Tag Archives: Evasione fiscale

sondaggio agevolazioni Siae: maggioranza possibilista

1 Feb
i risultati del sondaggio

i risultati del sondaggio

Il sondaggio di Ananas Blog in cui si chiedeva se: “Un progetto di agevolazioni Siae per i locali favorirebbe il cabaret live?” (guarda qui) ha ottenuto dei risultati interessanti. Su un numero di voti relativamente basso (50) emerge comunque una schiacciante maggioranza “possibilista”: 22 voti sulla voce “assolutamente sì” (44%) e 11 voti su “Sì, a patto che venga esteso a tutti i locali” (22%), addirittura 5 voti (10%) sull’audace “L’idea è valida e vorrei contribuire a svilupparla”, contro i pessimisti “Assolutamente no” 5 voti (10%) e “L’idea è valida ma non si farà mai”: 4 voti (8%).

Comunque Ananas Blog, dall’alto del suo status di realtà indipendente e battagliera, tenterà di aggregare ed elaborare una proposta da sottoporre alle “autorità competenti”.

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Esenzioni, agevolazioni e privilegi…

16 Lug

… e un buon motivo per essere indignati

Il governo ha appena varato una manovra finanziaria pesantissima che graverà, soprattutto, sui ceti più deboli. Ci saranno anche tagli alle pensioni e tagli lineari a tutte le forme di bonus, agevolazioni ed esenzioni fiscali.

In questo clima di sacrifici sanguinosi, spicca una società leader nel proprio settore che si è ritagliata una totale esenzione dai contributi pensionistici: Bananas srl.

Questo riguarda l’Enpals non versata in un progetto chiamato “laboratori Zelig” che, per inciso, rappresentano la forma di spettacolo cabarettistico dominante in Italia.

Vediamo le caratteristiche di questo progetto che ha ottenuto l’esenzione contributiva in modo bizzarro: tramite liberatorie quasi del tutto “fasulle” (come dimostrato ampiamente dall’inchiesta pubblicata sul blog) o tramite nessuna documentazione:

1) I laboratori Zelig producono quasi 200 serate l’anno, SEMPRE di fronte a un pubblico pagante, spesso in locali e teatri prestigiosi.

2) Ogni serata può vedere alternarsi sul palco 10, 15 fino a 20 e oltre comici che si esibiscono senza percepire nulla (la contribuzione Enpals, ricordiamolo, è comunque obbligatoria anche per chi non prende alcun compenso).

3) Il laboratorio costituisce una “giornata lavorativa” che può essere anche di 10/12 ore (tra viaggio, prove, spettacolo, riunioni e rientro). Si svolge durante l’anno a date e a orari predeterminati.

La quantità di serate di laboratorio è notevole, tanto da inflazionare il mercato di lavoro gratuito e creare un “effetto imitazione” anche nelle realtà indipendenti.

4) Lo scopo dei laboratori Zelig è di produrre materiale per le trasmissioni Zelig Off e Zelig (prima serata), quindi per progetti per i quali Bananas srl viene pagata cifre astronomiche da Mediaset; oppure di realizzare/testare format, attività per la quale Bananas srl ha un contratto nei confronti di Mediaset sia per progetti specifici (vedi Buona la prima, Sketch Show) sia per lo sviluppo nell’area satellitare e/o del digitale terrestre.

5 )L’organizzazione dei laboratori, se si esclude quelli nello storico locale di viale Monza 140, avviene in collaborazione con realtà del luogo (agenzie, teatri, manager, singole persone), ma il controllo organizzativo, la direzione, le scelte artistiche, il modus operandi sono saldamente in mano a Bananas srl, che li svolge per le proprie finalità di business.

È vero che l’evasione contributiva di Bananas (se venisse dimostrata) ammonterebbe a qualche centinaia di migliaia di euro l’anno, moltiplicata per i 5/6 anni in cui ha operato a pieno regime, quindi non risolverebbe i problemi del nostro paese (così come non li risolverebbero i tagli ai costi della politica) ma è anche vero che chi è più ricco dovrebbe dare il buon esempio e dovrebbe contribuire di più.

