Tag Archives: Letizia Moratti

Agenti provocatori nella festa per Pisapia…

31 Mag

Giuliano Pisapia è diventato sindaco di Milano contro tutti i pronostici, battendo nettamente Letizia Moratti nonostante la più grande campagna di demonizzazione e di  criminalizzazione che si sia mai vista in Italia (che, in risposta, ha generato una valanga di battute e di parodie tali da oscurare le cosiddette Chuck Norris Facts).

Ma le provocazioni contro Pisapia non sono terminate, anzi sembrano aver assunto aspetti ancora più insidiosi. Durante la festa per la vittoria in piazza del Duomo, infatti, è stata segnalata la presenza di alcuni “infiltrati” e “agenti provocatori”.

La foto  testimonia la presenza di uno di questi, forse il più astuto. La didascalia recita “umorista” e questo la dice lunga sulla raffinatezza con cui la persona sta celando la sua identità!

Egli (assieme ad altri presenti sul palco) è portatore di politiche di destra ultra liberista: sfruttamento manodopera, precarietà esasperata, eccetera. Dagli atteggiamenti sembra voglia intestarsi la vittoria. Qualcuno lo avrebbe visto girare dietro le quinte con delle liberatorie di “cessione diritti” del comune di Milano, in cui si sostiene che la campagna elettorale è stata “frutto d’improvvisazione”.

Pisapia potrebbe trovarsi,  per i prossimi 5 anni, a fare lo “Zelig lab Sindaco”, senza percepire stipendio!!! I suoi discorsi, ridotti a 3 minuti, riempiti di tormentoni  e resi innocui, potrebbero arricchire addirittura le tv del premier appena sconfitto (donne, è arrivato il sindachino! Loviamo tutti gli assessori…).

Ananas Blog (è un lavoro pulito e “arancione”, ma qualcuno lo deve fare)

La battaglia di Milano

19 Apr
L’Incredibile Hulk tra Pisapia e la Moratti

 

Il 15 e 16 maggio ci saranno le elezioni amministrative e si eleggerà anche il sindaco diMilano.

La battaglia tra Letizia Moratti e Giuliano Pisapia è molto incerta. Dopo tanti anni la città potrebbe tornare al centrosinistra.

Le conseguenze provocherebbero ripercussioni enormi sulla politica nazionale.

Berlusconi, consapevole di ciò, è sceso in campo pesantemente, in prima persona. Si preannuncia una campagna elettorale tremenda.

E gli zelighiani che faranno? Metteranno la loro popolarità e i loro mezzi a favore del candidato di sinistra?

Oppure resteranno quasi neutrali, intimiditi dal fatto che la pagnotta gli arriva dal Presidente del Consiglio?

Non c’è alcun intento polemico. Zelig è un ambiente di sinistra, non si cambia il DNA. Tanti anni di leale collaborazione con Mediaset non cambiano la natura di ciò che sei.

Ci sarà sempre la Cooperativa il Mandorlo sovrapposta alla loro animaccia.

L’apertura alla satira di quest’anno (anche se innocua e con una parodia di Letizia Moratti priva di mordente) era un segno dell’antica vocazione che stava tentando di venire fuori: una prima scossa sotterranea.

Per fare un esempio, è come il telefilm l’Incredibile Hulk, quando a David Bruce Banner spunta l’occhio da rettile e i vestiti stridono perché si stanno strappando sotto il peso dei muscoli che si gonfiano.

Teresa Mannino che conduce il Se non ora quando milanese è figlia di quella sindrome di Hulk.

La natura zelighista stride con Arcore, con Cologno Monzese, con Canale 5, con le Veline e tutta quella roba lì.

Così c’è da augurarsi che gli zelighiani assecondino i loro istinti e scendano in campo. Che tornino a essere CULT. Che facciano la loro parte nella battaglia diMilano.

Roberto Gavelli, Amministratore di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Zelig e il grande bluff della satira

15 Gen

Claudio Bisio e Paola Cortellesi

La svolta satirica di Zelig è stata molto enfatizzata in fase di presentazione. C’è addirittura un’intervista a Claudio Bisio su l’Unità (14.01.2011) dal titolo: Bisio ‘La satira si può’. In realtà si è trattato di un bluff. Zelig è rimasta l’ottima macchina da ascolti commerciale di sempre.

