Tag Archives: Libertà d’informazione

le liberatorie spiegate da Emanuela Dogliotti

14 Feb

 

in missione per conto di... Bananas!

Bananas srl ha ridefinito cosa sia un Laboratorio Zelig. Le nuove liberatorie contengono anche un patto di segretezza su tutto ciò che succede all’interno: l’inquietante Articolo 3 (leggi post) e il bizzarro invito a spogliarsi del proprio passato teatrale (leggi post).

Mercoledì 8 febbraio, allo Zelig Lab di Roma, presso il teatro Golden, c’è stato un intervento di Emanuela Dogliotti (responsabile Bananas dei laboratori), volto a spiegare le nuove liberatorie. Sicuramente la stessa azione è estesa a tutta Italia.

L’intervento è stato di 10 – 15 minuti prima che iniziasse lo spettacolo, forse un po’ poco per spiegare un tema così complesso. Se seguissimo Continua a leggere

il prezzo della libertà

5 Ott

Un ringraziamento a chi ha contribuito…

Ananas ringrazia di cuore tutti quelli che hanno spedito un contributo per sostenere il Blog. E’ stato messo il pulsante “donazione” (in alto a destra sotto il logo) per pagare tramite paypal e carta di credito.

L’antefatto è noto: il Blog ha subito un attacco legale da parte di Bananas srl, tramite la cosiddetta “diffida balneare” (leggi post) una lunga e inusuale lettera di ben 7 pagine (la “memoria” di Silvio Berlusconi alla Procura di Napoli sul caso Tarantini-La Vitola era di appena 5 pagine!).

Uno dei pilastri della lettera è la bizzarra (e praticamente falsa) definizione di “Laboratorio Zelig”: una scuola di recitazione per aspiranti comici (leggi post sull’argomento). Ovviamente la cosa è stata elaborata per motivi ******, ma sembra che non si possa scrivere perché si rischia la querela.

Questo succede in Italia nel 2011: qualcuno vuole farti dire che le patate crescono sugli alberi e se dici che crescono sotto terra (come è evidente a tutti) rischi una denuncia per diffamazione aggravata da mezzo agricolo! 😉

Comunque occorre rispondere a questo tipo di attacco e ciò ha dei costi, occorre che un legale di fiducia prenda in mano la situazione, anche se da questa “parte” non c’è la minima intenzione di incentivare la litigiosità a mezzo avvocati.

Personalmente ho deciso di mettere un quota minima di donazione di 10 euro, proprio per fare sì che più gente possibile dia un piccolo contributo (in modo che siano tante “gocce” una dopo l’altra a “scavare la roccia”).

Ananas Blog è un tentativo di avanscoperta: proviamo a vedere cosa succede se mettiamo un minimo di controinformazione, di libertà di parola e di espressione in uno degli ambienti più chiusi in se stessi che esistano: il cabaret in Italia.

Qualcuno doveva cominciare. Bisogna sempre “immolarsi” un po’, correre dei rischi. Aprire un sentiero nuovo è sempre faticoso. Poi sarà più facile per gli altri seguire la strada tracciata.

Ehi, tu, pensi che le informazioni, i dibattiti e le inchieste che leggi ESCLUSIVAMENTE su questo blog piovano dal cielo? Ti sbagli di grosso. Nulla di concreto piove dal cielo, bisogna costruire ogni cosa un mattone alla volta.

Comunque un grazie davvero sentito a chi ha contribuito: avete dimostrato di essere persone di valore che tengono (come valore assoluto) alla libertà di parola.

L’Amministratore di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Benvenuti nel club esclusivo

14 Lug

Stupisce la quantità di “motivi per cui dovrebbe stare zitta” che si sono riversati su Vanessa Incontrada dopo aver raccontato le proprie esperienze negative a Zelig. Il fenomeno è ben conosciuto e trasversale: chiunque si esponga pubblicamente contro il “sistema comico” subisce lo stesso buffo trattamento.

Succede sia ai personaggi conosciuti che a quelli che non hanno mai fatto neanche una puntata. Il filo conduttore è l’ossessione verso il silenzio altrui, fino all’oscar della stupidità, che è stato: per parlare bisogna prima esibire il curriculum. Alcuni passaggi contro Vanessa Incontrada sono stati scritti pari contro l’amministratore di questo blog.

Sono soddisfazioni: ti fanno sentire show girl per un giorno!

Comunque l’ambiente Cabarettistico si dimostra uno dei più regressivi esistenti, dove la libertà di parola (secondo alcuni) dovrebbe essere fonte di vergogna e di sensi di colpa.

Intanto, nel mondo reale si registra una voglia crescente di partecipazione e di voglia di essere informati. Più del 50% degli italiani naviga su Internet e la stragrande maggioranza dei giovani preferisce andarsi a cercare le notizie sul web.

Resistono delle sacche di isolamento in cui si spera che tutti stiano zitti (tipo Repubblica comica delle banane).

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Ananas Blog a rischio oscuramento?

3 Lug

A partire dal 6 luglio L’Autorità sulle comunicazioni (Agcom) avrà la possibilità di chiudere i contenuti online praticamente senza contraddittorio, in nome di una pretesa difesa del diritto d’autore, provvedimento fortemente voluto da Mediaset e dal PDL. La cosa sta creando una vera e propria rivolta. Leggi l’articolo su l’Espresso.it “Golpe sul web: fermiamoli” in cui si riporta che:

“L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il prossimo 6 luglio varerà le nuove regole per la tutela del diritto d’autore in Rete autoattribuendosi il potere assoluto di vita e di morte su ogni contenuto pubblicato dagli utenti on line attraverso servizi resi disponibili da soggetti italiani o stranieri.

“Secondo la nuova disciplina toccherà, infatti, agli uffici dell’Autorità, su segnalazione dei titolari dei diritti, ordinare, all’esito di un procedimento sommario destinato a concludersi in cinque giorni e senza contraddittorio con l’autore e/o l’utente che ha caricato on line il video, ordinarne ai provider l’immediata rimozione o, qualora il contenuto risultasse ospitato da fornitori di servizi stabiliti all’estero, un filtraggio che valga a renderlo inaccessibile ai naviganti italiani.”

Insomma, nel nostro caso sarebbe sufficiente denunciare che il blog usa la parola “sfruttamento” che è un marchio registrato di Bananas srl, per ottenerne la rimozione di intere inchieste, o addirittura l’oscuramento del blog… Scherzi a parte il problema esiste.

C’è un precedente non molto positivo: il primo video dell’unico reportage sul mondo del cabaret, quello di Ruben Marosha, è già stato rimosso arbitrariamente. Praticamente avrebbe violato la privacy di qualcuno, non si sa chi, cosa che ha reso impossibile qualsiasi correzione.

L’ambiente è così “arretrato” da non sopportare 6’34” di dietro le quinte. Possiamo vedere, leggere, ascoltare di tutto, dai dispacci di WikiLeaks alle intercettazioni, dai fuori onda ai video rubati col telefonino (vedi bestemmia di Berlusconi), ma non possiamo guardare pochi minuti di reportage sul cabaret. Non solo: così rischiamo di non vedere anche il resto del filmato che è di altissimo interesse. Siamo trattati come bambini che non devono sapere.

Così, nell’ultima Corea del Nord esistente in Italia, l’unica voce critica ufficiale (il blog) potrebbe subire degli attacchi. Certo, Bananas srl (che ha smentito di essere la “fonte” della rimozione del video) potrebbe anche essere tentata dal dare “fastidio”, anche se poi l’azione attirerebbe molta attenzione sul blog e Bananas srl è un’entità molto chiusa su se stessa, che preferisce il silenzio.

Comunque nei prossimi giorni seguiremo tutte le iniziative che stanno cercando di contrastare il tentativo di mettere il bavaglio al Web e alla libera informazione.

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

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