Tag Archives: Manuelita Vella

Manuelita Vella vincente a RidenDro (concorso virtuoso)

31 Ago
Foto: Mosna Natascia G.

Manuelita Vella, che sul blog ha pubblicato un’importante testimonianza critica nei confronti degli Zelig Lab (leggi articolo 1 e articolo 2) questa estate si è aggiudicata un premio al concorso RidenDro & ScherzanDro, gara tra barzellettieri organizzata dal grande Lucio Gardin in quel di Dro, in provincia di Trento.

La serata finale si è svolta il 17 luglio, tra gli ospiti precedenti i Fichi d’India e Pino e gli Anticorpi, conduzione di Nina Senicar. La coincidenza è che Manuelita Vella ha vinto un premio in denaro di 1.000 euro (per il secondo posto), la stessa cifra vinta da Ruben Marosha trionfando a Riso fa buon sangue (vedi post precedente).

Insomma, per l’ennesima volta è stato smentito il teorema “chi critica il sistema è sfigato”. Bravi ragazzi, vi vogliamo così: critici, indignati e vincenti!!! 😉

RidenDro merita un elogio come concorso virtuoso: rimborsi spese a tutti i partecipanti, premi in denaro ai primi 3 classificati, organizzatore che conosce bene il territorio e il mestiere di comico (Lucio Gardin), clima rilassato e attenzione verso gli artisti (e, cosa sana, nessuno snobismo verso una forma popolare come la barzelletta).

Insomma, quando i budget ci sono è possibile remunerare i cabarettisti, basta volerlo (invece l’ampiezza del patrimonio, spesso, è inversamente proporzionale alla lunghezza del braccio).

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

 

Annunci

Manuelita Vella su: laboratori & liberatorie

24 Giu
Manuelita Vella

Manuelita Vella è stata autrice di una coraggiosa e preziosissima testimonianza sui laboratori Zelig (leggi post completo).

Ha accettato di rispondere ad alcune domande sul tema “laboratori, liberatorie, improvvisazione, ovviamente senza censure o finta diplomazia, com’è nel suo stile.

 A QUALI LABORATORI HAI PARTECIPATO?

In passato, sono andata a Milano in viale Monza 140, ma lo scorso anno ho frequentato assiduamente il laboratorio di Piacenza.


SI PORTAVANO PEZZI PREPARATI IN PRECEDENZA?

Certo! Loro volevano una mail in cui verificavano i pezzi da fare, per poi portarli in serata, con pubblico PAGANTE, che prenotava giorni prima, per assicurarsi il posto.


SI PORTAVA REPERTORIO?

Si, molti cabarettisti, anzi, quasi tutti, portavano pezzi di repertorio, perché era palese che questi “Laboratori” servivano da vetrina per ambire al passaggio televisivo. Infatti, i pezzi venivano “massacrati” e ridotti all’osso per cercare di farli piacere agli autori e renderli “televisivi” secondo i loro gusti. Lì cominciava il massacro. Il cabarettista si deprimeva, perché non credeva più nel repertorio che (in realtà) in serata funzionava.

Io, personalmente, portavo pezzi nuovi di pacca, in quanto lo intendevo un laboratorio vero e proprio, ma loro mi dicevano che era meglio provarli in altri posti prima di salire su quel palco, in quanto la gente voleva ridere e si aspettava qualcosa di “funzionante e sicuro” dalle serate Zelig; pezzi comunque depositati man mano dall’autore che mi ha aiutata nel percorso.

C’ERANO LE PROVE AL POMERIGGIO?
Le prove nel pomeriggio c’erano, ma erano riservate a coloro che loro ritenevano più “deboli”, da controllare e pulire. Molti cabarettisti arrivavano poco prima dell’inizio della serata e non provavano affatto.

C’ERA UNA SCALETTA?

Certo che c’era una scaletta! Assolutamente sì.


HAI MAI NOTATO CASI DI IMPROVVISAZIONE?
Mah… se per improvvisazione si intende, invertire una frase o aggiungere e togliere una pausa, si! Le prove sono sempre servite per affinare il pezzo, pulirlo e renderlo televisivo. A volte mi proponevano di ripetere i pezzi, cambiando il ritmo o togliendo un paio di frasi per renderlo più immediato.

QUAL È LA TUA OPINIONE SULLE LIBERATORIE DEGLI ZELIG LAB?

