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Leonardo Manera: un “candido” a teatro

6 Apr

Leonardo Manera - L'Ottimista

Leonardo Manera – L’Ottimista

E’ sempre interessante seguire cosa fanno i comici televisivi a teatro. Ancora più interessante è il progetto che in questi giorni sta portando in tournèe Leonardo Manera, uno dei veterani di Zelig, che ha sempre saputo cambiare pelle, a partire da “energia pura”, passando per “fluoro” fino “al comico esodato” dell’ultima edizione. Si tratta di “L’Ottimista” una rivisitazione del famoso racconto “Candido” di Voltaire. Attualmente lo spettacolo è al Teatro Franco Parenti di Milano, fino a domenica 7 aprile (le date sul sito ufficiale di Manera).

L’Ottimista è la storia del libro di Voltaire, divulgata, riletta tracciando paralleli con la realtà conteporanea, in cui la battuta e la risata rivelano proprio le analogie con ciò che succede al giorno d’oggi (vedi video in fondo all’articolo). Candido è un racconto satirico con cui Voltaire cercò di confutare il filosofo Gottfried Wilhelm von Leibniz il quale giustificava le imperfezioni del creato sostenendo che viviamo nel migliore dei mondi possibili (dove i ristoranti sono pieni e non c’è crisi, verrebbe da aggiungere).

Leonardo Manera, oltre a fungere da narratore, interpreta anche tutti i personaggi: Candido, Cunegonda, Pangloss, Martin, Cacambò… Regia di Marco Rampoldi. Produzione Bananas srl. 

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Chi sostituirà Claudio Bisio e Paola Cortellesi? Impazza il “toto nomine”

7 Giu

quanto Container Gabriele Cirilli?

L’abbandono di Bisio e della Cortellesi, la necessità di ripartire probabilmente a Gennaio 2013, sotto la spada di Damocle del contratto con Mediaset (sarebbe bello leggerlo, roba da “patti col diavolo”, forse scritto col sangue… brrrr!), fa salire l’attesa per conoscere i sostituti. Diamo inizio alla “giostra del toto nomine”.

UNO SCHEMA COLLAUDATO – La formula sarà quella inventata da Claudio Bisio e Michelle Hunziker, ripresa con l’innesto di Vanessa Incontrada e riportata pari pari (con scarsi risultati) su Paola Cortellesi. La stessa formula, a macchia d’olio, è andata a invadere anche le altre conduzioni, per esempio a Colorado in cui Paolo Ruffini tenta di fare il Bisio minore con Belen Rodriguez.

Se uscissero da questo schema, sarebbe una grossa sorpresa.

Ovviamente la scelta dei conduttori, ogni singolo comico, ogni pezzo di scaletta sarà costruita esclusivamente con criteri di marketing (cosa attira più pubblico?). Mediaset domina le scelte, il collare sul collo di Gino & Michele è sempre più stretto. L’arte è morta.

UN PAPA STRANIERO? – Partendo dalla figura maschile, la scelta è tra un talento cresciuto nella scuderia di viale Monza, e un Papa straniero. Dal lato femminile, sembrano esserci poche candidate autoctone.

Visto che nel 2004, usando Zelig Off come palestra, fu fatto un tentativo alquanto bizzarro di trovare un sostituto di Bisio mettendo in campo i cosiddetti “senatori”, vediamo cosa evidenziò quell’eperimento e cosa ne rimane ai giorni d’oggi. (Tra parentesi in rosso, il commento in streaming con Gino Vignali, l’uomo forte di Zelig)

LEONARDO MANERAIl popolare comico mostrò un bel talento per la conduzione. Stralunato, pieno di inventiva, ma con la battuta sempre pronta. Fu premiato con la direzione di uno Zelig in Tour  (un po’ sottotono) in coppia con Giorgia Surina. Ha condotto laboratori come l’8-mile. (Gino: l’è un po’ troppo surreale, la gente semplice non lo capirebbe).

PAOLO CEVOLIUna sera di diversi anni fa si presentò a condurre con Natascia Stefanenko. La coppia funzionò molto bene (avevano già lavorato in “Motonave Cenerentola”). Cevoli si è rivelato un ottimo conduttore, col solo difetto di infilare una parolaccia via l’altra. (Gino: il problema l’è: parolacce a parte, come faccio a vendermelo come novità quando vado ospite a Verissimo?)

RAUL CREMONAFu promosso a condurre Zelig Off 2005 con al fianco Giorgia Surina (leggi post), edizione abbastanza sotto tono che probabilmente lo penalizzò. Le qualità le avrebbe (Gino: come faccio a presentarlo come novità quando mi intervistano a Sorrisi & Canzoni?)

BEPPE BRAIDAIl più fortunato: è finito a condurre tutte le edizioni di maggior successo di Colorado in prima serata. Poi è stato sostituito da Nicola Savino, è stato sottomesso a Elenoire Casalegno nel SNL Italia (leggi post). (Gino: quelli che vengono da Colorado mi mettono a disagio, tutto deve venire da Zelig, oooooom!).

GABRIELE CIRILLICondusse la sua puntata di Zelig Off facendo bene da spalla ai comici. Ha una bella propensione musicale, cosa importante visto che Zelig è un varietà e ogni tanto deve partire la canzoncina o il balletto. Recentemente ha condotto un suo show: Container su Comedy Central. (Gino: il problema è che a me i comici romani non piacciono, anche se non l’ho mai detto a nessuno).

Grazie Gino!… (qualcuno gli spieghi che Cirilli è di Sulmona) Da questa infornata storica sembra ci siano poche possibilità. Comunque siamo agli inizi, il toto nomine è appena iniziato.  

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la puntata numero 7 di Zelig

3 Mar

muy spompado corazòn

 La puntata numero 7 di Zelig, forse complice il bel tempo, ha totalizzato solo 4.994.000 telespettatori e un 20,36% di share (non eccelso). Comunque c’è tempo per rifarsi. Dalla Rai berlusconizzata è atteso il “soccorso Arcore” grazie al quale verranno messi in contrapposizione su Rai 1 varietà sempre più deboli ;). 

E’ difficile pensare a come possa arrestarsi l’emorragia di telespettatori (talvolta anche i conduttori sembrano addormentarsi, anche Simone Barbato è sembrato col repertorio esaurito). Ieri c’è stata qualche novità, come la grande guest Ennio Marchetto, l’ospitata di Carlo Verdone (in promozione col suo film) intervistato dalla Cortellesi che faceva Silvana de La vita in Diretta (così fa un personaggio e sfoga un po’ le velleità artistiche, come direbbe il Gino Vignali).

E’ tornato anche Giovanni Vernia – Johnny Groove, il cui film è in uscita nelle sale il 9 marzo. Del film ne ha accennatto appena, molto in fretta, in chiusura del pezzo. E’ probabile che torni anche prossima puntata che cade, appunto, lo stesso giorno. Purtroppo il bravissimo Leonardo Manera si è segnalato per la battuta: “le unioni gay sono una botta di culo” (se la proponi a un autore in un laboratorio, alzerà il sopracciglio e dirà: “non è televisiva ed è omofoba” e poi farà un faccia fighetto – disgustata).

Ospite la nazionale italiana di ginnastica ritmica (così c’è un po’ di show e si vedono delle belle gambe e sembra un varietà, come direbbe il Gino Vignali). Da segnalare l’ottimo pezzo dei Pali e Dispari. Altra novità: il bravissimo Lauretta che ha imitato Bossi e Di Pietro, rivoluzione pesante, dato che a Zelig odiano le imitazioni (Bazzoni fu scartato per questo, nonostante fosse fortissimo, cosa che fece la fortuna di Colorado).

La Cortellesi ha riproposto il classicone “Non mi chiedermi” (Silvana, non mi chiedermi… ma un’IDEA originale, mai? Si è pure portata gli autori personali…). Altra sorpresa: coi Sagapò si ride ancora. Eccetera, eccetera.

Pezzo migliore della serata: I Pali e Dispari.

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per Zelig un buonissimo “5.946.000 spettatori”

26 Feb

BisioCortellesi

ieri sera Zelig è risalito notevolmente, con 5.946.000 spettatori (24% di share). Contro c’era una versione special (e un po’ tristina) de L’Eredità condotta da Carlo Conti, che aveva sostituito lo speciale Sanremo, con Paola Perego e Francesco Facchinetti (non andato in onda per le note diatribe tra il manger Lucio Presta e Rai 1).

Qualcuno immagina una coppia peggiore di Facchinetti/Perego? Quasi meglio Pupo/Emanuele Filiberto. Be’, no, non esageriamo!

