Tag Archives: Marco del Conte

Le Scemette trionfano al Premio Gianni Palladino: la sketch-com risorge?

8 Giu
Le Scemette - foto di gruppo

Le Scemette – foto di gruppo

Le Scemette hanno trionfato nella finale del Premio Comicità Gianni Palladino, svoltasi ieri sera sabato 7 giugno al teatro Elfo Puccini di Milano (leggi post precedente). Secondi arrivati i Democomica, continuatori di una certa tradizione milanese off e stralunata (vedi per esempio il glorioso Scaldasole), terzi I Biondi, un gruppo di comici giovani  usciti dalla scuola Paolo Grassi. Tutti gli altri sono arrivati “quarti”.

Le Scemette è una sketch-com (sitcom fatta di sketch) tutta al femminile, le cui protagoniste sono: Rossana Carretto, Alessandra Ierse, Laura Magni, Cinzia Marseglia, Viviana Porro Nadia Puma e Alessandra Sarno (si può notare quindi un cast di tutto rispetto). Autori: Giovanna Donini e Marco Del Conte. 

“…si vuole rappresentare il mondo delle donne, facendo leva su stereotipi e cliché sempre attuali mostrando il bello del gentil (a volte non troppo) sesso, fra virtù e nonsense” (dal profilo Facebook de Le Scemette).

Che ciò servirà da stimolo a rilanciare la sketch-com in Italia? Attualmente c’è quasi solo Bye Bye Cinderella (anche questa tutta al femminile) che va su La5 e si segnala LOL su Rai 2, ma è fatta dai canadesi. Ci sono molti generi da rilanciare e c’è molto lavoro da fare (e un salto di qualità per tutti, per abbandonare gli stereotipi italici). Satiriasi con Comedy Central è riuscita a portare in auge la Stand Up Comedy, ma ci sono ancora le sitcom (compito enorme) e anche le sketch-com. Qualcuno lo dovrà fare…

Ananas Blog (Long May You Run)

Padova si impegna, ma…

17 Feb

Torniamo a occuparci di Padova, uno di quei laboratori alla periferia dell’Impero Bananas, su cui c’è poco interesse, ma che vengono tenuti in piedi per l’ansia di controllare ogni lembo di territorio. Vediamo qual è la situazione:

Il  locale Q Restaurant è abbastanza bello ma non è il Banale (locale storico di Padova NDR) ovvero: al Banale si era creata quella magia data da un pubblico che veniva a vedere i comici a prescindere da Zelig e, infatti, il pubblico si era innamorato dei personaggi. Con l’andazzo di non chiarezza e menefreghismo dei vertici, gli artisti che erano le colonne portanti del lab al Banale si sono persi.

Infatti la qualità del “Q” non arriva a sfiorare nemmeno quella del Banale. Non ci sono più i Flavio Furian, Diego e Paolo, I Minimo, La Mamma di Ado, Nicola Trocchia e Cristian Calabrese. Quello era un gruppo vero e si avvertiva dal locale sempre stracolmo. Qui si alternano giovanottoni volonterosi e di belle speranze provenienti quasi tutti da Verona, con altri personaggi improbabili che arrivano saltuariamente .

Il posto è scomodo perchè è in centro dove non c’è parcheggio, la cena non la offrono neppure, si paga (Tirchieria Zelig da 15 milioni di euro di fatturato l’anno! NDR). Non c’è il clima del Banale: pubblico di studenti e perfetto per il genere, qui l’ambiente è un pò da “fighetti”, non si sa come finirà.

L’autore Marco Del Conte fa quello che può con il materiale che ha, di sicuro si sbatte dalle 17.30 in poi ma l’impressione è che non ci creda più di tanto nemmeno lui (parafrasando De Andrè: s’impegna poi getta la spugna con gran dignità NDR). Forse è troppo accondiscendente, Midena e Basso erano molto più rigidi e duri, non si sa quale sia la soluzione migliore .

Certo è che se tutti vengono da Verona perchè non farlo a Verona? Una nota assai dolente: la tecnica che assassina i pezzi. E’ affidata a dei ragazzini che bruciano le battute con micorfoni non funzionanti o fischianti e basi troppo alte. L’impressione è che se si esclude Genova, Torino o Milano, gli altri lab sono considerati di provincia dove non ne esce un ragno dal buco.

Se i lab sono la serie B, nelle città minori sono pure di serie C: ci sarà l’outsider di sicuro (vedi Minimo, durati un anno solo) ma poi si pesca nel lab delle grandi città.
Nota positiva: la conduzione è affidata a una donna, Anna Marcato.