Sincera??? PURO SFRUTTAMENTO per coloro che sperano di arrivare in un luogo riservato ai pochi eletti, definiti tali non necessariamente per meriti, ma per scelte alchemiche e chissà…
Certo, De Gustibus non disputandum est… sta di fatto che le liberatorie “liberavano” loro dal riconoscere un eventuale rimborso e, noi cabarettisti, dalla speranza di pagarci almeno la benzina!!
Ovunque è la stessa cosa e loro non ne sono esenti! Il potere in mano ai ricchi che ingrassano alle spalle dei poveri illusi, pieni di speranza….. Chi di speranza campa, disperato muore???… Alla facciazza del “Popolo”…

La Redazione di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Zelig e la pratica del love bombing

8 Mag
Venite, venite ai laboratori…

Love bombing è un termine diffuso dalla psicoterapeuta Margaret Singer nel libro “Cults in Our Midst”. (leggi la definizione su Wikipedia). Significa letteralmente “Bombardamento d’amore” ed è riferito a una pratica messa in atto dalle sette religiose o dai culti distruttivi:

«Il love bombing è uno sforzo coordinato, generalmente su ordine della dirigenza, per sommergere reclute e neofiti di lusinghe, seduzione verbale, contatti corporei non sessuali ma carichi di affetto, e molta attenzione verso qualsiasi osservazione venga fatta. Il love bombing – o offerta istantanea di compagnia – è uno stratagemma ingannevole usato da molti reclutatori di successo.»

È molto chiaro. Sostituiamo “dirigenza” con “direzione artistica”; “neofiti” con “comici”; “reclutatori” con “autori”; “molta attenzione” con “vieni al laboratorio perché sei bravo” e il gioco è fatto. IL MECCANISMO È IL MEDESIMO.

Il love bombing è una pratica usata abitualmente senza ritegno dalle parti di viale Monza 140 e spiegherebbe come mai molta gente continui a essere “reclutata” nel tritacarne zelighiano pur non ricevendone alcun vantaggio, nonostante le delusioni, le perdite di tempo e di denaro protratte per anni.

Tutta la struttura ne è coinvolta, a cominciare dall’amato leader Gin il Sung (Gino Vignali), passando per il direttore artistico Giancarlo Bozzo, giù fino all’ultimo autore.

L’offerta immediata di compagnia di cui parla Margaret Singer, nel metodo zelighiano è costituito dal farti salire sul palco, dal farti dei complimenti, dal farti capire che potrebbero puntare su di te.

Sono stato testimone decine di volte di questa tecnica e decine (forse centinaia) di volte l’ho sentita raccontare da qualcuno. Risulta evidente anche in alcune testimonianze pubblicate sul blog .

Ovviamente le lusinghe comporterebbero prima o poi il raggiungimento di qualcosa di concreto. Se sono bravo, se mi chiamano, se mi fanno salire sul palco, se seguo i loro consigli, allora perché i risultati non arrivano?

Per mantenere le reclute all’interno del “cerchio magico” occorre loro mentire 2 volte: la prima dando un’attenzione eccessiva rispetto alla realtà, la seconda trovando una scusa per cui l’attenzione sia finita così di colpo.

Nella testimonianza di Manuelita Vella (leggi articolo) questo meccanismo è raccontato in maniera esemplare. Inizialmente «sei brava, sei televisiva, complimenti, andrai in tv», poi, all’ultimo e a freddo: «Non hai fatto il salto di qualità, non sei ancora pronta».

La contraddizione è evidente: se uno non è migliorato, come mai non gli è stato detto prima? Perché non sono state affrontate subito le sue carenze? A cosa è servito il lavoro del laboratorio?

Molta gente si sta accorgendo piano piano di questa “truffa”. Il processo è lento, spesso doloroso. Ma, forse, non è esattamente una truffa, piuttosto è una tecnica di reclutamento basata sul love bombing.

L’Amministratore di Ananas Blog Roberto Gavelli (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Manuelita Vella racconta un anno di laboratorio Zelig a Piacenza

11 Apr
Manuelita Vella

Manuelita Vella è insegnante di educazione fisica, attrice e cabarettista. È attiva nel campo del volontariato con il gruppo dei City Angels, ma prima vanta una lunga gavetta nel mondo del cabaret; ha partecipato a diverse trasmissioni televisive, spot pubblicitari e a 2 film. La scorsa stagione ha frequentato tutte le serate del laboratorio Zelig di Piacenza. Ci scrive le sue considerazioni sull’esperienza, che sono molto interessanti per capire il sistema Zelighiano.

 La stagione scorsa ero a Piacenza, a fare cabaret in coppia con un mio caro amico, progetto che mi  divertiva, perché condiviso. Sono stata avvicinata dall’impresario Cesare Ansaldi che mi ha convinta a fare il provino a Piacenza, dicendomi che servivano assolutamente donne a Zelig e che avrebbe potuto essere, finalmente, la mia occasione.

