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Colorado: alcune anticipazioni sul cast

10 Set

scene così non ne vedremo più?

La nuova edizione di Colorado (lunedì 17 settembre la prima puntata) si presenta con alcune novità interessanti. E’ stato rinnovato quasi del tutto il gruppo autorale con l’arrivo di un nuovo capoprogetto: Dario Viola, uomo di tv, e meno di cabaret. Significativo l’approdo di Beppe Tosco (autore della Littizzetto e di tutta la saga di  Convenscion), nome di peso che dovrebbe garantire una comicità più tradizionale (Colorado Reconvenscion?).

E’ difficile parlare del cast proprio per la presenza di una quantità notevole di artisti che sono “sacrificabili” (leggi post sull’argomento). Molte persone coinvolte potrebbero fare poche puntate, potrebbero essere tagliate all’ultimo momento. Questo crea una grossa nuvola di vaghezza, in cui parlare del cast diventa un tabù; che provoca affermazioni generiche tipo: “quest’anno avremo una quarantina di volti nuovi”

Comunque anticipiamo qualcosa: tra i Top Player significativo il ritorno del grande Stefano Chiodaroli col personaggio del panettiere; tornerà anche Fabrizio Casalino che tanta gloria ha saputo raccogliere in passato. Dopo le canzoni è approdato al monologo di satira e pare sia convincente; ritorno per altri 2 veterani, Bianchi e Pulci, coi personaggi dei due politici e anche per Rita Pelusio (è arrivata la Giovanna già rodato a Zelig Off) e Dario Cassini.

E’ confermato Marco Bazzoni (nonostante un lungo travaglio e molte perplessità, riproporrà Baz), DJ Angelo, Pucci, I Fichi D’India, I Gem Boy, Angelo Pintus, I Panpers… Invece I Turbolenti sembra si presenteranno con pezzi singoli, quindi abbandoneranno per il momento gli sketch di gruppo (quello degli angeli dev’essere sembrato poco convincente).

Pino e gli Anticorpi non ci saranno poiché, a quanto pare, non hanno trovato l’accordo economico (detto in italiano popolare: si sono ligati sui soldi NDR). Sembra che Pino e gli Anticorpi abbiano commesso l’eresia di chiedere una percentuale sulla Siae.

Altri veterani: Didi Mazzilli, Andrea Viganò (con la sua comicità visual) Max Pieriboni e Gabri Gabra.

Del lato napoletano si sa della conferma di Gino Fastidio, Enzo & Sal e dei Malincomici e della presenza di Barbara Foria; Peppe e Ciccio (esordienti) sul lato romano si punta molto su Michela Andreozzi (già del duo Gretel & Gretel) che recita simulando una paresi da botox. 

Una novità assoluta sarebbe la presenza di alcuni veterani del cabaret (è un po’ il segreto di Pulcinella), ma su questo è meglio attendere, della serie “finché non vedo, non esiste”.

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

Sto Classico (e il declino dell’impero comico)

9 Mag

La Pupa e il Grillone? Drive In Pinocchio?

Ieri sera è andata in onda la prima puntata della serie comica “Sto Classico” dedicata a Pinocchio. E’ stata immediatamente rinominata “STOP classico” perché il format sembra aver dimenticato la lezione del glorioso passato legato a questo tipo di comicità (I Promessi Sposi del Trio su tutti). Il pubblico non sembra aver gradito troppo: 1.957.000 telespettatori, 7.44% di share.

Il prodotto rappresenta perfettamente la fase di declino dell’attuale impero comico: comicità basata sullo stile dell’ultimo Colorado (quello più fortemente mediasettizzato) con presenze femminili che richiamavano il corpo di ballo dei bei tempi di Francesca Cipriani o Nicole Minetti, con echi de La Pupa e il Secchione e richiami (addirittura) al Drive In, ma senza averne la simpatia.

Gianluca Fubelli dei Turbolenti, nei panni di Pinocchio, è simpaticissimo, ma avrebbe meritato un contesto migliore. Chiara Francini ottima fata dai capelli turchini, ma se poi interagisce con Selvaggia Lucarelli, perde tutta la sua carica. Si è capito fin dall’inizio che tirava un’aria non buonissima: è uscito Mimmo Quaqquaraqquà (DJ Angelo) con due pupone non parlanti.

E’ stata fatta una “coloradata” senza gli autori di Colorado (a parte forse uno). Una delle carenze della parodia è in fase di scrittura: tutto estemporaneo, senza prendere una direzione definita (tipo: facciamolo a predominanza musicale infarcito di centoni), c’è dentro di tutto e di più, alla riceca esasperata della gag o della battuta.

La parte musicale (5 canzoni inedite) a opera dei Gem Boy era molto debole, rispetto agli standard del gruppo (come se avessero tirato fuori il repertorio di riserva o avessero avuto pochissimo tempo per comporre. Vabbè, tanto uscivano delle belle ragazze a fare gli ancheggiamenti sexy, chi se ne frega della musica…

A volte il sottofondo era costituito dalla colonna sonora che Fiorenzo Carpi compose per quel capolavoro che fu il Pinocchio di Comencini (con Nino Manfredi). Sembrava una beffa, la negazione del passato. Stop Classico, Stop Classico, Stop Classico… nei giorni del declino dell’impero comico monopolistico italiano.

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

Fuga da Colorado

3 Ott

(Di Gat)

Colorado, in pochi anni, ha perso diversi “pezzi pregiati”, cioè artisti preparati e potenzialmente in grado di fare della comicità di buon livello.

Pensiamo a: Rocco Barbaro, Stefano Chiodaroli, Fabrizio Casalino, Andrea Ceccon, Pino e gli Anticorpi, Bianchi e Pulci, Pozzoli e De Angelis, Rita Pelusio, eccetera.

Ma quanto entusiasmo ci metteva Rita Pelusio nel fare la Winx? (Forse lo stesso che ci mettono I Turbolenti a fare i Teletubbies…)

Abbiamo raccontato le difficoltà del comico coloradiano nel post L’intervento a gamba tesa e l’abbassamento del livello qualitativo in: Riparte Colorado, unica probabile assente: la risata.

Ma nei confronti di Zelig stiamo già raccogliendo interventi di comici che raccontano a viso aperto le loro esperienze (e che confermano i contenuti del blog). Si tratta della rottura di un tabù, quello della PAURA e del SILENZIO che sta facendo uscire l’ambiente dalla Corea del Nord, dall’Iran, dalla Birmania, per portarlo verso un minimo di libertà di espressione.

Invece non abbiamo ancora una testimonianza ufficiale coloradista, ma tanti racconti dietro le quinte.

Premesso che a Colorado ci sono ancora ottimi artisti, sembra che la pressione stia nella spinta ad ABBASSARE il più possibile ciò che si fa rendendolo:

1) Il più possibile “televisivamente commerciale”.

2) Il più possibile “puerile”.

3) Il più possibile “personaggio e travestimento”.

4) Il più possibile “tormentone da ripetere in coro”.

5) Il più possibile “riscrittura continua” (intervento a gamba tesa).

Questa è la pressione interna, poi uno fa quello che può per contrastarla, ma è difficile per il comico sfornare qualcosa che sia degno delle proprie potenzialità: è più facile un’involuzione che un’evoluzione.

Forse questa è una delle cause della “fuga di cervelli comici” da Colorado.

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