Non si capisce perché chi prende una pensione da 1.500 euro lordi venga penalizzato, mentre chi fattura 15/16 milioni di euro l’anno goda di questo assurdo privilegio.

C’è da essere indignati dal fatto che Bananas srl (quindi Zelig) goda di un’esenzione coperta (addirittura) da una documentazione chiaramente posticcia.

Questo è uno dei frutti avvelenati di un ambiente che per anni è cresciuto nel disprezzo delle regole, del tutto privo di democrazia interna e di opposizione, che si è arrogato il diritto di operare al di sopra delle regole stesse.

Roberto Gavelli, Amministratore di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

 

Affetto e benevolenza: due “sentimenti” poco probabili

23 Giu

Nell’analisi delle liberatorie Zelig (innescata dal video di Ruben Marosha) ci occupiamo di quella sulla “prestazione d’opera gratuita”, che sembrerebbe voler mettere una pezza fiscale a uno dei temi più controversi delle politiche Bananas, quello della “gratuità” nei laboratori:

L’accenno al Dpr 445/2000  (Testo Unico in materia di documentazione amministrativa) sottintende  che chi firmi il falso commetta un reato (queste cose vengono spiegate ai comici?). Più giù è contemplata l’unica possibilità: che la prestazione sia avvenuta per “affectionis vel benevolentiae causa” (in parole povere per “affetto e benevolenza”). Cosa significa?

Partiamo dalla decisione della Corte di Cassazione, sezione lavoro, 26 gennaio 2009, n. 1833, la quale afferma che: “Ogni attività lavorativa è presunta a titolo oneroso salvo che si dimostri la sussistenza di una finalità di solidarietà in luogo di quella lucrativa…”

La liberatoria vorrebbe affermare che esista una finalità  che sollevi dall’obbligo di qualsiasi retribuzione. Il bello è che la decisione sopraccitata nasce dal caso di due persone che lavoravano assieme e che erano in relazione sentimentale…

Ovviamente la mancanza di una liberatoria prefigurerebbe una prestazione “in nero”. Ma è comunque strano che Bananas, negli Zelig Lab, oltre a essersi ritagliata una totale esenzione Enpals (vedi post precedenti sull’argomento), sia sia anche “concessa” una totale esenzione dalle retribuzioni previste dalla legge quando c’è un fine di lucro (ricordiamo che Bananas fattura una media di 15/16 milioni di euro l’anno).  

Inoltre c’è anche la totale perdita dei diritti Siae da parte dei comici, anche se l’azione comporta cifre molto basse e sembra avere un impatto più psicologico che economico. Bisogna anche ricordare che la prestazione di ogni comico, non è ristretta ai 3 minuti del pezzo, ma comprende spesso una giornata lavorativa che può arrivare a 10 ore e oltre (tra prove, spostamenti, serata).

Roberto Gavelli Amministratore di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

La stessa Bananas demolisce il concetto di improvvisazione

21 Giu

Il fatto che i laboratori Zelig non facciano alcuna forma di improvvisazione è scritto ancora meglio (la realtà supera il blog) e in modo che non lascia dubbi sul sito di Area Zelig (vedi link). Riportiamo il tratto saliente, sottolineando solo in rosso i passaggi più illuminanti: 

“Ogni appuntamento di laboratorio prevede due momenti di lavoro: uno pomeridiano in cui comico e autore si confrontano, segue una fase di studio e le prove sul palco del pezzo comico proposto dall’artista. A questa primo momento fa seguito la fase serale in cui si svolge lo spettacolo del comico. L’esibizione e’ coordinata dall’autore secondo una scaletta di interventi dei vari partecipanti al Laboratorio al fine di offrire uno spettacolo unitario al pubblico presente e pagante.”

Qua ci pigliano per i fondelli, veramente (e lo stanno facendo da anni, sulla nostra pelle).

La Redazione di Ananas Blog (è un lavoro pulito, che qualcun’altro doveva fare)

Liberatorie: tutte le incongruenze del concetto di “improvvisazione”

19 Giu

Nel post Le liberatorie: una “truffa” basata sull’autocertificazione? Abbiamo iniziato a sottolineare gli “errori” della liberatoria (quella relativa alla Siae) che i comici devono firmare per salire sul palco di un laboratorio Zelig (anche se poi in alcuni lab, non si sa perché, non si firma nulla).

Qui riportiamo un passaggio (è così proverbiale, che quasi tutti nell’ambiente lo conoscono bene) della liberatoria Siae:

 

IN UN LABORATORIO ZELIG, AFFERMARE CHE IL REPERTORIO SIA FRUTTO DELL’IMPROVVISAZIONE DEL COMICO È UN’AFFERMAZIONE QUASI AI LIMITI DELLA FANTASCIENZA.

IMPROVVISARE: “Tenere un discorso, comporre versi o musica per immediata ispirazione, senza preparazione” (dal dizionario Zingarelli). IMPROVVISAZIONE TEATRALE: “… è una forma di teatro dove gli attori non seguono un copione definito, ma inventano il testo lì per lì improvvisando.” (Da Wikipedia)

Ci sono tantissimi argomenti per dimostrare come anche questa parte della liberatoria sia fallace.  Elenchiamoli:

1) Negli Zelig Lab i pezzi vengono elaborati in precedenza. Non a caso, l’autore spesso ne riceve preventivamente il testo via mail.

2) Lo spettacolo (di fronte a un pubblico pagante) è sottoposto a una scaletta molto rigida sia nella sequenza che nel minutaggio.

3) la scaletta viene elaborata durante le prove al pomeriggio. Le prove stabiliscono esattamente il modo in cui si svolgerà lo spettacolo (per i profani: basta andare nel luogo di uno Zelig Lab al pomeriggio e si vedranno gli autori e i comici provare pezzi ed elaborare la scaletta).

4) Da sempre, negli Zelig Lab, l’improvvisazione è TASSATIVAMENTE vietata (salvo rare eccezioni, che però vengono emarginate perché ritenute non televisive).

5) I laboratori promuovono solo ciò che è potenzialmente televisivo (quindi precostituito, elaborato con cura attraverso prove su prove, scritto e riscritto in precedenza).

6) Chiunque sfori i tempi della scaletta perché improvvisa viene subito redarguito, rischia di essere emarginato, acquista fama di essere poco affidabile (come sanno bene gli addetti ai lavori e come si può spiegare facilmente ai profani, indicando esempi e circostanze).

7) la definizione stessa di laboratorio data da Bananas (vedi link) parla di comicità scritta e poi provata (che è l’esatto opposto di improvvisazione):

“Il Laboratorio Zelig è un’officina, una palestra dove aspiranti comici testano sketch inediti davanti a un pubblico vero. Uno spazio di studio e sperimentazione di nuove forme di comicità, scritta e agita…”

Leggendo tutto,  non vi è alcun accenno all’improvvisazione.

8 ) Nei laboratori Zelig qualsiasi interazione col pubblico è “vietata”. Gli autori la reprimono all’istante. Eppure è proprio l’interazione col pubblico la principale, se non l’unica fonte di improvvisazione cabarettistica (alcuni bravi mestieranti reggono interi spettacoli su questa tecnica).

9) il repertorio, così come strutturato nei laboratori Zelig, finisce nel laboratorio di Zelig Off, poi a Zelig Off, poi in prima serata. La pratica dei laboratori si basa su una ripetizione maniacale che è agli antipodi rispetto all’improvvisazione.

10) Nei laboratori molto spesso i comici esibiscono il loro repertorio, soprattutto per “tenere su la serata” e quindi divertire e/o attrarre il pubblico pagante.

11) esistono laboratori indipendenti (come si può notare su facebook) che dichiarano apertamente di essere luoghi in cui si provano pezzi da portare poi ai lab e ai provini di Zelig e di Colorado.

12) una delle cose più gravi (se non la più grave) che si possa dire di un comico “caduto in disgrazia” è il fatto che lui abbia commesso l’errore di sforare rispetto al rigido copione previsto, sottolineando che chi fa così si “brucia” nei confronti di Zelig.

I motivi sono più che sufficienti. Non ci sono scappatoie: siamo di fronte a una dichiarazione totalmente incongruente con la realtà, il cui effetto è di defraudarvi della vostra creatività, di usurfruire di una grande quantità di lavoro gratuito, evitando di pagare ciò che la legge pretende sia pagato.

Roberto Gavelli, Amministratore di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve)

Le liberatorie: una “truffa” basata sull’autocertificazione?

17 Giu

Nel video di Ruben Marosha (ingiustamente rimosso da YouTube) erano documentati alcuni esempi controversi di uso delle 2 liberatorie che vengono fatte firmare come requisito per salire sul palco di uno Zelig Lab.

Ne abbiamo recuperate delle copie che ho mostrato personalmente a un competente funzionario SIAE. La visione ha generato una reazione stupita (tanto che sono stato subito indirizzato a un funzionario di competenza specifica superiore): Le liberatorie sono state “classificate” come un tentativo molto ingenuo e molto maldestro di far passare un “tesi” utile a scopi “fiscali”.

Le liberatorie possono essere facilmente demolite punto per punto anche solo usando il buon senso. Cominciamo da quella relativa alla SIAE:

C’è subito una grossa anomalia: non viene indicata l’opera rappresentata, che è la cosa più importante!  QUESTO E’ CLAMOROSO. E’ proprio ciò che la Siae vuole sapere: quale opera è stata rappresentata, a chi appartiene e se l’esibizione corrisponda a ciò che è stato dichiarato. Questa clamorosa mancamza equivale a un pacco di biscotti in cui non ci sono biscotti (in futuro vedremo chi se li è mangiati).

Un’altra anomalia è data dalle due caselline da barrare (“non sono iscritto Siae”, “lo sono”). Nella seconda ipotesi si presuppone che il comico non abbia portato opere proprie depositate. Questo è impossibile: il regolamento Siae (articolo 10 – 1 sez b) impone che gli iscritti depositino TEMPESTIVAMENTE le loro opere:

Oltra a questo, è ben strano che tra le centinaia di comici che affollano (da anni e nel presente) i laboratori Zelig, non ci sia mai stato uno iscritto alla Siae che abbia portato un pezzo suo tutelato, anzi diciamo chiaramente che è impossibile.

Queste sono due anomalie, ma non sono le sole. Rimanete connessi: ne vedremo delle false! Stiamo sorvolando la zona grigia Laboratori/Zelig/Bananas dove la verità è un optional inutile.  

Roberto Gavelli, Amministratore di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

I Laboratori Zelig: un sistema basato sull’illegalità?

16 Giu

 

il cabaret è intossicato dall'illegalità?

PRECISAZIONE: questo articolo e i successivi sul tema non costituiscono un parere legale, ma contengono un invito a risolvere problemi che sono indubbiamente gravi. Il sistema comico dovrebbe trovare al suo interno la spinta per rimediare alle proprie disfunzioni.

Le regole che riguardano l’onestà, la verità e la correttezza dovrebbero viaggiare parallele alle leggi dello Stato. Forse riusciranno a dimostrare che Ruby è la nipote di Mubarak, ma ciò non nasconderà mai lo schifo del caso Ruby.

Il video di Ruben Marosha (leggi il post di commento), girato con telecamera nascosta, mostra per la prima volta alcune delle anomalie croniche del Sistema dei Laboratori Zelig.

L’impressione generale è quella di un ambiente in cui la verità sia alterata a tutti i livelli, in cui ci siano una serie di “manipolazioni” concentriche ai limiti del lecito, tutte a vantaggio di Zelig/Bananas.

PARTIAMO DALLE LIBERATORIE (firmate dai comici come condizione per salire sul palco) che dovrebbero certificare la correttezza della serata di laboratorio. Non sempre vengono fatte firmare, creando un problema uguale e di segno opposto: senza liberatorie i sospetti di illegalità rimangono e non sono “coperti” da quella che potrebbe anche essere una “falsa dichiarazione”.

I termini della partita che si gioca tra legalità e illegalità sono i seguenti:

POSSIBILE EVASIONE FISCALE dei contributi ENPALS. L’ENPALS è la copertura pensionistica per i lavoratori dello spettacolo obbligatoria verso chiunque salga sul palco di fronte a un pubblico pagante, anche nel caso in cui non ci sia compenso. Le esenzioni sono elencate nella legge finanziaria 2008 art. 39quater e sono tutte relative ai musicisti!!! E’ strano che in tanti anni ci sia stata quella che sembra la totale esenzione da parte di tutti i frequentanti dei laboratori! L’evasione fiscale, se fosse dimostrata, potrebbe essere molto ampia, di enorme portata.

POSSIBILE VIOLAZIONE DELLA LEGGE SUL DIRITTO D’AUTORE. Le liberatorie sulla SIAE (come vedremo ampiamente in seguito) sembrano totalmente irregolari, tanto da arrivare al paradosso di non certificare nulla che possa essere vero (per esempio prevedono che un iscritto Siae abbia delle opere non depositate, cosa vietata dal regolamento Siae!).

I comici non solo firmerebbero il falso ma, contemporaneamente, perdono ogni diritto. Zelig/Bananas (e i suoi collaboratori) “evaderebbero” il pagamento dovuto alla SIAE o lo incasserebbero togliendolo ai legittimi proprietari, ricavandone un vantaggio economico.

POSSIBILI FALSE DICHIARAZIONI che avverrebbero tutte le volte che si firma una liberatoria che contenga dichiarazioni non corrispondenti al vero (sembra che avvenga quasi sempre, in violazione al DPR 445/2000).

POSSIBILE ESTORSIONE O INDUZIONE A UN REATO: cioè obbligare un comico a firmare il falso, sotto la minaccia di un’esclusione dal laboratorio (e da tutte le speranze a esso connesse) o usando altre forme di pressione e di coercizione psicologica, arrecandogli il danno della perdita del diritto d’autore, del pagamento di uno stipendio e dei contributi pensionistici, ricavandone parimenti un illecito vantaggio.

POSSIBILE MANCATA RETRIBUZIONE dei comici che prestano servizio presso i laboratori. Per legge qualsiasi attività lavorativa è presunta a titolo oneroso (in parole povere: va pagata). A meno che non sia stata fatta per affetto e benevolenza (affectionis vel benevolentiae causa). Questo è, come vedremo in futuro, altamente improbabile.

Un bravo avvocato (del calibro di Ghedini) potrebbe cavillare all’infinito e far passare tutto ciò come legale. Ma se questi comportamenti corrispondessero ad altrettanti reati, si tratterebbe di VIOLAZIONI CONTINUATE PER ANNI, SU VASTISSIMA SCALA. Inoltre coinvolgerebbero non solo Bananas e i suoi collaboratori, ma anche gli organizzatori locali dei laboratori Zelig e i singoli artisti (qui più nel ruolo di “parti lese” visto che da queste attività non ricavano alcun vantaggio, anzi, subiscono una serie di danni economici, di abusi e di vessazioni).

È possibile che anche i laboratori di Colorado ricadano nelle stesse anomalie sopraccitate, anche se con un “giro” molto minore.

PRECISAZIONE IMPORTANTISSIMA: le leggi che riguardano il mondo dello spettacolo sono spesso di non facile applicazione. Però va fatta una distinzione tra Bananas srl, agenzia che fattura una media di 15/16 milioni di euro l’anno (che ricava indubbi benefici dall’attività “gratuita” dei laboratori) e tra tutte le realtà “a costo zero” in cui si cerca veramente di creare qualcosa, in cui nessuno ricava un vantaggio economico: per esempio qualsiasi laboratorio indipendente, la rassegna fatta nl picoclo locale, qualsiasi puntata o progetto pilota, le associazioni culturali, eccetera.

 Roberto Gavelli Amministratore di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Aggiornamento: a questo post è seguita un’inchiesta approfondita che ha dimostrato enormi incongruenze nelle liberatorie dei laboratori Zelig. Fin dall’inizio il blog si è premurato di interagire con gli “organi di controllo” per un parere tecnico. I contatti avuti sono stati soddisfacenti. Senza questa azione di approfondimento non si sarebbe fatta alcuna affermazione tra molte contenute nell’inchiesta. Il blog si propone comunque di continuare le consultazioni  solo con l’umile proposito di capire dove stia la verità, così com’è nel dovere degli organi d’informazione e/o di ogni singolo cittadino.

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