Tag Archives: Arcimboldi

la nostaglia degli Arcimboldi (come uscirne)

19 Dic

Parli con qualcuno che ha fatto alcune puntate di Zelig al teatro Arcimboldi e ti dirà “ho voglia di farne ancora” con quel tono struggente di chi sente una profonda nostalgia. Invece la logica direbbe: “mi sono cavato la voglia, adesso mi dedico ad altro, così non mi faccio tenere per le palle dai soliti noti”.

Anche per questo la platea deve essere ampia, che sia un tendone da circo, un Arcimboldi, una tensostruttura in piazzale Cuoco, ci devono essere migliaia di persone. L’effetto è quello di “marchiare” l’esibizione con l’onda d’urto degli applausi e delle risate, quella che solo un pubblico folto può produrre, cosa che non si potrebbe realizzare in uno studio televisivo o in un locale.

Facciamo un parallelo con le montagne russe: arrivati a fine corsa, come premio per lo scampato pericolo ci sarebbe il rilascio di endorfine (vedi Wikipedia), le endorfine, semplificando al massimo, sono una specie di oppiaceo naturale che induce una sensazione di benessere e di appagamento. Per questo vengono progettate montagne russe sempre più “pericolose”, perché dopo un po’ si crea assuefazione.

Allo stesso modo, chi arriva sul palco zelighiano, dopo tensioni e fatiche inenarrabili, col pericolo di giocarsi tutto in pochi minuti, nel momento in cui riesce a svangarla e sente l’onda d’urto di qualche bella risata, con la standing ovation finale, dovrebbe inondarsi di endorfine. Esaurito l’effetto, potrebbe crearsi una Continua a leggere

La puntata 14 di Zelig (che si registrò in febbraio)

28 Apr

sembra ieri, ma era febbraio

C’è molta ironia in ciò che è successo ieri sera: è andata in onda la puntata 14 di Zelig, che in realtà fu registrata martedì 14 febbraio e che non venne trasmessa il venerdì della stessa settimana per evitare la débacle di ascolti contro Sanremo. La débacle c’è stata lo stesso: 3.999.000 telespettatori (sotto la quota psicologica dei 4 milioni) e sotto il 17% di share, regalando una netta vittoria a Rai 1.

La cosa strana è che sembrava fine stagione, puntata molto stanca, eppure l’allegra banda capitanata da Claudio Bisio avrebbe dovuto essere al massimo della forma e della freschezza. Vediamo i contenuti:

Paolo Labati a schiaffo, il disegnatore comico Al Valenti, Salvatore Marino col TG, Fausto Solidoro – Marìo de Janeiro, Giuseppe Giacobazzi col racconto di Marione, Fausto Solidoro ha l’onore di un balletto (cosa che capitò anche a Simone Barbato), Gabriele Cirilli con Kruska, Claudio Batta con Capocenere, I Pali e Dispari, Giorgio Verduci, Paolo Migone (monologo classico),

il bravo Francesco Damiano con Giallorenzo (terza puntata, tutte andate in onda a macchia di leopardo, potevano crederci un po’ di più…), ottimo ritorno di Flavio Oreglio, bel pezzo in bilico tra scienza, filosofia e comicità, Andrea Di Marco (E tu di Baglioni attualizzata), pezzo a due Cortellesi Bisio, La Ricotta con le pie donne, Leonardo Manera – Batista.

 Marco Guarena – Ninfo Point, Claudio e Paola cantano, torna l’ottimo Antonio D’Ausilio, Paolo Casiraghi – Chuparosa, Anna Maria Chiarito – Shanti (puntata numero 2, stesso discorso: ma datele almeno 5 o 6 puntate di fila!), Sambucco – maniaco con Renato Lauretta, Massimo Bagnato, Bove e Limardi chiudono.

Pezzo migliore della serata: Flavio Oreglio.

Che si andasse verso un crollo della qualità generale del format era prevedibile (poiché inevitabile). Il male parte da lontano. La puntata spostata ad aprile per evitare il disastro negli ascolti, che poi l’ha provocato lo stesso è uno scherzo beffardo del destino. Altra coincidenza: proprio ieri dava le dimissioni Pep Guardiola, dopo aver vinto tutto col Barcellona (cosa che forse Zelig avrebbe dovuto fare già da un po’, ritirandosi quasi al culmine della gloria del format).

