Tag Archives: Liberatorie

La volta in cui potevamo salvare la comicità italiana

11 Lug
l'economista Alberto Bagnai ospite di Byoblu.com

l’economista Alberto Bagnai ospite di Byoblu.com

Di Roberto Gavelli

La crisi greca ha messo in evidenzale figure di alcuni economisti molto critici sull’euro. La moneta unica sarebbe una “gabbia” che produce alla fine austerità, recessione, perdita dei diritti dei lavoratori, abbassamento dei salari, deflazione e crescita del debito pubblico. Per approfondimenti si può leggere il blog di Alberto Bagnai, Goofynomics. Non parlando qui di economia, ma di comicità, torniamo a concentrarci sulle vicende del nostro mondo, il quale ha subito una profonda recessione che ne ha depresso la vitalità (e il fatturato) rendendolo un prodotto che, tra l’altro, non è appetibile all’estero, quindi inesportabile.

Se l’Euro (secondo i critici) è la camicia di forza per la nostra economia, quale sarebbe stata la “gabbia” che ha depresso l’economia comica? I lettori più attenti del blog avranno già indovinato (bravi): le false liberatorie. Dal mio punto di vista sono il fattore principale del declino di Zelig, che da allora ha iniziato a “precipitare”, tirandosi dietro l’intero ambiente, quando avrebbe potuto “salvarsi” con poche mosse razionali. Fu deciso di tenere un’anomalia così macroscopica. Roba da matti!

Approfondimenti sul tema sono contenuti nella categorie Reportage Video dietro le quinte dei laboratori Zelig e La presunta scuola di recitazione. Partiamo dalla base con una serie di FAQ:

A COSA SERVIVANO LE FALSE LIBERATORIE? Tecnicamente a due cose: A) evitare che nei laboratori Zelig venisse pagata l’Enpals a chi saliva sul palco, B) evitare che nei laboratori Zelig la Siae venisse corrisposta ai legittimi proprietari. Ricordiamo che i laboratori Zelig sono degli show live con pubblico pagante e che, negli “anni d’oro” producevano 25.000 ore di lavoro gratuito per circa 180 serate l’anno e quasi 3.000 sketch prodotti “a fondo perduto”. Queste cose sono state scritte nel maggio 2010 (leggi qui). Adesso su Facebook c’è stata una riscoperta della cosa, ma solo dopo che il leone Zelig è diventato innocuo. Continua a leggere

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Riforma tariffe Siae, ai nastri di partenza il “Lodo Ananas”

19 Gen
si fa sempre il primo gradino (dal sito di immagini gratuite Pixabay.com)

si fa sempre il primo gradino (dal sito di immagini gratuite Pixabay.com)

Capita che un giorno decidi di partire e vai, poiché è “il momento giusto”. Così ho appena avviato presso le sedi competenti la bozza di quello che, circa un anno fa, avevo definito su questo blog il “Lodo Ananas” (leggi qui).

DI COSA SI TRATTA? Di un progetto di mini riforma delle tariffe Siae, per agevolare il cabaret dal vivo e anche per sanare la “piaga” delle false liberatorie (esempio: la serata è frutto d’improvvisazione, quando non è vero). Seguirò personalmente l’iter della proposta presso le sedi istituzionali (stop, modifiche, intoppi burocratici compresi) grazie alla linea di comunicazione aperta coi vertici della DOR.

LE BASI DELLA RIFORMA – il soprannominato Lodo Ananas si applica ai: pubblici esercizi del settore “ristorazione e intrattenimento” (bar, pub, ristoranti, pizzerie) che siano al di sotto di una certa capienza (non più di 200 posti), i quali decidano di programmare per la prima volta la comicità dal vivo. Oppure che non programmino da un certo numero di anni (per esempio: 3). Quindi si parte dal basso, dai piccoli luoghi che da sempre costituiscono l’humus della comicità (in Italia ormai falcidiati). Continua a leggere

“Riso fa Buon Sangue” paga la SIAE ai concorrenti!

4 Set
una locandina del tour RFBS

una locandina del tour RFBS

Il concorso Riso fa Buon Sangue 2014 si è concluso il 23 agosto a Rosolina Mare con la vittorio di Maurizio Bronzini. La tournee prosegue anche nel mese di settembre con alcune serate di piazza (qui la pagina Facebook). Insomma RfBS, oltre a diffondere la donazione del sangue, riesce a pagare anche un po’ di cachet a comici e conduttori e ospiti in un momento di grave crisi del live.

La novità è che, grazie all’interessamento del fondatore Enrico Cibotto, Riso fa Buon Sangue ha iniziato a pagare la SIAE anche ai concorrenti del concorso (ovviamente a quelli che si esibiscono con pezzi depositati). Ciò è stato possibile grazie al reperimento di un documento ufficiale in cui la cifra SIAE era calcolata con un criterio di “proporzionalità”. La cosa è raccontata nel post una rivoluzione Siae : arriva la “sentenza Bosman” del cabaret? .

Veramente sarebbe scontato pagare la SIAE in modo proporzionale. Veramente sarebbe scontato pagarla a chi di dovere. Siamo in Italia, paese stranissimo in cui i comici sono stati sottoposti alla più grande operazione di “liberatorie farlocche” mai vista forse nel mondo occidentale. Enrico Cibotto ha dimostrato come si possa regolarizzare facilmente la questione. Qui un documento: Continua a leggere

una rivoluzione Siae : arriva la “sentenza Bosman” del cabaret?

26 Giu
dopo il calcio viene rivoluzionato il cabaret? (dal sito di immagini gratuite Pixabay.com)

dopo il calcio viene rivoluzionato il cabaret? (dal sito di immagini gratuite Pixabay.com)

Si calcola l’importo in forma proporzionale, valutando i minimi d’uso dell’opera registrata del singolo artista...” Queste semplici annotazioni a margine di un documento Siae potrebbero costituire per la comicità italiana quello che è stata la Sentenza Bosman per il calcio (leggi qui) cioè un “documento” in grado di far cambiare lo stato delle cose, da usare per qualsiasi controversia futura.

LUOGO: Serata di cabaret in piazza con 3 comici che si alternano sul palco, tutti con uno loro spettacolo depositato, che fanno un 20 minuti a testa (giugno 2014). Documento di cui una copia è pervenuta a questo Blog.

PREMESSA: Ananas Blog da anni ha messo i riflettori sul problema cronico della “falsa dichiarazione” e della “falsa programmazione”: la Siae non viene “attribuita” correttamente, per giustificare questa anomalia si fanno firmare liberatorie fasulle o farlocche (tra l’altro è un reato, baby NDR). Questo è un problema.

Parallelamente può succedere che le Siae sul territorio  chiedano i minimi d’uso interi per ogni artista, anche se fa solo 5 o 10 minuti. Per esempio nella serata di cui stiamo parlando, la cifra pagata è di 330 e rotti euro (che è stata divisa per 3), ma l’organizzatore avrebbe potuto vedersi recapitare una richiesta di quasi 1.000 euro (330 x 3). Questo è un altro problema. Continua a leggere

la liberatoria (tana libera tutti)

17 Lug
un vecchio articolo sulla Siae

un vecchio articolo sulla Siae

Forse negli ultimi 10 anni abbiamo giocato a nascondino senza saperlo. Forse le liberatorie sono state il nostro “tana libera tutti”. Le liberatorie sono quei documenti che abbiamo firmato e fatto firmare per “annullare il gioco” e dire che tutto quello che era successo fino a quel momento non era valido.

Tana libera tutti: firma qua e può succedere qualsiasi cosa contraria ai tuoi interessi.

La liberatoria è stato anche il mezzo con cui ci siamo allontanati dalla realtà.

