Tag Archives: Giovanni Vernia

Zelig, la puntata del 4.12.2014 con Vernia e Capotondi

5 Dic

Speed Vernia Capotondi

La puntata 9 di Zelig, del 4 dicembre 2014, ha realizzato 3.611.000 telespettatori e uno share del 15,23%. Per la prima volta senza avere contro la fiction ammazza ascolti, della suora,  di Rai 1 (che ieri sera era in replica). Conduzione: Giovanni Vernia e Cristiana Capotondi. Ospiti: Gabriele Salvadores, in promozione all’interessante film fantasy “Il Ragazzo Invisibile”, Rocco Hunt e Francesco Renga. Qui su Tv Blog il live della puntata. Demasiado Corazon poi interazione tra conduttori (giovani e carini, puntano sulla tenerezza). I Beoni a schiaffo (battuta sull’onestà degli iuventini in area di rigore). Giuseppe Giacobazzi, monologo sulla rivista Men’s Health.

Paolo Arcuri a schiaffo (“E con le mani amore…” “Me so’ sempre trovato meglio”). Nuzzo e Di Biase a letto col tablet: “Mio marito è un pezzo di merda” (fischiano le orecchie a qualcuno NDR). Torna Giovanni Vernia in versione Johnny Groove, la Capotondi gli fa da spalla, interazione con Gabriele Salvadores e con tutto il pubblico (soggettiva schizzata di ciò che inquadra Salvadores con un I-Phone). I Senso D’Oppio col visual. Bonaria presa in giro di Vernia verso la Capotondi che sarà il leitmotiv della serata, assieme al concept: “Oh come siamo carini”. Continua a leggere

Clamoroso: Giovanni Vernia rinuncia a imitare Corona

3 Feb

giovanniverniaatvblog-586x390Giovanni Vernia dice addio all’imitazione di Fabrizio Corona, annunciando la cosa in un’intervista a tvblog (leggi intervista completa) lunedì prossimo sarà quindi l’ultima apparizione a Zelig Circus. Giovanni spiega molto bene il motivo:

“Ho iniziato a pensare il personaggio e a svilupparlo a marzo del 2012. Poi Zelig lo ha voluto ed è andata in onda la prima puntata proprio una settimana prima che venisse condannato. Quindi la sua fuga all’estero ed infine l’arresto. Nel giro di pochi giorni una serie di eventi che hanno rivoluzionato la sua vita ma anche quella del mio personaggio: tutti i pezzi scritti risultavano obsoleti e si potevano buttare via. Il pezzo andava scritto due ore prima di andare in scena col rischio che succedesse qualcosa (come in effetti è stato per la seconda puntata) che lo facesse diventare superato, anche perchè Zelig non è in diretta quindi star dietro al susseguirsi di questi eventi così repentini diventa ancora più difficile. La paura quindi di diventare stucchevole con cose poco attuali unito anche al pensiero di un uomo che ha commesso sì degli sbagli, ma si stava avvicinando a pagarli con il carcere, mi ha portato alla decisione di sospendere la mia parodia.”

In effetti è impossibile stare dietro alla realtà con alcuni giorni di ritardo. Se ne va l’unico pezzo di cronaca dello scalettone Zelig, peccato. Intanto Maurizio Crozza, andando in diretta, quindi in tempo reale con ciò che succede ormai fa numeri importanti: nell’ultima puntata 2.979.000 telespettatori e 10.27%, degni delle puntate più riuscite di Colorado.

Però, data la formidabile condivisione e diffusione delle puntate online di Crozza nel Paese delle Meraviglie e dei singoli sketch, si può azzardare che i numeri globali siano nettamente superiori a Colorado e si avvicinino di molto a Zelig.

Intanto i varietà di successo sono Tale e quale show (che ha rilanciato alla grande il talento di Gabriele Cirilli, un tempo costretto a fare Krusca) e Italias got talent (ieri ha superato gli 8 milioni di telespettatori.

La comicità italiana riuscirà ad affrancarsi dal varietà (quella formula che l’ha ammazzata artisticamente)? Le vie d’uscita sono lì davanti, quasi oscene nella loro brutalità: la diretta, l’ora di trasmissione, il ritorno al cabaret che si sintonizzi con ciò che succede nel nostro mondo.

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

stasera Zelig Circus: ci sarà l’aggiornamento su Corona?

28 Gen

il promo su Canale 5

il promo su Canale 5

Questa sera la terza punta di Zelig Circus. A quanto pare ci sarà l’imitazione di Fabrizio Corona da parte di Giovanni Vernia, (leggi su tvblog) che settimana scorsa era stata “scavalcata” da A) la condanna, B) la fuga, C) la latitanza D) l’arresto… Riuscirà la trasmissione comica più superficiale, commerciale e lontana dalla realtà a fare almeno un pezzo di satira d’attualità degno di tale nome?

Mediaset ha mandato in onda degli spot con Vernia Corona (leggi su tvblog) che sembravano promettere qualcosa in questo senso. L’unico problema è che intanto la latitanza è diventata cattura e quindi arresto nei giorni a ridosso delle registrazioni (mercoledì e giovedì) quando il pezzo è già stato assemblato da tempo dai maniscalchi della scaletta.

Comunque, chi volesse, può aggiungersi al manipolo di masochisti che questa sera commenteranno la puntata di Zelig su Twitter, con gli hashtag #ancoraZelig e #ZeligCircus … la noia televisiva si combatte facendo almeno 2 o 3 cose contemporaneamente (si consigliano anche degli snack).

Ananas Blog

YouTube batte TV al botteghino?

20 Mar

il film d’esordio di Giovanni Vernia, “Ti stimo fratello”, sta ottenendo risultati un po’ deludenti: stroncato dalla critica (come lo stesso protagonista ha raccontato a Le invasioni barbariche, su La7); dopo 2 settimane è piazzato al sesto posto del box office con 1.759.253 euro (dato da ComingSoon.it), in ribasso rispetto alle aspettative (e al gran numero di copie). Qualche amico del blog lo ha visto e l’ha trovato non male (anche se ha rifiutato di recensirlo, non si sa perché).

Ti stimo fratello, però, sembra essere arrivato con almeno un anno di ritardo. Non solo le carriere zelighiane sono molto usuranti (perché ripetitive fino all’ossessione), ma lo stesso format televisivo, proprio quest’anno, ha imboccato un declino poderoso (leggi articolo). Inoltre al cinema c’è stata l’onda lunga de I Soliti Idioti, film che ha sbancato, modellando il gusto dei “ggiovani” su: volgarità demenziale senza vergogna.

I Soliti Idioti, format minore cui nessuno credeva, ha avuto un fortissimo rilancio su YouTube ed è finito nelle sale cinematografiche a “furor di teen-ager”. Questa settimana ha esordito anche Guglielmo Scilla (nella foto) col film “10 regole per fare innamorare”, altro fenomeno cresciuto sul web. Scilla, campione di contatti con willwoosh, ha realizzato la web serie “Freaks”, è approdato a Radio Deejay e al cinema.

Il film di Vernia, invece, nasce dalla joint venture tra Colorado e Bananas, cioè da gente coi Continua a leggere

Paolo Uzzi: il perfetto autore Zelig

7 Mar

regola base: farsi vedere accanto a chi ha successo

Paolo Uzzi, autore Zelig, è approdato all’importante traguardo di firmare la regia di “Ti stimo fratello” film d’esordio di Giovanni Vernia alias Johnny Groove, in uscita nelle sale il 9 marzo.

Spesso, all’indirizzo di Ananas Blog, arrivano mail in cui si chiede come si diventi autori. Paolo Uzzi è un esempio ideale, poiché in lui sono condensate le due regole fondamentali per farsi strada nell’universo zelighiano: A) fiutare dove tira il vento; B) usare i comici per agganciare qualcuno che “faccia il botto”.

PRIMA REGOLA

Mi ricordo il primo giorno a Zelig Off (ottobre 2004). Paolo Uzzi si avvicinò con fare amichevole, fraterno e mi disse: “Gavelli, c’ho un lavoro da passarti!”. Si trattava di scrivere testi per un comico televisivo, cosa che poi non si fece. Ma il senso era chiaro: non sapeva chi fossi e cercò di rendersi simpatico (si sa mai…).

Appena si rese conto che là dentro non contavo niente e che, addirittura, l’influente Carlo Turati mi aveva preso in forte antipatia, il suo atteggiamento cambiò repentinamente. In generale cercava di essere il più possibile vicino a Turati. Aveva giustamente capito che era il “treno” giusto per salire in graduatoria (fiutare dove tira il vento).

Appena Carlo mi riservava una delle sue delicatezze (“Sei una me***”; “non vali una ca***”; “Gira al largo da qui”) Uzzi rideva compiaciuto, oppure era lui a lanciare le offese simil turatiane, imitandone addirittura la postura e l’atteggiamento… Carlo Turati ha un suo stile ruvido, riconosciuto e anche per questo gli vogliamo bene. Invece fa una strana impressione che qualcuno lo scimmiotti per convenienza.

Infatti non mi arrabbiai. Provai una certa tristezza. E compresi che il ragazzo avrebbe fatto carriera, là dentro… Questa è una grande lezione. Ascolta bene, giovane in carriera: se devi salire sul “carro del vincente” e tirare calci al “perdente” devi farlo in modo PLATEALE, così che tutti vedano.

Altro aneddoto: una volta mandai a Paolo Uzzi una mail che conteneva una battuta scherzosa su Carlo Turati (corredata da faccina sorridente), una roba innocua rispetto alle offese pesanti che volano in quell’ambiente. Lui la girò immediatamente e di nascosto a Turati, dicendo “guarda un po’ questo cosa scrive!”.

Turati si arrabbiò molto con me e Uzzi guadagnò tantissimi punti… Non me la presi per quel piccolo gesto di delazione, provai una certa tristezza. Ma anche da lì compresi che il ragazzo aveva stoffa.

Giovane, impara: se vuoi andare dove tira il vento, devi avere i riflessi pronti, capire al volo come sfruttare qualsiasi occasione, anche la minima.

LA SECONDA REGOLA

La seconda regola d’oro è la seguente: i comici si seguono SOLO nella speranza di agganciare qualcuno che faccia il botto, cui firmare lo spettacolo, prendere la Siae, eccetera eccetera. Il resto conta poco.

Paolo Uzzi ha seguito tutti i laboratori che si sono svolti in Romagna. Il lavoro autorale è stato il solito standard zelighiano: nessuna capacità di scrittura, far lavorare i comici smontando continuamente i loro pezzi, criteri di valutazione un tot al chilo, tipo: “fa riderissimo” o “fa cagarissimo” e, infine, scarsa cura autorale.

Però Uzzi è riuscito a salire sul carro che contava, quello del “comico che ce la fa a sfondare”: Giovanni Vernia, arrivando a firmare il suo spettacolo (che nel periodo d’oro ha fatto davvero tante repliche) e alla fine diventando il regista del suo film. Mica male.

Perciò, caro carrierista in erba, ricordati che lo scopo didattico non esiste, ma esiste il comico da cui puoi trarne dei vantaggi. L’ottimo esempio del bravo e sveglio Paolo Uzzi sta lì a dimostrarlo.

R. Gavelli, Amministratore di Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

la puntata numero 7 di Zelig

3 Mar

muy spompado corazòn

 La puntata numero 7 di Zelig, forse complice il bel tempo, ha totalizzato solo 4.994.000 telespettatori e un 20,36% di share (non eccelso). Comunque c’è tempo per rifarsi. Dalla Rai berlusconizzata è atteso il “soccorso Arcore” grazie al quale verranno messi in contrapposizione su Rai 1 varietà sempre più deboli ;). 

E’ difficile pensare a come possa arrestarsi l’emorragia di telespettatori (talvolta anche i conduttori sembrano addormentarsi, anche Simone Barbato è sembrato col repertorio esaurito). Ieri c’è stata qualche novità, come la grande guest Ennio Marchetto, l’ospitata di Carlo Verdone (in promozione col suo film) intervistato dalla Cortellesi che faceva Silvana de La vita in Diretta (così fa un personaggio e sfoga un po’ le velleità artistiche, come direbbe il Gino Vignali).

E’ tornato anche Giovanni Vernia – Johnny Groove, il cui film è in uscita nelle sale il 9 marzo. Del film ne ha accennatto appena, molto in fretta, in chiusura del pezzo. E’ probabile che torni anche prossima puntata che cade, appunto, lo stesso giorno. Purtroppo il bravissimo Leonardo Manera si è segnalato per la battuta: “le unioni gay sono una botta di culo” (se la proponi a un autore in un laboratorio, alzerà il sopracciglio e dirà: “non è televisiva ed è omofoba” e poi farà un faccia fighetto – disgustata).

Ospite la nazionale italiana di ginnastica ritmica (così c’è un po’ di show e si vedono delle belle gambe e sembra un varietà, come direbbe il Gino Vignali). Da segnalare l’ottimo pezzo dei Pali e Dispari. Altra novità: il bravissimo Lauretta che ha imitato Bossi e Di Pietro, rivoluzione pesante, dato che a Zelig odiano le imitazioni (Bazzoni fu scartato per questo, nonostante fosse fortissimo, cosa che fece la fortuna di Colorado).

La Cortellesi ha riproposto il classicone “Non mi chiedermi” (Silvana, non mi chiedermi… ma un’IDEA originale, mai? Si è pure portata gli autori personali…). Altra sorpresa: coi Sagapò si ride ancora. Eccetera, eccetera.

Pezzo migliore della serata: I Pali e Dispari.

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

Giovanni Vernia e i “pacchi” da 7.000 euro

24 Set

Di Gat e Infiltrati Veneti  

I DISASTRI DELLA CONQUISTA DEL VENETO    

 
 
 
 
 

   

Giovanni Vernia alias Jonny Groove

  

L’ultima stagione di laboratorio Zelig in Veneto si è svolta alla Fucina Controvento di Mestre (inizio giovedì 22 ottobre 2009). Non è andata bene. Il luogo, un circolo culturale ARCI, voluto con una certa insistenza da Bananas (l’agenzia di Zelig), probabilmente non era adatto a un evento di comicità in una serata come il giovedì: troppo fuori mano come collocazione (la zona industriale di Mestre), abituato più alla musica live che al cabaret. Risultato: poca gente, problemi anche tecnici (e di riscaldamento in pieno inverno) e infine chiusura anticipata dell’esperienza.  

 Inframmezzato al laboratorio, Bananas ha venduto ai gestori del locale un pacchetto di 3 serate con artisti tutti provenienti dalla prima serata Zelig: Giovanni Vernia (alias Johnny Groove) previsto giovedì 12 novembre 2009; gli Slapsus (26 novembre 2009) e Giancarlo Kalabrugovic (10 dicembre 2009).  (27.09.2010, ore 16.40 circa: aggiungo postuma una precisazione arrivata dagli Slapsus: la loro serata non è stata venduta da Bananas, ma direttamente al locale a un prezzo “abbordabile”. Inoltre hanno un solo pezzo dietro a un paravento, non come affermato più avanti).  

12.11.2010: DESCRIZIONE DI UN BAGNO DI SANGUE  

Dopo l’esibizione di Giovanni Vernia, pagata 7.000 euro, quelle degli Slapsus e di Kalabrugovic sono saltate per ovvi motivi. La serata del 12 novembre ci è stata raccontata da chi era presente e che, al ricordo, prova ancora un senso di tristezza e di indignazione. Ma proviamo a descrivere quello che è successo in presa diretta…  

Sono presenti una cinquantina di persone, ingresso con tessera Arci 15 euro, e questo basta a evidenziare il pesantissimo passivo economico. Ma almeno lo spettacolo (regia di Paolo Uzzi) è valido?  