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La puntata numero 13 di Zelig (battuta da una “gara di burlesque”)

21 Apr

Ovviamente il titolo è una battuta, ma guardando la bellissima Luisa Corna, travestita da Renato Zero, con 2 metri di gamba, l’impressione era quella (soprattutto dopo che Berlusconi aveva appena definito così il bunga bunga).

Comunque la prima puntata del “Tale e Quale Show”, condotto da Carlo Conti, una gara di imitazioni tra vip, ha battuto nettamente la tredicesima di Zelig: 5.470.000 telespettatori contro 4.386.000.

E’ bastato uno show appena appena competitivo per regalare la vittoria a Rai 1 (eppure il “biscotto” prevedeva il trionfo di Zelig che maramaldeggiava senza avversari).

Ieri sera puntata peggiore di sempre, coi veterani spompati e tempi dilatati all’infinito. Per carità, i veterani hanno già dato tantissimo, hanno già fatto i miracoli. Bertolino ha addirittura riesumato il muratore bergamasco Paramatti. Avrebbe potuto fare il pensionato Cozzi Gino alle prese con i tagli alle pensioni… un momento: un pensionato che si chiama Gino… no, non era proponibile!

Pezzo migliore della serata: Rocco Barbaro (che fa ancora ridere!)

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La puntata 12 di Zelig 2012

14 Apr

La puntata numero 12 (per quel che vale la numerazione: per esempio la puntata finale è stata registrata prima della 13esima e della 14esima) ha totalizzato 4.734.000 telespettatori, in risalita rispetto alla settimana precedente. Esaurito Frizzi, da venerdì prossimo se la vedrà con Carlo Conti (il biscotto prevedeva ascolti trionfali contro avversari deboli, forse riusciranno comunque a riportarli sui 5 milioni).

Vediamo a grandi linee i contenuti: apre la Cortellesi con una freddura davvero ghiacciata (mi sono riposato a casa – allora sei in una casa di riposo)  Stefano Bellani, Simone Barbato (il più amato, questa volta senza bis), Bertolino con qualche battuta sulla Lega (materiale già invecchiato dai recenti avvenimenti) e poi il vintage della parodia dei milanesi e dei call center, Giorgio Verduci che canta (novità). I Boiler (con Cinelli rimasto appeso).

I Pali e Dispari, Rocco il Gigolò (in promozione col libro edito da Mondadori), Fausto Solidoro il cui minutaggio scende da 7 a 4 minuti (probabile taglio di montaggio, ma sempre con conduzione alla “allunga il brodo”), Gioele Dix incazzato contro i writer (trovato lo spunto per altri 30 pezzi?), I Senso D’oppio…

Manuel Chuparosa – Paolo Casiraghi. Finalmente Paola Cortellesi viene lasciata da sola senza la ridondante presenza di Bisio… è la prima volta… nooooo, entra Bisio travestito da Chuparosa, manco stavolta si sono fidati! I Sagapò, che chiudono con la finta interrogazione con risposte stupide (forse per infarcire di battute un pezzo in cui il Gino non crede?), Andrea di Marco, poi balletto con Simone Barbato protagonista.

Gli Emo (che provano a uscire dai soliti tormentoni e interagiscono con un giocatore di rugby), Torna Diego Parassole, uno dei nostri migliori monologhisti, con un pezzo tratto dal suo spettacolo sulla green economy, Leonardo Manera – Batista, Paola Cortellesi canta (quindi si rianima) centone Cristina Aguilera: bel pezzo. Paola torna in stand by. Max Pisu in versione papà, Bellani.

Bove e Limardi killing me softly, Salvatore Marino, l’ottimo Antonio D’Ausilio (dal 15 al 20 al teatro Pier Lombardo di Milano), esordio assoluto di Alessandro Serra, da Roma, con le domande deficienti! Chiusura in gloria con canzone da arrivederci (goodbay, goodbay)… Pezzo migliore della serata: I Pali e Dispari.

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la stanca puntata numero 10 di Zelig

24 Mar

Zelig conferma la tendenza al ribasso. La puntata 10 ha ottenuto 4.390.000 spettatori per un 18.63% di share. La conduzione ha toccato il suo punto più basso: abulica, con qualche guizzo qua e là (che faceva risaltare ancora di più la stanchezza generale).

L’inizio è stato stranissimo: Mr Forest, con pupazzo di corvo, in una lunghissima gag spesso inesplicabile, seguita da alcune altrettanto inesplicabili gag tra Claudio Bisio e Paola Cortellesi.

Il grande Giacobazzi, addirittura, ha portato un pezzo sulla gaffe di Lapo Elkann durante una partita di basket NBA, che risale al 10 marzo 2010, più di 2 anni fa! E’ la metafora  di come la trasmissione sia invecchiata e fuori luogo, nonostante la marea di lavoro gratuito che c’è dietro, nonostante la marea di autori.

Si stanno già verificando scene di questo tipo:

Comico -Sono a Zelig, dammi 5.000 euro.

Impresario – Avete perso 1 milione e mezzo di spettatori, te ne do massimo 2.000

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Zelig 2012: l’edizione peggiore di sempre

17 Mar

La smorfia "finto offesa" numero 245.678 da parte di Claudio Bisio

 

il “biscotto” era pronto anche per la stagione 2012: la Rai berlusconizzata avrebbe opposto dei varietà destinati al flop e Zelig avrebbe fatto sfracelli negli ascolti.

Il giochetto era riuscito perfettamente anche l’anno scorso. Il format di viale Monza 140 era già stracotto, ma si era trovato contro Pupo, Emanuele Filiberto e Gigi D’Alessio.

Come una partita truccata dal calcio scommesse, i difensori si sarebbero Continua a leggere

un caso di “plagio” a Zelig Arcimboldi?

31 Gen

o meglio: un caso di “scippo” verso un comico dei laboratori?

la miglior battuta da anni e anni…

Il tema dei presunti plagi è sempre molto caldo, soprattutto nel mondo del cabaret televisivo in cui gli sketch vengono valutati per similitudini. Ci è stata segnalato, via mail, un “caso scottante” riferito all’ultima puntata di Zelig,  riguardo una gag: l’agenzia immobiliare Techno Casa sul cui sottofondo parte un ritmo di musica techno (guarda video) all’incirca attorno al minuto 1.

La gag prende la risata, l’applauso, e Claudio Bisio la sottolinea allegro come la miglior battuta di sempre. La mail di segnalazione è la seguente:

Ciao, vi segnalo che PinodeiPalazzi, nell’ultima puntata, con la battuta su ‘TecnoCasa’ ha spudoratamente copiato un pezzo di un ragazzo del Lab di Torino, che da un anno fa la parodia chiamata TECNOHOUSE in cui un venditore immobiliare si muove e parla con sottofondo di musica House. Gli autori lo sapevano, i comici lo sapevano. e pure il Kala lo sapeva. Un anno di lavoro buttato in 5 secondi. Un saluto.
 
Prima di pubblicare il testo della mail è stata fatta un’attenta verifica: sembra proprio che un comico portasse il pezzo da un anno allo Zelig Lab di Torino, che questo comico abbia anche portato il pezzo ai provini di maggio e che il cabarettista Zelig fosse presente quella sera. Inoltre il pezzo del provinante, alla fine, è stato bocciato perché “poco televisivo”.
 
Ananas Blog è l’unico spazio istituzionale in cui questi temi vengono dibattuti e in passato ha svolto la funzione di calmare gli animi. Invitiamo quindi:
A) Il comico “parte lesa” a rivelare il proprio nome e a produrre eventuali prove video o testimonianze e a specificare se si sia tutelato depositando il proprio materiale alla Siae.
B) L’autore del Laboratorio Zelig di Torino a fornire la sua versione dei fatti.
C) Il comico che ha usufruito della gag a fornire la sua versione dei fatti.
C) Bananas srl, che detiene tutte le registrazioni di ciò che avviene nei laboratori, a fornire le registrazioni del suddetto comico, in nome di chiarezza e trasparenza.
 
Tutto questo nel nome di un dibattito civile improntato alla trasparenza, in cui non ci siano “dati segreti” o riservati né occultamenti della verità.
 
Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

la terza puntata di zelig (che è anche la 101)

28 Gen

 

baila guapa, canta, ma non imitar!

La terza puntata di Zelig ha registrato un buon 21,55% di share e 5.467.000 telespettatori (forse approfittando della non concorrenza di Pupo e Albano, ma perdendo un milione di capocce rispetto all’anno scorso). Era pure la numero 101 in generale (detta anche “101 modi di banalizzare la comicità”). Comunque, esaurito l’effetto celebrativo, questa puntata era proiettata verso il futuro. Vediamo cosa è successo (ospite d’onore l’Avatar di Gino Vignali in rosso):

Parte l’ennesimo Demasiado Corazon… Dopo neanche un minuto scatta la promozione al film Benvenuti al Nord… Gianluca De Angelis intercettazioni, Maurizio Lastrico con le terzine (dopo neanche un minuto scatta la metafora della diarrea, del sedere, dei maroni, del mal di pancia), Kalabrugovic (interminabile), Gioele Dix che raschia un po’ il fondo del barile (differenza tra auto di oggi e di una volta, sottraendo repertorio a Enrico Bertolino).

Salve, sono il Gino Vignali: avete visto che inizio? Ci abbiamo messo tutti i pezzi più di qualità che abbiamo, più quelli surreali milanesi, così non ci accusano di essere banali, avete capito?

Rocco Ciarmoli messo in panchina dopo l’orrida chiusa col doppio senso della patata? Bah… SIMONE BARBATO: che fa 30 secondi su 6 minuti, gli altri sono di ammiccamenti da parte di Bisio (sono una coppia ormai), conferenza stampa coi Boiler (bizzarro omaggio a Matteo Monforte), Paolo Labati a schiaffo, Noir con Ale e Franz (quando sembra finito, dura ancora, tipo Quarter to three fatto live da Bruce Springsteen), Paola Cortellesi viene scongelata per cantare Gallipoli, un omaggio in stile Giorgia alla città salentina. Fa vedere che è brava. Stop.

Scusate ancora, sono sempre il Gino Vignali: avete visto che colpo il Paolino Jannacci? Suo padre parlò male di Zelig e noi ci abbiamo assunto il figlio, così abbiamo fatto la figura dei signori e gli è pure passata la voglia di criticare (adesso aspettiamo che la figlia dell’Incontrada sia in età da lavoro…)

Giuseppe Giacobazzi col classicone del monologo sulle pubblicità, Bisio e Cortellesi accennano al famosissimo “testa spalla” di Don Lurio e Lola Falana (Paola ha ancora velleità di show girl, gliele spegneranno a poco a poco). Nuzzo e Di Biase, Claudio e Paola col pezzo simil teatrale, simil Gaber, simil tv in bianco e nero, ma conclusa con un rutto. Gene Gnocchi timbra il cartellino col suo simil Maurizio Milani, allora perché non usare l’originale? Perché Milani ha criticato Gino e Michele?

Sono il Gino, intervengo per smentire: il Maurizio Milani non lo chiamiamo perché c’ha l’aria trasandata, che a Mediaset porta male. Se sei di sinistra, almeno vestiti bene, due disgrazie in una volta non sono accettabili!

Mr Forest, noooooo (scusate). Battuta verità: “Paola si ispira a Belen” (in effetti la conduzione è simile, se Belen migliora nel canto non si nota la differenza). Senso D’oppio. Marco Marzocca filippino, lo fa controvoglia e l’ha pure dichiarato in un’intervista (tra l’altro una volta usciva a un’ora meno tarda). Bisio fa da spalla sgranando gli occhioni almeno una ventina di volte. Lella Costa (che si alternerà a Debora Villa) sperduta in quella scenografia rutilante e poco convinta nel suo monologo sulle donne belle (già sentito).

Bisio e Cortellesi salutano i 60 anni della scuola d’arte drammatica Paolo Grassi… Ma la Cortellesi lo sa che Zelig ha appena “impiantato” delle “false scuole di recitazione” in tutta Italia? Chiude manuel Chuparosa alias Paolo Casiraghi, che alla fine lo prende sempre in quel posto da un gay. L’ultimo blocco ce lo risparmiamo.

Pezzo migliore della serata: Nuzzo e Di Biase.

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Benvenuti nel cimitero degli elefanti…

16 Gen

Zelig Arcimboldi in prima serata si sta rivelando una specie di “cimitero degli elefanti”: un luogo in cui tanti veterani tornano a ripetere quasi gli stessi gesti, le stesse battute, le stesse gag, intasando un cast già sovraffollato.

Zelig vive 2 stagioni: nella prima c’è voglia di nuovi talenti; nella seconda entrano in campo le agenzie e vengono chiamati i veterani a fare i “minutaggi importanti”. Questo significherebbe che: 1)  i capi (bravi a fare affari) si fidano poco dei nuovi talenti; 2) i veterani hanno bisogno di tornare nel tritacarne tv, anche se dovrebbero avere tutte le carte in regola per “volare da soli”. 

Cosa spinge i senatori della risata a tornare, invece di Continua a leggere

La prima puntata di Zelig!

14 Gen
ari ari ariò, ari ari ariò

Ieri sera è andata in onda la prima puntata di Zelig, che ha registrato un buon 21,50 % di share con 5.560.000  telespettatori. La trasmissione è stata subito ridefinita “Il Cimitero degli Elefanti” per l’elevatissima presenza di veterani che portano i loro pezzi tradizionali. Ci sarà un ospite d’eccezione: l’avatar di Gino Vignali, il maschio alfa di Bananas (commenti in rosso). Vediamo cosa è successo:

Cortellesi e Bisio inizio rutilante alla Cab Calloway. Grazie al cielo faranno pochisisme battute su “anziano” e “me la sono fatta in camerino”. Rocco Ciarmoli il Gigolò. Doppio senso scontato sulla “patata”. Bisio sembra non gradire, commenta tra i denti sottovoce “tutto ha un limite, anche al ribasso”. Gianluca De Angelis con le intercettazioni. Paolo Labati a schiaffo… sembra una di quelle vecchie edizioni di Colorado che cominciavano così.

Bisio (è contrariato davvero o finge?) dopo aver corbellato Ciarmoli e Labati sul fatto che fanno cose troppo brevi, dice “arriva il primo comico vero della serata”. In effetti arriva Giacobazzi, con un monologo sulla casa di Scajola (pagata a sua insaputa) a dire il vero un tema che è di quasi 2 anni fa. Gli Emo: il pezzo è quello tradizionale, i due conduttori si impegnano al massimo per sostenere lo sketch, talvolta sono gli Emo a fare da spalla a Bisio e la Cortellesi.

I Senso D’Oppio col visual, Paolo Casiraghi Manuel Chuparosa de La Pierna, che regge bene il confronto con la conduzione (aveva l’occasione di dire: donde estas la Vanessa Incontrada? ma non l’ha detto), Duo Idea coi cantautori da bambini, clamoroso ritorno di Ale & Franz con Gin e Fizz (salve, sono il Gino: allora, perché rischiare? è una roba collaudata, che sai già che funziona, e poi è la metafora del ritorno all’ovile, così l’Ale e il Franz si tolgono l’idea di fare delle trasmissioni da protagonisti). 7/8 minuti di battute surreali.

Bisio e la Cortellesi fanno un pezzo “teatrale” col leggìo, dev’essere quello stile Walter Chiari provato tutta l’estate (scusate, sono ancora il Gino Vignali: allora, al Claudio e alla Paolina gli facciamo fare il “pezzo di qualità” così si illudono di fare qualcosa di artistico, così poi gli puoi chiedere qualsiasi marchettone). Pezzo del grande Walter Fontana. Il maniaco Andrea Sambucco. Mr Forest, 10 minuti interminabili (chi te lo fa fare?).

Esordio di Hansel e Pretzel, I Pali e Dispari col pezzo un po’ ripulito rispetto all’Off (meno “deficienti”), clamoroso: esordisce Fausto Solidoro – Marìo de Janeiro che non era stato citato nel cast e non aveva fatto le foto! I collaudati Nuzzo e Di Biase con marito e moglie. Canzone con balletto alla Beyonce, così la Cortellesi fa vedere di essere brava.

Gioele Dix che torna all’automobilista incazzato dopo aver brevemente parlato dei treni (sono sempre il Gino: allora, abbiamo evitato pericolose sperimentazioni, dopo i treni di cosa parlavamo? L’è una questione di marketing: ci sono più auto che treni, becchi più pubblico). Esordisce Bear Teddy – Andrea Carlini, anche lui non citato in conferenza stampa (perché, ancora state a credere a quello che diciamo? ah ah ah! Gino).  Cinzia Marseglia esordisce agli Arcimboldi, così come Joan Peter Sloan (monologo riadattato).

Pezzo migliore della serata: Ale & Franz. Bisio, dopo anni di gloria e di energia a mille, scarico e svogliato per la prima volta. Dovrà tirare per 15 puntate. Leggi post su tvblog, sul Zelig invecchiato male.

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