Tag Archives: I Boiler

Comicità, le ultime classifiche, i migliori del 2014

2 Gen

 

dal sito di immagini gratuite Pixabay.com

dal sito di immagini gratuite Pixabay.com

1)Si chiude qui, nel 2015 nato proprio ieri, la serie di classifiche sulla comicità televisiva dell’anno appena trascorso, i cosiddetti “Ananas Awards”.

Vediamo quali sono gli ultimi migliori “best” dal punto di vista del blog.

Voilà:

MIGLIOR SPETTACOLO LIVE

SESTO POTERE (FILIPPO GIARDINA) – Spettacolo da non perdere, sull’influsso dei social network, ma non solo (“In una società regredita, la risata è rimasta l’ultima, necessaria, forma di contatto con la realtà”), rigorosamente vietato ai minori di 18 anni, il cui linguaggio crudo è solo il corollario di una scrittura di  livello, accompagnata dalla gioia di poter dire ciò che si pensa, sul palco.

Filippo Giardina alla Cantina Bentivoglio - Bologna

Filippo Giardina alla Cantina Bentivoglio – Bologna

MIGLIOR RIVELAZIONE

1) GABRIELE SAVASTA (Zelig Uno) – uscito dall’infornata di Zelig Uno, ma sottoposto come tanti alla falcidia di Zelig – 18esima stagione, ha portato la chitarra fuori dai tradizionali “centoni/imitazioni” fatti bene ma un po’ ripetitivi. Cattiveria spesso a ritmo di bossanova. 

2) KATIA FOLLESA (Zelig Uno, Quanto Manca?) – conduttrice sopra le righe, mai banale, forse quest’anno un po’ “sottoutilizzata” rispetto all’esordio folgorante a Zelig Off accanto a Davide Paniate. Continua a leggere

Zelig Off: le puntate finali (andate in onda a Natale)

2 Gen
Zelig Christmas Off

A Natale si sono viste le ultime 2 puntate di Zelig Off, registrate l’11 di un ottobre rovente, quasi estivo. Ospiti Claudio Bisio e Paola Cortellesi a testimoniare il passaggio di consegne con Zelig che inizierà il 13 gennaio (clamorosa battuta-verità di Bisio: “Zelig, quello vero, inizia il 13 gennaio”). Di sicuro Paola Cortellesi ignora le porcate, sulla pelle dei comici, compiute attorno a Zelig Off, tipo la storia di Emiliano Petruzzi. Se lo sapesse farebbe finta di niente, il “metodo Incontrada” con sputtanamento via Sorrisi & Canzoni incombe sempre.

Vediamo i contenuti delle ultime 2 puntate:  I Progildan a schiaffo con l’Uomo Ragno; Bear Teddy; Claudio Bisio e Paola Cortellesi intervistati da I Boiler. Paola Cortellesi dice la battuta numero 4.568 su “Bisio anziano” (telefonatissima), per far capire che la prossima conduzione di Zelig sarà la solita zuppa (la Cortellesi è logorroica, è piatta, abbiamo limonato in camerino, me la sono fatta; Bisio è anziano, è calvo, non lo conosce nessuno, eccetera). Gianluca De Angelis: intercettazioni a schiaffo.

Arriva Mr Forest. Incredibile: il blog aveva anticipato sia il suo repertorio che il modo con cui è stato reclutato per Zelig-prima serata (leggi post “Pronto? Sono il Gino…”) . In effetti il gioco è INTERMINABILE, un raschiamento del fondo del barile, tanto per dire che anche quest’anno il minutaggio importante sarà dato ai veterani, mentre i novizi saranno carne da macello. Così ha deciso il Gino Vignali che, dopo la morte del tiranno nordcoreano, è il reggente di una delle ultime satrapie del mondo moderno.

Da segnalare l’aspetto hard: Forest bacia il tavolino dove si era seduta la Mannino, arriva Bisio che lo lecca (?!) sdoganamento del cunnilingus? Poi la Mannino viene bendata e Forest le lecca una mano (?!?). Comunque poi arriva Francesco Damiano col suo Gianlorenzo seguito da Anna Maria Chiarito Shanti (in forma e già col pezzo serializzato); Rita Pelusio con “è arrivata la Giovanna”, questa volta un po’ meno Ghirlanda di Colorado (ma continua ad assomigliargli paurosamente).

