Tag Archives: Giancarlo Bozzo

i comici trattati come bambini (quando cominciò tutto)

7 Nov
un bambino con occhiali scuri

i bambini vanno tenuti all’oscuro (dal sito di immagini gratuite https://pixabay.com/)

Parlando con un comico che va spesso in televisione (ma disilluso dalla situazione generale) a un certo punto è venuto fuori col seguente concetto: “Purtroppo noi comici siamo trattati come bambini”. In effetti è vero anche se non è stato sempre così. Per esempio un geniaccio e talent scout come Enzo Jannacci ha sempre trattato gli artisti da suoi pari, gente con cui collaborare, da far crescere. Andava tutto bene allora, poi c’è stato il punto di rottura.

Cosa significa trattare i comici come bambini? Significa nascondere delle informazioni, tenerli all’oscuro, a volte mentire apertamente allo scopo di ottenere qualcosa da loro. L’obiettivo di solito è: spingerli a creare più sketch possibili, impedire che se ne vadano, mantenerli su un basso livello di autostima e di consapevolezza. Il contrario di questo atteggiamento sarebbero: lealtà, condivisione, creazione di gruppi basati sullo scambio di idee e rispetto della persona.  Così come succede quasi ovunque nelle realtà più sane, cosa che a noi a un certo punto è stata negata.

Facciamo un esempio:  a certuni che hanno fatto il provino per l’ultima stagione di Colorado sono state dette cose tipo “bravo, ci piaci, puntiamo su di te, lavoraci sopra, prepara 10 puntate”. Perché si dicono queste cose? Per cattiveria? Per incapacità? Per disprezzo verso il prossimo cui è meglio mentire? Non si sa, ma il risultato è sempre uno: tenere le persone aggrappate alla speranza, quindi produttive, quindi predisposte a creare idee e sketch che, se va bene, verranno usati e che, se non verranno usati, tanto non protesterà nessuno, quindi chi sta sopra la farà franca comunque. Continua a leggere

Zelig tanto tempo fa… e l’anima divisa in due

27 Ago
Un primo maggio ci fu una Brigata Cabarettisti Combattenti (link alla pagina)

Un primo maggio ci fu una Brigata Cabarettisti Combattenti (link alla pagina)

Va segnalato il gruppo di Facebook “Zelig tanto tempo fa…” (Vedi qui) dedicato a ciò che è stato Zelig, alla sua storia per certi versi gloriosa. Serve a ricordarci il passato. Sul web esiste una vasta letteratura sul lato oscuro zelighiano a opera di questo blog, con decine e decine di post ben indicizzati nei motori di ricerca. Recentemente proprio su Facebook alcuni comici hanno manifestato soddisfazione alla notizia della scomparsa di Zelig dai palinsesti Mediaset (leggi qua). Questa pagina serve a riequilibrare un po’ le cose.

Zelig tanto tempo fa… è amministrata da Giancarlo Bozzo il mitico Direttore Artistico di viale Monza 140. Il quale in un post (data 13 agosto 2015) ci ricorda che “Non viviamo di e nel passato ma occupiamo il presente e il futuro!!!”. Qua e là, infatti, emerge la voglia, la speranza di fare cose nuove, di rimettersi in gioco, di sperimentare o di riprendere in mano cose passate. La foto qui sotto, invece, è un frame di una sitcom mai realizzata, che si sarebbe dovuta intitolare “Il derby era un’altra cosa”, un caso di profezia che si è auto avverata? 😉

Giancarlo Bozzo nella pilota "Il derby era un'altra cosa" (link al video)

Giancarlo Bozzo nella pilota “Il derby era un’altra cosa” (link al video)

Tra le tante spicca una foto di gruppo che rappresenta davvero un dream team comico artistico, tra cui: Elio e le Storie Tese, Aldo Giovanni e Giacomo, Paolo Rossi, Gianni Palladino, Francesco Baccini, Luciana Littizzetto, Antonio Cornacchione, eccetera, mischiati fraternamente alla futura dirigenza televisiva. La foto postata da Davide Luca Civaschi,  porta la frase: “Tempi meravigliosi. Un luogo di ritrovo di artisti di ogni tendenza. Tanti sogni e speranze”. Continua a leggere

le liberatorie spiegate da Emanuela Dogliotti

14 Feb

 

in missione per conto di... Bananas!

Bananas srl ha ridefinito cosa sia un Laboratorio Zelig. Le nuove liberatorie contengono anche un patto di segretezza su tutto ciò che succede all’interno: l’inquietante Articolo 3 (leggi post) e il bizzarro invito a spogliarsi del proprio passato teatrale (leggi post).

Mercoledì 8 febbraio, allo Zelig Lab di Roma, presso il teatro Golden, c’è stato un intervento di Emanuela Dogliotti (responsabile Bananas dei laboratori), volto a spiegare le nuove liberatorie. Sicuramente la stessa azione è estesa a tutta Italia.

L’intervento è stato di 10 – 15 minuti prima che iniziasse lo spettacolo, forse un po’ poco per spiegare un tema così complesso. Se seguissimo Continua a leggere

Cancellate immediatamente l’Articolo 3!

2 Feb

 

Pare che, in un impeto di follia, Bananas srl, l’agenzia che controlla il marchio commerciale Zelig, voglia mettere il BAVAGLIO TOTALE a tutto quello che succede nei Laboratori Zelig, sul palco e dietro le quinte.

La clausola liberticida è contenuta nel famigerato Articolo 3 delle liberatorie di nuova generazione (leggi articolo precedente). Copia della liberatoria ci è giunta grazie a comici degli Zelig Lab, anche se si spera sempre in una burla ben congegnata.

Ma se fosse vero invitiamo Bananas srl a Continua a leggere

Gino, Michele, Bozzo e l’Operazione Simpatia

20 Gen

La sindrome della boiata pazzesca 

quel sorriso bonario e paterno

Zelig festeggerà questa sera l’attesissima puntata numero 100, tra rientri di vecchie glorie e annunciati baci lesbo. Intanto i capoccioni sono impegnati in un intenso tour mediatico per rinfrescare un’immagine che negli ultimi tempi si è un po’ appannata. Non solo il clamoroso j’accuse di Vanessa Incontrada sull’ambiente maschile e maschilista, ma anche la stampa (con qualche anno di ritardo) si sta accorgendo che c’è qualcosa che non va, che il format è bollito, ripetitivo e che fa poco ridere.

Così Gino & Michele sono andati nella tana del mediasettismo (Verissimo) a vendere il solito “fumo” (oh come siamo simpatici, oh come siamo bonari) scivolando però su cose agghiaccianti (tipo la telecamera puntata sul figlio per studiarne le reazioni). Allo stesso modo, è stata rilasciata una mega intervista a TeleSette, rivista specializzata del settore, assieme al direttore artistico Giancarlo Bozzo.

Se ci fate caso, per le interviste in video Bozzo viene chiuso a chiave nel suo ufficio di viale Monza 140, forse perché ha l’aria triste, trasandata ed è poco comunicativo (tutto è marketing). Nelle interviste su carta ogni tanto viene coinvolto. L’esistenza di Carlo Turati, invece, viene del tutto ignorata,  come si fa coi parenti di cui ci si vergogna.

L’intervista su TeleSette risulta un piccolo capolavoro di umorismo involontario, se chi la legge conosce la verità su come funzioni davvero la macchina comica zelighiana. Insomma, le belle frasi dette per catturare la simpatia dei profani, assumono all’occhio esperto lo status di “boiata pazzesca”. Ora ne commentiamo qualcuna:

A Giancarlo Bozzo viene chiesto: “Che cosa fa Continua a leggere

Zelig versus Monty Python

4 Gen

 

Monty Python

Gli inglesi hanno avuto i Monty Python, quindi il Flying Circus, da cui ha preso il volo un regista come Terry Gilliam, e film di culto come Brian di Nazaret, il Senso della vita  e, quindi, una comicità geniale apprezzata in tutto il mondo; in Italia, più tardi, abbiamo avuto Gino & Michele, Giancarlo Bozzo, Carlo Turati, una macchina commerciale di pezzi televisivi che, come popolarità, non ha mai superato il Canton Ticino.

