Tag Archives: Elio e le Storie Tese

una star del rock demenziale ci ha lasciati…

25 Giu
foto di Rocco Tanica

Rocco tanica che simpatico umorista! (foto da blitzquotidiano.it)

Rocco Tanica leggendario componente dei mitici Elio e le Storie Tese ci ha lasciati. Non fisicamente, poiché gode di ottima salute, ma spiritualmente. L’autore di Rapput, de Il vitello dai piedi di balsa e anche di format tv alternativi come Razzo Laser in questi giorni presiede i provini di Colorado, cioè l’avamposto del qualunquismo comico televisivo affaristico. Rocco Tanica sta agendo quasi come capoprogetto in pectore e, a quanto pare, ricade in tutti quei comportamenti che hanno reso la figura dell’autore una figura burocratica. Forse siamo troppo idealisti, forse pensiamo che l’artista abbia un’etica particolare. Forse dietro la presunta genialità si nasconde la semplice ansia di far arte del mainstream. Così si spiegherebbero anche Elio a X Factor e la pubblicità del Cynar.

Ai provini di Colorado sono andati più di 300 comici visionati a gruppi di 50/60 a volta nel locale vuoto. E’ stato chiesto di rimanere per la serata anche a quelli  che erano stati scartati, perché non c’era pubblico. Si è registrata una folta presenza di comici provenienti da Eccezionale Veramente (di cui Tanica ha fatto il giudice in una puntata) che non si capisce perché siano arrivati lì visto che erano già stati testati anche in tv. Poi è arrivata tanta gente già conosciuta, che si dovrebbe conoscere a memoria. Insomma, la domanda è: a cosa sono serviti questi provini? Perché sottoporre le persone a spostamenti inutili e, in molti casi, a una evidente o sottile umiliazione? Continua a leggere

la Hit Parade della Tristezza di Natale

14 Dic

La Hit Parade della tristezza mette in classifica quei vip comici che giunti al culmine di carriera monetizzano facendo roba triste (quasi sempre spot di telefonia). Scordiamoci le risate del passato, la creatività, Carosello, Jo Condor, eccetera: siamo in Italia 2013.

1# Panariello – Wind

lo stamp non mente mai: Panariello triste, ha appena detto il battutone sull'abetone

lo stamp non mente mai: Panariello triste, ha appena detto il battutone sull’abetone

Svetta solitario Giorgio Panariello con l’inesplicabile campagna Wind. Da citare il battutone “Dove lo prendiamo un abete?”, “All’abetone”; serie di spot in cui Panariello, mai così poco convinto di recitare, assieme all’incolpevole Vanessa Incontrada, entrano in un negozio Wind, vanno al ristorante cinese, poi vengono misteriosamente inglobati in un condominio.

2# Abatantuono, Elio, Littizzetto – Vodafone.

lo stamp non mente mai: fotogramma dello spot Vodafone davvero lugubre

lo stamp non mente mai: fotogramma dello spot Vodafone davvero lugubre

A Natale c’è la lo spot con la reunion di tre personaggi Vodafone, l’Orso Bruno – Diego Abatantuono, il Pinguino Pino – Elio delle Storie tese, Luciana Littizzetto – la foca, che avevano già seri problemi nei loro rispettivi spot: un po’ meglio Abatantuono, imbarazzante Elio, crash della Littizzetto (al minimo sindacale). Sommando tre che hanno comunque talento, sovrapposti a dei pupazzoni ciondolanti, la tristezza rega sovrana.

3# (alla carriera): Aldo Giovanni e Giacomo – Wind

Aldo Giovanni e Giacomo (bagnini) recuperano delle lattine lasciate in acqua e non si accorgono che una piovra gigante abbranca una bionda: ah ah ah?

Aldo Giovanni e Giacomo (bagnini) recuperano delle lattine lasciate in acqua e non si accorgono che una piovra gigante abbranca una bionda: ah ah ah?

Essendo la hit parade riassuntiva di un anno, va menzionata la madre di tutti gli spot deludenti, la serie Wind di Aldo e Giovanni e Giacomo: una sequenza di gag slapstick impersonali e poco divertenti (qualcuna appena appena riuscita altre che creavano una strana sensazione di gelo).

Ananas Blog

La Hit Parade della tristezza

28 Ago
Siore e Siori, Ladies and Gentleman, ecco a voi la Hit Parade delle performance comiche che più hanno fatto dire “che tristezza” (musica da circo):

1#

Al primo posto ELIO E LE STORIE TESE con lo spot Vodafone del Pinguino Pino!

 

Si nasce trasgressivi e si finisce testimonial di spot telefonici banali ma ben pagati. Sentire un 50enne (Elio) che doppia un pupazzo a guisa di pinguino, rappando in finto stile giovanile (Bella raga, bella zio, bella frate… è iniziata la festa, siamo tutti gasati) mette una tristezza infinita, tenendo presente che la campagna Vodafone era  pure finita sotto il mirino dell’Associazione Nazionale Consumatori per pubblicità ingannevole (leggi articolo). Forse, sorge il dubbio, gli Elio non erano trasgressivi neanche Continua a leggere

The show must go off puntata 1 e la “legge di James Taylor”

22 Gen

La prima puntata di The show must go off, l’esordio di Serena Dandini su La7 (rimandato di una settimana per il naufragio di Costa Concordia) ha ottenuto un buon 5,70% di share e 1.320.000 telespettatori. Si tratta di un mischione un po’ estemporaneo tra talk, satira, musica, comicità, che fa anche il verso ai vecchi varietà del sabato sera.

