Tag Archives: Conduzione

l’esordio di Teresa Mannino con “Se stasera sono qui”

5 Set

la svolta verso la popolarità?

 

Questa sera, su La7, inizia la prima puntata dello show condotto da Teresa Mannino, dal titolo: “Se stasera sono qui”… anche se c’è chi sostiene avrebbe dovuto chiamarsi “Vedrai, vedrai…” per le aspettative che sta creando (qualcuno avrebbe addirittura suggerito “Ciao, amore, ciao…”).

Non si tratta propriamente di una trasmissione comica, come ha dichiarato la stessa Teresa: “Non è un programma comico. E’ un programma divertente, dove si riderà ma non c’entra nulla con la comicità. Sarà uno show talk. Ci saranno tante persone che parleranno in modo “showizzato”. Si può dire showizzato? Ci saranno immagini, video, musica, vip e non vip.” (leggi intervista completa su DavideMaggio.it).

Non bisogna dimenticare che la produzione è Bananas srl, società specializzata in programmi non comici. Scherzi a parte erano state organizzate delle serate di laboratorio preparatorie a “Se stasera sono qui” cui erano stati invitati dei comici (pare non ne sia stato preso nessuno).

Comunque si tratta di un possibile punto di svolta per Teresa Mannino, che sta vivendo già un buonissimo periodo professionale. Infatti ci sono due modi per fare il definitivo salto di qualità: A) riuscire nella conduzione B) diventare anche produttori (vedi per esempio Diego Abatantuono). La conduzione di prima serata potrebbe aprire nuove porte a Teresa, indipendentemente dalla riuscita del format.

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

il Bisione di Higgs: isolata la particella della conduzione?

5 Lug

il prossimo protone è…

Il “Bisione di Higgs”, detto anche la “Parcella di Dio” (per i guadagni stratosferici che riesce a dare) è la particella che starebbe alla base della conduzione comica e che i ricercatori cabarettistici, da tempo, stanno cercando di isolare in modo da riprodurla all’infinito.

Basterebbe un conduttore contaminato dal “Bisione”, qualche lazzo, qualche smorfia buffa, qualche finto stupore e tutti i comici che si alternano sul palco della trasmissione ne risulterebbero valorizzati, facendo impennare lo share.

Il Bisione, però, sembra avere le stesse caratteristiche del Polonio 210, nel senso che decade col tempo. Lo stesso Claudio Bisio, nel 2012 è sembrato del tutto scarico.

Sappiamo che secondo la teoria della relatività comica formulata da Gino Eistein (la famosa E = MC2) l’ENERGIA sul palco corrisponde alla MASSA del COMICO al quadrato. Nel senso che comici di sempre minor “peso specifico” abbassano anche l’energia del conduttore.

Ne è la prova la fitta rete di repliche di Zelig e Colorado che stanno andando su Mediaset Extra.

Uno guarda Beppe Braida e dice: “accidenti quanto era bravo”, semplicemente faceva la spalla come andrebbe fatta, cosa che è sfuggita totalmente a Nicola Savino e Paolo Ruffini che (però) hanno dovuto fare i conti con la decadenza del Bisione di Higgs: la comicità è diventata sempre più sterile, forzata, commercializzata.

Allo stesso modo, guardando Continua a leggere

ecco perché quest’uomo non conduce Colorado

26 Mag

Brizzolato

Quest’uomo che chiameremo Aziz (magari non ci tiene a essere nominato), di cui mostriamo un dettaglio della testa (per motivi che saranno resi noti dopo) è la persona più titolata per condurre Colorado.

Bravo comico, buona preparazione attoriale e, soprattutto, uno dei migliori conduttori in circolazione (forse il migliore dopo Bisio). Ha già esperienza pluriennale coloradiana e, soprattutto, conduce da anni con successo una nota trasmissione satellitare (che chiameremo Comedy Underground). Tra l’altro riesce a gestire bene le sgallettate sexy tipo veline.

