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Riforma tariffe Siae, ai nastri di partenza il “Lodo Ananas”

19 Gen
si fa sempre il primo gradino (dal sito di immagini gratuite Pixabay.com)

si fa sempre il primo gradino (dal sito di immagini gratuite Pixabay.com)

Capita che un giorno decidi di partire e vai, poiché è “il momento giusto”. Così ho appena avviato presso le sedi competenti la bozza di quello che, circa un anno fa, avevo definito su questo blog il “Lodo Ananas” (leggi qui).

DI COSA SI TRATTA? Di un progetto di mini riforma delle tariffe Siae, per agevolare il cabaret dal vivo e anche per sanare la “piaga” delle false liberatorie (esempio: la serata è frutto d’improvvisazione, quando non è vero). Seguirò personalmente l’iter della proposta presso le sedi istituzionali (stop, modifiche, intoppi burocratici compresi) grazie alla linea di comunicazione aperta coi vertici della DOR.

LE BASI DELLA RIFORMA – il soprannominato Lodo Ananas si applica ai: pubblici esercizi del settore “ristorazione e intrattenimento” (bar, pub, ristoranti, pizzerie) che siano al di sotto di una certa capienza (non più di 200 posti), i quali decidano di programmare per la prima volta la comicità dal vivo. Oppure che non programmino da un certo numero di anni (per esempio: 3). Quindi si parte dal basso, dai piccoli luoghi che da sempre costituiscono l’humus della comicità (in Italia ormai falcidiati). Continua a leggere

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Salviamo la Corte dei Miracoli!

21 Lug
il logo dell'evento

il logo dell’evento

Chi è Renato Converso? Che cos’è la Corte dei Miracoli? Il primo è un cabarettista di lunga esperienza, “maestro” di tanti altri che sono cresciuti grazie anche a lui; il secondo è un locale storico di Milano, palestra per molti talenti comici, di cui proprio Renato è stato ed è l’animatore.

Giunge notizia che la Corte dei Miracoli sia a rischio chiusura per motivi che possono sembrare quasi evidenti: è in corso la tendenza dei locali (cioè gli unici luoghi in cui la comicità possa davvero crescere) a scomparire. Milano è stata particolarmente colpita negli ultimi 15 anni.

Renato Converso ha lanciato la seguente iniziativa: Un MIRACOLO per La Corte dei Miracoli Cabaret di Renato Converso
CARI AMICI che avete riso e vi siete emozionati per 30 anni anni insieme a noi. AIUTATECI a tenere in VITA questo piccolo grande TEATRO non politicizzato e aperto a tutti che ha aiutato a crescere grandissimi artisti Con un piccolo contributo potete SALVARCI” (qui la pagina Facebook).

Ananas Blog appoggia pienamente il progetto, senza entrare troppo nel merito: c’è una persona che ha dato “tanto” e che sta chiedendo “qualcosa”. Oggi stesso, in quanto amministratore del blog, aprirò il portafogli e farò una donazione. Invito anche gli altri a fare altrettanto. Qui le istruzioni:

“Basta recarsi in una tabaccheria/lottomatica e fare la vostra LIBERA OFFERTA sul NUMERO DI CARTA della Corte dei MIRACOLI (riferendo il codice fiscale qui sotto riportato)
PostePay n°: 4O23 6OO9 O177 31O3
CF: CNV RNT 52A01 H579 S”

Roberto Gavelli Amministratore di Ananas Blog (Long May You Run)

… cosa aspettate ad agire?

11 Lug
La desertificazione era prevedibile (dal sito di immagini gratuite Pixabay.com)

La desertificazione era prevedibile (dal sito di immagini gratuite Pixabay.com)

Ricevo l’ennesima lamentazione sul lavoro che non c’è. Assisto all’ennesima lamentazione pubblica sul lavoro che non c’è. Vengo a conoscenza dell’ennesima situazione precaria o disperata, anche (o soprattutto) per il lavoro che cala sempre di più.