Parafrasando Carmine Faraco: la domanda è “Pecché?”. Perché questa differenza spropositata di qualità? Eppure Zelig/Bananas ha potuto attingere Continua a leggere

la terza puntata di Zelig Off

14 Nov
Giancarlo Bozzo, che mattacchione!

Ieri sera Zelig Off ha registrato un discreto 8,30% di share, trainato dall’ancora più buono 10,19% di Ale & Franz Show. Merito della mancanza del calcio? Forse, ma più probabilmente l’effetto è dovuto a una guest di grande simpatia che ha allietato la sketch-com di Ale & Franz: Giancarlo Bozzo, direttore artistico di Zelig (nella foto di scena ringiovanito di 15 anni grazie al trucco).

Veniamo ai contenuti di Zelig Off: Gianluca De Angelis – intercettazioni (si ride). Salvatore Marino. Bear Teddy (non si sa chi sia l’attore). E’ una serata di grandi esordi/ritorni: iniziano gli ottimi Olcese e Margiotta, uno è il figlio dell’altro (è così anche nella vita?), altro ritorno di “peso” Alfredo Minutoli con le Precauzioni d’uso (non male).

Entra uno giovane a schiaffo, ma non è dato sapere chi sia. Il suo nome verrà biascicato solo dopo il terzo intervento (pare di udire si chiami Luca Bondino). Super ritorno del bravo Max Pisu, col padre che va a prendere i figli a scuola. Cinzia Marseglia convertita al monologo. Pali e Dispari, un pezzo con due operai in stile Scemo + Scemo  (il migliore della serata e loro sono bravi, non c’è dubbio).

Gruppo pugliese di polistrumentisti, clown, che rende omaggio a Buscaglione (viene biascicato il nome: Aribabbet? in realtà è la RIMBAMBAND). Finisce la puntata, tutti i comici sul palco, Teresa Mannino prova a dire i loro nomi con poca convinzione, ma rinuncia dopo averne sussurrati 3.

Ricordiamo che l’amico complottista sostiene che: A) i comici romani non interessano, ne convocano qualcuno ma per la prima serata chiameranno gente famosa tipo Marzocca, B) ci sarà una spremuta di sangue a elevata concorrenza su interventi a schiaffo e canzoncine C) gli esordienti della scorsa stagione sono già “commissariati” e dureranno poco.

Vabbè… 

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Zelig fa muro contro Vanessa Incontrada!

19 Lug

Su Sorrisi & Canzoni tv, l’ultima Corea del Nord italiana recita la solita poesia mandata a memoria: “va tutto bene, è tutto meraviglioso, chi si lamenta ha qualcosa di sbagliato”.

Zelig risponde alle accuse di Vanessa Incontrada usando quel Sorrisi & Canzoni diretto da Alfonso Signorini, uno degli Spin Doctor di Silvio Berlusconi, scelta che la dice lunga sulla natura zelighiana. Signorini è noto per “pettinare” le notizie, renderle Silvio Compatibili (vedi famosa intervista a Ruby).

Leggi l’articolo su TvBlog: Il cast di Zelig su Sorrisi contro l’Incontrada: “Mai discriminata”

Apre il fuoco Michele Mozzati: “Escludo in modo assoluto che ci siano state pressioni sulla sua maternità e sul suo peso. Forse c’è una sua sensibilità particolare rispetto a Zelig, che si riflette nelle interviste in un’immagine del programma molto lontana dalla realtà…”

Poi, in ordine di importanza parla Giancarlo Bozzo, con uno sbiadito messaggio burocratco: “La decisione di cambiare la conduzione di Zelig è dovuta soltanto a un necessario rinnovamento che ci ha visto, con Vanessa, d’accordo sia per la sua carriera, sia per il futuro di Zelig”.

A SEGUIRE:

‘Anche Katia & Valeria si accaniscono, dicendo che per il loro lavoro di comiche “di solito non si viene giudicate fisicamente, problema che forse Vanessa sente di più”. E Teresa Mannino dice di non aver mai visto maschilismo a Zelig e che “Vanessa forse sente di più il problema perché, pur essendo una brava attrice, fondamentalmente è una bella donna”. Con omertà chiosa: “Oppure ha avuto screzi con qualcuno della produzione, escluderei il cast. Ma non ne ne ho mai saputo niente”.’

‘E infine Giovanna Donini, unica autrice donna del cast, confessa: “Le sue parole mi hanno stupita. Le battute in scena sui chili di troppo erano da copione. Dietro le quinte non ho notato nessun accanimento e conoscendo gli altri autori sono portata a escludere che Vanessa non sia stata riconfermata per via della maternità o del peso”.’

Insomma, un bel fuoco di fila a difesa totale del fortino zelighiano, scaricando ogni colpa su chi si lamenta. Cose già conosciute, ridicole nel loro conformismo.

Zelig dovrebbe dedicare meno tempo ad aggredire i critici e più tempo a fare pulizia interna (vedi liberatorie farlocche, Enpals non versata, lavoro non retribuito, eccetera).

La Redazione di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

PS: l’intervento di Giovanna Donini che nega ci sia maschilismo a Zelig, preceduta dalla dicitura “unica autrice donna” è uno raro capolavoro di umorismo involontario.

Zelig e la pratica del love bombing

8 Mag

Venite, venite ai laboratori…

Giancarlo Bozzo spiega i provini Zelig (e il blog ci mette i sottotitoli)

27 Apr
Giancarlo Bozzo

Quando un dirigente Zelig rilascia dichiarazioni ufficiali, la mente va subito a come sia ben diversa la realtà delle cose, ai metodi poco ammirevoli con cui viene gestito il tutto.

Non fa eccezione Giancarlo Bozzo, direttore artistico e principale organizzatore di quella bizzarra macchina di lavoro gratuito e ipersfruttamento dei comici.

Sul sito di AreaZelig (vedi intervista completa) ci parla dei provini. Il Blog fornisce un servizio di sottotitolazione: la trascrizione delle partole di Bozzo e, tra parentesi in rosso, la dura verità delle cose: 

“Provini a Zelig, eeeeh… bisogna capire un po’ di cose (solo un po’, capirle tutte farebbe scappare a gambe levate). Diciamo che questo è un piccolo promemoria per chi volesse affrontare questo momento.

“Che cosa ci interessa? Ci interessa la qualità, ci interessa l’originalità, quindi non pezzi di altri (ci interessano i vostri pezzi!). Ci interessa il talento, naturalmente; il buon gusto, perché non è ultima questa cosa.

“Certamente uno che viene a fare un provino, deve avere una forza di volontà molto grande (per sopportare la trafila di laboratori e provini, le umiliazioni, la mancanza di risposte, gli alti e bassi continui) e deve avere l’intenzione di lavorare moltissimo (lavorare moltissimo gratis, ovviamente),

“perché fare comicità non è andare al bar e dire una barzelletta agli amici, è molto altro: è capacità di stare sul palco, di muoversi, di gestire la propria voce, di avere battute, per forza (per forza devi avere le battute tue, col piffero che gli autori scriveranno battute per te), e di avere un buon rapporto col pubblico (per 3/4 minuti e basta), dal punto di vista della capacità di coinvolgimento, di complicità (non si sa come, visto che è vietato interagire col pubblico).

“È un lavoro molto duro questo del comico (e noi faremo di tutto per renderlo più duro possibile), per cui non è mai facile, non si parte mai da “tanto sono simpatico”. Per cui diciamo che la cosa che serve di più in assoluto a un comico o a una persona che vuole fare questo lavoro è proprio la grande volontà, la grande passione (così va avanti all’infinito, nonostante le innumerevoli delusioni e le speranze che vengono massacrate), un po’ di talento, perché serve,

“e poi bisogna lavorare moltissimo (gratis, ovviamente, senza rimborsi spese, senza SIAE e senza ENPALS, però al servizio di un’azienda che fattura 15/16 milioni di euro l’anno) e questo, con tutto il rispetto (rispetto è un eufemismo, naturalmente) per chiunque venga a fare i provini, però questa è la condizione sine qua non per andare avanti (anche se poi chi va avanti, ciclicamente, torna al punto di partenza).”

La redazione di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

 PS per fare un raffronto con la realtà si può leggere il racconto di Manuelita Vella oppure quello di Giulia Ricciardi, molto più veritieri di qualsiasi dichiarazione ufficiale

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