Se hai portato uno sketch di tua proprietà, frutto del tuo lavoro a un laboratorio (assieme ad altri 15) e poi hai firmato (assieme ad altri 15) che la serata è stata frutto d’improvvisazione e che l’autore era l’unico che avesse aggiunto qualcosa di creativo, allora hai dichiarato il falso (assieme ad altri 15) e hai annullato tutto ciò che è successo per sostituirlo con un racconto di fantasia (tana libera tutti). Poi magari la Siae se la becca Continua a leggere

Russi a confronto

29 Gen

Il declino di Zelig (ieri battuto nettamente da una fiction Rai in replica) si spiega solo con “motivi artistici”? Oppure deriva anche da un accumulo di comportamenti quasi scorretti o ai limiti dell’amoralità? (Come quelli denunciati nel video di Antonio Covatta). I comici sono visti come produttori di materiale in eccesso, le cui registrazioni non si sa che fine facciano? (vengono ignorate, vengono viste da qualcuno? qualcuno senza dire niente a nessuno “prende spunto” da ciò che si registra nei laboratori?) Fai dei sacrifici enormi per frequentare gli Zelig Lab e poi ti trovi qualcosa di simile in tv, che sostanzialmente rende inutile il tuo lavoro. QUESTO E’ IL VERO GUAIO. Antonio Covatta ha pubblicato un video comparativo tra il russo di Raul Cremona e quello che lui faceva (prima e con la benedizione dell’autore Zelig) al laboratorio di Roma:

Questo tema era stato trattato nel post “l’autunno delle liberatorie” del 25 novembre 2012, in cui si faceva notare come fosse sottolineata la cessione totale di ciò che viene registrato durante le serate di laboratorio. A che titolo? Cedi qualcosa se quel qualcosa va in tv, altrimenti deve rimanere tuo.

Zelig/Bananas dovrebbe fare un’unica cosa per migliorare la situazione: A) ristabilire la corretta dichiarazione Siae (chi è salito sul palco e cosa ha fatto) B) firmare una liberatoria in cui si stabilisce che ciò che si gira rimane di proprietà del comico, che può disporne a piacimento.

Sarebbe un modo per uscire dal “disonore”.

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

L’autunno delle liberatorie

25 Nov

Fai click per ingrandire

La storia delle liberatorie nei laboratori Zelig è istruttiva. Per un lungo periodo ci sono state modifiche da parte di Bananas, probabilmente per  “dribblare” ciò che succedeva davvero sul palco e (sembrerebbe) per “scansare” alcune inchieste di Ananas Blog. Recentemente è pervenuta una liberatoria  di ultima generazione (vedi immagine di lato) con un’unica pretesa:

“Con la presente il sottoscritto_____ Autorizza Bananas S.r.l. all’utilizzo delle immagini realizzate in occasione del Laboratorio Zelig presso___________ durante la stagione teatrale 2012/2013. Si precisa che suddetto materiale avrà esclusiva destinazione di archivio e che Bananas S.r.l. è l’unico soggetto titolare del progetto “Laboratorio Zelig” e in quanto tale l’unico ad avere facoltà di decisione relativamente all’uso che di questo materiale verrà fatto.”

Tutto si è ridotto alla proprietà del girato (le registrazioni che si fanno della serata) quindi di ciò che sembra non interessare nessuno, registrazioni che: non si sa dove finiscano, non si sa se vengano mai viste da chi decide davvero (che infatti organizza clamorose serate provino – tritacarne). Ma la mente vaga a quando iniziò tutto, quando un “pazzo” si infiltrò nel sistema Zelig:

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

La SIAE diventa una SPA?

12 Giu

l’articolo su L’Unità

La SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) è commissariata dal 2011, dall’allora governo Berlusconi. Il nuovo statuto è stato redatto da due commissari nominati da Gianni Letta, ma tenuto ancora segreto. Ieri su L’Unità è apparso un articolo in cui si anticipavano i contenuti del documento.

(Leggi articolo su L’Unità.it)

“A una prima lettura appare lampante come nel nuovo statuto l’assemblea, eletta da tutti gli iscritti, sia ridotta a organo puramente formale, mentre il potere passa nelle mani del «Consiglio di gestione», né più né meno che un CdA. Viene poi accresciuto il potere del voto pesante, per cui all’iscritto – editore o autore – che incassa di più corrisponde un voto che vale di più rispetto agli altri. Il modello, ben noto, è quello delle SpA…”

“Il nuovo statuto è invece favorevole agli editori, tant’è che negli organi elettivi i rappresentanti restano divisi a metà, mentre nel resto d’Europa sono per due terzi appannaggio degli autori e solo per un terzo degli editori. Tuttavia per la sua missione istituzionale e non solo economica, Siae gode, unica in Europa, di un regime di monopolio. Se ridotta a una SpA distributrice di soldi, si spalancherebbero le porte alla richiesta, avanzata già da tempo, di cessazione del monopolio e di creazione di analoghe società in regime di concorrenza.”

Insomma, si paleserebbe una SIAE in cui gli editori contano di più, conta di più chi incassa più soldi, in cui si aprirebbero le porte per una possibile fine del regime di monopolio.

“Rimodellare Siae come una SpA è dunque doppiamente impegnativo, sia perché ne cambia radicalmente la natura, sia perché potrebbe comportare un suo ridimensionamento, per la probabile nascita della concorrenza. È però una opzione possibile, se scelta secondo le regole di un «ente pubblico economico a base associativa», quale appunto è Siae. Nelle istituzioni associative è la base – gli iscritti aventi diritto – a farsi carico di redigere o fare redigere lo statuto, anche attraverso l’elezione di rappresentati, di discuterlo, modificarlo, infine di ratificarlo con il voto.”

Insomma, la solita “poca trasparenza italica”. Oggi, 12 giugno, i lavoratori SIAE sono in sciopero e le sedi chiuse (i dipendenti si sono visti disdire il contratto in via di rinnovo).

Per quel che riguarda il cabaret, queste tematiche sono aliene. Il settore viene da 10 anni di finte liberatorie in cui si cedevano tutti i diritti in nome della speranza di andare in tv (anche a chi non sarebbe andato in tv). Siamo ben lontani dall’avere, non diciamo una minima rivendicazione, ma dalla possibilità di contare qualcosa.

Il giovane cabarettista è incoraggiato a essere espropriato della propria creatività. Quelli anziani ne sono consapevoli, ma non si rendono conto di essersi condannati (non solo grazie a questo) a non contare nulla.

Scusate se vi ho svegliato. Potete continuare a dormire…

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

Vademecum per il comico emergente (a cura di Emiliano Petruzzi)

12 Mag

Emiliano Petruzzi, che come pochi ha saputo raccontare il dietro le quinte del sogno televisivo (leggi articolo), ha scritto un interessante vademecum per i giovani aspiranti comici che cercano di farsi notare in uno dei tanti (e strani) laboratori finalizzati non alla recitazione, ma al sogno televisivo. Buona lettura:  

Nel caso in cui qualcuno decidesse di intraprendere la strada della comicità, vi elenco alcuni consigli ed alcune avvertenze su questi  laboratori che, sparsi per il territorio nazionale, vengono improntati come presunte scuole di recitazione, di tecniche autorali e di perfezionamento cabarettistico (verso una ipotizzabile apparizione televisiva).

PRIMO STEP – Prima di mettere piede in uno di questi locali o teatri, ove si svolgono le selezioni per poter accedere ai suddetti laboratori è consigliabile iscriversi Continua a leggere

l’Articolo 3 è già stato cancellato?

6 Mar

Le nuove liberatorie per accedere agli Zelig Lab, probabilmente rielaborate da Bananas srl in seguito alle inchieste di Ruben Marosha (guarda il primo video), contenevano un assurdo e illiberale Articolo 3, nel quale si vietava di riprendere, fotografare, raccontare qualsiasi cosa succedesse dietro le quinte e sul palco di un laboratorio (leggi post sull’Articolo 3), manco si trattasse del rito segreto di una setta esoterica.

Alcuni amici hanno recuperato il Continua a leggere

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