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il primo video dell’infiltrato nei laboratori Zelig!

13 Giu

 

Ruben sta registrando...

È online il primo video tratto dal reportage che Ruben Marosha ha girato dietro le quinte dei laboratori Zelig. (Leggi intervista a Ruben). A questo (della durata di 6’35”), ne dovrebbero seguire altri tratti dalla totalità del materiale girato.

Vediamone le caratteristiche: le immagini sono prese con telecamera nascosta. La qualità è ovviamente bassa. Inoltre sono stati oscurati i volti, alterate le voci (che sono state sottotitolate), cioè  si è evitato qualsiasi riferimento utile all’identificazione dei presenti per non violare le norme in materia di diritto d’immagine e privacy. Questo rende il video di non facilissima “visione”.

L’ambientazione è nello stesso laboratorio, ed è suddivisa in 4 scene. Ruben, sotto le “mentite spoglie” di Humber Sorana, dialoga con: A) un comico B) un autore C) una rappresentante dell’organizzazione D) una cabarettista. In grafica sono presenti delle considerazioni scritte sul tema dei laboratori. 

Guarda il video completo di Ruben Marosha. (AGGIORNAMENTO AL 23.07.2011: DOPO LA RIMOZIONE DA YOUTUBE E’ STATO RIPRISTINATO AL SEGUENTE INDIRIZZO: http://vimeo.com/user7771448/videos)

Le 4 scene, nel montaggio, si intrecciano. Raccontiamole una per una:

A) UN COMICO: Ruben fa domande sull’utilità di così tanto lavoro gratuito. Il comico gli dà ragione, ma ammette che non ci sono alternative. Lui stesso frequenta 4 laboratori alla volta. Sembra rassegnato: o fai così o non hai speranze, anche se tanti fanno la fame e pochi si arricchiscono.

B) UN AUTORE: Ruben fa le stesse domande maliziose, l’autore (uno locale di supporto, non quello ufficiale di Zelig) gli conferma che si possono fare anni e anni di laboratorio, che le risposte ci sarebbero, ma che non verranno mai date.

L’autore fa una dichiarazione sorprendente (probabilmente una boutade): una dell’organizzazione Bananas gli ha detto che molti comici pagano per accedere ai laboratori, della serie: “qua fuori c’è la fila, quindi non fate troppo gli schizzinosi” (SICURAMENTE SI TRATTA DI UNA BATTUTA INFELICE, NON RISULTA CHE SIANO MAI ESITITE FORME DI “PEDAGGIO” PER ACCERE AI LAB ZELIG E CIO’ NON FA PARTE DEI METODI BANANAS).

C) UN’INCARICATA dell’organizzazione locale del laboratorio (quindi non appartenente a Bananas) gira con le due liberatorie che i comici devono firmare (su questo si apre un mondo: ne parleremo ampiamente in futuro). Lei ammette candidamente che: se non firmi non vai sul palco, che la firma ti toglie ogni possibile tutela su ciò che fai, che certifica la gratuità del tuo intervento, che la pratica deriva dagli accordi presi con Zelig/Bananas.

UNA CABARETTISTA, giustamente alterata, racconta che lei è iscritta alla SIAE, i suoi pezzi sono depositati, ma nella liberatoria questa opzione non è prevista (?!?).

Inizialmente si è rifiutata di firmare, per non dichiarare il falso, poi con la minaccia di non salire sul palco (pensiamo a tutti i sacrifici fatti e alle speranze bruciate per arrivare fin lì NDR) ha firmato la liberatoria.

L’autore Zelig, saputo delle sue resistenze, si “è inca***to” e non l’ha fatta salire comunque sul palco.

Il semplice episodio, così com’è raccontato, è di una tristezza unica, per la violenza coercitiva che contiene e per la ritorsione meschina verso chi ha osato porsi dei problemi, verso chi non ha accettato supinamente quello che viene richiesto dal sistema.

L’episodio è come un terremoto che rade al suolo uno degli argomenti usati ossessivamente da alcuni (o molto ingenui o molto in malafede): “Nessuno ti obbliga, non c’è la pistola puntata, uno partecipa a quel sistema per sua volontà”. Dicendo così si ignora quanto il sistema sia basato sulla coercizione e sulla violenza psicologica, su tante piccole “estorsioni” come quella documentata.  

Ruben fin qui ha fatto un ottimo lavoro. Si tratta di una innovazione: per la prima volta una video inchiesta sbarca nel mondo grigio e chiuso del cabaret zelighiano (in ritardo di almeno 10 anni). Professionisti tipo Le Iene o Report avrebbero fatto un lavoro molto più raffinato, ma le cose vanno paragonate al contesto: i primi televisori in bianco e nero erano molto più grezzi di quelli attuali full HD, ma costituirono una grandissima novità.

Quindi, Ruben, bisogna ammettere che, pur nella povertà assoluta dei mezzi che avevi a disposizione, sei stato grande!!!

Roberto Gavelli Amministratore di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

 *qualcuno potrebbe erroneamente osservare (in buonafede o no) che il blog dia credito a personaggi la cui identità non è accertata. In realtà non è così: il materiale video di Ruben Marosha è stato girato davvero dietro le quinte di alcuni laboratori Zelig. Nessuno è stato capace di smentire questa cosa, anzi anche sul blog Ruben è stato oggetto di critiche proprio per questa azione specifica. Quindi c’è tutto il diritto di commentare il video in cui sono rappresentate dinamiche che, per chi ha letto il blog a fondo o per chi conosce l’ambiente sono esempi fulgidi di ciò che succede. Esempio: un comico afferma di frequentare diversi laboratori contemporaneamente. Questo è un esempio vivente del fenomeno “il nomadismo tra i laboratori” illustrato quando si ignorava addirittura l’esistenza di Ruben Marosha. Chiaroveggenza o semplice conoscenza dell’ambiente? La seconda.

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