Giovanni Vernia, vestito da Johnny Groove, sale sul palco accompagnato da Giancarlo Barbara che gli fa da spalla. La gente è venuta a vedere Vernia/Groove, nel cartellone, nelle locandine e nella rassegna stampa Giancarlo Barbara (che ha fatto Zelig nel 2007) non era neanche menzionato!  

Giovanni Vernia fa il suo pezzo televisivo pari pari, senza variazioni, con tutte battute già sentite nella stagione tv replicate al millimetro, senza una virgola inedita, poi esce e lascia Giancarlo Barbara a intrattenere il pubblico.  

Giovanni Vernia torna sul palco come Johnny Groove, fa un altro pezzo (sempre già sentito al millimetro), poi lascia ancora il non previsto Giancarlo Barbara a fare il suo repertorio.  

La terza uscita di Vernia è col personaggio del fratello serio di Johnny Groove, uscita definita da “pollice verso” che suscita appena qualche minima risata (sull’onda del richiamo al personaggio conosciuto).  

Di nuovo Giancarlo Barbara solo sul palco…  

Nell’ultima uscita Giovanni Vernia ritorna nei panni di Johnny Groove e chiude con un pezzo di animazione da villaggio turistico: divide il pubblico in tre parti e fa dire a ogni settore un pezzo dei suoi tormentoni televisivi (e siamo noi, siamo noi, ecc). Giancarlo Barbara lo accompagna alla chitarra.  

Fine dello spettacolo. Totale esibizione di Giovanni Vernia: 15/20 minuti (compresa la parte finale dilungata con animazione sul pubblico). La serata, dai commenti raccolti, risulta molto, molto, molto deludente.  

UN EPISODIO EMBLEMATICO  

È la prima volta che viene raccontato nero su bianco, consultabile, ciò che si dice ufficiosamente da anni: molti comici Zelig non hanno uno spettacolo, vengono venduti a prezzi spaventosamente alti e fanno disastri, fanno flop in giro per l’Italia bruciandosi loro e bruciando la possibilità future di fare ancora cabaret in quei posti.  

Per la prima volta si puntano i riflettori sugli effetti collaterali dell’assurdità tipica di questi ultimi anni: la produzione massiccia di comici che hanno solo i 5 minuti, non hanno uno spettacolo, hanno saltato la gavetta.  

Sinceramente pensavamo che Giovanni Vernia venisse venduto a 1500, massimo 2000 euro (che ingenui) dato che non ha uno spettacolo.  

CI SONO O CI FANNO?  

L’episodio raccontato rafforza ulteriormente l’impressione che i laboratori siano al servizio del business Zelig (vedi post): colonizzare una zona, usare l’evento laboratorio per vendere pacchetti costosi, desertificare il cabaret, consumare i fenomeni del momento per poi mettere nel tritacarne altri fenomeni dalla durata corta.  

Ma business a parte, se guardiamo alla programmazione della Fucina Controvento non riusciamo a capire se ci troviamo di fronte a una grande furbizia o a una grande ingenuità. Ci sono fenomeni che riescono a staccare migliaia di biglietti (come Giacobazzi), ma Vernia sembra più un’operazione “rastrella quel che si può finché dura”. Nessuno di buon senso lo metterebbe a fare da traino al cabaret in un posto nuovo, per fare l’apertura a una rassegna, soprattutto a quei prezzi. Gli Slapsus sono tecnicamente bravi, ma fanno uno spettacolo interamente mimato dietro a un paravento. Kalabrugovic fa ridere, ma non ha uno spettacolo rodato di quelli che sai che spaccano e che attirano folle di gente e che regge la distanza dell’ora. Insomma, la programmazione dei 3 “big Zelig” è stata fatta in modo suicida: se uno avesse voluto affondarla apposta avrebbe fatto le stesse cose.  

Ma il problema è un altro: quanti “spettacoli bidone” (da prodotti creati “in laboratorio”) sono girati in questi anni, quanti ne girano e quanti ne gireranno in futuro?  

Fino a questo momento la cosa è avvenuta in un silenzio totale appena disturbato da un sussurrare in sottofondo. Ora è possibile parlarne. Ne parleremo…  

(Continua…)   

   

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