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Manuelita Vella racconta un anno di laboratorio Zelig a Piacenza

11 Apr
Manuelita Vella

Manuelita Vella è insegnante di educazione fisica, attrice e cabarettista. È attiva nel campo del volontariato con il gruppo dei City Angels, ma prima vanta una lunga gavetta nel mondo del cabaret; ha partecipato a diverse trasmissioni televisive, spot pubblicitari e a 2 film. La scorsa stagione ha frequentato tutte le serate del laboratorio Zelig di Piacenza. Ci scrive le sue considerazioni sull’esperienza, che sono molto interessanti per capire il sistema Zelighiano.

 La stagione scorsa ero a Piacenza, a fare cabaret in coppia con un mio caro amico, progetto che mi  divertiva, perché condiviso. Sono stata avvicinata dall’impresario Cesare Ansaldi che mi ha convinta a fare il provino a Piacenza, dicendomi che servivano assolutamente donne a Zelig e che avrebbe potuto essere, finalmente, la mia occasione.

Lui era consapevole che avevo deciso di non tornare più su “quel palco”, dove vivi la solita illusione che all’ultimo momento, puntualmente, viene calpestata.  Dopo aver fatto il provino, sono stata convocata per tutte le serate del lab. Zelig di Piacenza dagli autori Gigi Saronni e Bruno Furnari, bravissime persone, molto carine, disponibili e complimentose nei miei confronti al punto che, le sere che non potevo andare perché avevo impegni con la scuola, mi telefonavano perché andassi comunque anche in ritardo.

Mi dicevano che ero  abbastanza brava da potere salire ed essere “bella carica” per la serata. In me sono cominciate a rinascere sensazioni che avevo abbandonato, ormai, da anni; la voglia di palco prendeva sempre più spazio nel mio cuore e si era istaurato un rapporto molto bello e familiare con tutti i presenti, che mi vedevano come una privilegiata, visto che io ero una delle pochissime ad essere sempre presenti.

Una sera, un cabarettista molto affermato mi ha confidato di aver parlato con uno degli autori e  che sarei stata prossima al debutto a Zelig Off! Ero felice e grata a coloro che mi avevano “ripescata” e convinta a continuare!

Io abito in Brianza e il viaggio, a mie spese, fino a Piacenza e ritorno è molto lungo. A volte mi veniva chiesto di passare a prendere o di riportare a casa qualcuno, costringendomi ad allungare molto il percorso, ma per me era ugualmente meraviglioso, nonostante i sacrifici, poter coronare il mio grande sogno!

Gli autori mi chiedevano in anticipo la mail coi miei pezzi e quando, un paio di volte, mi suggerirono una battuta, fu il regalo e la gratitudine più grande, a conferma che a me ci tenevano veramente!

Arriviamo così all’ultima serata di laboratorio. Io non mi aspettavo di fare tv, ma ero certa che il provino l’avrei fatto e che me la sarei giocata.

L’ultima sera Bruno Furnari non c’era; era lui che mi “coccolava” di più e diceva di credere in me, soprattutto nelle telefonate che ogni tanto mi faceva. Gigi Saronni, in modo molto duro e schietto, mi  ha comunicato  che non avrei fatto nemmeno il provino, in quanto avevo cominciato bene il laboratorio, ma l’avevo finito male!! Mi ricordo ancora la bruttissima sensazione, al punto che non sono riuscita a spiccicare una sola parola…

Ora vorrei fare una riflessione: io mi metto anche in discussione, forse i miei pezzi avevano dei limiti, forse non sono abbastanza brava, però… da buona insegnante di educazione fisica ed allenatrice, se mi affidano un atleta, il mio compito è quello di lavorare per fare in modo che migliori! E, quindi, se mi fate venire tutte le settimane vuol dire che volete lavorare su di me…O no!!! Oppure mi avete chiamata solo perché ero quasi l’unica donna del cast?

In seguito ho cercato di contattare Bruno Furnari, ma non ho mai avuto alcuna risposta… che strano!!! Mi ha chiamato, invece, a settembre, Gigi Saronni, dicendo che comprendeva i sacrifici fatti, per poi propormi, un anno di laboratorio Zelig di Como (sempre gratis a mie spese), poi sarei potuta tornare a Piacenza (dove il pubblico ormai era folto e partecipe); ha insistito per Como, luogo meno conosciuto e frequentato. Mi è arrivata anche una mail di convocazione da parte dell’autore di Como, Renato Trinca, a cui non ho neanche risposto.

Recentemente ho organizzato una serata di beneficenza a favore dei City Angels in teatro a Monza. Sono venuti molti cabarettisti, alcuni non famosi e Gabriele Cirilli (nostro testimonial). Avevo chiesto aiuto a Giancarlo Bozzo direttore artistico di Zelig, ma non mi ha mandato neanche una risposta.

Mi viene da pensare: “Quando c’è da chiedere a noi di andare gratis, insistono. Quando potrebbero dare una mano loro, per una giusta causa, non sprecano il loro tempo prezioso… e il nostro tempo???”

Se devo lavorare gratuitamente, preferisco regalare un sorriso ai  senzatetto, fare volontariato, piuttosto che regalare il mio tempo a chi ricava solo un vantaggio economico, a discapito di chi ha creduto fino in fondo ai propri sogni… e chi brucia i sogni di qualcuno con consapevolezza, COMMETTE UN GESTO MOLTO GRAVE, IMPERDONABILE! 

Manuelita Vella

 

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