Lui era consapevole che avevo deciso di non tornare più su “quel palco”, dove vivi la solita illusione che all’ultimo momento, puntualmente, viene calpestata.  Dopo aver fatto il provino, sono stata convocata per tutte le serate del lab. Zelig di Piacenza dagli autori Gigi Saronni e Bruno Furnari, bravissime persone, molto carine, disponibili e complimentose nei miei confronti al punto che, le sere che non potevo andare perché avevo impegni con la scuola, mi telefonavano perché andassi comunque anche in ritardo.

Mi dicevano che ero  abbastanza brava da potere salire ed essere “bella carica” per la serata. In me sono cominciate a rinascere sensazioni che avevo abbandonato, ormai, da anni; la voglia di palco prendeva sempre più spazio nel mio cuore e si era istaurato un rapporto molto bello e familiare con tutti i presenti, che mi vedevano come una privilegiata, visto che io ero una delle pochissime ad essere sempre presenti.

Una sera, un cabarettista molto affermato mi ha confidato di aver parlato con uno degli autori e  che sarei stata prossima al debutto a Zelig Off! Ero felice e grata a coloro che mi avevano “ripescata” e convinta a continuare!

Io abito in Brianza e il viaggio, a mie spese, fino a Piacenza e ritorno è molto lungo. A volte mi veniva chiesto di passare a prendere o di riportare a casa qualcuno, costringendomi ad allungare molto il percorso, ma per me era ugualmente meraviglioso, nonostante i sacrifici, poter coronare il mio grande sogno!

Gli autori mi chiedevano in anticipo la mail coi miei pezzi e quando, un paio di volte, mi suggerirono una battuta, fu il regalo e la gratitudine più grande, a conferma che a me ci tenevano veramente!

Arriviamo così all’ultima serata di laboratorio. Io non mi aspettavo di fare tv, ma ero certa che il provino l’avrei fatto e che me la sarei giocata.

L’ultima sera Bruno Furnari non c’era; era lui che mi “coccolava” di più e diceva di credere in me, soprattutto nelle telefonate che ogni tanto mi faceva. Gigi Saronni, in modo molto duro e schietto, mi  ha comunicato  che non avrei fatto nemmeno il provino, in quanto avevo cominciato bene il laboratorio, ma l’avevo finito male!! Mi ricordo ancora la bruttissima sensazione, al punto che non sono riuscita a spiccicare una sola parola…

Ora vorrei fare una riflessione: io mi metto anche in discussione, forse i miei pezzi avevano dei limiti, forse non sono abbastanza brava, però… da buona insegnante di educazione fisica ed allenatrice, se mi affidano un atleta, il mio compito è quello di lavorare per fare in modo che migliori! E, quindi, se mi fate venire tutte le settimane vuol dire che volete lavorare su di me…O no!!! Oppure mi avete chiamata solo perché ero quasi l’unica donna del cast?

In seguito ho cercato di contattare Bruno Furnari, ma non ho mai avuto alcuna risposta… che strano!!! Mi ha chiamato, invece, a settembre, Gigi Saronni, dicendo che comprendeva i sacrifici fatti, per poi propormi, un anno di laboratorio Zelig di Como (sempre gratis a mie spese), poi sarei potuta tornare a Piacenza (dove il pubblico ormai era folto e partecipe); ha insistito per Como, luogo meno conosciuto e frequentato. Mi è arrivata anche una mail di convocazione da parte dell’autore di Como, Renato Trinca, a cui non ho neanche risposto.

Recentemente ho organizzato una serata di beneficenza a favore dei City Angels in teatro a Monza. Sono venuti molti cabarettisti, alcuni non famosi e Gabriele Cirilli (nostro testimonial). Avevo chiesto aiuto a Giancarlo Bozzo direttore artistico di Zelig, ma non mi ha mandato neanche una risposta.

Mi viene da pensare: “Quando c’è da chiedere a noi di andare gratis, insistono. Quando potrebbero dare una mano loro, per una giusta causa, non sprecano il loro tempo prezioso… e il nostro tempo???”

Se devo lavorare gratuitamente, preferisco regalare un sorriso ai  senzatetto, fare volontariato, piuttosto che regalare il mio tempo a chi ricava solo un vantaggio economico, a discapito di chi ha creduto fino in fondo ai propri sogni… e chi brucia i sogni di qualcuno con consapevolezza, COMMETTE UN GESTO MOLTO GRAVE, IMPERDONABILE! 

Manuelita Vella

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: