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In che mani è finita la comicità in Italia?

28 Ott

La comicità in Italia è in declino finanziario e organizzativo (crollo del live e delle carriere tv, esplosione del lavoro gratuito). Ma c’è un declino peggiore, quello dei rapporti tra persone. Uno frequenta Zelig (o realtà simili) per migliorare. Però, più passa il tempo, più espone i propri punti deboli a chi è lì dentro, che diventa quasi un confessore.

L’ISTINTO NATURALE

Zelig, negli anni, ha operato senza verifiche esterne, è logico che i suoi metodi si siano degradati: un ristorante che non subisce controlli sanitari per 10 anni finirà inevitabilmente per intossicare molti clienti.

All’apertura di Ananas, voce libera di analisi del sistema, l’istinto da parte di appartenenti all’ambito di Zelig è stato quello di personalizzare le critiche, cosa tipica dei movimenti settari: chi parla è un infame che di certo ha dei segreti schifosi da nascondere. Questo è un segnale del declino umano di quell’ambiente.

IL METODO ALLUSIVO

Esempio: dopo la pubblicazione del post “I laboratori sono il cuore del business Zelig” qualcuno (facilmente identificabile) ha commentato:

     Caro gat, chiunque tu sia, è passata l’estate ma noto che lo      sport preferito rimane parlare male di Zelig.

Tradotto in soldoni: se insisti nell’errore di criticare tireremo fuori storie sgradevoli su di te. Infatti è partita la proposizione di vecchie storie calunniose e inventate riguardo all’amministratore di questo blog e alla sua gestione del laboratorio Zelig di Lanciano nel 2005:

     … come molti autori, doveva   affrontare delle spese,  quindi ritenne corretto farsi dare un contributo aggiuntivo  (aggiuntivo rispetto a quanto pattuito con Bananas, ovviamente)  dai comici partecipanti al laboratorio. Il contributo si sostanziava, ad esempio, nel pagare benzine e autostrade,  talora cene e caffè.

Evidente l’accusa di “appropriazione indebita” prendendo i soldi sia da Zelig che dai comici. Nello stesso commento se ne aggiungono altre ancora più fantasiose. Si tratta di: 1) accuse false 2) accuse che giravano già da tempo, in un ambiente noto per la scarsa trasparenza (guarda un po’) 3) nessuno ha mai avuto il coraggio di notificarle all’interessato (guarda caso).

La polpetta non può non essere stata confezionata da qualcuno interno a Zelig che ha la memoria degli eventi e che ha provato ad ammorbidire il libero pensiero, (in modo maldestro ma anche viscido e allusivo).

L’ATTACCO ALLA VITA PRIVATA

Se sei accanto a un comico per molti anni acquisisci informazioni sulla sua vita privata e sul suo stato di salute. E se queste informazioni si rivelassero utili?… Giovanna Senatore ha scritto un articolo critico sulla sua esperienza coi laboratori Zelig e subito è partito l’attacco, in un modo che sembrò innocente:

     Riguardo all’oggetto del post, mi piacerebbe sapere da Giovanna come sta ******* e se dopo il matrimonio avete trovato la felicità.

Il nome che abbiamo nascosto dietro gli asterischi è quello di un ex di Giovanna, anche lui frequentante i laboratori, con cui c’è stata una storia finita male, con la coda di un esaurimento nervoso.

SI È TRATTATO, LO DICO SENZA PERIFRASI, DI UN ATTACCO DISGUSTOSO, VIGLIACCO E RICATTATORIO, SU CUI SI È CONTINUATO A RINCARARE LA DOSE IN ALTRE SEDI, CON INSINUAZIONI ANCORA PIÙ PESANTI E VOLGARI.

Il miserabile che ha effettuato questa azione vergognosa aveva una conoscenza di quello che era successo (vita sentimentale, stato di salute) perché ne era stato testimone durante la frequentazione di Zelig.  Istintivamente ha usato la sua conoscenza dei presunti punti deboli dell’avversario per colpirlo. Senza scrupoli. Senza sensi di colpa.

Ma ora sentiamo cosa ne pensa di noi Cesare Vodani, capo progetto di Colorado, in seguito a un articolo critico… “Fate davvero pena tu e i tuoi 3 topi morti” …  (Cesare Vodani è poi intervenuto con vari commenti, dal tono fermo, ma molto civile, quindi questo va preso come uno sfogo  momentaneo – 01.11.2010 ndr)

I DOSSIER NON ESISTONO, PERÒ…

IL CABARET DEVE TORNARE UNA FORMA DI SPETTACOLO E USCIRE DAL VIZIO DELLA MANIPOLAZIONE: “TUTTI SONO DEBOLI, TUTTI SONO RICATTABILI, CHI PARLA DEV’ESSERE COLPITO” ASSOMIGLIANO PIÙ A UN GRUPPO SETTARIO CHE A UN GRUPPO CHE DOVREBBE MIGLIORARE LE PERSONE.