Manca il “live blogging” sulla puntata. Dicono che ci sia stato l’esordio stagionale di Zuzzurro & Gaspare e che Leonardo Manera sia tornato al cinema polacco con Caludia Penoni (tra un po’ rifarà Energia Pura…). Risulta un pezzo non male di Ficarra & Picone sulla riscrittura dei 10 comandamenti,  di cui però i media online non stanno dando notizia notizia (vuol dire che non ha fatto scalpore).

Sembrerebbero scomparse anche le imitazioni di Paola Cortellesi.  In questo momento la brava Paola potrebbe essere in qualche trasmissione di sinistra (tipo Parla con me) a scatenarsi con l’imitazione della Santanché e di altre passionarie berlusconiane. Certo più povera… magari è stata sottratta alla concorrenza anche per questo.

Katia & Valeria? Brignano? I delusi che aspettano una puntata di contentino? Boh…

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Zelig a 6 milioni di telespettatori (e una grande Cortellesi)

5 Feb
 Ieri sera Zelig ha raggiunto ben 6.001.000 telespettatori e il di 23% share. Paola Cortellesi sempre più a suo agio, capace di mostrare il suo talento. In più: bella, carina, buffa, tenera, eccetera. Insomma merita tutto l’ingaggio, tenendo presente che Mediaset per una puntata di Zelig sgancia più di un milione di euro.I Raccomandati finiranno con due puntate di anticipo. Pupo farà altre puntate, ma al casinò. Dovranno trovare qualcosa di sostitutivo per il dopo Sanremo: forse un Ciak si Canta. Intanto sulla prima serata del venerdì di Rai 1 si allunga l’ombra nera di Vittorio Sgarbi. Forse farà in tempo a sovrapporsi “al meglio di Zelig” regalandogli ascolti da record.

 la Cortellesi, smessi i panni un po’ smorti di Letizia Moratti, ieri è uscita con una strepitosa imitazione (non inedita) della Santanchè  che, curiosamente, proprio in settimana è caduta in disgrazia come “speaker” del Cavaliere, sostituita dal ritorno di Giuliano Ferrara. Però magari è la volta buona, dopo un decennio, che Zelig abbia fatto qualcosa che impensierisca anche alla lontana il berlusconismo.

Ficarra & Picone, sempre sul tema “il grande bluff della satira“, pur osando qualcosa in più, rimangono dalle parti del Bagaglino. Enrico Bertolino infila un paio di battute d’attualità, poi ne fa una sulla Minetti, ma non l’igienista dentale, la cantante!!! Poi si dilunga su un pezzo un po’ datato: gli italiani in vacanza. Insomma, l’è dura infilare la satira in un varietà commerciale.

Standing Ovation per Giole Dix e il pezzo contro i salutisti. Si capisce quando il pubblico apprezza e le risate non sono taroccate, si percepisce il movimento tellurico anche stando a casa davanti alla tv.

Manera ha rifatto il pezzo su Peter, il ragazzo bresciano che è  invecchiato. Domanda: chi glielo fa fare? Viene in mente il flop di “Grazie al cielo sei qui”, l’anatema ginomichelesco sul dogma che chi si allontana da Zelig viene ridimensionato (c’è tutta una mistica a riguardo, un sacro terrore religioso).

Ha esordito Paolo Villaggio. Per i resto continua in turn over (ieri per esempio hanno riposato i Mancio & Stigma). Previsione: andando verso la seconda metà della programmazione, tra un po’ di puntate dovrebbero arrivare alcune pratiche umilianti tipiche dello zelighismo ortodosso. Per esempio:

Una o due puntate a senatori cui non si crede più, per dire: ti teniamo in vita, ma potremmo oscurarti da un momento all’altro.

Una puntata conquistata con le unghie e coi denti (sapendolo solo all’ultimo) a chi aveva avuto la promessa di fare tutte le puntate.

Una puntata di richiamo per ex in disarmo, tanto per tenerli “agganciati”.

Nessuna puntata a chi è stato detto che almeno una puntata l’avrebbe fatta.

Se questo non avverrà e terranno l’attuale turn over fino alla fine, vuol dire che la dirigenza zelighiana ha rinunciato a una pratica manipolativa crudele.

La Redazione di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

 
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