I motivi per cui hanno messo le mani avanti presentandosi come coraggiosi e innovatori sono semplici: Zelig vive l’atavico senso di colpa di aver costruito una comicità  innocua e commerciale pur provenendo da un ambiente di sinistra ed intellettuale. Inoltre soffre il peso di essersi arricchita con Berlusconi (facendolo arricchire ulteriormente) pur arrivando dall’antiberlusconismo militante (vedi per esempio Zelig CULT).

L’abisso si è notato proprio ieri, in cui nel paese reale si viveva una giornata di quelle epocali, col Premier messo sotto accusa sul caso Ruby per concussione e prostituzione minorile; col lacerante referendum di Marchionne tra gli operai Mirafiori che, a un certo punto stava facendo presagire una clamorosa vittoria del fronte del NO e della FIOM; col dittatore tunisino Ben Alì che scappava in Arabia Saudita dopo la tumultuosa rivolta popolare dei giorni passati.

Ma vediamo nel dettaglio la telecronaca del bluff: apre le danze Maurizio Lastrico con un coraggiosissimo endecasillabo contro Sky (principale competitor Mediaset NDR), poi arriva il piatto forte dell’imitazione di Letizia Moratti da parte di Paola Cortellesi: 3 minuti a dire che gli attori sono animali. Scollamento totale con la realtà e coi temi caldi di Milano: il degrado della città, l’immigrazione, l’Expo 2015, le infiltrazioni mafiose, il calo di popolarità del sindaco, la ricandidatura. Niente di tutto questo…

Poi la satira di costume di Paolo Cevoli con battuta sul fatto che la Cortellesi ha le tette piccole…

E’ la volta dei tanto attesi Ficarra e Picone coi personaggi di Nicolò e Angelino. Anche qui totale scollamento con la realtà a parte una scontata gag sul bunga bunga, l’inginocchiarsi di fronte a Berlusconi e il messaggio generico: tutti vogliono una legge ad personam. Le due maschere non c’entrano nulla coi personaggi reali di Ghedini e Alfano né fisicamente, né sul lato della parodia, né sul lato dell’attualità: sono i due disoccupati un po’ sfigati e dalle reazioni lente visti in altre occasioni più appropriate.

Il premier viene tirato in ballo da Giovanni Vernia (un vero accanimento, un’autentica guerriglia, Palazzo Grazioli sta tremando…) che afferma di non conoscerlo e lo scambia per un DJ. Anche Teresa Mannino (forse memore della sua antica militanza CULT) fa un’allusione estemporanea e innocua su Berlusconi.

Ci sono i Mancio & Stigma che fanno gli EMO: si ride di gusto (i 4 presenti davanti alla tv: share del 100%). Scusate la parentesi. 

Gene Gnocchi fa una battuta sulla Gelmini e su Bossi (estemporanea in un pezzo surreale).

E’ il momento del mago Forest. Gustosa battuta sulla Carfagna e la Prestigiacomo (si erano dimesse per fare Zelig), ma poi succede una cosa che dimostra che la separazione col mondo reale è assoluta. Logicamente se registri al lunedì e al martedì non puoi saperlo, ma l’ottimo Forest fa una battuta su Emilio Fede indagato per sfruttamento della prostituzione che va in onda proprio nel giorno in cui è il Premier a subire la stessa sorte (molto in peggio)… Poi c’è una battuta su Alemanno, la più pertinente della serata.

Chiude Lella Costa che affonda il governo con un pezzo satirico sulla differenza etimologica tra c***0 e f**a.

Conclusione: i vertici Zelig dimostrano ancora una volta l’estraneità con quello che succede. Si sono segnalati per il loro silenzio (non solo artistico ma anche civile) su tutti gli sconvolgimenti degli ultimi mesi, non ultima la lacerazione FIAT Mirafiori. Vabbè che tra Gino & Michele e la fabbrica intercorre lo stesso rapporto che c’è tra Briatore e Pinarella di Cervia…

Roberto Gavelli, Amministratore di Ananas Blog (è un lavoro pulito ma qualcuno lo deve fare)

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