediamo i contenuti della guida:

“140 spazi teatrali italiani e della Svizzera Italiana con contatti della direzione artistica, tipi di spettacoli ricercati, schede tecniche, costi di noleggio, opportunità di alloggio per le compagnie ospitate e tante altre informazioni utili per chi si occupa di distribuzione e produzione teatrale. L’edizione 2019 contiene anche un breve elenco di festival teatrali con contatti e informazioni sui periodi di iscrizione.”

“Il Formato Kindle della guida. Contiene le foto e link attivi degli spazi ed è possibile leggerla su qualsiasi dispositivo (ipad, computer, cellulare) grazie al software Kindle che Amazon mette gratuitamente a disposizione.” 

In parallelo c’è la nascita di un blog dal titolo omonimo: Tobuki – Teatro Senza Confini (vedi qui) “Un sito dedicato alla produzione teatrale e alle arti performative. Per vedere il mondo del teatro da dietro le quinte e per aiutare chi si occupa di teatro a livello professionale.” 

Punta molto sulla concretezza, è’ online da poco e merita tutto l’interesse suggerito da questo blog che, invece, sembra quasi ci sia da sempre 😉

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Il Trioreno: 3 ragazzi geniali di Bologna

4 Feb

Il Trioreno (dalla pagina FB di Bob Messini)

Ci sono vari modi di scoprire qualcosa, per esempio quando qualcuno di influente te la segnala. E’ successo a molti recentemente col gruppo comico Trioreno, che sono stati citati da Natalino Balasso nel suo formidabile Discorso di Capodanno 2019, (minuto 13.15) con le seguenti parole: “C’è stato un trio di comici a Bologna. Si chiamava Trioreno. Erano geniali, per questo non senti parlare di loro e continui a sentir parlare di Boldi e De Sica. Il Trioreno aveva dipinto lo spirito della nazione attraverso piccole cose, ad esempio attraverso la lettura dei segnali stradali…

Balasso cita appunto lo sketch dei segnali stradali, visibile anche su Youtube:

Quello che stupisce (il video è del 1988) è il ritmo, l’energia con cui vengono smontati i luoghi comuni, con un meccanismo di call and response (botta e risposta) che in musica è tipico del blues e che nel Trioreno (qui sta il genio) viene riportato alla comicità e fa ridere tanto, tantissimo.

Per tornare alle origini, la storia del Trioreno è semplice: formato dai bolognesi Roberto Onofri, Marcello Foschini, Roberto (Bob) Messini, con l’aggiunta di un autore dietro le quinte (Mario Giorgi); la loro carriera è cominciata vincendo il Festival di Loano nel luglio 1987, che ha spalancato loro le porte alla partecipazione a Drive In (stagioni 1987/1988).

Qui ricordo bene che, ai tempi, guardando Drive In la genialità del Trioreno era evidente, anche se un po’ penalizzata da un minutaggio troppo breve e da una scaletta che accumulava gag una via l’altra. Invece in ciò che è caricato online si intuisce quale può essere l’energia sprigionata dal Trioreno dal vivo. Qui un altro sketch notevole, dal titolo “Professore”.

La visibilità post Drive In ha portato ad alcuni anni di lavoro intenso. In seguito il rapporto con la tv è stato un po’ discontinuo. Citiamo: “Fate il vostro gioco” (Rai 2, 1988), Europa Europa (Rai1 2 1989 e 1990) Roxy Bar (1994) Colorado Café (2006).

Come ci ha raccontato Bob Messini, i ragazzi bolognesi del Trioreno non avevano l’idea di come si gestisca o si sfrutti il successo; di come ci si venda o si monetizzi al meglio. Ingenuamente pensavano che il mondo dello spettacolo non fosse composto al 10% di “arte” e al 90% di pubbliche relazioni.

Però la buona notizia è che il Trioreno c’è ancora, non si è mai separato. Un po’ come certe band che non si sciolgono e che sono sempre in odore di reunion. Non tanto tempo fa c’è stata la realizzazione di “Triage” una trilogia di corti teatrali. I tre stanno seduti e usano ritmi più lenti, non per perdita di energia, ma per scelta artistica.

Picasso ha detto che “I mediocri imitano, i geni copiano”. I ragazzi del Trioreno sono dei geni e non hanno neanche copiato… alla faccia di Picasso! 

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Belen Rodriguez alla conduzione di Colorado

28 Gen

Belen Rodriguez (da TvBlog)

Come anticipato anche da Tv Blog (vedi qui) Belen Rodriguez condurrà la prossima stagione di Colorado (tra aprile e maggio 2018) al fianco di Paolo Ruffini (sembra ormai sicuro). Curiosamente l’ex di Belen, Stefano De Martino condurrà Made in Sud (vedi post) in un confronto a distanza tra gli ultimi due scalettoni comici della tv italiana.

Come fa notare Tv Blog, Colorado rientra dopo uno stop di più di un anno (ultima puntata il 4 gennaio 2018). Anche Made in Sud ha subito un periodo di ferma addirittura più significativo (ultima puntata 30 maggio 2017). Insomma, quella che era una grande macchina che produceva puntate una dopo l’altra a ritmi forsennati (come se non ci fosse un domani) si è parecchio diradata.

Da aprile a maggio (per Colorado) si conterebbero un 8 puntate. La corazzata di Maurizio The Manager Totti era abituata a macinare 22 prime serate l’anno (più gli incassi dei film) anche se si può consolare con altre produzioni come il Big Show con Adrea Pucci.

Sulla pagina Facebook della Colorado film sono segnalati due Colorado Lab finalizzati alla trasmissione, uno al Teatro Blu di Milano (qui) con la data prevista di martedì 12 febbraio; l’altro al Teatro Flavio di Roma (qui) martedì 29 e mercoledì 30 gennaio. 

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