Tre sedie: arriva La Ricotta (per un attimo si è pensato arrivassero le Ciciritria), sempre per far vedere che la prima serata si farà con la divisione geografica e per fasce di pubblico. Cristian Calabrese – Linea di Confine, ancora senza il giubbotto di Central Station. I Pali e Dispari coi loro manovali deficienti. Fausto Solidoro – Marìo de Janeiro, sempre più surreale (diversi lo ritengono il migliore dell’ultimo Zelig Off), poi la terza puntata per Mister Fantasy (Paolo Arcuri).

Manuel Chuparosa de la Pierna alias Paolo Casiraghi (ex Suor Nausicaa); Bove e Limardi con Killing me softly. Paolo Labati, l’ubriaco; Enzo Paci – Mattia Passadore (involuto rispetto a Central Station, grazie al duro lavoro autorale il cui scopo è: non diplomare mai nessuno, trasformare la frequentazione zelighiana in una lungodegenza).

Un travolgente medley sul Natale da parte di Andrea di Marco; Hansel e Pretzel, l’orologio boemo, forse pronti a esordire all’Arcimboldi (“ci mettiamo il ballettino a un certo punto della scaletta” direbbe il Gino…). Armando l’amico di federico Basso (che ha fatto molte puntate); lo speed date dei Sagapò e qui si ride davvero forse anche grazie a una residua capacità d’improvvisazione (pronto, sono il Gino, ce le avete 15 puntate di speed ball, speedy Gonzales? Insomma, quella roba lì…);

Antonio Ornano abbandona il monologo riadattato della precedente puntata e torna a fare l’etologo. Alessandro Serra riporta il collaudato “le domande deficienti”, Salvatore Marino telegiornale, chiude come d’abitudine la Rimbamband.

 Pezzo migliore del seratone natalizio: I Sagapò.

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Gli EMO e il prezzo da pagare

11 Feb
Un EMO “Mancio & Stigma”

Il post sulla questione Gigi Rock – EMO – Mancio & Stigma (leggi l’articolo) ha raggiunto la quota considerevole di 725 visite.

La storia è semplice: puoi fare un personaggio sul palco Zelig di viale Monza per due anni, poi vieni scavalcato da chi ha preso spunto dalla stessa tendenza giovanile.

Nessuno, tra gli autori che sapevano dice niente, interviene, si mette in mezzo, chiede scusa. La consegna è quella del silenzio. Nessuno si fa vivo per dire anche solo che gli dispiace. In quell’ambiente le persone devono subire e basta.

È successo tra Gigi Rock e i Mancio & Stigma, che fanno parte del cast Zelig 2011 coi personaggi degli EMO. I Mancio & Stigma non hanno fatto nulla di illegale, per carità, però “bagnano” il loro ingresso a Zelig con un episodio non bello e poco onorevole.

Adesso hanno accettato il principio che non ci sono garanzie e si candidano a essere scaricati appena non serviranno più (l’effetto limone spremuto di cui ha parlato Pino Campagna).

Curiosamente anche I Boiler al centro del caso Matteo Marini (leggi post), altra storia poco onorevole, hanno subito uno strano contrappasso. Il loro pezzo è stato devastato.

Mentre nei laboratori e a Zelig Off, uno dei tre stava sul palco e fungeva da intervistato alle domande degli altri due, adesso sono Claudio Bisio e Paola Cortellesi al centro della scena.

Di solito si fa così quando un pezzo è considerato debole, com’è successo a Simone Barbato (leggi post), praticamente sotto la tutela di Claudio Bisio.

Ma che si sia trattato di un intervento a gamba tesa sul pezzo è chiaro. Curioso il percorso della battuta che suona più o meno così (ricostruita a memoria): “Vorrei salutare la qui presente Daniela, la donna che mi ha dato 10 anni di felicità, poi saluto mia moglie che oggi è a pilates”.  

È stata detta dal solo Paniate a Central Station, poi transitata nel pezzo de I Boiler e poi… è stata detta da Claudio Bisio.

Insomma, per accedere alla felicità c’è sempre un prezzo da pagare. Ma per essere esclusi si fa presto… e sarà gratis

La Redazione di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

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