L’obiezione che qualcuno farà è: “Probabilmente non ha santi in paradiso”, Può darsi, però neanche questa osservazione è tanto valida: il suo agente è uno di quelli potenti, uno di quelli che la mattina, invece di fare colazione, fa i palinsesti… e allora? La spiegazione starebbe nella psichedelia tardo televisiva raccontata benissimo da Pietro Sparacino (leggi articolo di Pietro Sparacino): 

Alla mia prima puntata mi chiesero di tagliarmi il pizzetto perchè in video, col pizzetto, sembravo troppo “stronzo”. 

Solo che senza pizzetto sembravo “mia sorella”. 

Proposi una maglietta con su scritto “InPERFETTO EQUILIBRIO PRECARIO”, mi sembrava calzasse con il personaggio. 

Mi dissero che era troppo scontata e che non si usano mai magliette troppo identificative.

Ecco, ferma lì: la tv basata sull’analisi del pizzetto o delle magliette? Questa è la psichedelia tardo televisiva. E’ quindi possibile che l’uomo che potrebbe condurre Colorado e che potrebbe infondergli un po’ di naturalezza (nel regno delle forzature e della finzione coatta), abbia la strada sbarrata da un carenza insormontabile: i capelli brizzolati…

… scattante, agile ma brizzolato. Colorado punta ai giovani e ai bambini, ergo (nella mente strafatta di psichedelia televisiva di chi decide) non va bene, perché il bambino non si identifica. Il capello con venature grigiastre diventa un tabù tricologico in cui, nel marketing televisivo cabarettistico (che tra l’altro la gente sta smettendo di comperare) la selezione si fa con concetti pseudo publitalioti.  

Quest’uomo che chiameremo Aziz (magari non ci tiene a essere nominato), di cui mostriamo un dettaglio della testa (per motivi che adesso sono chiari) è la persona più titolata per condurre Colorado.  Forse no, per motivi estetico parruccosi.

 Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

Giovanna Martini: la conduttrice perfetta

7 Mag

Giovanna Martini detta i tempi della trasmissione

La conduzione comica femminile vive un periodo di grave crisi di identità, sballottata tra format scadenti, maschilismo e poca valorizzazione. Vale la pena, allora, prendere a modello una fuoriclasse assoluta della conduzione: Giovanna Marchini della redazione sportiva di 7 Gold, spesso alla guida di “Diretta Stadio…”

Non è propriamente comicità, ma in fondo Diretta Stadio è una trasmissione in cui sono presenti personaggi dalla valenza cabarettistica. Tiziano Crudeli (per dire) grazie alle sue performance fa  ridere più di molti comicastri, tanto da essere diventato famoso in Inghilterra (guarda video) e diventare testimonial della Ladbrokes (guarda video).

Giovanna Martini lavora in condizioni ambientali difficilissime, tra telecronache e gol, voci che si sovrappongono, litigi improvvisi, urla, sfottò, ospiti  che devono tutti mostrare la loro parlantina o il loro istrionismo. Lei  cavalca questo caos con grande naturalezza, senza scomporsi mai, senza impappinarsi, salendo o scendendo di tono a seconda delle necessità, tenendo sempre sotto controllo il ritmo della conduzione,  mantenendo sempre il sorriso.

Giovanna Martini è una donna e si trova in un ambiente che dovrebbe essere profondamente maschilista, eppure nessuno degli “energumeni” presenti si sogna mai di fare battute offensive su di lei o sulle donne; lei rimane molto femminile, ma senza rinunciare al suo primato di “direttore d’orchestra”.

A te canto Giovanna Martini, numero 1 della conduzione femminile!… E voi comiche, costrette a dire battute che non vi appartengono e a fare da spalla in modo forzato su stereotipi già visti mille volte, guardatevela alla “moviola” e ne ricaverete sicuramente qualcosa da imparare.

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico) 

cose che hanno davvero rotto: la battuta offensiva

30 Apr

Misteri di una conduzione che sembra già del paleolitico

produzione obbligata di battute denigratorie…

Mina, fai battute sulla "bocca storta" di Totò!

