Tag Archives: Concorsi

una rivoluzione Siae : arriva la “sentenza Bosman” del cabaret?

26 Giu

Si calcola l’importo in forma proporzionale, valutando i minimi d’uso dell’opera registrata del singolo artista...” Queste semplici annotazioni a margine di un documento Siae potrebbero costituire per la comicità italiana quello che è stata la Sentenza Bosman per il calcio (leggi qui) cioè un “documento” in grado di far cambiare lo stato delle cose, da usare per qualsiasi controversia futura.

LUOGO: Serata di cabaret in piazza con 3 comici che si alternano sul palco, tutti con uno loro spettacolo depositato, che fanno un 20 minuti a testa (giugno 2014). Documento di cui una copia è pervenuta a questo Blog.

PREMESSA: Ananas Blog da anni ha messo i riflettori sul problema cronico della “falsa dichiarazione” e della “falsa programmazione”: la Siae non viene “attribuita” correttamente, per giustificare questa anomalia si fanno firmare liberatorie fasulle o farlocche (tra l’altro è un reato, baby NDR). Questo è un problema.

Parallelamente può succedere che le Siae sul territorio  chiedano i minimi d’uso interi per ogni artista, anche se fa solo 5 o 10 minuti. Per esempio nella serata di cui stiamo parlando, la cifra pagata è di 330 e rotti euro (che è stata divisa per 3), ma l’organizzatore avrebbe potuto vedersi recapitare una richiesta di quasi 1.000 euro (330 x 3). Questo è un altro problema. Continua a leggere

un documento misterioso e sconvolgente…

17 Gen
lo scottante e infido modello 211

lo scottante e infido modello 211

Quello che rendiamo pubblico qua sopra è un documento maledetto che, come tutti i documenti maledetti e misteriosi (a partire dal Necronomicon) è dotato di proprietà di magia nera che, in questo caso, si attivano tutte le volte che ci troviamo di fronte a uno spettacolo collettivo di comicità (leggi “laboratorio”, “concorso” o “provino” o “provino-laboratorio”). Nella numerologia è detto “Modello 211”.

Un organizzatore, messo di fronte a questo documento ha iniziato a girare le pupille verso l’alto mostrando il bianco delle cornee e ad agitarsi come un indemoniato, tanto che ci sono voluti 6 uomini robusti per tenerlo fermo. La violente frenesia gli è passata solo portando via il 211, solo allora è riuscito a balbettare qualche frase sconnessa: “pro pro, progetto artistico… pa pa palestra… pe pe per crescere…”. Continua a leggere

Emiliano Petruzzi trionfa anche a Lanciano

27 Ago
Emiliano Petruzzi

Emiliano Petruzzi

Emiliano Petruzzi ha vinto un altro concorso di quelli del “grande slam”, vale a dire il Festival Nazionale Adriatica Cabaret di Lanciano, organizzato dal patron Ivaldo Rulli. Emiliano aveva già trionfato a Faenza Cabaret e, più recentemente (appena il 3 agosto), a Cabaret amore mio di Grottammare. Così ha dimostrato, una volta di più, la sua forza sul palco (leggi articolo sulla finale).

Fu devastante anche ai provini per Zelig Off 3 anni fa, ma fu scartato all’ultimo, in modo rocambolesco e senza una logica apparente, dopo mille stop and go. Anche episodi di questo tipo dimostrano come dalle parti di viale Monza 140 abbiano perso il tocco magico (ma perché non ripensarci?).

Petruzzi è un “giovane napoletano arrabbiato”, polemico quel che basta per rapportarsi a questi anni difficili in cui la spensieratezza è un lusso inutile ma, comunque, fa ridere. Questo è innegabile.