Infatti Elio era vestito da Maestro Canfora (chi ricorda la mitica Canzonissima ’68 condotta da Walter Chiari e Mina? Chi la ricorda, pensando a Belen Rodriguez e Paolo Ruffini è autorizzato a piangere).

Il cast è notevole: un intervento video addirittura di Fiorello, Neri Marcorè, Dario Vergassola, Elio e le storie tese, Lillo e Greg, Zoro, Andrea Rivera, Max Paiella, Paola Minaccioni, Federica Cifola, ospiti sul divano Andrea Camilleri e Tiziano Ferro.

Scenografia a metà tra Parla con me e L’Ottavo Nano, anche se l’impressione è che i tempi d’oro di quello show (e del Pippo Kennedy Show) siano un po’ lontani. La serata è stata un po’ discontinua: Elio e le storie tese hanno fatto uno strepitoso centone sul blitz di Cortina “Minchia nullatenente” e qualcuno meno riuscito (“Onta su onta” dedicata alla “fuga” del Capitano Schettino, con pochissime varianti rispetto all’originale di Paolo Conte, forse per non infierire su una tragedia). Vergassola a volte perde colpi, Lillo e Greg fanno ridere molto, ma non tutti; le finte pubblicità sparavano un po’ a vuoto.

Comunque era l’esordio e tutto è migliorabile, anche se potremmo applicare a questa trasmissione (e a tutte le altre) la “legge di James Taylor”, l’autore di melodie indimenticabili come Sweet baby James o Carolina in my mind, il quale commentando la sua lunghissima carriera ha recentemente dichiarato che: “nessun cantautore può avere dentro di sé più di una ventina di brani”. Ciò significa che il resto è ripetizione.

Ecco: The show must go off, probabilmente, ha un’ora buona e basta, perché quella è la durata fisiologica di una trasmissione comica. Questo vale per altri sow cabarettistici di prima serata che durano (a volte) fino a mezzanotte passata. Prendi Zulig: c’è un’ora buona e basta, prendi Colorato: se ne ricavi un’ora buona sei fortunato.

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

I soci di Bananas

16 Nov
Il meglio o quasi della comicità italiana

I dati contenuti in questo e in molti dei post che seguiranno sono già stati resi pubblici da una serie di articoli scritti da Franco Bechis vicedirettore del quotidiano Libero (e pubblicati anche sul blog dell’autore). L’obiettivo di Bechis era un attacco a chi ha il cuore a sinistra ma il portafogli a destra. Il nostro scopo è diverso, vogliamo sottolineare le “politiche antisindacali”, la scarsa trasparenza e lo sfruttamento selvaggio praticato di chi ha il cuore a sinistra e la precarietà (degli altri) a destra.

Abbiamo recuperato alcune delle fonti a cui ha attinto Franco Bechis per non doverlo citare in continuazione. Tramite una semplice visura online presso la Camera di Commercio, abbiamo acquisito il bilancio e lo statuto societario di Bananas S.r.l. (costo dell’operazione: 36 euro iva compresa).

Nel post precedente abbiamo fatto un riepilogo di quanto reputiamo ci sia di sbagliato nelle politiche Bananas (vedi link) soprattutto relativo all’abnorme sfruttamento delle risorse umane e alla negazione dei più elementari diritti degli attori/comici.

Per quale motivo lo statuto societario di Bananas diventa così interessante? Per i nomi (importanti) dei soci. Per esempio Gino & Michele (quota totale del 23% del capitale sociale equamente suddivisa), Giancarlo Bozzo (direttore artistico – quota dell’11,5%), Roberto Bosatra (Amministratore Delegato – quota del 6,5%) possono vedere il tutto da un punto di vista manageriale: usano al meglio le risorse umane per fare business. Ci sono centinaia di persone che accettano il lavoro gratuito e la precarietà, bravi loro che le hanno convinte!

Ma altri soci (che per vari motivi dovrebbero provare maggiore empatia verso gli attori comici) sono al corrente e approvano questi sistemi? Per esempio:

PAOLO ROSSI (Quota del 9%)

GIOBBE COVATTA (attraverso la Papero S.r.l. – 3%)

ANTONIO ALBANESE (2%)

LELLA COSTA (2%)

ENRICO BERTOLINO (2%)

CLAUDIO BISIO (2%)

RAUL CREMONA (2%)

DARIO VERGASSOLA (1%)

ALDO GIOVANNI E GIACOMO (Cataldo Baglio, Giacomino Poretti, Giovanni Storti, complessivamente 3% delle quote di Bananas)

GIALAPPAS BAND (Marco Santin, Giorgio Gherarducci, Carlo Taranto, complessivamente il 2%)

ELIO E LE STORIE TESE (tramite Hukapan S.p.a – 2%)

Il meglio o una fetta consistente  della comicità italiana potenzialmente riceve utili da Bananas (quindi indirettamente anche dal “sudore” della massa degli altri comici). L’aristocrazia o quasi della comicità italiana nella sua quasi totalità ha comunque una partecipazione interessata al mondo Zelig.

Ma tutti questi artisti (e soci) cosa ne sanno delle politiche di Bananas? Conoscono tutto o sono del tutto ignari? Approvano o meno questo tipo di politica? Ananas Blog si è impegnata a contattare ognuno di loro per verificarne l’opinione. (Continua…)

L’Amministratore di Ananas Blog Roberto Gavelli

 

 

 

 

Operazione Trasparenza: un’inchiesta il cui obiettivo è quello di fare luce sulle pratiche più sommerse del mondo della comicità, mettendone in evidenza i meccanismi che ne determinano la poca trasparenza.

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