La conduzione della “risata italica” è da anni monotematica,  basata in modo ottuso su una sola gag: la battuta offensiva. Non che questo genere di battuta non abbia un suo perché, ma quando è l’unico esistente, alla fine stufa (e il pubblico si sta stufando).

Un conduttore e una conduttrice: il conduttore fa battute offensive sulla conduttrice, la conduttrice fa battute offensive sul conduttore. Quasi ogni comico che arriva fa battute offensive o sul conduttore o sulla conduttrice.

Ogni tanto vengono lette mail o letterine del pubblico (vere o finte che siano) che contengono battute offensive sul conduttore o sulla conduttrice (o su tutti e due)… Si può dire “che palle!” o è offensivo?

Spesso la conduttrice è molto carina, oppure è una bellissima donna. Per quale motivo il conduttore e i comici la dovrebbero insultare? Nella vita non succede. Il comico (e non solo lui) che incontra una ragazza carina cerca di essere gentile, di piacere, di fare il simpatico. Allo stesso modo un comico che incontra un capocomico (nella vita) cerca di arrufianarselo.

Così perché la conduttrice dovrebbe offendere il capocomico? Che senso ha? Si è mai visto Mina o Raffaella Carrà (per citare il glorioso passato) prendere di mira la scoliosi di Totò, il nasone di Gassman, la boccaccia di Sordi o la mascella quadrata di Mastroianni?

Si è mai visto Marcello Marchesi chino a testa bassa a scrivere battute sulle gemelle Kessler che sono “ignoranti” e che “non parlano l’italiano”? o sulla pettinatura di Ornella Vanoni? Adesso ci sono squadre di autori che mettono giù tutte le possibili battute offensive, maschiliste, omofobe, misogine, eccetera eccetera.

Vabbè, lasciamo perdere la nostalgia. Anche senza fare paragoni col passato glorioso, la battuta offensiva, come unico modo di vedere la conduzione ha davvero rotto le palle (senza offesa per la seconda volta). 

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

ottimo esordio per Panariello!

6 Mar

Giorgio Panariello e Nina Zilli

Panariello Non Esiste, lo one man show del comico toscano, ieri sera all’esordio su Canale 5, è andato ben oltre le aspettative: 6.581.000 telespettatori di media e uno share del 27,29%. Sicuramente si è trattato di uno spettacolo abbastanza datato, nazional popolare, niente di nuovo, stroncato dalla critica, eccetera eccetera.

Però c’è un dato positivo: Panariello sembrava rilassato e sicuro di sé. Si è preso i suoi tempi, ha “portato le battute” facendole arrivare coi “tempi necessari”. Magari le battute o le gag non erano folgoranti, ma arrivavano (e il pubblico ha gradito). Roba da poco? I cantanti devono essere intonati?

La psichedelia televisiva comico moderna dice “ritmo, ritmo, ritmo!”. Entrata a schiaffo, poi balletto, poi monologo con 10 battute forti, poi personaggino, poi il conduttore che deve fare 30 smorfie in un minuto (e poi deve entrare in scena ballando), poi un numero dopo l’altro (e alla fine due palle lo stesso).

La conduzione dev’essere tutta in “battere” senza mai il “levare” (sintomo di ansia e di insicurezza). Poi guardi il vecchio David Letterman e vedi che il suo stile è pieno di pause e di “tempi morti” (battere e levare, grazie al cielo, fateci respirare un po’!!!).  

Insomma, bravo Panariello a riportaci sulla terra dei tempi comici tradizionali… Ora manca solo Sabina Guzzanti e poi saranno scesi in campo tutti i pezzi grossi della conduzione e i mattatori. Tra le difficoltà della Dandini e di Chiambretti, il successo di critica di Geppi Cucciari, Victoria Cabello che sta migliorando in qualità, il trionfo di Crozza, le luci e ombre di Checco Zalone, eccetera eccetera

Condurre uno show è una delle cose più difficili che esistano, ma è una delle poche strade che ti portino al vero successo. Forse, alla fine, ne rimarrà in piedi solo “qualcuno”.

Ananas Blog (l’unico vero servizio pubblico cabarettistico)

i misteri della conduzione: Giorgia Surina

20 Feb

Giorgia Surina

La conduzione in Italia è qualcosa di “intangibile”. Piove dal cielo e così rimane, nonostante ci sia stata negli anni un’esplosione del numero di autori (quindi delle teste pensanti). Dopo aver trattato Victoria Cabello, Paola Cortellesi, Geppi Cucciari, passiamo a Giorgia Surina che, venendo dalla scuola della MTV degli anni d’oro, passò indenne per due edizioni di Zelig Off e uno Zelig in Tour estivo.

Visto che sono stato testimone diretto dell’evento, vorrei provare a farne un perfetto esempio dell’inedia autorale che allora stava sommergendo (e che adesso ha sommerso) tutto.

Giorgia Surina aveva alle spalle ore e ore e ore di conduzione e di dirette. Oggettivamente bellissima, di grande presenza di spirito, non si lasciava Continua a leggere

i misteri della conduzione: Paola Cortellesi

15 Feb
una serie ravvicinata di “piani d’ascolto” ognuno più forzato e innaturale dell’altro

Il mistero più grande della conduzione è: come mai si rimane sempre uguali a sé stessi?… Dopo aver parlato di Victoria Cabello (leggi articolo), passiamo a Paola Cortellesi: il nostro maggior talento femminile ha subito un’involuzione: conducendo Zelig si è come banalizzata e mediasettizzata.

Il problema è la scarsa Continua a leggere

i misteri della “conduzione comica”: Victoria Cabello

5 Feb

Sono in arrivo le trasmissioni di Panariello (Canale 5) e della Guzzanti (La7). Con loro, buona parte degli Show Man e delle Show Girl saranno scese in campo, da Checco Zalone, alla Dandini e Chiambretti; da Maurizio Battista a Enrico Brignano (andati in onda su Rai 2). Intanto Bisio e la Cortellesi mantengono il primato degli ascolti, Crozza è diventato il numero 1, Savino ha la grande occasione de L’Isola dei famosi eccetera, eccetera.

La conduzione comica è un passaggio fondamentale per fare “carriera”, per fare il salto di qualità, ma anche per venire ridimensionati. La cosa strana è che le capacità di conduzione sembrano “immutabili”: metti qualcuno a condurre e si trascina i suoi pregi e i suoi difetti all’infinito. Ananas Blog dedicherà alcuni post a questo mistero, che è il più grande di tutti.

Cominciamo dalla brava Victoria Cabello: quando conduce Quelli che il calcio… (edizione che stenta negli ascolti) e c’è una gag, sembra divertirsi molto: spesso ride come una pazza, rovescia la testa all’indietro, si piega a metà, tutto molto spontaneo, però…

La “spalla comica” non dovrebbe avere un ruolo istituzionale? Nel senso che dovrebbe fingere serietà, in contrapposizione al comico che rappresenta il “momento di rottura”?  Un po’ come faceva Carlo Campanini con Walter Chiari o Mario Castellani con Totò? Oppure, senza andare troppo indietro nel tempo, come fa quella volpe di Fabio Fazio con la Littizzetto?

Si tratta di regole vecchie, obsolete, appartenenti a un passato remoto, che andrebbero rottamate? Eppure la vecchia tv in bianco e nero ce la portiamo ancora dentro. Italia 1, per esempio, farà una prima serata con la parodia dell’Odissea, chiaro rimando a quelle che il Quartetto Cetra facevano ne La biblioteca di studio 1. Bisio e la Cortellesi rendono omaggio a Don Lurio e Lola Falana (e a Mina e Gaber), qualsiasi comica un minimo ambiziosa si rifà a Bice Valori e Franca Valeri…

Insomma, se Victoria Cabello sottolinea qualcosa ridendo come una pazza, sottrae (forse) il metro di giudizio allo spettatore, l’unico che avrebbe il diritto di sganasciarsi. Certe gag possono essere irresistibili, altre meno, ma questo lo dovrebbe decidere (forse) chi guarda.

Eppure lo stile è quello, immutabile. Misteri della conduzione… Difetto macroscopico o innovazione nello stile? Mistero, appunto.

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: