Tag Archives: Ficarra e Picone

Zelig del 13.11.2014 con Ficarra e Picone e Ilary Blasi

14 Nov
la bizzarra anteprima scalda pubblico (com'è anni '50 Valentino Picone vestito da presentatore!)

la bizzarra anteprima scalda pubblico (com’è veeeeecchio Valentino Picone vestito da presentatore!)

La puntata di Zelig del 13 novembre 2014 ha totalizzato 3.890.000 telespettatori e uno share del 15,92%, si tratta del record stagionale. Conduzione di Ficarra e Picone con Ilary Blasi, ospite Elisa. Qui il live su Tv Blog. Inizio con quasi 20 minuti di ritardo, ma prima la bizzarra anteprima dei conduttori che fanno “scalda pubblico” con l’inizio tagliato (imparassero la regia da Made in Sud, almeno). Ficarra e Picone tentano di darsi un brio rispetto ai loro tempi dilatati e surreali (come settimana scorsa Ale e Franz) arriva Ilary preceduta da battute sarcastiche. I Beoni a schiaffo. Andrea Perroni i romani ai concerti. Tra il pubblico Mario Biondi.

Mr Forest, col gioco di magia + battute + battute laide (comprese le allusioni a “leccare e ingoiare”); Giuseppe Giacobazzi con un monologo vintage sulla Diane; Ale e Franz coi due anziani, uno lentissimo (ti han legato le scarpe tra di loro? Se fai una rapina in banca, quando esci l’euro è fuori corso) guest Valerio, un boy scout 50enne; Paolo Arcuri a schiaffo. Ilary bersaglia Ficarra. Continua a leggere

Made in Sud del 4 novembre 2014

5 Nov
inizio con tutte donne sul palco

inizio con tutte donne sul palco

La puntata di Made in Sud del 4 novembre 2014 ha totalizzato un eccellente 2.450.000 telespettatori e uno share del 10,41%. Ospiti Ficarra e Picone in promozione cinematografica.  Qui il live su Tv Blog. Fatima, Elisabetta, le Sex and the Sud e Nello Iorio vestito da donna sul palco, per sottolineare la notizia che al sud solo una donna giovane su cinque lavora. Sigla, poi la Mucca di Caserta – Mariano Bruno. Si annuncerebbe una puntata tutta al femminile. Parodia di Masterchef con Gigi e Ross (per fare gli involtini primavera bisogna aspettare il 21 marzo) i concorrenti sono Ficarra e Picone (piatto: Vitti ‘na Cozza e poi un uovo fritto spacciato per un pollo giovanissimo). Lello Musella fa il messicano.

Pigroman – Mariano Bruno con le guest degli Arteteca tamarri. Gregoraci vampira lancia i Volturi – Ditelo Voi, ma prima arriva Larsen – Della Noce (non sono un vampiro, sono un vam-pusher), Pasquale Palma l’ex fidanzato di Fatima, Enzo e Sal l’incazzatore personalizzato (prendono di mira le manganellate agli operai, molto bene, però non la scandalosa assoluzione sul caso Cucchi… peccato). Comunque Enzo e Sal sono gli unici che riescono a “stare sul pezzo”. Continua a leggere

La lunga strada verso lo scalettone: gli infiniti ritorni

23 Giu
i ritorni stagionali fanno parte della natura (dal sito di immagini gratuite Pixabay.com)

i ritorni stagionali fanno parte della natura (dal sito di immagini gratuite Pixabay.com)

Questo è uno dei post di alleggerimento che descrivono la lunga strada di Zelig verso le prossime 10 puntate di prima serata, in registrazione da ottobre 2014. Verrà riconfermata la solita formula? Oppure si tenteranno delle innovazioni? Per rinnovare occorre superare molti “stereotipi narrativi” che hanno dato grande successo, ma che adesso mostrano tutti i loro limiti. Uno di questi è quello dei RITORNI (significato: un comico o un conduttore torna dopo un periodo di assenza, la cosa viene trattata con grande enfasi, il pubblico dovrebbe fare “Ooooh”). I ritorni sono una forma di “autocelebrazione”.

UNA NARRAZONE DEBOLE? non si sa perché, ma i “ritorni comici” sono poco interessanti, così come lo è l’autocelebrazione in generale. Per esempio l’ultima edizione di Colorado era basata su questo e non ha funzionato. Forse ci vorrebbe una conferenza colta di Alessandro Baricco per sviscerarne il motivo. Si possono azzardare però alcune ipotesi:

Il ritorno è “insincero” è solo un pretesto per riempire la scaletta.

– Il crollo della popolarità dei comici fa sì che il ritorno di qualcuno di loro non scaldi il cuore più di tanto.