I dossier non esistono in senso fisico, esistono virtualmente, ma abbiamo scoperto che chi è infastidito dalla libertà di parola può andare a recuperare tutte le informazioni “sporche” (vere o false che siano) per cercare di intimidire chi sta parlando. Tempo perso oramai.

SCREDITARE LA FONTE

Altro metodo è il seguente: uno osa esprimere critiche, si cerca subito un video che possa metterlo in cattiva luce (magari preso durante un concorso di cabaret con un’esibizione che non è all’altezza) per sottintendere: “questo qui non ha diritto alla parola”.

CLAMOROSO AUTOGOL

Il trattamento è stato riservato anche a Giovanna Senatore, cui è stato postato il link di un video di una sua esibizione a Happy Channel (sempre per dimostrare: sei scarsa, non devi parlare). Bene, il pezzo in questione, era stato voluto e diretto da Riccardo Recchia (regista di Zelig Circus) e scritto in collaborazione con Lucio Wilson e Paolo Uzzi (autori Zelig), come dire: pur di sputtanare il nemico, non mi rendo conto che sto sputtanando me stesso!!!

CONCLUSIONE: torniamo a noi amico comico… ti fa piacere andare in un ambiente che sembra felice di accumulare l’elenco dei tuoi punti deboli? Ti fa piacere la considerazione che vorrebbe i comici deboli, sottomessi, e ricattabili a suon di allusioni?

Inghilterra, paese libero, o Corea del Nord, paese dove chiunque alzi la voce è nemico del popolo? Scegli tu dove abitare. Noi preferiamo l’Inghilterra.

L’Amministratore di Ananas Blog Roberto Gavelli

PS alleghiamo un link da facebook, esempio fulgido di violenza verbale, insulti e insinuazioni calunniose. Si tratta di un poco coraggioso tentativo di pestaggio di gruppo.

Zelig è un ambiente ad alta pressione in cui frustrazione, rabbia e odio sono decuplicate rispetto al mondo normale, e possono esplodere quando ci si trova di fronte a qualcuno da “incolpare”. Però adesso basta: se uno sta male si prenda un buon life coach o uno psicologo. Non siamo più disposti a farci insultare in questo modo rozzo, vigliacco e incivile. I bulletti da 4 soldi forti coi deboli, deboli coi forti, sono e saranno sempre figure squallide.

CHE COS’È RADIO CABARET? (Me gusta el blog, me gustas tu)

5 Giu

Editoriale n. 1

RADIO CABARET è strettamente legata ai contenuti di questo blog. Di cosa si tratta? Sono le opinioni dei comici, e più ampiamente, degli addetti ai lavori, che vengono dette a bassa voce, a denti stretti, che rimangono come un rumore di fondo, ma che esprimono l’opinione e gli umori della gran parte di loro.
 
ANANAS sta funzionando solo perché intercetta e sintetizza le opinioni di questa “maggioranza silenziosa”. La sua funzione è di sgrezzare il tutto, renderlo comprensibile, dargli un’identità, eccetera.
 
ALCUNI autori Zelig sono intervenuti sul blog. La cosa è stata molto positiva, un gesto importante di legittimazione, anche se c’è stata qualche scivolata come le minacce di aggressione fisica o di investimento tramite moto (scuse mai, eh?).
 
A PARTE questo, l’errore principale che commettono regolarmente gli autori Zelig è la personalizzazione dei contenuti di Ananas: denigrare chi scrive, insultarlo, trattarlo attraverso qualche pregiudizio che lo renda ridicolo, frustrato, rancoroso, idiota, incompetente, eccetera. Questo dimostra una notevole cecità. Questo dimostra non essere sintonizzati con Radio Cabaret, quindi con gli umori dell’ambiente.
 
FACCIAMO l’esempio del post su Federico Basso (Vedi link), che ha suscitato molte reazioni e controversie: com’è nato, dalla fantasia malata di un blogger? No, è che molto spesso ci siamo trovati ad ascoltare lamentele estese e continuate su Federico Basso da parte di comici e addetti ai lavori: «Non è bravo, non sa stare sul palco, è un raccomandato, ma chi l’ha messo lì?». Questa è la canzone suonata da Radio Cabaret. Ananas ha cercato di eliminare le parolacce, gli insulti gratuiti, le Continua a leggere
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