Tag Archives: Berlusconi

Satira sul web: un caso limite (anzi la normalità)

17 Feb

Spariamo a zero sulla satira web che è un concentrato di cose non originali, di doppioni e di copie delle copie. Questo era già stato fatto notare nel post “Copioni o costruttori di fotocopiatrici?“. Qui c’è un caso fresco e abbastanza eclatante. Parte tutto dalla dichiarazione di Alfano “Berlusconi irriconoscibile”. Sulla pagina Facebook di Prugna (vedi link) 18 ore fa appariva questa battuta:

Prugna Renzi

‘Alfano: “Berlusconi irriconoscibile”. Qualcuno gli dica che quello è Renzi’. Bene, dopo appena due ore Kotiomkin se ne usciva con (vedi link):

Kotiomkin Renzi

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Norberto Midani: process song su Berlusconi

25 Giu

Norberto MidaniIl grande Norberto Midani, nell’ambito del canale YouTube Tele Tele Canto ha composto una canzone istantanea sulla sentenza del processo Ruby che ha condannato Silvio Berlusconi a 7 anni.

Le note volano leggere e improvvisate mentre sul computer appaiono le immagini a commento della notizia appena avvenuta.

Appena prima c’è un riassunto dei prossimi guai giudiziari del cavalier Berlusconi, a partire dal lodo Mondadori.

Ecco il video:

Da segnalare anche la precedente canzone sulle espulsioni grilline (guarda video “Expelled Ballad”) a rimorchio dell’epurazione della Senatrice Gambaro.

Nell’ambito del Video Blog Project c’è da segnalare che Roberto Mercadini (recensioni libri) ha superato i 200 iscritti e che Carletto Bianchessi Inno alla Vita ha prodotto il video La vita è una palla; mentre è in preparazione un canale Youtube di recensioni b-movie genere “exploitation”.

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

Tutta la verità sull’agguato a Maurizio Crozza

22 Feb
L'agguato

L’agguato

Maurizio Crozza contestato a Sanremo da alcuni spettatori, tra cui un militante del PDL, proprio mentre imitava Silvio Berlusconi è  stato un evento così anomalo che qualcuno ha pensato alla “combine” per far salire gli ascolti. Se invece mettiamo in fila la catena di eventi recenti, ci rendiamo conto che quell’agguato potrebbe far parte di un disegno più ampio, destinato a mettere in pericolo addirittura il lavoro futuro dello stesso Crozza.

Prima di Sanremo Silvio Berlusconi si era lagnato del festival secondo lui troppo orientato a sinistra e ne aveva chiesto lo spostamento a dopo le elezioni. Il solito “chiagni e fotti”, ovviamente. Il giorno dopo i fischi, sempre ovviamente, tutto il PDL ha fatto quadrato contro il “festival comunista”. Intanto la La7 (che perde 100 milioni di euro l’anno) è stata messa in vendita da Telecom in tutta fretta, a ridosso delle elezioni, a Urbano Cairo, ex collaboratore di Berlusconi, azione che ha scatenato e sta scatenando un putiferio.

Ecco che l’attacco a Crozza assume un significato diverso. Non che l’ordine di fischiare sia partito da Continua a leggere

Zelig e il grande bluff della satira

15 Gen

Claudio Bisio e Paola Cortellesi

La svolta satirica di Zelig è stata molto enfatizzata in fase di presentazione. C’è addirittura un’intervista a Claudio Bisio su l’Unità (14.01.2011) dal titolo: Bisio ‘La satira si può’. In realtà si è trattato di un bluff. Zelig è rimasta l’ottima macchina da ascolti commerciale di sempre.

I motivi per cui hanno messo le mani avanti presentandosi come coraggiosi e innovatori sono semplici: Zelig vive l’atavico senso di colpa di aver costruito una comicità  innocua e commerciale pur provenendo da un ambiente di sinistra ed intellettuale. Inoltre soffre il peso di essersi arricchita con Berlusconi (facendolo arricchire ulteriormente) pur arrivando dall’antiberlusconismo militante (vedi per esempio Zelig CULT).

L’abisso si è notato proprio ieri, in cui nel paese reale si viveva una giornata di quelle epocali, col Premier messo sotto accusa sul caso Ruby per concussione e prostituzione minorile; col lacerante referendum di Marchionne tra gli operai Mirafiori che, a un certo punto stava facendo presagire una clamorosa vittoria del fronte del NO e della FIOM; col dittatore tunisino Ben Alì che scappava in Arabia Saudita dopo la tumultuosa rivolta popolare dei giorni passati.

Ma vediamo nel dettaglio la telecronaca del bluff: apre le danze Maurizio Lastrico con un coraggiosissimo endecasillabo contro Sky (principale competitor Mediaset NDR), poi arriva il piatto forte dell’imitazione di Letizia Moratti da parte di Paola Cortellesi: 3 minuti a dire che gli attori sono animali. Scollamento totale con la realtà e coi temi caldi di Milano: il degrado della città, l’immigrazione, l’Expo 2015, le infiltrazioni mafiose, il calo di popolarità del sindaco, la ricandidatura. Niente di tutto questo…

Poi la satira di costume di Paolo Cevoli con battuta sul fatto che la Cortellesi ha le tette piccole…

E’ la volta dei tanto attesi Ficarra e Picone coi personaggi di Nicolò e Angelino. Anche qui totale scollamento con la realtà a parte una scontata gag sul bunga bunga, l’inginocchiarsi di fronte a Berlusconi e il messaggio generico: tutti vogliono una legge ad personam. Le due maschere non c’entrano nulla coi personaggi reali di Ghedini e Alfano né fisicamente, né sul lato della parodia, né sul lato dell’attualità: sono i due disoccupati un po’ sfigati e dalle reazioni lente visti in altre occasioni più appropriate.

Il premier viene tirato in ballo da Giovanni Vernia (un vero accanimento, un’autentica guerriglia, Palazzo Grazioli sta tremando…) che afferma di non conoscerlo e lo scambia per un DJ. Anche Teresa Mannino (forse memore della sua antica militanza CULT) fa un’allusione estemporanea e innocua su Berlusconi.

Ci sono i Mancio & Stigma che fanno gli EMO: si ride di gusto (i 4 presenti davanti alla tv: share del 100%). Scusate la parentesi. 

Gene Gnocchi fa una battuta sulla Gelmini e su Bossi (estemporanea in un pezzo surreale).

E’ il momento del mago Forest. Gustosa battuta sulla Carfagna e la Prestigiacomo (si erano dimesse per fare Zelig), ma poi succede una cosa che dimostra che la separazione col mondo reale è assoluta. Logicamente se registri al lunedì e al martedì non puoi saperlo, ma l’ottimo Forest fa una battuta su Emilio Fede indagato per sfruttamento della prostituzione che va in onda proprio nel giorno in cui è il Premier a subire la stessa sorte (molto in peggio)… Poi c’è una battuta su Alemanno, la più pertinente della serata.

Chiude Lella Costa che affonda il governo con un pezzo satirico sulla differenza etimologica tra c***0 e f**a.

Conclusione: i vertici Zelig dimostrano ancora una volta l’estraneità con quello che succede. Si sono segnalati per il loro silenzio (non solo artistico ma anche civile) su tutti gli sconvolgimenti degli ultimi mesi, non ultima la lacerazione FIAT Mirafiori. Vabbè che tra Gino & Michele e la fabbrica intercorre lo stesso rapporto che c’è tra Briatore e Pinarella di Cervia…

Roberto Gavelli, Amministratore di Ananas Blog (è un lavoro pulito ma qualcuno lo deve fare)

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