La Redazione di Ananas Blog + veneti disillusi

La conquista del Veneto: oggi i provini per il lab Zelig di Padova

23 Set
Di Gat e Infiltrati Veneti 

I Minimo

DISASTRI GIÀ SPERIMENTATI

Nella smania di estendere il suo monopolio, Zelig è sbarcato da alcuni anni anche in Veneto cominciando nel 2006/2007 col laboratorio presso il teatro Alcione di Verona (autori Renato Trinca e Laura Magni). C’è stata una pausa di un anno, e la ripresa nel 2008/2009 al glorioso Banale di Padova (autori Federico Basso e Andrea Midena), per proseguire nell’ultima stagione presso le Fucine Controvento di Mestre (autore Federico Basso).  

SI RICOMINCIA, MA IL VENETO…
Oggi 23 settembre 2010 ci sono i provini per la prossima stagione che si terrà al Q Bar di Padova (autore Marco Del Conte). Nel Veneto, come in altri luoghi d’Italia, per non parlare della desertificata Milano (Mecca della comicità gratuita) si stanno sperimentando le solite sensazioni di poca chiarezza, frustrazione, ansia, nessuno sbocco, infinito spreco di tempo, a cui si aggiungono alcune vere e proprie “spremute di sangue”.
Tutto è risaputo: succhiare via più energie possibile, eliminare le attività indipendenti, usare ciò che serve e poi abbandonarlo (vedi post esiste un piano b?). Però in Veneto l’esperienza sembra essere invecchiata precocemente rispetto ad altre zone d’Italia. La stanchezza è maggiore rispetto alla media. La voglia di raccontare è molto alta. Quasi tutti ammettono che il sistema Zelig è una forma di sfruttamento. Solo la mancanza di alternative “costringe” i più a tornare perché non ci sono altri posti (avere un monopolio è fondamentale, vedi post sul rapporto tra laboratori Zelig e business).
I MINIMO: UN CASO EMBLEMATICO
Dal lavoro dei laboratori Veneti è emerso un gruppo: I Minimo che hanno fatto l’ultima edizione di Zelig in prima serata. Un approdo importante, la realizzazione di un sogno, ciò per cui tanta gente impegna anni e anni della propria vita spesso senza riuscirci.
I Minimo si sono divisi dopo neanche un anno dal loro momento di gloria… Non è un risultato da sbandierare nella “propaganda ufficiale”.
Bisogna ammettere che questo gruppo usava una comicità in sottrazione non facile: mimare un pezzo musicale travolgente fingendo di essere stanchi. Inoltre andava a occupare uno spazio che, da le Tutine in avanti, è considerato poco più di uno stacco musicale. I Minimo praticamente si sono bruciati, com’è successo a tanti prima di loro.
LA FRATTURA TRA GINO & MICHELE E GLI AUTORI
Gli autori hanno fatto pressione fino all’ultimo in favore di PerLaMammadiAdo, considerandoli più adatti all’esordio, ma Gino & Michele (o solo Gino Vignali) hanno voluto ostinatamente I Minimo.
È un esempio illuminante di ciò che abbiamo raccontato nel post sulla creazione del dilettantismo: la separazione tra direzione e autori, col mistero su quali siano le scelte, e le decisioni catapultate dall’alto (a dispetto del lavoro fatto). Così gli autori lavorano su un prodotto che non conoscono, su obiettivi di cui non sanno nulla.
LA TRAPPOLA PUÒ SCATTARE ANCORA
PerLaMammadiAdo al posto de I Minimo non avrebbe cambiato molto, la tendenza della dirigenza Zelig è la seguente: un anno di tv, poi tornare a fare laboratori. PerLaMammadiAdo si trova in quella condizione psicologica del “ce l’abbiamo quasi fatta” che induce a tornare. Non a caso l’anno scorso hanno frequentato il laboratorio artistico di Milano (il premio per aver fatto un laboratorio è: fare altri laboratori). Chi conosce la Milano Venezia può immaginare quanto sia impegnativa una cosa del genere: oltre all’impegno creativo gratuito, il massacro degli spostamenti.
Questa è la routine che i lettori del blog stanno imparando a conoscere. Quella de I Minimo è una storia esemplare, ma arriveremo anche a raccontare in modo dettagliato una delle clamorose “spremute di sangue” venete… (basta pazientare fino a domattina).

     

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: