Tag Archives: Manipolazione

I Buratori (burocrati autori)

30 Gen

servono battute sul tirannosauro rex!

il secondo, clamoroso video di Ruben Marosha

10 Dic
una delle domande contenute nel video: come mai i grandi capi non dicono prima a cosa sono interessati?
 Segnaliamo la pubblicazione del secondo video girato da Ruben Marosha dietro le quinte degli Zelig Lab (guarda il primo video e leggi post di commento).

Nel video sono state alterare le voci e oscurate le fisionomie dei protagonisti, sono stati coperti tutti i riferimenti a loghi e marchi commerciali, quindi non c’è alcun motivo per rimuoverlo da YouTube (come è sucesso, sempre per motivi non chiari, al primo video). Rimuoverlo sarebbe un grave atto di censura, soprattutto perché in un mondo così poco trasparente è giusto che la gente sia informata.

Il video è piuttosto lungo, con immagini poco chiare, spesso non facile da seguire, ma è comunque un documento di straordinaria importanza: è un zoom sulla “macchina di alterazione della verità” messa in atto dalle politiche bananifere sulla pelle dei comici e che produce una massa enorme di “lavoro non retribuito” (fai click qui sotto per vedere il video):

Guarda il video di Ruben Marosha.

Nel video Ruben dialoga con l’autore Zelig, un autore di supporto, un comico che è giunto al successo, altri comici e collaboratori del laboratorio. Siamo prima dell’ultima serata. Ruben cerca di avere delle risposte e scopre che…

Uno dei grandi capi è venuto qualche settimana prima dicendo di non essere venuto per “fare selezione”. In realtà è venuto per fare (e ha fatto) selezione (attitudine a mascherare la verità).

Il grande capo ha detto che la comicità di Ruben Marosha non interessava a Zelig, ma questo non è stato comunicato al diretto interessato (la gente non deve sapere, mai) tanto che ha continuato a essere convocato alle serate di laboratorio, ovviamente a proprie spese! Questa è una cosa molto grave, ma frequentissima .

L’autore di supporto sembra ignorare tutto ciò e, addirittura, propone a Ruben un altro anno di laboratorio. Sembra inoltre nno a conoscenza di cosa interessi a Zelig.

L’autore Zelig credeva nelle possibilità di Ruben, ed è dispiaciuto. E’ uno di quelli “umani” che provano empatia, uno str**** se ne sarebbe fregato. Promette che se sarà autore di una data trasmissione, sicuramente chiamerà Marosha. 

In generale si nota uno SCOLLAMENTO TOTALE tra gli autori e le intenzioni dei capi (come raccontato più volte nel blog). Inoltre i criteri di valutazione sono ESCLUSIVAMENTE TELEVISIVI (alla faccia della definizione Bananas dei laboratori: una scuola di recitazione per aspiranti comici).

Da notare come le informazioni recuperate da Ruben Marosha sia state ottenute insistendo, altrimenti sarebbe rimasto all’oscuro di tutto (come quasi tutti quelli che finiscono nel tritacarne zelighiano, privati del diritto di sapere). Nel finale c’è un breve spezzone dell’ultima esibizione di Ruben.

L’intero video non vuole prendere di mira i “quadri inferiori”, ma prendere di mira i “piani alti”, i veri responsabili di questo degrado vergognoso.

Notare come, dopo che le speranze indotte artificialmente ricevono la mazzata della delusione, la soluzione sia sempre quella di offrire un altro anno di laboratorio (come curare Wanna Marchi col Maestro Do Nascimento).

Le situazioni raccontate nel video rappresentano un formidabile esempio (perfettamente vero, reale) di come funzioni la macchina di manipolazione zelighiana e di come ciò parta dall’alto, dai grandi capi (buuuuuuuuuuuuuuuu).

L’Amministratore di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

in arrivo il secondo, incredibile video di Ruben Marosha!!!

6 Dic
un frame tratto dal primo video

Finalmente, dopo una lunga attesa (e qualche tournee all’estero) Ruben Marosha ha dato un seguito al suo reportage dietro le quinte degli Zelig Lab. Appena sarà disponibile inseriremo il link.

(Guarda il primo video e leggi il commento al primo video)

Se il primo video poteva chiamarsi “liberatorie farlocche”, questo si potrebbe intitolare “tecniche di manipolazione”. Si tratta di un formidabile esempio di come agli artisti sia tenuta in modo sistematico nascosta la verità, in modo che producano una massa abnorme di lavoro gratuito e rimangano attaccati a Zelig all’infinito.

Stiamo oservando un ambiente che ha letteralmente “perso la testa” a tutti i livelli, in cui a partire dai “grandi capi” fino ad arrivare all’oscuro autore di laboratorio sembra essersi scatenata una gara a chi trattiene di più le informazioni vitali ai diretti interessati.

L’esempio di Emiliano Petruzzi (vedi il suo racconto prima, seconda e terza parte) è davvero demenziale, mostrando come un artista venga ingannato dai “grandi capi in riunione”, dal personale amministrativo, giù fino al direttore artistico e all’autore del laboratorio (fino a ricevere il piano di produzione, anticipare le spese, accordare il compenso a puntata, fornire i propri dati personali e bancari, eccetera eccetera). Alla fine TUTTO viene scaricato sulla VITTIMA cui viene offerto un altro anno di laboratorio (a proprie spese).

Il video di Ruben costituisce un arricchimento notevole di ciò che sappiamo già. Eppure è bastato portare una videocamera nascosta una volta sola…

L’Amministratore di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Zelig: manipolazione e uso del mistero

16 Mag

Non si sa niente… non hanno deciso…

Domande spontanee a Gino & Michele (per i 25 anni di Zelig)

9 Mag
Gino & Michele: campioni di elusività

Il 10 maggio, per le celebrazioni dei 25 anni di Zelig (12.05.1986) Gino & Michele verranno intervistati sul palco di viale Monza 140. Il clima sarà  bonario, annedottico e  paternalistico. Verrà risparmiata la parte oscura di Zelig:  una delle più grandi opere di manipolazione e sfruttamento del lavoro e della creatività altrui. Ci sono molte domande che non verranno  mai fatte. Eccone 45:

1. Secondo voi quella dell’attore comico è una professione?

2. Di conseguenza ritenete che il comico dovrebbe avere gli stessi diritti riservati alle altre categorie di lavoratori del mondo dello spettacolo?

3. Altrimenti, per quale motivo quella del comico sarebbe un’attività con meno diritti rispetto alle altre? 

4. Siete a conoscenza del fatto che i tanti laboratori Zelig sottopongono i comici, a circa 25.000 ore di impegno gratuito nel corso di un anno?

5. Siete a conoscenza del fatto che ci sono persone che hanno accumulato molti anni (in alcuni casi addirittura 10/11) di laboratorio Zelig senza aver mai fatto una puntata della trasmissione?

6. Visto che i laboratori Zelig contribuiscono a un business, non sarebbe il caso di riconoscere a chi vi partecipa un corrispettivo in denaro e una forma di contrattualizzazione? 

7. Come mai nei laboratori Zelig non viene mai dichiarata la durata del lavoro che si farà sul singolo comico?

8. Come mai nei laboratori Zelig non viene specificato nei dettagli il lavoro professionale, di regia, di lavoro sull’attore che si andrà a fare sul singolo comico?

9. Come mai nella presentazione sul sito di Bananas, è omesso che i laboratori contribuiscono al business di Zelig?

10. Non ritenete che in tutto questo ci sia poca o nessuna trasparenza? 

11. Pensate che gli eccessi della precarietà nel mondo del lavoro andrebbero combattuti?

12. Mentre la precarietà nel mondo del lavoro riguarda chi è comunque sotto contratto, come mai la precarietà made in Zelig riguarda in maggioranza chi non è sotto contratto?

13. Non ritiene che la precarietà made in Zelig rappresenti un salto di qualità, in peggio?

14. Se al comico fossero riconosciuta i minimi diritti sindacali, il sistema di scouting organizzato da Zelig sarebbe costretto a chiudere o a riorganizzarsi totalmente? 

15. Siete a conoscenza dello stato di stanchezza, Continua a leggere

Il Gelo…

10 Ott
Tutti conoscono il “gelo”…

Di Alex

Il gelo cala prima o poi. La conoscete bene questa sensazione, no?
Far calare il gelo è la loro versione di Amore Universale, da distribuire a tutti.
Il giorno prima eri tra quelli che venivano “filati”: pacche sulle spalle, complimenti, promesse come se volessero puntare su di te.
Il giorno prima quel tale che non fa mai complimenti ti ha detto: “Sei bravo, sei migliorato”.
Se il tale che non fa mai complimenti te li fa, pensi, vuol dire che è proprio arrivato il tuo momento!
Poi arriva il gelo… Niente più pacche, promesse volatilizzate, arrivi là e nessuno ti fila… Quello che non fa mai complimenti, non solo non ti saluta, ma prima di girarti le spalle ti guarda come se fossi un mucchio di spazzatura su due gambe.
Non cascateci… Possibile che qualcuno ci caschi ancora? Vogliono solo farvi stare lì 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, anni.
Abbiamo avuto anni di esperienza là dentro, dovremmo conoscere i meccanismi a memoria. Siamo “veterani dell’antartico.”
Parliamone di più, confrontiamo le esperienze, scopriamo che si assomigliano tutte…
 “Il tuo pezzo è televisivo… Farai tutte le puntate di Zelig Off… Bravo, bravo, bravo…”
Poi all’ultimo il pezzo non è più televisivo (magicamente), non vieni chiamato per Zelig Off, “non ci convinci del tutto” ti dicono (intanto il “Bravo, bravo, bravo” risuona ancora nell’aria!”).
Ma se eri bravo come mai non convinci più?
Chiedete spiegazioni, non accettate tutto (perché poi vi faranno di tutto)…
Il gelo che viene addosso è la paura di essere dei “reietti”: quelli che lo diventano, si dice, sono oggetto di un odio senza fine.
“Che cos’ho fatto per meritarmi questo? Ho fatto qualcosa… certo, all’ultima serata non ho fatto ridere tanto, però… hanno cambiato idea su di me?… forse perché frequento xxx ed xxx lo detestano
Pur di toglierti di dosso quel gelo, faresti qualsiasi cosa.
Ma il gelo arriverà comunque.
Non possono tenerti lì col carisma che non hanno, neppure con le qualità umane che hanno lasciato ad ammuffire in qualche solaio… possono solo tentare di congelarti (periodicamente)
Il gelo è la dimostrazione che si può finire nell’indifferenza, nell’allontanamento.
Il paradiso era lì, ne potevi sentire quasi i cori angelici, prima che calasse il gelo…
Ma il gelo cala su chiunque, indipendentemente da ciò che uno fa.
Non serve fare i simpatici, non serve fare i ruffiani, non serve fare i ribelli.
Zelig fa calare il gelo a rotazione.
È un lavoro duro e loro lo fanno, senza pensarci troppo su, senza esitazioni.
Ma attenti: oltre a essere congelati rischiate di diventare patetici.
C’è gente che adesso sta a “Miami” e se la passa benissimo.
Parliamone e parlatene tra di voi.
Perché tutti abbiamo provato più volte il gelo
Inseguendo le nostre speranze.
 
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