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La satira web (e non solo) invasa dai falsi profili Twitter “russi”

4 Giu
alcuni followers russi tutti uguali (dal sito di immagini gratuite Pixabay.com)

alcuni followers russi tutti uguali (dal sito di immagini gratuite Pixabay.com

I profili Twitter di alcuni dei principali collettivi di satira  sul web sembrano invasi da falsi follower, i cui nomi sono scritti in lingua cirillica. I falsi follower sono generati da programmi detti in gergo “Bot”. Ovviamente dietro tutto ciò c’è un mercato molto florido in cui i “fake” vengono venduti a “pacchetti” e servono a incrementare i “numeri” che sul web sono il fattore decisivo per stabilire se conti qualcosa, se hai un valore o se, al contrario, non sei nessuno (leggi sull’argomento il post su Fastweb.it).

Questo articolo nasce dalla scoperta che il Twitter del leggendario Lercio (guarda qui) è pieno di questi “russi” su cui grava il sospetto di essere falsi: non solo la bizzarria del carattere cirillico, ma la mancanza di una foto che conduca a una persona e la mancanza totale di attività  su Twitter (molto, molto sospetto). Altra caratteristica importante: i finti russi non seguono mai più di 10 profili e sono tutti a tema: chi segue Lercio, per esempio può seguire anche Lia Celi, Spinoza, Kotiomkin, Acido Lattico, eccetera. Continua a leggere

La satira sul web: il dramma della monetizzazione (2)

10 Feb
Questo è il quinto approfondimento di Ananas Blog sul tema dei collettivi di battutisti satirici del web, il secondo  sul tema gravoso della “monetizzazione” (leggi il post precedente).

“E’ sempre preferibile restare due minuti al sole che un anno sotto la pioggia” (da: l’Adorabile Giulia di Gilbert Sauvajon).

Alcuni elementi di base sono emersi nel corso dei post precedenti (l’inchiesta ha inizio da qui):

A) La quantità di battutisti coinvolti: decine, centinaia, a volte migliaia, rende impossibile la monetizzazione.

B) La quantità di battutisti produce un battutismo compulsivo su tutto ciò che succede, che appiattisce la satira sul web rendendola fine a se stessa.

C) I selezionatori, quelli che stanno ai vertici dei collettivi di satira “convogliano” su di loro tutto il prestigio del collettivo e sono loro, se capita, a monetizzare

D) Esistono account o siti o pagine “parassitarie” che lucrano prendendo anche le battute dai collettivi di satira, i quali, invece, si dichiarano un po’ ipocritamente tutti “no profit”.

E) La grande massa di battute tutte sugli stessi temi “anestetizza” il concetto di plagio e di copyright, cui viene opposta la scusa: “vabbè, la battuta era nell’aria, nessuno copia”.

UN DOCUMENTO SENSAZIONALE

A tal proposito, il seguente video è un documento sensazionale, si tratta di un monologo dello stand-up comedian inglese Stewart Lee (con traduzione degli amici di Comedy Subs) che parla di una battuta rubata dal noto comedian Joe Pasquale a un comico meno famoso (attenzione al minuto 3’50”): Continua a leggere

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