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Zelig ancora a 6.5 milioni di spettatori!

22 Gen

Zelig ieri sera ha ottenuto un altro risultato eclatante: 6.592.000 telespettatori contro i 3.678.00o de I Raccomandati di Pupo ed Emanuele Filiberto. La conduzione dell’erede dei Savoia è così disastrosa che nella prossima puntata verrà sostituito da Badoglio. Il referendum ha bocciato nettamente la Monarchia (a quando l’esilio televisivo?).

La Cortellesi è sembrata in crescita esponenziale.

La trasmissione è  avviata verso un turn over fortissimo. Siamo alla seconda puntata ma non sono ancora entrati in scena Bertolino, Brignano, Cirilli, Migone, Katia & Valeria, Massimo bagnato, Simone Barbato, Andrea Sambucco… (22.01 aggiornamento: dicono che Sambucco ci fosse e che fosse la voce off, e che ci sia stato anche Bertolino. Ah, forse manca ancora Claudia Penoni).

Ci sarà l’uso delle convocazioni a macchia di leopardo, tipo: settimana scorsa Maurizio Lastrico ha avuto l’onore di aprire la puntata, nella seconda non c’è. E’ un metodo per tenere tutti sotto schiaffo e dimostrare che c’è qualcuno che comanda e può determinare la tua fortuna o la tua rovina, tanto il format funziona comunque. L’importante è inoculare dosi massicce di insicurezza verso tutti, i nuovi e i senatori.

Intanto, affinché il meccanismo funzioni, qualcuno deve scivolare al punto di partenza (e magari gli si fa fare una puntata e basta, tanto per mantenere viva la “dipendenza”). Per fare un esempio tra i tanti, pare non ci siano tracce dell’ottimo Antonio Ornano che aveva ben fatto e su cui l’anno scorso sembrava volessero puntare.

La satira tanto annunciata continua a latitare. Ficarra e Picone hanno osato qualcosina di più ma sono ad anni luce dall’attualità. L’imitazione della Moratti non si capisce cosa voglia dire. C’era Antonio Albanese con Cetto Laqualunque, ma era in promozione (ieri sera usciva il suo film).

Però Debora Villa, uscita nell’ora in cui i monologhi potrebbero essere più cool, ha fatto un pezzo sulle favole (il Principe Azzurro vestito così è gay). Ora negli ultimi anni chiunque portasse un pezzo del genere ai laboratori si sarebbe sentito dire con aria schifata “Nooo, ancora un pezzo sulle favole, in tv non ci andrà mai!”.

E’ commovente lo zelo con cui i burocrati zelighiani hanno represso i pezzi sulle favole, sui cartoni animati, sulle pubblicità, ma questo è anche un modo per dire ai 18/20 autori accreditati: “C’è qualcuno che decide, lo fa arbitrariamente… io so’ io e voi nun siete un c…”.

La Redazione di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

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