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Comici in prima linea: Alberto Alivernini

24 Giu

Di Gat

Alberto Alivernini

Alberto Alivernini è un “mago comico” (immagino la caduta dei labbri inferiori, a disegnare una smorfia di disgusto, da parte di alcuni puristi al solo sentire questo appellativo).

Alivernini fa parte di quel nucleo di artisti che lavorano molto al centro sud, visti sempre col solito disprezzo misto a senso di superiorità, a parte quando vengono sdoganati dalla prima serata (come è successo a La Ricotta, Carmine Farmaco, Pablo e Pedro, eccetera).

Di lui ho un ricordo particolare: una serata al mare in Abruzzo con altri due comici diventati poi “senatori” di Colorado. Alivernini fungeva da capocomico: un occhiata al pubblico, e subito a stendere un piano di battaglia per non perdere l’attenzione di neanche uno spettatore; preoccupazione per i tavoli più distanti, più a rischio distrazione; scaletta messa giù per non lasciare neanche un istante di vuoto.

Alberto Magico Alivernini ha delle mini barzellette (e qui la smorfia dei puristi si farà conato) da pochi secondi per riempire i vuoti che si formerebbero quando lui deve preparare un gioco comico o perdere un po’ di tempo per raccogliere un oggetto di scena.

Ma non ditelo alla massa di comici usciti dai laboratori, non dite loro che la comicità ha dei tempi ristretti, che pochi secondi di vuoto sono un’eternità in una dimensione in cui anche un pezzo da 4 minuti può passare in un lampo oppure può diventare una maratona interminabile.

Non insegnate alle giovani leve a riempire i vuoti di scena, mi raccomando: potrebbero essere in grado di affrontare il pubblico, e sarebbe un disastro, sfuggirebbero al controllo!

Comici che osano lavorare: Giusy Zenere

22 Giu

Di Gat

Giusy Zenere

È difficile, in questi giorni di giugno, coinvolgere Giusy Zenere in qualche progetto perché ha il calendario abbastanza pieno.

Verrebbe da dire: come si permette? È poco rispettoso nei confronti della massa di comici televisivi usciti dai laboratori che vanno in tv e poi lavorano poco o non lavorano e che (come da programma standard Zelig) tra un po’ spariranno anche dalla tv.

Che maleducazione!

Giusy Zenere ha vinto l’edizione del 1996 de La Sai L’ultima? E qui lo snob che fa le trasmissioni fighette, alzerà appena il labbro per manifestare il suo disgusto verso l’odiata serie b della comicità.

Giusy ha un naso importante (importantissimo) ma ha anche vinto nel 1993 il concorso per il “Lato B” più bello d’Italia (wow); riesce a imbruttirsi oppure a essere attraente a seconda delle circostanze, a seconda di cosa voglia comunicare; così sul palco come nella vita: è simpatica e la simpatia è autoironica, ma anche sexy.

Giusy è padrona del palco, fa ridere. Pare che lavori molto perché è puntuale, professionale e porta sempre (o quasi sempre) a casa il “risultato”, altra cosa che farebbe inorridire i puristi del cabaret (far ridere il pubblico live da soli? È una cosa old school, superata).

Giusy si rifà alla tradizione di Gino Bramieri, un gigante del nostro varietà. Bramieri era anche un formidabile barzellettiere, e uno degli incubi peggiori è immaginarlo alle prese con uno dei fighetti di adesso che fanno trasmissioni comiche snob: labbro e naso arricciati come se ci fosse vicino un bidone dell’umido vecchio di una settimana: “Hai detto delle barzellette! Non è televisivo!”.

Giusy Zenere, in un ambiente in cui le donne soffrono e si lamentano, non sembra soffrire troppo la lontananza da una certa tv, forse perché comunque lavora abbastanza e il lavoro rende indipendenti: dai laboratori, dai provini, dallo stillicidio delle convocazioni, eccetera.

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