– Negli ultimi anni c’è stata sia un’inflazione di comici, che di ritorni che di autocelebrazioni. Continua a leggere

Ficarra e Picone: l’arte di non rischiare…

28 Mar

Ficarra e Picone si spulciano

Oggi Ficarra e Picone iniziano la conduzione di Striscia la Notizia per il quinto anno di fila (leggi post su CineTivu). Inoltre hanno appena finito di girare il loro ultimo film (coprodotto da Medusa), hanno partecipato a Zelig durante il quale hanno anche promosso un altro loro film coprodotto da Medusa (Femmine contro maschi).

Si tratta di un duo legato strettamente al business Mediaset/Berlusconiano. Non c’è nulla di male, ma la loro posizione era quella di chi può permettersi pochi rischi. Infatti non ne hanno corso nessuno. La loro satira (Nicolò e Angelino) è stata bonaria/innocua. Lo stesso Bisio si è rammaricato del fatto di non aver ricevuto neanche una telefonata di protesta da parte dei vertici Mediaset (vedi post Claudio Bisio parla del futuro).

Fuori c’è uno scontro furibondo sull’informazione, forse il DG rai Masi verrà allontanato per non aver fatto fuori Santoro, Fazio, la Dandini e la Gabanelli e aver consentito gli affondi di Luca e Paolo a Sanremo. Intanto il soldato Ferrara è stato piazzato su Rai 1 (casualmente sta facendo fuggire milioni di spettatori e quindi sta favorendo proprio Striscia la Notizia…). Ficarra e Picone hanno attraversato tutto questo senza dare fastidio.

Sul blog c’è un’analisi dettagliata del grande bluff della satira zelighiana di quest’anno. Ficarra e Picone non sono stati neanche i peggiori. Paola Cortellesi, per esempio, imitando Letizia Moratti, è riuscita nel capolavoro di ignorare: l’inquinamento, il calo di popolarità, le infiltrazioni mafiose, le tangenti, le tensioni razziali, affittopoli, lo scandalo della bat-caverna…

la tecnica di dare un colpo al cerchio e uno alla botte e di mettere il portafogli al sicuro è un’arte… e a Zelig sanno fare bene “l’artistico”.

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Zelig ancora a 6.5 milioni di spettatori!

22 Gen

Zelig ieri sera ha ottenuto un altro risultato eclatante: 6.592.000 telespettatori contro i 3.678.00o de I Raccomandati di Pupo ed Emanuele Filiberto. La conduzione dell’erede dei Savoia è così disastrosa che nella prossima puntata verrà sostituito da Badoglio. Il referendum ha bocciato nettamente la Monarchia (a quando l’esilio televisivo?).

La Cortellesi è sembrata in crescita esponenziale.

La trasmissione è  avviata verso un turn over fortissimo. Siamo alla seconda puntata ma non sono ancora entrati in scena Bertolino, Brignano, Cirilli, Migone, Katia & Valeria, Massimo bagnato, Simone Barbato, Andrea Sambucco… (22.01 aggiornamento: dicono che Sambucco ci fosse e che fosse la voce off, e che ci sia stato anche Bertolino. Ah, forse manca ancora Claudia Penoni).

Ci sarà l’uso delle convocazioni a macchia di leopardo, tipo: settimana scorsa Maurizio Lastrico ha avuto l’onore di aprire la puntata, nella seconda non c’è. E’ un metodo per tenere tutti sotto schiaffo e dimostrare che c’è qualcuno che comanda e può determinare la tua fortuna o la tua rovina, tanto il format funziona comunque. L’importante è inoculare dosi massicce di insicurezza verso tutti, i nuovi e i senatori.

Intanto, affinché il meccanismo funzioni, qualcuno deve scivolare al punto di partenza (e magari gli si fa fare una puntata e basta, tanto per mantenere viva la “dipendenza”). Per fare un esempio tra i tanti, pare non ci siano tracce dell’ottimo Antonio Ornano che aveva ben fatto e su cui l’anno scorso sembrava volessero puntare.

La satira tanto annunciata continua a latitare. Ficarra e Picone hanno osato qualcosina di più ma sono ad anni luce dall’attualità. L’imitazione della Moratti non si capisce cosa voglia dire. C’era Antonio Albanese con Cetto Laqualunque, ma era in promozione (ieri sera usciva il suo film).

Però Debora Villa, uscita nell’ora in cui i monologhi potrebbero essere più cool, ha fatto un pezzo sulle favole (il Principe Azzurro vestito così è gay). Ora negli ultimi anni chiunque portasse un pezzo del genere ai laboratori si sarebbe sentito dire con aria schifata “Nooo, ancora un pezzo sulle favole, in tv non ci andrà mai!”.

E’ commovente lo zelo con cui i burocrati zelighiani hanno represso i pezzi sulle favole, sui cartoni animati, sulle pubblicità, ma questo è anche un modo per dire ai 18/20 autori accreditati: “C’è qualcuno che decide, lo fa arbitrariamente… io so’ io e voi nun siete un c…”.

La Redazione di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Zelig e il grande bluff della satira

15 Gen

Claudio Bisio e Paola Cortellesi

La svolta satirica di Zelig è stata molto enfatizzata in fase di presentazione. C’è addirittura un’intervista a Claudio Bisio su l’Unità (14.01.2011) dal titolo: Bisio ‘La satira si può’. In realtà si è trattato di un bluff. Zelig è rimasta l’ottima macchina da ascolti commerciale di sempre.

I motivi per cui hanno messo le mani avanti presentandosi come coraggiosi e innovatori sono semplici: Zelig vive l’atavico senso di colpa di aver costruito una comicità  innocua e commerciale pur provenendo da un ambiente di sinistra ed intellettuale. Inoltre soffre il peso di essersi arricchita con Berlusconi (facendolo arricchire ulteriormente) pur arrivando dall’antiberlusconismo militante (vedi per esempio Zelig CULT).

L’abisso si è notato proprio ieri, in cui nel paese reale si viveva una giornata di quelle epocali, col Premier messo sotto accusa sul caso Ruby per concussione e prostituzione minorile; col lacerante referendum di Marchionne tra gli operai Mirafiori che, a un certo punto stava facendo presagire una clamorosa vittoria del fronte del NO e della FIOM; col dittatore tunisino Ben Alì che scappava in Arabia Saudita dopo la tumultuosa rivolta popolare dei giorni passati.

Ma vediamo nel dettaglio la telecronaca del bluff: apre le danze Maurizio Lastrico con un coraggiosissimo endecasillabo contro Sky (principale competitor Mediaset NDR), poi arriva il piatto forte dell’imitazione di Letizia Moratti da parte di Paola Cortellesi: 3 minuti a dire che gli attori sono animali. Scollamento totale con la realtà e coi temi caldi di Milano: il degrado della città, l’immigrazione, l’Expo 2015, le infiltrazioni mafiose, il calo di popolarità del sindaco, la ricandidatura. Niente di tutto questo…

Poi la satira di costume di Paolo Cevoli con battuta sul fatto che la Cortellesi ha le tette piccole…

E’ la volta dei tanto attesi Ficarra e Picone coi personaggi di Nicolò e Angelino. Anche qui totale scollamento con la realtà a parte una scontata gag sul bunga bunga, l’inginocchiarsi di fronte a Berlusconi e il messaggio generico: tutti vogliono una legge ad personam. Le due maschere non c’entrano nulla coi personaggi reali di Ghedini e Alfano né fisicamente, né sul lato della parodia, né sul lato dell’attualità: sono i due disoccupati un po’ sfigati e dalle reazioni lente visti in altre occasioni più appropriate.

Il premier viene tirato in ballo da Giovanni Vernia (un vero accanimento, un’autentica guerriglia, Palazzo Grazioli sta tremando…) che afferma di non conoscerlo e lo scambia per un DJ. Anche Teresa Mannino (forse memore della sua antica militanza CULT) fa un’allusione estemporanea e innocua su Berlusconi.

Ci sono i Mancio & Stigma che fanno gli EMO: si ride di gusto (i 4 presenti davanti alla tv: share del 100%). Scusate la parentesi. 

Gene Gnocchi fa una battuta sulla Gelmini e su Bossi (estemporanea in un pezzo surreale).

E’ il momento del mago Forest. Gustosa battuta sulla Carfagna e la Prestigiacomo (si erano dimesse per fare Zelig), ma poi succede una cosa che dimostra che la separazione col mondo reale è assoluta. Logicamente se registri al lunedì e al martedì non puoi saperlo, ma l’ottimo Forest fa una battuta su Emilio Fede indagato per sfruttamento della prostituzione che va in onda proprio nel giorno in cui è il Premier a subire la stessa sorte (molto in peggio)… Poi c’è una battuta su Alemanno, la più pertinente della serata.

Chiude Lella Costa che affonda il governo con un pezzo satirico sulla differenza etimologica tra c***0 e f**a.

Conclusione: i vertici Zelig dimostrano ancora una volta l’estraneità con quello che succede. Si sono segnalati per il loro silenzio (non solo artistico ma anche civile) su tutti gli sconvolgimenti degli ultimi mesi, non ultima la lacerazione FIAT Mirafiori. Vabbè che tra Gino & Michele e la fabbrica intercorre lo stesso rapporto che c’è tra Briatore e Pinarella di Cervia…

Roberto Gavelli, Amministratore di Ananas Blog (è un lavoro pulito ma qualcuno lo deve fare)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: