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Considerazioni sui concorsi

30 Giu
Claudio Masiero ci manda qualcosa sui concorsi, tema che andrebbe approfondito. Sarebbe bello ripercorrere per esempio  l’epopea di Bravo Grazie, oppure raccontare quella zona di confine non così decisiva come lo è la tv, ma che lascia  perplessi i comici, a volte a ragione, altre volte no, ma che contribuisce comunque ad “assorbire” l’idea di precarietà e di decisioni che “piovono dall’alto”.

Vincere un concorso di cabaret è un biglietto da visita.
I concorsi sono un buon trampolino di lancio per poter avere serate in quel comune o regione dove si svolgono, e poi se vinci un concorso di cabaret, il tuo nome gira, acquisti una certa popolarità nell’ambiente tra gli artisti e gli operatori del settore.
Ce ne sono di varie forme e regole anche a scontro diretto, certo è che se vi si partecipa bisogna stare alle regole del concorso, che sono insindacabili.
Non me la sento di stilare una classifica di quale sia il migliore o il peggiore, quale sia la forma migliore per giudicare o per designare il vincitore.
Dico questo in quanto ogni forma per poter designare il vincitore di un concorso, ha in sé una controindicazione.
Bisognerebbe avere un po’ d’esperienza a garantire un minimo di professionalità, prima di chiedere di partecipare ad un concorso (ma anche ai laboratori aggiungerei)
Una scuola di teatro con una sua compagnia, potrebbe essere un buon inizio.
Tre anni a studiare e poi ci si prova.
Ricordatevi che il palco ha una sua sacralità e va rispettata, non tutti ne sono degni… anche se di questi tempi non lo sembra proprio.
Sarebbe auspicabile, a mio avviso, mettere i comici in condizione di apprendere o di comprendere cosa devono fare per migliorare o fargli capire quali siano anche i loro errori sul palco per migliorare il loro essere artista.
Mi state dando del sognatore, vero?
Sì, sogno…
Sogno un concorso a “buca dichiarata”.
Sogno che il comico dichiari quello che andrà a fare sul palco
Sogno che il comico sia giudicato se ha mantenuto la promessa.
Sogno giudici operatori del settore e comici illustri senza vincoli di agenzia.
Sogno un concorso ove i finalisti vincano in quanto finalisti e non solo il primo arrivato.
Sogno un concorso ove si spartiscano la vittoria in parti uguali, anche il premio in danaro.
Sogno un concorso ove, su carta pergamena ti arrivi il responso critico e tu decida cosa farne.
Attenzione prima di partecipare ad un concorso leggere bene le indicazioni e le modalità d’uso, onde evitare esperienze spiacevoli.
Se aderite alla partecipazione, vivetelo e divertitevi.
A mio avviso i backstage e i viaggi in compagnia sono la parte più bella.
Il bello di raggiungere una meta … è il viaggio.

Claudio Masiero

Milano, un racconto del 1998

28 Mag
Un breve racconto di com’era Zelig prima dell’onda anomala televisiva, scritto da Claudio Masiero, che ha vissuto quei periodi e li ricorda senza polemiche e inutili nostalgie. E’ interessante notare come in quegli anni ci fossero elementi positivi oggi in disuso. Le “aperture” chi le fa più? Eppure sono state per anni la vera palestra per apprendere il mestiere, imparando da quelli bravi.

 Correva l’anno 1998, e a zelig c’erano i provini… di Claudio Masiero

      L’usanza era di fare provini a porte chiuse, con solo gli operatori del settore, con la direzione artistica: Giancarlo Bozzo, Gino & Michele ed altri del loro enturage (al mio era presente solo Bozzo)
per accedere a queste selezioni era semplice: si fissava un appuntamento e il martedì mattina designato ci si presentava.
Era una vera e propria audizione, molto formale senza telecamere in vista, che all’epoca mettevano più imbarazzo che altro. Era un ambiente familiare se mi consentite il termine ( e rimane a mio avviso ancora quello il modo più educato ).
Ovviamente le risate mancavano come nella maggior parte dei provini a porte chiuse, ma chi ti visionava era anche discreto e spietato allo stesso tempo: chi si meritava una prova gli concedevano un’apertura non retribuita con un artista. All’epoca, a Zelig, la settimana di serate era dal martedì al sabato, ed il sabato era serata doppia una alle 21.00 e poi replica alle 22.30/23.00.

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