“Ci sono poche serate” è il succo del discorso, anche se c’è poco in generale. Ma le serate sono il motore di tutto. Alla fine si va in televisione per quello, no? Sono la benzina nel motore del comico.

Rispondo, commento, considero che l’attuale situazione era facilmente prevedibile già quattro anni fa, in pieno delirio comico cabarettistico. Aggiungo che certe situazioni sono state anticipate da Ananas Blog, scritte, analizzate, alla nausea. E’ innegabile, sono cose risapute, non c’è alcun compiacimento. Manco l’antipatia del “Io l’avevo detto”. Continua a leggere

Le domande che contano davvero

25 Feb

Questo post contiene domande a cui non è facile dare una risposta, ma che consentirebbero di farsi un quadro reale sullo stato della comicità in Italia.

Ricordiamo che l’attore comico/cabarettista è l’unica “non categoria” esistente in Italia, dove anche i terzi violoncelli delle orchestre sinfoniche di periferia hanno una loro minima lobby.

Se esistesse una categoria, terrebbe sotto controllo le cifre dell’industria comica e, grazie anche a questo, cercherebbe delle contromisure alla crisi terribile che attanaglia il settore.

Il peso politico dei comici potrebbe essere tremendo. Basti pensare agli sconquassi prodotti da un vecchio stand-up comedian come Beppe Grillo.

Le domande riguardano i guadagni, ed è logico che su questo ci sia una certa discrezione, ma facciamole lo stesso (e sono tante):

1) Qual è l’attuale media Continua a leggere

LE APERTURE (abitudine in disuso)

31 Mag
LE APERTURE (cioè il comico emergente che si esibisce prima di quello esperto, nella programmazione di un locale), sono una tradizione che si sta perdendo, Sicuramente per via del “DISBOSCAMENTO” (quasi uno sterminio) dei locali di cabaret, dovuto un po’ alla crisi, molto ALL’ESPLOSIONE DEI LABORATORI e quasi tutto all’avvento di una GENERAZIONE DI COMICI che hanno i 5 minuti ma non uno spettacolo. Oggi fare la gavetta iniziando con 20/30 minuti pare una bestemmia!
CLAUDIO MASIERO ci ha spedito un racconto “vintage” su come funzionava questa sanissima e produttiva abitudine.

Anni fa, per entrare a far parte di un gruppo di artisti, o per entrare a far parte di un circuito di locali, bisognava avere dei requisiti particolari.
Dovevi avere un minimo di repertorio, intorno alla mezzora, per poter sostenere un’apertura ad un artista di rilievo (esibizione prima di quella del “big”).
Cosa succedeva? ti presentavi al locale facevi la tua apertura e poi creavi i presupposti  per un’eventuale serata (se avevi repertorio a sufficienza) oppure per poter fare altre aperture .
Quindi al locale c’era:
1) uno che presentava la serata (spesso il proprietario del locale, 2) Il novellino che faceva l’apertura, 3) l’artista in serata.
La serata era strutturata come un concerto, con il gruppo di supporto a scaldare il pubblico e poi l’artista a “incendiarlo”.
Sia chi faceva apertura che l’artista venivano pagati, ovviamente in modo diverso.
Vigeva anche la regola che, se entravi in un gruppo di artisti capitanati da un MANAGER anche se facevi serata piena ( 50/70 minuti ), se eri un NOVIZIO del gruppo, alle prime serate e sino a che non ti facevi il NOME, venivi retribuito meno.
Mi spiego: il locale ogni sera pagava l’agenzia o il manager un TOT, esempio 1 milione (di lire).
L’agenzia si tratteneva per segreteria e altro 100mila lire, altre 100mila lire venivano date al NOVIZIO e le altre accantonate perché durante il mese sarebbero state usate per pagare artisti di GROSSO CALIBRO.

C. M.

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