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

concorso “il grullaio”: gli ultimi diventano i primi (nel paese di Benigni)

18 Giu
visi sconvolti in premiazione

visi sconvolti in premiazione

Si è da poco svolta a Vergaio (Prato) la seconda edizione del concorso di Cabaret “il Grullaio”, organizzato dalla pro loco, che ha voluto così rendere omaggio all’illustre concittadino Roberto Benigni:

Sabato sera (15 giugno) un’affollata piazza della Chiesa ha assistito alla gara tra cinque comici che si sono sfidati a colpi di battute e doppi sensi. Alla fine l’ha spuntata il duo di Arezzo “Glimpuniti” che ha battuto quattro agguerriti concorrenti: Maurizio Borgogni di Monte San San Savino, Rolando Bettazzi di Prato, Alan Tavanti di Pistoia e  I 4 formaggi di Firenze. A scegliere il Grullaio di Vergaio una giuria di esperti tra cui l’ attore Francesco Ciampi gli illustratori Niccolò Storai, Franco Kappa e Mario D’imparzano” (leggi articolo su Il Tirreno.it).

Tra gli ospiti Emiliano Buttaroni dei Gemelli Siamesi (reduci da Italia’s got Talent), alla conduzione Ciccio Toccafondi affiancato da Monica Panozzo. Ma l’evento singolare è stato il verdetto finale, che ha scatenato (raccontano i testimoni) un profondo psicodramma tra i comici. Infatti, a mano a mano, la giuria ha provveduto a “retrocedere” tutti i classificati per premiare (evangelicamente) gli ultimi, che sono diventati primi.

Forse ciò è avvenuto per alcuni errori d’interpretazione (o sottovalutazione) del regolamento che prevede l’esibizione di materiale rigorosamente inedito. A questo si è aggiunta la beffa di veder sfumata la vittoria e il premio in denaro. Maurizio Borgogni è stato eliminato per aver portato lo stesso pezzo presentato alle semifinali; I 4 formaggi, Rolando Bettazzi e Alan Tavanti per aver inserito nei loro pezzi, chi più chi meno, barzellette note. Chi restava? Glimpuniti, che tenendo fede al nome hanno vinto.

Buffo destino che in un paese il cui più illustre cittadino è noto per le sue posizioni irriverenti, proprio nella patria di quel diavolaccio di Benigni, si sia applicato alla  lettera un principio evangelico.

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

Ehi, tu: scrivi un film per Geppi Cucciari

21 Nov

tu mi dai uno script e io uno stage ti do

La popolarissima Geppi Cucciari ha lanciato il concorso “Scrivi un film per Geppi Cucciari”, promosso dalla Bottega Finzioni, scuola di narrazione fondata da Carlo Lucarelli, in collaborazione con la ITC Movie di Beppe Caschetto (l’agente di Geppi NDR). Detto così sembrerebbe l’ennesimo bufalone online… figuriamoci se in Italia si applica il sogno americano di uno sconosciuto cui finanziano un film. Comunque la presenza di Lucarelli dovrebbe essere garanzia di serietà.

Il regolamento (leggi qui) svelerebbe l’arcano, smentendo il titolo stesso: infatti la vincita sarebbe uno stage presso la Bottega Finzioni. Non a caso il tempo è incredibilmente breve: concorso lanciato il 19 novembre 2012 che scade il 7 dicembre 2012, neanche 20 giorni, e il vincitore verrà reso noto il 12 dicembre stesso (pochi giorni per la selezione, e se arrivano migliaia di elaborati?). Vabbè, ciò è tranquillizzante: siamo sempre in Italia. Aggiornamento (22.11.2012) è arrivata una precisazione da parte di Bottega Finzioni, che aggiungiamo al post:

“innanzitutto grazie per aver rilanciato sul vostro blog l’iniziativa “Scrivi un film per Geppi Cucciari” con il post del 21 novembre. A tal proposito vorremmo fare una precisazione. Chi presenterà il soggetto che sarà giudicato migliore non vincerà, come scritto nel post, uno stage presso Bottega Finzioni, bensì una borsa di studio per poter frequentare l’area Fiction. Bottega Finzioni, infatti, è una scuola di scrittura fondata a Bologna da Carlo Lucarelli, Michele Cogo e Giampiero Rigosi, suddivisa in 6 aree (Fiction, Non fiction, Letteratura, Fumetto, Ragazzi e Videogame), quindi non offre stage. I suoi corsi sono a pagamento, anche se ogni anno vengono messe a bando 18 borse di studio che coprono il 100% della retta di iscrizione. Quest’anno, la 19esima, sarà destinata al vincitore dell’iniziativa “Scrivi un film per Geppi Cucciari”.

“Per quanto riguarda l’eccessiva mole di lavoro che arriverà se l’iniziativa avrà successo, direi che l’eventualità non ci spaventa, anzi. Già l’anno scorso abbiamo lanciato e sostenuto un’altra iniziativa analoga che riguardava l’adattamento cinematografico de L’Ispettore Coliandro, valutanto tutti i soggetti e riuscendo a decretare un vincitore che ha frequentato gratuitamente i corsi dell’area Fiction 2012 della Bottega.”

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

la finale di Riso fa buon sangue (concorsi, battute e polemiche)

29 Ago

La finale di Riso fa buon sangue

Sabato 25 agosto, a Rosolina a Mare,  si è svolta la finale 2012 del concorso Riso fa buon sangue, organizzato da Enrico Cibotto in sinergia con l’Avis Veneto. In quanto Amministratore di Ananas Blog sono stato invitato a presiedere la giuria. La serata è stata vinta da Michele Giunta, secondi I Fusibili, terzo Michael Capozzi. Ospiti I Turbolenti, conduttore Paolo Franceschini.

Successivamente è apparsa su La Voce di Rovigo una stroncatura senza appello, dal titolo “Cabaret, umorismo becero”, in cui si elencavano tutte le battute e gag volgari della serata (non proprio a ragione secondo me) aggravate dall’eccessiva lunghezza dello show. Comunque la cosa sta creando un’accesa polemica su Facebook, in cui sono intervenuti anche Enrico Beruschi e Mauro Giorcelli.

Fai click qui per vedere la foto dell’articolo e tutta la track  di commenti.

il titolo dell’articolo in questione

Enrico Cibotto ha invitato a scrivere alla redazione del giornale, per manifestare apprezzamento verso lo spettacolo, intanto sono usciti altri articoli, e non è facile rimanere aggiornati su tutti gli aspetti della polemica (sulla pagina facebook di Riso fa buon sangue comunque si trovano tutte le “news”). Cito comunque quello che è stato il mio commento:”

“Le critiche contenute nell’articolo de La Voce Nuova mi sono sembrate ingenerose. Innanzitutto la serata ha registrato un ottimo successo di pubblico (c’era davvero tanta gente che è rimasta per tutto lo spettacolo), un pubblico che ha partecipato attivamente ridendo e applaudendo per tutte le 3 ore e passa. il presentarore Paolo Francheschini era in ottima forma. I suoi presunti ammiccamenti erotici (davvero soft) erano solo una parodia di chi si atteggia a sex symbol. La battuta sulla droga mi è sembrata particolarmente efficace: è stato un modo di rappresentare chi ha paura di donare sangue e trova la prima scusa che gli viene in mente. Giunta, il vincitore (davvero a furor di pubblico e di giuria) si è esibito in una serie di battute e di situazioni surreali in cui anche i panetti di burro negli slip diventavano una roba da cartone animato.Lo sketch, insomma non era minimamente volgare ed è stato accompagnato dalle risate dei bambini presenti. Per il resto c’è stata qualche battuta un po’ pesante (ho rimproverato qualcuno aspramente dopo lo spettacolo, poiché ha battute migliori in repertorio) comunque in linea con lo stile cabarettistico attuale. Purtroppo la nostra cultura pop non è imperniata su grandi attori o grandi show man o grandi rock star, ma su Rocco Siffredi, Maria de Filippi, Cecchi Paone, Cristiano Malgioglio, Morgan, Lapo Elkann. Inoltre la vera scurrilità adesso si è spostata nella lotta politica, addirittura tra i leader di partito. Lì volano bassezze e volgarità di ogni genere, impensabili nei peggiori locali di cabaret. Posso far notare che è arrivato primo un pezzo surreale, secondo un pezzo di comicità visual e terzo un pezzo “poetico” recitato sui trampoli.

Enrico Beruschi non era presente alla serata, le sue sono considerazioni sulla “qualità del cabaret”:

“purtroppo la televisione non è da meno e passa il messaggio del degrado del linguaggio, nessuno che spiega la differenza, per esempio, dell’insulto dalla satira ( praticamente scomparsa dai teleschermi ), del linguaggio scurrile dall’umorismo.”

Al di là della polemica, non bisogna dimenticare che Riso fa buon sangue sta facendo un lavoro importante di raccolta contatti per la donazione del sangue e che un po’ troppo spesso ci si dimentica dell’utilizzo “sociale” della comicità. 

In senso lato, mentre i concorsi di cabaret non sono soggetti a censura (tipo che spedisci prima i testi e poi una “commissione” li approva), la comicità televisiva è sottoposta a una censura quasi paranoica, per impedire qualsiasi cosa che sia offensiva, poco adatta al grande schermo, poco adatta ai bambini, che non parli di sesso, religione, non contenga doppi sensi, eccetera.

Questo formidabile fuoco di fila preventivo registra comunque una sconfitta pesante. La quantità di materiale becero in tv è ancora notevole. La repressione non funziona…

R. Gavelli, Amministratore di Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico) 

Organizzare concorsi: intervista a Marco Mengoli

9 Giu

Marco Mengoli

Marco Mengoli, autore delle vignette di Ananas Blog e, in senso più ampio, del blog Magnaccio Satirico, tra le altre cose organizza il concorso Carpe Ridens, quest’anno giunto alla quarta edizione, con la vittoria del duo I Fusibili.

In questa intervista parlerà dell’attività di organizzatore, in un settore così “caldo”. Infatti ciò scatena maggiormente l’interesse dei lettori del blog si può condensare nell’acronimo CCCP: Concorsi, Cast, Contenuti tv, Plagi. Ovviamente con un occhio alla crisi del settore…

CON QUALE OBIETTIVO ORGANIZZI CARPE RIDENS?

E’ nata circa quattro anni fa l’idea, prima lì vi organizzavo una rassegna con ospite e aperture, ma il continuo vedere la nascita di festival ove il verdetto finale difficilmente risultava reale e non concordato mi ha portato al compimento dell’idea. Un concorso seppur piccolo ove il vincitore fosse il reale e votato come tale, ove il premio finale seppur misero fosse vero e erogato all’istante in contanti e soprattutto ove vigesse semplicità, piacevolezza e contatto tra artisti, non invidia.

COME STA ANDANDO L’ESPERIENZA?

Abbiamo appena concluso la quarta edizione, direi, anzi dico bene sono state quattro annate divertenti e costruttive in tutti i sensi.

CI GUADAGNI? E’ UNA BIECA FORMA DI SFRUTTAMENTO VERSO I COMICI?

Beh come organizzatore, potrei dire che ho Continua a leggere

Intervista a Enrico Cibotto: ridere fa buon sangue?

13 Mar

Enrico Cibotto

Enrico Cibotto è l’organizzatore del concorso di cabaret Riso Fa Buon Sangue, giunto alla terza edizione. Però il concorso stesso è legato a un progetto più ampio che comprende un format live e, soprattutto, un impegno attivo di sostegno all’Avis.

Dopo gli spettacoli, le adesioni vengono prese tramite I-pad ed Enrico, coi suoi collaboratori, sta lavorando ad una App che aiuti e integri la raccolta di sangue (insomma con uno sguardo già rivolto al futuro).

Lo abbiamo intervistato anche per capire che tipo di progettualità si possa sviluppare attorno a un concorso.

RISO FA BUON SANGUE, CHE COS’E’?

Inizialmente è una convenzione con l’Avis Veneto e Provinciale di Rovigo, legata alla risata e alla donazione del sangue. Da questo è nato un format: una tournee estiva coi comici. In seguito si è aggiunto il concorso.

CHE LEGAME C’E’ TRA IL CONCORSO E LA TOURNEE?

Il concorso serve a scoprire nuovi talenti. Non è detto, però, che anche chi non vinca o chi non arrivi alla finale, non venga chiamato per il tour estivo.

CHE CRITERI CI SONO PER ESSERE CHIAMATI NELLE DATE ESTIVE?

L’unica promessa che c’è Continua a leggere

Manuelita Vella vincente a RidenDro (concorso virtuoso)

31 Ago
Foto: Mosna Natascia G.

Manuelita Vella, che sul blog ha pubblicato un’importante testimonianza critica nei confronti degli Zelig Lab (leggi articolo 1 e articolo 2) questa estate si è aggiudicata un premio al concorso RidenDro & ScherzanDro, gara tra barzellettieri organizzata dal grande Lucio Gardin in quel di Dro, in provincia di Trento.

La serata finale si è svolta il 17 luglio, tra gli ospiti precedenti i Fichi d’India e Pino e gli Anticorpi, conduzione di Nina Senicar. La coincidenza è che Manuelita Vella ha vinto un premio in denaro di 1.000 euro (per il secondo posto), la stessa cifra vinta da Ruben Marosha trionfando a Riso fa buon sangue (vedi post precedente).

Insomma, per l’ennesima volta è stato smentito il teorema “chi critica il sistema è sfigato”. Bravi ragazzi, vi vogliamo così: critici, indignati e vincenti!!! 😉

RidenDro merita un elogio come concorso virtuoso: rimborsi spese a tutti i partecipanti, premi in denaro ai primi 3 classificati, organizzatore che conosce bene il territorio e il mestiere di comico (Lucio Gardin), clima rilassato e attenzione verso gli artisti (e, cosa sana, nessuno snobismo verso una forma popolare come la barzelletta).

Insomma, quando i budget ci sono è possibile remunerare i cabarettisti, basta volerlo (invece l’ampiezza del patrimonio, spesso, è inversamente proporzionale alla lunghezza del braccio).

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

 

Sergio Silvestri dice la sua sul “lavoro gratuito”

14 Ott
Sergio Silvestri

Sergio Silvestri è un monologhista che (oltre a macinare serate a cachet) recentemente ha vinto dei concorsi tra cui il prestigioso Faenza Cabaret e si è ben segnalato in altri.

Pubblichiamo un intervento di grande interesse sul tema dell’eccesso (e dell’assurdità) del lavoro gratuito e sulla necessità dei rimborsi spese.

 

Fare l’artista, il cabarettista è una professione, non meno importante di altre professioni quali l’idraulico, il carpentiere, il medico. Gli stessi medici sostengono che ridere faccia bene alla salute (Patch Adams ne è l’esempio).

Allora mi chiedo perché la mia professione non debba essere riconosciuta come tale anche a livello economico. Perché se chiamo l’idraulico mi presenta il conto, io pago e basta, magari chiedo uno sconto, ma pago, mentre il comico il più delle volte deve lavorare gratis?

Le battute sono intuizione, ma anche studio, riflessione. Il lavoro del comico è più importante e impegnativo di quello di un idraulico che per riparare una tubatura usa la stessa tecnica di un altro; o del panettiere che usa la stessa farina e la stessa acqua degli altri panettieri, mentre un comico non può: deve per forza essere diverso e riconoscibile.

Ma il comico non viene quasi mai retribuito. Perché?

Eppure quando faccio un laboratorio sto lavorando. Io che abito fuori dalle zone clou del cabaret mi sobbarco molti km tra andata e ritorno, e quando sono sul palco testo i pezzi, faccio cose nuove o a volte il mio repertorio, ma lavoro comunque e il pubblico è in sala per questo. Allora perché non ho neanche un minimo di rimborso?

Perché io e i miei colleghi, che siamo l’attrazione della serata, non percepiamo un minimo di riconoscimento?

Spendiamo soldi per poter lavorare, ma questo non è visto come un controsenso. Per contrapposizione si può affermare che un rappresentante faccia lo stesso, ed è vero, ma il rappresentante quando ha mostrato la merce avrà un sì o un no, e se la risposta è SÌ gli compreranno la merce, se è NO in quel momento lui saprà che andare lì è stato a sue spese.

Dicono tutti che fare ridere è la cosa più difficile, eppure è la meno remunerata. Non so da cosa dipenda questo, ma so che quando sono sul palco da solo (ad un festiva ad un laboratorio) io do sempre il massimo per me, per il pubblico, per il titolare del locale, perché tutto abbia la sua riuscita migliore.

Perché quindi alla fine non ho un minimo di tornaconto? Sono convinto che il riconoscimento economico e professionale possa essere una molla che spinga il comico a migliorare, se lo fanno gli incentivi statali e la cosa funziona, perché non farla con gli artisti?

Sergio Silvestri

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